{"id":67358,"date":"2021-09-28T08:30:35","date_gmt":"2021-09-28T06:30:35","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=67358"},"modified":"2021-09-23T14:25:22","modified_gmt":"2021-09-23T12:25:22","slug":"fuga-da-kabul-gli-alberi-e-la-foresta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=67358","title":{"rendered":"Fuga da Kabul: gli alberi e la foresta"},"content":{"rendered":"<p><strong>da PAGINA FACEBOOK (Ugo Boghetta)\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Piovono tante spiegazioni in merito alla fuga Nato da Kabul. In occidente non ci si capacita di come 30 nazioni siano state sconfitte da soldati con sandali, motorini e turbante. Cos\u00ec imperversa l&#8217;ipocrisia dei profughi da aiutare come se la stessa guerra scatenata dalla Nato non ne avesse prodotto milioni. Profughi che, in parte, ora ritornano in patria e di cui nessuno d\u00e0 notizia. Alti lamenti si levano per le povere donne afgane come se gli sponsorizzati dall&#8217;occidente (afgani, arabi ecc ecc.) fossero femministi. Come se il fondamentalismo talebano non fosse una costola della visione wahabita alimentata dal principale alleato in medio Oriente: l&#8217;Arabia Saudita! L&#8217;unico regime afgano che difendeva donne e contadini \u00e8 stato abbattuto proprio dagli Usa! In questi giorni, poi, c&#8217;\u00e8 anche da chiedersi se sono peggiori i talebani o i recenti legislatori antiabortisti del Texas?<\/p>\n<p>Aspro \u00e8 lo scontro in atto negli Usa fra il sistema industrial-militare ed il realistico ritiro deciso da Obama, Trump e Biden. Non \u00e8 dunque una scelta nuova, ma una strategia di ridislocamento delle priorit\u00e0 americane; motivo per cui hanno deciso da soli. La vicenda dei sottomarini e l&#8217;alleanza anglosassone nel Pacifico va proprio in questo senso.<br \/>\nIn Europa si cerca di sfruttare l&#8217;occasione per tentare (ancora una volta) di fare passi in avanti nella difesa comune, anche se non \u00e8 dato sapere per quale politica estera. Si usa qualsiasi crisi per alimentare &#8220;Pi\u00f9 Europa&#8221; ma senza una visione strategica. Cosa del resto impossibile per la composizione storica, culturale e sociale del vecchio continente.<\/p>\n<p>Ma lo sconfitta Usa e alleati \u00e8 di pi\u00f9 vaste proporzioni: sono tutte le guerre medio-orientali ad essere state sconfitte o ad essere impallate: Iraq-Iran, Iraq, Siria, Libia. Ed ora, nel Shael, anche alla Francia non sta andando molto meglio.<br \/>\nQuesta frase, tuttavia, non \u00e8 esatta. Fino alla crisi del 2007\/8 le guerre americane, infatti, non avevano come vero obiettivo la conquista e la costruzione diretta di stati fondati sul modello occidentale: Biden dixit. In effetti, dopo lo scioglimento dell&#8217;Urss e una dominazione su scala mondiale che sembrava inarrestabile, agli americani bastava destabilizzare i paesi che non rispondevano all&#8217;unico comando mondiale. Cos\u00ec si controllavano direttamente le fonti energetiche. Si smaltivano e rinnovavano gli arsenali. Si privatizzava anche la guerra. Il resto sarebbe venuto da s\u00e8.<br \/>\nMa la crisi del 2007\/8 ha introdotto alcune varianti impreviste. La storia, che doveva finire, ha ricominciato a correre. La crisi dei subprime ha messo in mostra il fallimento dei presupposti finanziari e sociali del neoliberismo globalizzante. Le enormi differenze sociali prodotte hanno cominciato a creare opposizioni. In Europa ci\u00f2 \u00e8 stato alimentato dalle politiche austeritarie dell&#8217;Unione Europea. Draghi con il QI \u00e8 s\u00ec riuscito a salvare l&#8217;euro e le \u00e9lite ma il resto della popolazione non ha visto miglioramenti. Il populismo \u00e8 stata una risposta a questa situazione. Populismi &#8220;di destra o di sinistra&#8221; che, tuttavia, non si sono dimostrati all&#8217;altezza e alternativi al neoliberismo. Il sistema ha cambiato politica e sono stati riassorbiti o resi inefficaci. Anzi, con il covid stiamo assistendo ad un populismo dei governi. Chi controlla l&#8217;insicurezza vince!<br \/>\nPer altro verso, la globalizzazione ha favorito la Cina. Russia e l&#8217;Iran si sono dimostrati ossi pi\u00f9 duri di quel che il presunto impero pensava.<br \/>\nIn questo quadro, l&#8217;Occidente \u00e8 alla ricerca di una composizione fra un neoliberismo pi\u00f9 o meno puro e un&#8217;ibridazione che vede la rimozione di numerosi tab\u00f9: i deficit, l&#8217;inflazione, l&#8217;intervento dello stato. Un reset che ognuno fa secondo gli interessi strategici propri. Il virus \u00e8 stata la tempesta perfetta per accelerare i vari processi. E di questo reset fanno parte anche le guerre e la pace: la geopolitica. La guerra \u00e8 intrinseca a questa situazione. Ma la guerra ha molte facce: anche nuove.<br \/>\nTuttavia, se si rimane ai singoli fatti, se si guardano solo i singoli alberi, non si vede la foresta.