{"id":67396,"date":"2021-09-28T11:00:02","date_gmt":"2021-09-28T09:00:02","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=67396"},"modified":"2021-09-25T08:49:49","modified_gmt":"2021-09-25T06:49:49","slug":"lombra-del-neoliberismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=67396","title":{"rendered":"L\u2019ombra del neoliberismo"},"content":{"rendered":"<p><strong>di La Fionda (Francesco Marabotti e l&#8217;Indispensabile)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Com\u2019\u00e8 potuto avvenire che un intero paese sia senza accorgersene eticamente e politicamente crollato di fronte a una malattia?\u00bb.<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/09\/23\/lombra-del-neoliberismo\/#_ftn1\"><strong>[1]<\/strong><\/a><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questa \u00e8 la domanda che poneva, lucidamente, Giorgio Agamben in un articolo datato 14 aprile 2020, alla quale a mio avviso non \u00e8 stata ancora data una risposta adeguata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Come \u00e8 potuto avvenire \u2013 <em>aggiungo io <\/em>\u2013 che si sia passati, a partire dalla proclamazione dello stato di emergenza (il 31 gennaio 2020), in modo cos\u00ec repentino e convulso dalla <em>open society <\/em>al <em>lockdown<\/em>? Come \u00e8 potuto avvenire che dalla libera circolazione delle persone e dei capitali siamo giunti al divieto di spostamento al di fuori del proprio comune e alla certificazione di ogni movimento sul suolo nazionale?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Come siamo potuti passare, chiedo ancora, da \u201cquella gioiosa spensieratezza che sembra divenuta d\u2019obbligo\u201d<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/09\/23\/lombra-del-neoliberismo\/#_ftn2\">[2]<\/a> dell\u2019era pre-covid, al clima di paura, terrore quotidiano e distanziamento sociale che ha reso le nostre esistenze un campo di guerra con \u201cun nemico invisibile\u201d?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un cos\u00ec radicale capovolgimento \u00e8 un fenomeno che, a mio avviso, va oltre le sole ragioni medico-scientifiche o tecnico-amministrative. \u00c8 qualcosa che ci coinvolge in quanto societ\u00e0 e direi come civilt\u00e0 occidentale <em>in toto<\/em>. La tesi che cercher\u00f2 di argomentare in questo articolo \u00e8 che ad essere venuta in luce \u00e8 <em>l\u2019ombra stessa del neoliberismo<\/em> o se volete della post-modernit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>I. Il ritorno del rimosso<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019opera letteraria che pi\u00f9 di tutte ci ha fatto capire il concetto di ombra \u00e8 il capolavoro di Stevenson, \u201cLo strano caso del Dottor Jekyll e del signor Hyde\u201d. <em>Hyde <\/em>in inglesevuol dire \u201cnascosto\u201d, e costituisce tutto ci\u00f2 che Jekyll rifiuta di vedere di s\u00e9, tutto ci\u00f2 che lo ripugna della propria anima. Jekyll incarna cio\u00e8 quella che Jung chiama <em>l\u2019unilateralit\u00e0 della coscienza<\/em>, identificatasi con un modello di razionalit\u00e0 scientifica e di moralit\u00e0 puritana che \u00e8 incompatibile con la brutalit\u00e0 e la violenza di Hyde, con i suoi bassi istinti, ma anche con una certa vitalit\u00e0 e immediatezza che la sua parte nascosta esprime.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Hyde \u00e8 dunque l\u2019ombra di Jekyll, rimossa e repressa per tutta la vita, che prende progressivamente il sopravvento e porta ad un esito catastrofico, con la morte stessa del protagonista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Anche il grande drammaturgo norvegese Henrik Ibsen ci stava profeticamente avvertendo, in quegli anni di fine \u2018800, che il mondo della maschera borghese, poggiato su quelli che lui chiamava \u201cI pilastri della societ\u00e0\u201d, stava crollando. Le sue opere raccontano come da questo sfaldamento emergano i