{"id":67390,"date":"2021-09-27T11:00:22","date_gmt":"2021-09-27T09:00:22","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=67390"},"modified":"2021-09-25T08:44:15","modified_gmt":"2021-09-25T06:44:15","slug":"in-difesa-di-alessandro-barbero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=67390","title":{"rendered":"In difesa di Alessandro Barbero"},"content":{"rendered":"<p><strong>di La Fionda (Pasquale Noschese)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La lapidazione mediatica \u00e8 lo sport nazionale consegnatoci da questi tempi balzani, fatti di adesioni veloci e sovrapproduzione informativa. Assicurarsi qualche lettore (o qualche follower) in pi\u00f9 \u00e8 l\u2019imperativo categorico di ogni testata giornalistica o personaggio pubblico, e la prassi del polemista \u00e8 il mezzo pi\u00f9 efficace per adempiervi. Fin qui, nulla di nuovo sotto il sole. Che per\u00f2 ad essere travolto da questa dinamica sia Alessandro Barbero \u00e8 un fatto singolare, meritevole di approfondimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019<em>affaire<\/em> Barbero \u00e8 la sintesi di due eventi separati, uniti per\u00f2 dalla medesima struttura: le posizioni del professore a proposito del Green Pass e quelle a proposito delle foibe. Per chi fosse stato poco attento, nel primo caso il professore ha criticato la certificazione verde in quanto deresponsabilizzazione delle classi politiche che, incapaci di imporre un obbligo di legge, hanno costruito lo spazio politico per una nuova prassi di discriminazione (ad ognuno la decisione in merito alla sua giustezza) \u201csoft\u201d; nel secondo caso, Barbero non ha negato la tragedia storica delle foibe, ma ha espresso l\u2019impopolare opinione per cui il\u00a0<strong><em>fatto storico <\/em><\/strong>delle stragi sia stato inserito in una pedagogia nazionale che finisce per equiparare gli schieramenti in lotta nella seconda guerra mondiale, cos\u00ec da poter essere strumentalizzato per legittimare l\u2019equidistanza di alcune fazioni politiche dalle parti protagoniste del conflitto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ci\u00f2 detto, a costruire l\u2019<em>affaire <\/em>Barbero \u00e8 stato Aldo Grasso. Non solo perch\u00e9 ha contribuito a fabbricarne l\u2019eco mediatica, ma perch\u00e9 ha fuso insieme le due questioni suesposte, che di per s\u00e9 sono a dir poco differenti. Dopodich\u00e9 \u00e8 iniziata la grandinata di considerazioni, che hanno radunato le personalit\u00e0 e le piattaforme pi\u00f9 diverse non solo nelle opinioni espresse, ma anche nel garbo conservato nell\u2019esprimerle. Garbo che sarebbe d\u2019obbligo, siccome nessuno potrebbe dire che Barbero si \u00e8 rifiutato di confrontarsi con i suoi critici. In un articolo datato 11 Settembre il Secolo d\u2019Italia si dedica alle foibe e parla di \u201cposizioni negazioniste\u201d, senza per\u00f2 premurarsi di spiegarle. Gi\u00e0 il Sussidiario.net, il 2 Settembre, con un lavoro di bricolage non molto professionale, aveva costruito il proprio titolo da prima pagina: \u00ab Foibe, Barbero: \u201cTitini erano giusti\u201d \u00bb. Sulla questione Green Pass le prese di posizione si sprecano; basti segnalare Left, dove Marco Marzano, che probabilmente non ha ben capito le posizioni di Barbero, ne spiega l\u2019incoerenza con un volo pindarico che arriva ad un parallelismo assolutamente non necessario tra l\u2019anarcoliberismo e l\u2019anarchismo di sinistra (!), Makkox, che semplicemente si limita a dipingere Barbero come fosse un cretino, l\u2019immancabile governatore De Luca, di cui riparleremo a breve. Citiamo ma stendiamo un velo pietoso su Rick Du Fer, che gi\u00e0 in passato aveva pontificato sull\u2019attendibilit\u00e0 dell\u2019Alessandro Barbero storico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non pu\u00f2 che dispiacere constatare come la forma del dialogo si sia limitata all\u2019unicum del confronto, pur interessante, tra il professore e Paolo Flores d\u2019Arcais. Segno evidente che i tempi non sono propizi per la discussione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La questione non \u00e8 importante solo per il lustro del protagonista, ma soprattutto perch\u00e9 fa emergere le contraddizioni della nostra postura culturale, dell\u2019interpretazione che collettivamente diamo al dibattito pubblico. Interpretazione che trova il proprio nocciolo in una riduzione dualistico-pavloviana di ogni affare pubblico. Dualistica perch\u00e9 il sovraffollamento mediatico e l\u2019opportunismo politico obbligano a costruire su opposizioni evidenti e primitive ogni dibattito; pavloviana perch\u00e9, pi\u00f9 che una sincera riflessione che si concentri sulle singole considerazioni, come quelle espresse da Barbero, la dinamica principale \u00e8 quella di associare, emotivamente, ogni posizione ad uno dei due poli. Scavalcato il contenuto, ci si dedica furiosamente all\u2019attivit\u00e0 di completamento di una schedatura di ogni pensiero entro gli schemi precostituiti. Scriveva Nietzsche nello Zarathustra: \u00ab Pieno di solenni saltimbanchi \u00e8 il mercato [\u2026] E anche da te vogliono un s\u00ec o un no. Ahim\u00e8, tu vuoi collocare la tua sedia fra il pro e il contro? Di