{"id":67361,"date":"2021-09-24T08:30:54","date_gmt":"2021-09-24T06:30:54","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=67361"},"modified":"2021-09-23T21:00:32","modified_gmt":"2021-09-23T19:00:32","slug":"gkn-la-lotta-dei-lavoratori-ci-riguarda-tutti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=67361","title":{"rendered":"Gkn: la lotta dei lavoratori ci riguarda tutti"},"content":{"rendered":"<p><strong>DA: KRITICA ECONOMICA (Salvatore Pompei)<\/strong><\/p>\n<p>La lotta dei lavoratori Gkn sta scrivendo una nuova pagina nella storia del nostro Paese e sta risvegliando le coscienze su problemi che ci riguardano tutti.<\/p>\n<p>L\u2019azienda, che ha la propria sede operativa in Italia nel comune di Campi Bisenzio, opera in un settore fondamentale per la nostra economia, quello della componentistica, che conta circa 250 mila addetti tra diretti e indiretti, quasi il 7% degli occupati nel settore manifatturiero\u201d. Gkn si occupa di componentistica per auto, pi\u00f9 specificamente della produzione di semiassi.\u00a0Secondo la testimonianza di uno dei dipendenti, intervistato nel reportage di Corrado Formigli su Piazza Pulita,\u00a0la fabbrica produce per l\u201980\/85% pezzi per marche italiane, come la Ferrari.<\/p>\n<p>Tutto ha avuto inizio con le famigerate 422 mail di licenziamento di luglio 2021. \u201cL\u2019azienda nel giorno del licenziamento aveva messo tutti i lavoratori in Par (Permesso annuo retribuito) cos\u00ec che non ci fosse nessuno fisicamente in fabbrica\u201d, come si legge in un\u2019intervista rilasciata dai lavoratori a Jacobin Italia.<\/p>\n<p>I lavoratori, quando si \u00e8 diffusa la notizia hanno raggiunto lo stabilimento e da l\u00ec non si sono pi\u00f9 mossi. Non si tratta di un\u2019occupazione ma di un\u2019assemblea permanente, che ha ricevuto il supporto e la solidariet\u00e0 di tutta la comunit\u00e0: la protezione civile ha fornito la cucina da campo e i cittadini riforniscono i lavoratori di ci\u00f2 di cui hanno bisogno.<\/p>\n<p>Fondamentale \u00e8 il supporto del sindaco,\u00a0che, dimostrando una spiccata sensibilit\u00e0 sociale, ha difatti impedito lo smantellamento dei macchinari, impedendo con un\u2019ordinanza comunale ai tir di\u00a0transitare nelle vie attorno alla fabbrica. Si spiegano cos\u00ec anche le ronde dei lavoratori, che con la loro presenza costante vogliono proteggere da possibili furti il preziosissimo patrimonio aziendale.<\/p>\n<p><strong>Dov\u2019\u00e8 la politica industriale?<\/strong><\/p>\n<p>Come ha sottolineato Guendalina Anzolin sul manifesto, la mancanza di\u00a0una politica industriale attenta \u00e8 alla radice di questa crisi. Nello stesso settore della Gkn, ma in un altro Paese, le cose sono andate diversamente: in Francia l\u2019azienda Faurecia ha svolto un ruolo di \u201cattore di aggregazione e coordinamento della catena di fornitura\u201d nazionale nella componentistica.\u00a0Questo settore ha bisogno di manovre di coordinamento per due ragioni. La prima \u00e8 che \u201cc\u2019\u00e8 in ballo l\u2019elettrico, ma anche la pressante modularizzazione: si sta andando verso il modello one model one plant\u201d. La seconda ragione \u00e8 che vi sono \u201csfide organizzative, tecnologiche e di apprendimento oltre che un continuo confronto con altri stabilimenti che competono sulla stessa struttura dei costi\u201d.<\/p>\n<p>In Italia per\u00f2 queste problematiche non sono state valutate con il necessario rigore, tant\u2019\u00e9 che l\u2019unico attore che sarebbe stato in grado di ricoprire il ruolo che in Francia ha avuto Faurecia, Magneti Marelli, \u00e8 stata ceduta da FCA al fondo statunitense Kkr.