giochi meschini delle \u201cpersonalit\u00e0 encomiabili\u201d e le menzogne che permeano sia le relazioni sociali che familiari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019ombra della modernit\u00e0 illuminista, borghese, positivista e liberale \u00e8 esplosa poi infatti drammaticamente nel \u2018900, come hanno compreso, tra gli altri, Adorno, Horkheimer e Wilhelm Reich. In \u201cDialettica dell\u2019Illuminismo\u201d, pubblicato nel 1944, i primi due scrivono:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0 \u00abMentre attitudini e conoscenze dell\u2019umanit\u00e0 vanno differenziandosi con la divisione del lavoro, essa \u00e8 risospinta verso fasi antropologicamente pi\u00f9 primitive; poich\u00e9 la durata del dominio comporta, con la facilitazione tecnica dell\u2019esistenza, la fissazione degli istinti ad opera di una repressione pi\u00f9 forte. Dove l\u2019evoluzione della macchina si \u00e8 gi\u00e0 rovesciata in quella del meccanismo del dominio, e la tendenza tecnica e sociale, strettamente connesse da sempre, convergono nella presa di possesso totale dell\u2019uomo, gli arretrati non rappresentano solo la falsit\u00e0. La maledizione del progresso incessante \u00e8 l\u2019incessante regressione\u00bb<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/09\/23\/lombra-del-neoliberismo\/#_ftn3\">[3]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Wilhelm Reich, nel suo \u201cPsicologia di massa del Fascismo\u201d, del 1933, vedeva molto bene che \u00abnegli ideali etici e sociali del liberalismo si possono riconoscere i tratti dello strato caratteriale superficiale, caratterizzato dall\u2019autocontrollo e dalla tolleranza. Questo liberalismo accentua la propria etica al fine di soffocare \u201cil mostro nell\u2019uomo\u201d, il secondo strato delle \u201cpulsioni secondarie\u201d, \u201cl\u2019inconscio\u201d di Freud. Il liberale deplora e combatte il pervertimento caratteriale umano con norme etiche, ma le catastrofi del XX secolo hanno insegnato che non ha combinato gran che\u00bb<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/09\/23\/lombra-del-neoliberismo\/#_ftn4\">[4]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>II. La societ\u00e0 dei consumi<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dopo la fine della seconda guerra mondiale abbiamo assistito, in Occidente, decennio dopo decennio, a un passaggio decisivo da una societ\u00e0 di tipo repressivo\/coercitivo, centrata sulla dicotomia <em>permesso\/vietato<\/em>, a una di tipo permissivo, la cui dialettica fondamentale \u00e8 quella invece fra <em>possibile e impossibile<\/em>, fra <em>funzionale e disfunzionale<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I valori e i modelli ritenuti fondamentali nelle societ\u00e0 di tipo repressivo\/coercitivo, quali appunto l\u2019autocontrollo, la sobriet\u00e0, la razionalit\u00e0 e l\u2019ordine, hanno lasciato il campo a quelli della societ\u00e0 dei consumi: individualismo, godimento, performance, emotivit\u00e0, spontaneit\u00e0, <em>laissez faire<\/em>. \u00c8 tutta una logica dell\u2019illimitato a divenire egemone, qualificata dalla possibilit\u00e0 continua di migliorarsi e di crescere; \u00e8 come se la terra fosse divenuta una sorta di <em>giardino delle delizie<\/em>, che a margine per\u00f2, gi\u00e0 dagli anni \u201980, inizia a far emergere quei mostri che Hieronymus Bosch dipinge ai lati della sua opera. Scrive a tal proposito Massimo Recalcati:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00abIn questo universo senza Dio non c\u2019\u00e8 salvezza, non c\u2019\u00e8 orizzonte, non c\u2019\u00e8 desiderio. Tutto si consuma nel chiuso claustrofobico della volont\u00e0 di godimento. Il culto del godimento e la logica del suo puro dispendio sono divenuti un regime di amministrazione e manipolazione biopolitica dei corpi sotto la nuova Legge dettata dal discorso del capitalista: il sesso