questi incalzanti assolutisti non essere geloso, tu, amante della verit\u00e0! Mai fino ad oggi la verit\u00e0 and\u00f2 al braccio di un assolutista. [\u2026] Fuggi, amico mio, nella tua solitudine \u00bb. Non serve un\u2019esegesi per capire fino a che punto abitiamo il mercato nietzschiano. In poco tempo Barbero \u00e8 diventato, nell\u2019immaginario di un popolo (in crescita) che si informa con i titoli, un no vax e un negazionista. Lui, che \u00e8 vaccinato e che non ha mancato di rimarcare l\u2019incontestabilit\u00e0 degli eventi delle foibe. L\u2019autonomia intellettuale non solo \u00e8 negata, ma non \u00e8 neppure concepita. De Luca rappresenta alla perfezione questo pensiero deforme, nel momento in cui esclama, rivolgendosi idealmente a Barbero: \u00ab Sei favorevole s\u00ec o no? \u00bb. Il governatore, che pure era docente di storia e filosofia, richiama Barbero ad uno schieramento che, semplicemente, Barbero non riconosce, perch\u00e9 tiene fede solo alla propria onest\u00e0 intellettuale, al di l\u00e0 di quali siano le conclusioni a cui pervenga. Barbero \u00e8 colpevole di aver sviluppato le proprie riflessioni in autonomia. Scatta dunque l\u2019accusa di ipocrisia. Se Barbero non \u00e8 facilmente riconducibile a uno dei due poli non \u00e8 perch\u00e9 il dibattito \u00e8 impostato in maniera riduzionista, non \u00e8 perch\u00e9 il pensiero di Barbero potrebbe avere una collocazione non ortodossa: \u00e8 evidente che Barbero fa il doppio gioco, che vuole tenere un piede in due scarpe. La forma dualistico-pavloviana non \u00e8 mai messa in discussione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Certo, sono molte le criticit\u00e0 che emergono dall\u2019<em>affaire<\/em> Barbero. L\u2019esistenza di un certo dogmatismo, che facilmente viene ritenuto legittimo quando le questioni trattate riguardano delle morti. Una certa insofferenza per le questioni di principio e per le finezze intellettuali, accompagnato ad una pi\u00f9 generica insofferenza, stavolta viscerale, per <em>gli<\/em> intellettuali, che credevamo appannaggio esclusivo della destra e che invece scopriamo propria dell\u2019intera cultura politica italiana. Lo spossessamento mediatico del s\u00e9, delle proprie dichiarazioni, dei propri atti. Tuttavia, la faccenda risulta particolarmente emblematica perch\u00e9 Barbero, a differenza di ci\u00f2 che si pu\u00f2 pensare, <em>non \u00e8 un personaggio pubblico<\/em>. Su Linkiesta, il direttore Christian Rocca ha parlato di una \u201cdoppietta di autogol mediatici da manuale\u201d. Qui sta il problema: credere che qualsiasi personaggio sia collocabile in una sorta di gioco a punti, ossessionato dalla cura della propria immagine mediatica, attento a garantirsi il supporto di improbabili tifoserie. Cos\u00ec ragionano i politici o gli influencer (due categorie sempre pi\u00f9 simili), che, trovando la propria ragion d\u2019essere nel consenso immediato, effettivamente possono essere autori di \u201cautogol mediatici\u201d. Cos\u00ec ragionano, purtroppo, molti intellettuali italiani, attenti a mantenersi nella comfort zone delle posizioni mediane. \u00c8 evidente che Barbero non ragioni cos\u00ec. Barbero non ha commesso errori perch\u00e9 non ha alcun patto col suo pubblico, che non a caso \u00e8 spuntato spontaneamente dopo la partecipazione del professore a Super Quark; ha semmai un patto con se stesso, con la propria onest\u00e0 intellettuale. Tutti dovrebbero averne uno, e dovrebbe essere ben pi\u00f9 stringente del \u201cvincolo esterno\u201d con la pluralit\u00e0 informe dell\u2019approvazione mediatica. Il risultato sarebbe forse un dibattito meno ordinato, ma certamente pi\u00f9 sincero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">C\u2019\u00e8 il rischio che questo sia l\u2019atto finale per il fenomeno mediatico oggettivo che ha accompagnato Barbero negli ultimi anni? Solo il tempo ce lo dir\u00e0. Di sicuro c\u2019\u00e8 da augurarsi di no: Barbero \u00e8 troppo prezioso per l\u2019asfittico panorama culturale italiano, in particolare dalla prospettiva giovanile. La giovent\u00f9 ha trovato nel professore una ventata d\u2019aria fresca, la prova vivente che esiste un modo diverso di <em>fare cultura<\/em>. Non pu\u00f2 n\u00e9 deve farsi condizionare dalla disdicevole tendenza all\u2019ostracismo mediatico che potrebbe abbattersi su Barbero. \u00c8 in casi come questo che \u00e8 possibile saggiare il grado di indipendenza di giudizio di una componente sociale: \u00e8 importante non perdere l\u2019occasione.<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/09\/25\/in-difesa-di-alessandro-barbero\/\">https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/09\/25\/in-difesa-di-alessandro-barbero\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di La Fionda (Pasquale Noschese) La lapidazione mediatica \u00e8 lo sport nazionale consegnatoci da questi tempi balzani, fatti di adesioni veloci e sovrapproduzione informativa. Assicurarsi qualche lettore (o qualche follower) in pi\u00f9 \u00e8 l\u2019imperativo categorico di ogni testata giornalistica o personaggio pubblico, e la prassi del polemista \u00e8 il mezzo pi\u00f9 efficace per adempiervi. 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