<\/p>\n<p>La Gkn nel 2018 \u00e8 stata cos\u00ec acquistata da un fondo speculativo privato, il gruppo Melrose, il cui motto poco rassicurante \u00e8 \u201cbuy, improve, sell\u201d (compra, migliora, vendi). L\u2019anno prima, nel 2017, era stato presentato un piano quinquennale per l\u2019ammodernamento della struttura, con l\u2019obiettivo di raggiungere l\u2019automazione totale. Come si vede nel servizio di Piazza Pulita i macchinari della fabbrica hanno ancora le etichette.<\/p>\n<p>Il gruppo Melrose ha potuto usufruire delle politiche di agevolazioni fiscali e di incentivi con cui lo Stato mira a favorire la diffusione del modello dell\u2019industria 4.0. Il risultato per l\u2019amministratore delegato Simon Peckham e il vicepresidente Chistopher Miller \u00e8 stato ad aprile un guadagno di ben 22 milioni di sterline in totale attraverso la vendita di azioni: pi\u00f9 del costo del personale dello stabilimento italiano, che nel 2020 ammontava a 19 milioni di euro.<\/p>\n<p>A tal proposito, possiamo prendere a prestito le parole del filosofo Emmanuel Mounier, che con coraggio accusava cos\u00ec il regime socioeconomico che aveva provocato la crisi degli anni \u201830: \u201cLa cura, elemento essenziale della propriet\u00e0, manca in forma assoluta all\u2019azionista. \u00c8 indifferentemente azionista di sapone, di dischi, di coperture metalliche. Costoro possono mandare in rovina l\u2019impresa, impegnando le loro quote in una speculazione completamente ignota a quanti dirigono l\u2019impresa o a quanti da essa traggono il loro pane quotidiano\u201d (Dalla propriet\u00e0 capitalista alla propriet\u00e0 umana, p. 126) e ancora, accusava tale sistema di aver \u201cdissolto la persona del padrone nella Societ\u00e0 anonima del denaro. Ha oppresso tutta l\u2019impresa sotto questa dittatura finanziaria\u201d (p. 167).<\/p>\n<p><strong>La legge anti-delocalizzazioni<\/strong><\/p>\n<p>Tornando a noi, colpisce il fatto che l\u2019azienda abbia \u201crifiutato persino di chiedere 13 settimane di cassa integrazione Covid, per loro gratuita\u201d. Si \u00e8 iniziato proprio per questo a pensare sin da subito ad un decreto antidelocalizzazioni per tutelare \u201ci posti di lavoro di queste fabbriche delocalizzate dalla sera alla mattina da imprese tutt\u2019altro che in crisi\u201d. Tuttavia \u201cle uniche norme concordate fra Ministero del Lavoro e Ministero per lo Sviluppo Economico sono il preavviso di 90 giorni e un piano di mitigazione [\u2026] che \u2013 se non rispettato dall\u2019azienda \u2013 porterebbe\u201d solo \u201cad aumentare il costo dei licenziamenti\u201d.<\/p>\n<p>Dalle bozze del decreto sono inoltre sparite sia la multa del 2% del fatturato inizialmente presa in considerazione, sia la creazione di una lista nera di imprese che, delocalizzando, avrebbero perso la possibilit\u00e0 di accedere a incentivi e appalti pubblici.<\/p>\n<p>Ci sono stati ripensamenti anche sul tetto dei dipendenti previsti nella prima bozza: si \u00e8 passati da 150 dipendenti a un tetto superiore ai 250. Un altro rischio \u00e8 che si scelga per la legge anti-delocalizzazioni la strada del disegno di legge, che, dovendo essere approvato secondo la procedura di legislazione ordinaria prevista dall\u2019articolo 72 della Costituzione, richiederebbe tempi lunghi e rischierebbe di non poter essere applicata al caso Gkn.<\/p>\n<p>I lavoratori vorrebbero invece scrivere insieme al Governo un decreto-legge, che prevede un\u2019approvazione pi\u00f9 agile (art. 77.2 Cost.) proprio\u201din casi straordinari di necessit\u00e0 e di urgenza\u201d, dato che dovrebbe essere approvato dal Parlamento solo in un secondo tempo, entro 60 giorni.<\/p>\n<p>L\u2019assemblea permanente dei lavoratori Gkn ha gi\u00e0 approvato un documento di indirizzo per una legge contro le delocalizzazioni, \u201cFermiamo le delocalizzazioni\u201d, che \u00e8 stato redatto da 9 giuslavoristi. Ma dal governo non \u00e8 arrivata nessuna risposta.