compulsivo, l\u2019affermazione di una Libert\u00e0 senza Legge, la ripetizione eternizzante di tutti gli scenari sadiani mostrano che il nostro tempo ha fatto del godimento un imperativo che anzich\u00e9 liberare la vita la opprime rendendola schiava\u00bb. <a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/09\/23\/lombra-del-neoliberismo\/#_ftn5\">[5]<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019energia libidinale non viene pi\u00f9 repressa n\u00e9 castrata, ma diventa l\u2019elemento capace di oliare l\u2019ingranaggio del consumo inesausto dei beni e dei servizi, e al contempo della spinta continua all\u2019auto-miglioramento degli individui, mediante l\u2019ideologia del successo e dell\u2019immagine; mentre permane invincibile, come una coltre invisibile, quella che Heidegger chiamava la <em>Machenshaft, <\/em>la macchinazione universale, la gabbia d\u2019acciaio di Weber, ovvero il mondo e la nostra mente ridotti, in definitiva, a un foglio di calcolo <em>excel<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Paradossalmente il neoliberismo porta a quella omologazione tirannica (non solo per esempio nel modo di vestire, ma anche delle scelte alimentari, dell\u2019architettura urbana, dei <em>format<\/em> televisivi, dei comportamenti) che originariamente era il contrappunto dell\u2019emancipazione individuale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La societ\u00e0 dello spettacolo, dove ognuno \u00e8 al contempo attore e spettatore, in realt\u00e0 trasmette un film muto perch\u00e9 sordo, <em>ab-surdus<\/em>, se \u00e8 vero, come ci ha insegnato Heidegger, che \u201cogni dire \u00e8 un udire\u201d. La cena al ristorante subito fotografata, o il panorama mozzafiato, o ci\u00f2 che stai pensando o sentendo divengono istantanee di un film senza pi\u00f9 trama e senza pi\u00f9 protagonisti, ma solo comparse, sempre pi\u00f9 simili le une alle altre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel momento in cui tutto diventa desiderabile perci\u00f2, \u00e8 il soggetto in quanto tale a non essere pi\u00f9 oggetto di desiderio, e quindi a svuotarsi di significato. Scrive Mark Fisher:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0\u00abQuesta combinazione di obiettivi di mercato e quelli che burocraticamente vengono chiamati target \u00e8 un tipico tratto dello \u201cstalinismo di mercato\u201d che attualmente regola i servizi pubblici. Ad aver proliferato \u00e8 una nuova burocrazia fatta di \u201cobiettivi\u201d e di \u201ctarget\u201d, di \u201cmission\u201d e di \u201crisultati\u201d, e questo nonostante tutta la retorica neoliberale sulla fine della gestione <em>top-down\u00bb.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A tutto questo sistema, prosegue Fisher, \u00abgli studenti in genere reagiscono cedendo a un\u2019inerzia edonistica (o anedonica): e cio\u00e8 a uno stato di soffice narcosi, al confortevole oblio della Playstation, alle maratone notturne davanti alla televisione, alla marijuana\u00bb. <a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/09\/23\/lombra-del-neoliberismo\/#_ftn6\">[6]<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>III. L\u2019et\u00e0 dell\u2019immaturit\u00e0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Uno dei maggiori scrittori polacchi del secolo scorso, Witold Gombrowicz, nel suo romanzo pi\u00f9 celebre, dal titolo alquanto bizzarro, \u201cFerdydurke\u201d (pubblicato nel 1937), ha coniato un\u2019espressione a mio avviso perfetta per comprendere il nostro tempo, ovvero \u201cl\u2019et\u00e0 dell\u2019immaturit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00abIl protagonista di <em>Ferdydurke <\/em>\u00e8 un trentenne che, nel mezzo del cammino della sua vita, si trova, come in un incubo, sbalzato indietro nel mondo dell\u2019infanzia; alunno di una ridicola classe scolastica. Gingio(J\u00f3zek) cerca di ribellarsi a questa degradazione, ma poco alla volta si