{"id":67367,"date":"2021-09-24T09:30:11","date_gmt":"2021-09-24T07:30:11","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=67367"},"modified":"2021-09-24T00:49:50","modified_gmt":"2021-09-23T22:49:50","slug":"chi-semina-dubbi-raccoglie-democrazia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=67367","title":{"rendered":"Chi semina dubbi raccoglie democrazia"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">da <strong>TERMOMETRO GEOPOLITICO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>(Giulio Di Donato e Simone Luciani)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><em>l compito degli uomini di cultura \u00e8 pi\u00f9 che mai oggi quello di seminare dei dubbi, non gi\u00e0 di raccogliere certezze.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>(Norberto Bobbio)<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Ci hanno chiesto in queste settimane, in questi mesi, perfino dei giornalisti, se siamo dei no-vax. Non essere vaccinati o esserlo (come molti di noi) non ci impedisce di avere parecchie domande a cui ci piacerebbe che qualcuno desse risposta, e siamo anzi stupiti che in cos\u00ec pochi ne abbiano pretese. Domande che ci sembrano pi\u00f9 importanti delle scelte personali sulla nostra salute e sul nostro corpo, e che magari ci aiuterebbero a capire, e magari a fugare un bel po\u2019 di dubbi. Per esempio: perch\u00e9 \u00e8 sceso il silenzio sulla vicenda Reithera? Davvero il vaccino italiano, che aveva dato risultati molto incoraggianti in fase di sperimentazione e che avrebbe dato enormi margini di indipendenza all\u2019Italia, \u00e8 stato bloccato per un \u201cbisticcio\u201d sull\u2019utilizzo dei fondi del MISE da parte dell\u2019azienda? Davvero non c\u2019era modo di risparmiarsi questo bisticcio? E davvero, di fronte a un evento drammaticamente storico come quello della pandemia, non \u00e8 possibile trovare altre forme pubbliche di finanziamento (oltretutto abbastanza contenuto)? Perch\u00e9 siamo vincolati da diversi mesi a una determinata \u201cselezione\u201d di vaccini, tutti made in Usa? Davvero l\u2019anglo-svedese AstraZeneca \u00e8 l\u2019unico ad aver meritato il clamore negativo intorno ai suoi effetti collaterali? Cosa persuade le autorit\u00e0 indipendenti italiane ed europee che i vaccini russo, cubano, cinese siano talmente inefficaci e insicuri da negare perfino il Green Pass a chi li ha scelti? E, parlando di Green Pass: davvero l\u2019Italia, uno dei Paesi con il pi\u00f9 alto tasso di vaccinati al mondo, ha bisogno di intimidire una parte dei suoi cittadini, minacciando di escluderli nei fatti dal godimento dei diritti civili e sociali (a partire da quello al lavoro, che apre la nostra Costituzione)? Davvero si ritiene che l\u2019opera di convincimento e persuasione al vaccino, che pure ha fatto largamente breccia, debba passare per misure piuttosto discutibili sul piano giuridico e uniche in Europa per severit\u00e0? Si pensa che l\u2019ossessionante campagna mediatica di caccia alle streghe non dar\u00e0, prima o poi, dei frutti amarissimi da cogliere sul piano del nostro tessuto sociale e culturale? O magari \u2013 e sarebbe molto peggio \u2013 lo si sa, lo si immagina e lo si prevede? E, a proposito di media: siamo certi che la quotidiana divulgazione stia rendendo davvero conto di un dibattito scientifico in realt\u00e0 largo, plurale e aperto? Disturberebbe il flusso quotidiano alternare l\u2019onnipresenza di quattro o cinque autorevoli scienziati e ricercatori con quella di altrettanto autorevoli scienziati e ricercatori di diversa opinione, che pure fuori dalla TV ci sono e non sono pochi? \u00c8 possibile dar conto di queste opinioni che dissentono, per esempio, su una campagna vaccinale aperta ai giovanissimi e a breve anche ai bambini? Perch\u00e9 in questi lunghi mesi nulla \u00e8 stato veramente fatto sul piano del potenziamento di sanit\u00e0, scuola e trasporti? Se la vaccinazione di massa viene percepita come una forma di compensazione rispetto a queste inadempienze, perch\u00e9 meravigliarsi se poi essa si trascina dietro una coda lunga di scetticismo e risentimento?