<\/p>\n<p>\u00c8 in questo contesto che si inserisce la manifestazione nazionale del 18 settembre 2021, voluta dall\u2019assemblea permanente dei lavoratori Gkn.<\/p>\n<p>\u201cNon venite in piazza per i nostri problemi di lavoro, venite in piazza con i vostri problemi. E che la nostra vertenza apra la via a un fiume in piena di rivendicazioni [\u2026] Portate le vostre debolezze e paure, e allora saremo invincibili\u201d. Queste sono le parole che il Collettivo di fabbrica Gkn ha scelto per invitare cittadini e lavoratori alla manifestazione nazionale, che non solo dovrebbe riaccendere i riflettori sulla vicenda dei 422 lavoratori dal 9 luglio in assemblea permanente a Campi Bisenzio, ma pi\u00f9 in generale sulle conseguenze dello sblocco dei licenziamenti e sulla necessit\u00e0 impellente di una legislazione che impedisca una volta per tutte delocalizzazioni \u201cda Far West\u201d, come quella che il fondo finanziario Melrose intende portare a termine.<\/p>\n<p>La nostra Costituzione, all\u2019articolo 2 afferma che \u201cla Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell\u2019uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalit\u00e0, e richiede l\u2019adempimento dei doveri inderogabili di solidariet\u00e0 politica, economica e sociale.\u201d. A questo dovere inderogabile hanno risposto in migliaia, uniti da una parola d\u2019ordine \u201cinsorgiamo\u201d, la scritta dal grande valore simbolico che si leggeva sullo striscione che svettava alla testa del corteo.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 bisogna prendere posizione<\/p>\n<p>Bisogna innanzitutto fare tre constatazioni di natura politica, alla luce della lotta dei lavoratori Gkn e della numerosa partecipazione alla manifestazione del 18 settembre. La prima \u00e8 che il senso civico non si \u00e8 ancora esaurito nel nostro paese. La seconda \u00e8 che il sindacato, se ben organizzato, pu\u00f2 ancora svolgere un ruolo incisivo, non solo per la difesa dei diritti dei suoi iscritti, ma\u00a0per la stessa vita democratica delle istituzioni.<\/p>\n<p>La terza considerazione, pi\u00f9 densa, \u00e8 che noi non siamo solo consumatori, utenti o individui separati gli uni dagli altri. Siamo immersi in comunit\u00e0 intermedie (come la famiglia, la comunit\u00e0 di lavoro, quella sindacale, quella cittadina, quella nazionale) che nei momenti critici possono unirsi insieme e possono mobilitarci per realizzare quello che il singolo da solo non riuscirebbe a fare.<\/p>\n<p>\u00c8 evidente che la posta in gioco non \u00e8 solo la questione Gkn. La Costituzione all\u2019articolo 4.1 afferma che \u201dla Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto\u201d e all\u2019articolo 42.2 specifica che la legge deve assicurare \u201cla funzione sociale\u201d\u00a0della propriet\u00e0 privata.<\/p>\n<p>In questa vicenda non dobbiamo dimenticarci che sono coinvolte persone, non numeri: gente in carne ed ossa, con una storia, un vissuto, un insieme di relazioni familiari e sociali ed aspirazioni legittime. \u00c8 fondamentale ribadire dunque un principio etico prima che giuridico: le persone prima dei profitti. Solo chi \u00e8 immerso nell\u2019indifferenza non pu\u00f2 percepire la profonda ingiustizia perpetrata ai danni dei lavoratori Gkn.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/www.kriticaeconomica.com\/gkn-lotta-lavoratori-ci-riguarda-tutti\/\">https:\/\/www.kriticaeconomica.com\/gkn-lotta-lavoratori-ci-riguarda-tutti\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DA: KRITICA ECONOMICA (Salvatore Pompei) La lotta dei lavoratori Gkn sta scrivendo una nuova pagina nella storia del nostro Paese e sta risvegliando le coscienze su problemi che ci riguardano tutti. 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