accorge che essere un bambino non \u00e8 poi tanto spiacevole. L\u2019immaturit\u00e0 ha i suoi vantaggi e, del resto, in un mondo che sta andando a pezzi, sembra essere un rifugio, una nuova grottesca identit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Inoltre essere infantile a tutti gli effetti mette in luce l\u2019infantilit\u00e0 degli adulti, la loro penosa e ridicola voglia di apparire giovani, nonostante la decadenza fisica e mentale. La crisi della cultura europea e dei suoi valori, alla vigilia della seconda guerra mondiale, trova in <em>Ferdydurke<\/em> una rappresentazione ironicamente spietata\u00bb.<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/09\/23\/lombra-del-neoliberismo\/#_ftn7\">[7]<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La cosa interessante del romanzo \u00e8 che, in un crescendo di entropia, la condizione surreale e caotica di questo trentenne immaturo, che non vuole crescere, si trasforma in una violenza arbitraria e quasi giocosa, improvvisata direi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019intuizione fondamentale di questa opera, cos\u00ec come fu prima ancora di J.M Barrie, autore di quello che all\u2019inizio era un testo teatrale, ovvero <em>Peter Pan or The Boy Who Would Not Grow Up<\/em>, \u00e8 che l\u2019immaturit\u00e0 viene a caratterizzarsi come una condizione sempre pi\u00f9 endemica, come una sindrome del nostro mondo civilizzato, industrializzato e politicamente avanzato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>L\u2019isola che non c\u2019\u00e8<\/em> cattura simbolicamente l\u2019oggetto del desiderio di una generazione crescente di immaturi, sia esso il mondo del virtuale, dei paradisi artificiali, o il turismo di massa. \u00c8 questa la <em>dolce vita<\/em> della civilt\u00e0 occidentale degli ultimi decenni, ipnotizzata da un\u2019esistenza plasmata sempre pi\u00f9 come una <em>sit-com <\/em>(<em>situation comedy)<\/em>, i cui modelli sono in fondo personaggi dello spettacolo o \u201csportivi di successo\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma che cosa nascondeva questa euforia collettiva, questa grande cecit\u00e0? \u00abTanta allegria\u00bb- scrive sempre Fisher- \u00abpu\u00f2 essere conservata solo in un\u2019assenza pressoch\u00e9 totale di riflessivit\u00e0 critica, e solo se si \u00e8 capaci di assecondare in maniera cinica ogni singola disposizione proveniente dall\u2019autorit\u00e0 burocratica\u00bb.<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/09\/23\/lombra-del-neoliberismo\/#_ftn8\">[8]<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00abOgni sistema totalitario \u00e8 una macchina che bambinizza gli adulti. Ci\u00f2 che viene proposto al popolo \u00e8 dimenticare la libert\u00e0, la propria individualit\u00e0, tornare bambini, smettere di occuparsi delle grandi questioni politiche. Soddisfazione dei bisogni materiali in cambio del sacrificio della libert\u00e0\u00bb.<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/09\/23\/lombra-del-neoliberismo\/#_ftn9\">[9]<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per tornare all\u2019inizio, \u00e8 come se a poco a poco l\u2019ombra, <em>Hyde<\/em>, fosse divenuta la maschera, sempre meno trasgressiva e quindi sempre pi\u00f9 violenta e acefala; e viceversa la maschera fosse divenuta l\u2019ombra della societ\u00e0 neoliberale, in realt\u00e0 totalitaria, stalinista appunto. Il rigore, la sobriet\u00e0, l\u2019austerit\u00e0, il dogmatismo scientifico prendono di nuovo il sopravvento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>IV. L\u2019ombra del neoliberismo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La societ\u00e0 neoliberale, volendo rimuovere il principio di realt\u00e0 che connota l\u2019esistenza umana, lo ha fatto ritornare a poco a poco in modo onnipervasivo in ogni ambito della vita. Ci siamo illusi di avere costruito il migliore dei mondi possibili, il