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Queste alcune delle questioni alle quali vorremmo ci venisse data una qualche risposta. E tuttavia il timore \u00e8 che anche stavolta, piuttosto che persuadere e convincere con le armi della razionalit\u00e0 e della comprensione, prevarranno i toni di chi solo ammonisce e comanda (se si chiede un atto di fede non ci si lamenti se vi si oppone un atto altrettanto aprioristico di sfiducia). Se i sentimenti diffusi di diffidenza e scetticismo sono l\u2019effetto di una \u201ccrisi d\u2019autorit\u00e0\u201d che ha radici profonde, \u00e8 altrettanto vero che una comunicazione dall\u2019alto piena di contraddizioni e dai toni spesso violenti e isterici sembra non cercare altro che avvelenare ulteriormente il clima di divisioni nel Paese, alla ricerca del nemico di turno al quale addossare le responsabilit\u00e0 di un\u2019emergenza che si vuole eterna e infinita. D\u2019altra parte, scavando all\u2019interno delle nuove polarizzazioni create e alimentate da una \u201csociet\u00e0 dello spettacolo\u201d sempre pi\u00f9 frammentata, sfibrata e inerte, che va messa continuamente in stato di allerta, pena il suo completo sfilacciamento, a colpi di emergenza e caccia al nemico interno da ostracizzare e ridurre al silenzio, rinveniamo le stesse logiche di fondo nel nome delle quali si \u00e8 ceduto terreno sui diritti sociali e sui diritti politici (al punto che molti giustamente si chiedono a che serve ormai votare se le grandi decisioni vengono stabilmente prese altrove). Ritroviamo cio\u00e8 l\u2019emergenzialismo come visione del mondo e come paradigma consolidato di governo che nei fatti sterilizza la dialettica democratica, comprime il dibattito pubblico, necrotizza col pensiero critico la possibilit\u00e0 di immaginare una societ\u00e0 alternativa,e affida gli strumenti di governance a presunti esperti visti come gli unici depositari del sapere tecnico necessario a fronteggiare l\u2019insorgenza di continue e interminabili emergenze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Eppure non sono poche, anche fra chi prima della pandemia denunciava la torsione tecnocratica degli ultimi tempi, le assonanze con le semplificazioni e la foga liquidatoria alla base di una certa narrazione. Basti pensare anche alle voci che, \u201cda sinistra\u201d, squalificano chi avanza critiche o solleva dubbi sul modo in cui \u00e8 stata contrastata la pandemia, accusandolo di aver introiettato una visione del mondo neoliberale. Quasi considerando buona e giusta qualsiasi forma di limitazione delle libert\u00e0 individuali in nome della salvaguardia di un presunto e mai troppo specificato interesse generale, e chiunque ne metta in discussione la legittimit\u00e0 \u2013 magari perch\u00e9, di fronte all\u2019assenza di certezze granitiche, vorrebbe una maggiore attitudine al dialogo, una stretta osservanza delle ragioni della prudenza e della cautela da parte dei decisori pubblici, misure pi\u00f9 ragionevoli, adeguate e proporzionate rispetto ai fini che esse si propongono \u2013 incluso, quando va bene, fra le vittime inconsapevoli della spirale consumistica, e quando va male fra gli anarco-individualisti indifferenti alla sorte dei propri concittadini. A ben vedere, di subalternit\u00e0 al paradigma neoliberale si pu\u00f2 certo parlare, ma guardando in una direzione diversa: a coloro che non desiderano altro se non ritornare alla normalit\u00e0 di prima, e in nome di questa (la normalit\u00e0 dell\u2019uomo privato con i suoi scopi privati, con il suo lavoro privato perch\u00e9 svuotato di ogni rilievo pubblico) acconsentono in maniera acritica e fideistica a qualsiasi decisione dall\u2019alto, senza riuscire a guardare oltre la loro dimensione particolaristica e utilitaristica (Gramsci parlerebbe a tal proposito di \u201capoliticismo animalesco\u201d).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Il buon senso c\u2019era, ma se ne stava nascosto per paura del senso comune: cos\u00ec Manzoni sulla peste, cos\u00ec oggi sul Covid.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>FONTE<\/strong>:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/09\/22\/chi-semina-dubbi-raccoglie-democrazia\/\">https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/09\/22\/chi-semina-dubbi-raccoglie-democrazia\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da TERMOMETRO GEOPOLITICO (Giulio Di Donato e Simone Luciani) l compito degli uomini di cultura \u00e8 pi\u00f9 che mai oggi quello di seminare dei dubbi, non gi\u00e0 di raccogliere certezze. 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