<br \/>\nLa crisi \u00e8 di portata ben pi\u00f9 ampia di una sconfitta militare. E&#8217; di natura ideologica.<br \/>\nIl modello neoliberista e capitalista occidentali ha esaurito la spinta propulsiva. Il resto del mondo infatti ha dimostrato di essere resiliente. Non a caso la Cina fa invidia per i successi di un modello dirigista a guida comunista. Cosa inconcepibile per il pensiero unico.<br \/>\nEppure basta osservare come in occidente ci sono voluti 20 anni per mettere una piccola tassa sui profitti delle multinazionali, mentre in Cina sono bastati tre mesi per tagliare la cresta a quelle cinesi e a salvaguardare i cittadini dall&#8217;abuso della richiesta dati da mettere nel frullatore dei profitti.<br \/>\nDinanzi a questa situazione, Biden ha subito pensato di usare la democrazia per ricostruire il fronte alleato. Ma anche l&#8217;arma della democrazia \u00e8 spuntata in quanto \u00e8 lo stesso liberismo che la mette in crisi nello stesso &#8220;mondo democratico&#8221;. La democrazia non \u00e8 conforme al liberismo. Il ministro francese Le Maire intervenendo a Cernobbio, dopo aver indicato gli obiettivi dell&#8217;Unione su cui competere: conquista spaziale, cloud, aeronautica, intelligenza artificiale, semi conduttori, ha concluso affermando: &#8220;Siamo (Unione Europea) un sogno politico che si basa su pace, solidariet\u00e0 e democrazia&#8221;. Ogni commento \u00e8 superfluo.<\/p>\n<p>Se quello che \u00e8 in crisi non \u00e8 una mera strategia militare o politica ma un intero sistema ideologico, politico, economico e sociale, non per questo l&#8217;occidente non ha pi\u00f9 nulla da dire. L&#8217;occidente ha anche i germi dell&#8217;alternativa: uno fra questi \u00e8 il socialismo. Un socialismo che, nelle varie espressioni: sovietica o socialdemocratica, \u00e8 per\u00f2 morto quando \u00e8 diventato una subordinata o ha pensato di competere con gli stessi meccanismi del sistema che voleva demolire. Compreso il fatto che \u00e8 anch&#8217;esso fallito dove \u00e8 stato &#8220;esportato&#8221;. Ci sono infatti singolarit\u00e0 dei popoli che non vanno compresse ma comprese: Unione Europea docet. Un concetto, quello socialista, che tuttavia oggi non pu\u00f2 essere nominato poich\u00e9 rappresenta tutto e nulla. In Italia poi il socialismo \u00e8 associato a Craxi!? Oggi, inoltre, il termine socialismo viene usato come mero intervento dello Stato. La stessa variante &#8220;socialista&#8221; del mondo cattolico \u00e8 in crisi. E tutto il mondo cattolico si dimena fra conservatori e sinistrati alla Bergoglio.<br \/>\nSiamo dunque in un tempo nuovo. Alcuni nodi sono fondamentali. Quello ambientale, va sottratto all&#8217;ennesimo uso del profitto. E non \u00e8 tanto la questione ambientale che va affrontata, quanto il rapporto, nella sua forma capitalista ed economicista, fra specie umana e la natura di cui siamo una fra le tante. In questo senso \u00e8 tutta la filosofia occidentale che andrebbe messa in discussione. Scusate se \u00e8 poco. Anche la salute, bene primario, \u00e8 tutelabile anche in tempo di epidemie solo se l&#8217;economia \u00e8 un affare sociale comune. In caso contrario si alimenta lo scontro fra salute ed economia e, dunque, fra vari strati sociali. A sua volta, la digitalizzazione della vita \u00e8 una frontiera nuova e pericolosa in quanto porta a de-contestualizzare, de-territorializzare e a &#8220;virtulizzare&#8221;. In questo quadro, scuola, cultura, scienza ed informazione devono essere sottratte alla privatizzazione della gestione e degli scopi. La questione democratica nella sua forma meramente rappresentativa va ripensata per il limite a cui \u00e8 giunto il rapporto con il capitalismo. La Costituzione italiana ne \u00e8 una vittima evidente. E l&#8217;individualismo parossistico \u00e8 il fondo antropologico di questi nodi. Ritorna dunque al centro la questione sociale in tutte le sue declinazioni alimentata da anni in cui gli squilibri interni e fra nazioni sono aumentati e sono destinati a crescere ancora.<br \/>\nL&#8217;alternativa post capitalista si imporrebbe come necessit\u00e0 oggettiva, ma siamo ancora lontani da una proposta all&#8217;altezza: in particolare in Italia. C&#8217;\u00e8 la trippa, c&#8217;\u00e8 la fame, ma non ci sono i gatti.<\/p>\n<p><b>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/m.facebook.com\/story.php?story_fbid=4327270133976187&amp;id=100000797283987\">https:\/\/m.facebook.com\/story.php?story_fbid=4327270133976187&amp;id=100000797283987<\/a><\/b><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da PAGINA FACEBOOK (Ugo Boghetta)\u00a0 Piovono tante spiegazioni in merito alla fuga Nato da Kabul. In occidente non ci si capacita di come 30 nazioni siano state sconfitte da soldati con sandali, motorini e turbante. 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