pi\u00f9 progredito dal punto di vista tecno-scientifico, economico e democratico. Ci siamo illusi che l\u2019essere umano fosse un agente razionale che massimizza il profitto e il piacere, e che bastasse comprendere intellettualmente i principi morali e costituzionali di una societ\u00e0 equa per realizzarli efficacemente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019ombra del neoliberismo \u00e8 l\u2019autoritarismo, l\u2019intervento statale in ogni dimensione dell\u2019esistenza, a patto sempre che non contrasti l\u2019ordine oligarchico dei mercati, la paura e il terrore irrazionali, l\u2019interruzione coatta di ogni attivit\u00e0 economica locale. Ci\u00f2 che \u00e8 puntualmente avvenuto. Dalla perdizione asinesca del Paese dei Balocchi siamo passati, senza soluzione di continuit\u00e0, a qualcosa di simile alla \u201cRepubblica dei Santi\u201d, ovvero la Ginevra riformata da Calvino nel 1541, dove vennero emanate delle ordinanze che comportavano \u201cla proibizione delle osterie, dei balli. (..) E prevedeva pene severe per ogni infrazione alla dottrina e alla morale\u201d.<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/09\/23\/lombra-del-neoliberismo\/#_ftn10\">[10]<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La democrazia neoliberale a poco a poco \u00e8 caduta in un immanentismo senza pi\u00f9 direzione teleologica, con l\u2019unica narrazione di non avere pi\u00f9 narrazioni. Alla fine della storia ha sostituito la storia(infinita) della fine, dove l\u2019infanta imperatrice, come nel racconto di Michael Ende, \u00e8 afflitta da un male sconosciuto e rischia di morire, perch\u00e9 un\u2019entit\u00e0 informe chiamata <em>Nulla<\/em> ha incominciato a espandersi nel regno, inghiottendo intere regioni e facendole sparire del tutto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il nostro mondo, dominato dall\u2019archetipo di Dioniso, nel quale, come ci ha detto Nietzsche, \u201cNulla \u00e8 vero e tutto \u00e8 lecito\u201d, ha fatto esperienza anche della sua natura ambivalente. Dioniso infatti, paradossalmente, \u00e8 un Dio <em>che non ama l\u2019empiet\u00e0<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/09\/23\/lombra-del-neoliberismo\/#_ftn11\"><strong>[11]<\/strong><\/a><\/em>, e le Baccanti al suo seguito sono in realt\u00e0 <em>caste<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dioniso dice di s\u00e9 di essere un dio assennato, in un dialogo con Penteo, mentre ad essere dissennato \u00e8 quest\u2019ultimo, l\u2019unico che scorge il pericolo di un dissolvimento di ogni forma e legalit\u00e0 nel flusso indifferenziato della vita, e che alla fine della tragedia viene sbranato dalle donne tebane invasate. Dioniso \u00e8 cio\u00e8 un Dio della morte, del <em>sacrificio<\/em>, non della vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La lezione che ancora non vogliamo ascoltare \u00e8 perci\u00f2 che, come scrive Alain Ehrenberg, \u00aball\u2019interno della persona esiste, oggi come ieri, un lembo di inconoscibile, un lembo che magari pu\u00f2 riplasmarsi ma non pu\u00f2 sparire del tutto \u2013 perch\u00e9 fa parte, costitutivamente, dell\u2019uomo\u00bb<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/09\/23\/lombra-del-neoliberismo\/#_ftn12\">[12]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un intero paese \u00e8 crollato eticamente e politicamente di fronte a una malattia perch\u00e9 poggiava su fondamenta di argilla, costruite illudendosi che fosse sufficiente educare intellettualmente i cittadini affinch\u00e9 si edificasse una democrazia. Perch\u00e9 parallelamente la societ\u00e0 neoliberale \u00e8 ha dato forma a quello che molti ritengono essere il pi\u00f9 potente sistema di totalitarismo della storia umana, capace di plasmare e cambiare le coscienze a livelli di profondit\u00e0 inauditi. Questa fase drammatica della storia umana ci provoca perci\u00f2 ad un cambio di sguardo radicale, e ad una rivoluzione democratica che abbia come fondamento una visione non riduzionistica dell\u2019essere umano. Stiamo forse comprendendo, drammaticamente, che esiste qualcosa che scavalca, volenti o nolenti, la nostra ragione?<\/p>\n<hr class=\"wp-block-separator\" \/>\n<p><a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/09\/23\/lombra-del-neoliberismo\/#_ftnref1\">[1]<\/a> https:\/\/www.quodlibet.it\/giorgio-agamben-una-domanda<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/09\/23\/lombra-del-neoliberismo\/#_ftnref2\">[2]<\/a> Z.Baumann, <em>Le sorgenti del male<\/em>, a cura di Yong-June Park, p.20.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/09\/23\/lombra-del-neoliberismo\/#_ftnref3\">[3]<\/a> Max Horkheimer, T. W. Adorno, <em>Dialettica dell\u2019Illuminismo,<\/em> p.43.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/09\/23\/lombra-del-neoliberismo\/#_ftnref4\">[4]<\/a> W. Reich, <em>Psicologia di massa del Fascismo<\/em>, p.13.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/09\/23\/lombra-del-neoliberismo\/#_ftnref5\">[5]<\/a> M. Recalcati, <em>Il complesso di Telemaco,<\/em> P.24.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/09\/23\/lombra-del-neoliberismo\/#_ftnref6\">[6]<\/a> Mark Fisher, Realismo Capitalista, p.61\/3<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/09\/23\/lombra-del-neoliberismo\/#_ftnref7\">[7]<\/a> Francesco Cataluccio, Immaturit\u00e0. La malattia del nostro tempo, p.97.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/09\/23\/lombra-del-neoliberismo\/#_ftnref8\">[8]<\/a> M. Fisher, <em>Realismo Capitalista<\/em>, p.111.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/09\/23\/lombra-del-neoliberismo\/#_ftnref9\">[9]<\/a> F. Cataluccio, <em>Immaturit\u00e0. La malattia del nostro tempo<\/em>, p.161.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/09\/23\/lombra-del-neoliberismo\/#_ftnref10\">[10]<\/a> C. Capra, <em>Storia moderna<\/em>, P.121<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/09\/23\/lombra-del-neoliberismo\/#_ftnref11\">[11]<\/a> Euripide, <em>Le Baccanti.<\/em><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/09\/23\/lombra-del-neoliberismo\/#_ftnref12\">[12]<\/a> A. Ehrenberg, <em>La fatica di essere se stessi,<\/em> <em>Depressione e societ\u00e0,<\/em> p.319.<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/09\/23\/lombra-del-neoliberismo\/\">https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/09\/23\/lombra-del-neoliberismo\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di La Fionda (Francesco Marabotti e l&#8217;Indispensabile) Com\u2019\u00e8 potuto avvenire che un intero paese sia senza accorgersene eticamente e politicamente crollato di fronte a una malattia?\u00bb.[1] Questa \u00e8 la domanda che poneva, lucidamente, Giorgio Agamben in un articolo datato 14 aprile 2020, alla quale a mio avviso non \u00e8 stata ancora data una risposta adeguata. Come \u00e8 potuto avvenire \u2013 aggiungo io \u2013 che si sia passati, a partire dalla proclamazione dello stato di emergenza&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":105,"featured_media":58069,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/La_Fionda.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-hx2","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/67396"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/105"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=67396"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/67396\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":67405,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/67396\/revisions\/67405"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/58069"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=67396"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=67396"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=67396"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}