{"id":67467,"date":"2021-09-30T10:30:17","date_gmt":"2021-09-30T08:30:17","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=67467"},"modified":"2021-09-28T14:38:55","modified_gmt":"2021-09-28T12:38:55","slug":"circa-valerie-gerard-tracer-des-lignes-sur-la-mobilisation-contre-le-pass-sanitaire","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=67467","title":{"rendered":"Circa Val\u00e9rie G\u00e9rard, \u201cTracer des lignes: sur la mobilisation contre le pass sanitaire\u201d."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">di\u00a0<strong>TEMPOFERTILE<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un interessante dibattito rimbalza sulle colonne di \u201c<em>Sinistra in rete<\/em>\u201d, attraverso una confutazione sulla quale torneremo<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>, muovendo da un libricino<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a>\u00a0disponibile in rete della filosofa francese Val\u00e9rie G\u00e9rard. La G\u00e9rard si interroga sulla natura di quel movimento che ogni sabato batte le strade francesi contro il pass sanitario e che apparentemente ha preso la staffetta lasciata dai Gilet Gialli. La tesi della filosofa \u00e8 che per giudicare un movimento non bisogna tanto prestare attenzione alle idee, quanto ai discorsi ed alle pratiche concrete. Ovvero agli atti ed agli affetti che mette in campo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La tesi \u00e8 quindi che il movimento in oggetto ha un segno\u00a0<em>diverso<\/em>\u00a0da quello dei Gilet Gialli, e per alcuni versi\u00a0<em>opposto<\/em>\u00a0(con tutto che alcuni leader dei GG sono presenti). Si tratterebbe infatti di un\u00a0<em>movimento individualista e iper-liberista<\/em>. In sostanza la mobilitazione contro il pass sanitario, e contro la \u201csociet\u00e0 del controllo\u201d, si muoverebbe in continuit\u00e0 con ambienti che la nostra non esita a chiamare di estrema destra o segue promotori disonesti di trattamenti inefficaci, no-vax, complottisti<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a>. Un elemento che seduce la sinistra radicale \u00e8 la critica del controllo sociale sicuritario, oltre, ed \u00e8 un altro tema, il tentativo di non lasciare la piazza. O, come scrive, la pretesa di essere l\u2019avanguardia illuminata che guida quelli che non sanno quel che fanno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quel che la preoccupa \u201csono le linee di forza che acquisiscono importanza nel campo politico e quello che questo movimento costituisce e prefigura\u201d.\u00a0E la diagnosi \u00e8 impietosa:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cQuello che viene affermato \u00e8\u00a0<em>la libert\u00e0 dell\u2019individuo contro gli altri<\/em>, la libert\u00e0 di essere contaminato e incidentalmente di contaminare gli altri, ma anche quello di lasciare che il virus circoli, col rischio delle mutazioni e dunque di divenire pi\u00f9\u00a0pericoloso e di far durare pi\u00f9\u00a0a lungo l\u2019epidemia e le restrizioni \u2013 e anche la disgregazione sociale \u2013 che le sono ovviamente legate. \u00c8\u00a0<em>una libert\u00e0 puramente egocentrica<\/em>\u00a0per la quale il mondo pu\u00f2 anche finire, ma le libert\u00e0 puramente individuali non devono essere toccate. Sono degli individui-monadi autarchici, imperi in un impero, e quello che accade agli altri non gli interessa minimamente. \u00c8 un discorso radicato in una visione spenceriana della societ\u00e0 in cui la gente sana, con delle buone difese immunitarie, sopravviver\u00e0\u00a0<em>e tanto peggio per gli altri<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Oppure si pu\u00f2 anche riconoscere che alcune provenienze sono connesse ad una\u00a0<em>naturopatia\u00a0<\/em>che non \u00e8 radicata solo nelle posizioni della sinistra (come ingenuamente si pensa), quanto anche della destra radicale. Anche qui si fa strada una posizione che suona pi\u00f9 o meno cos\u00ec: \u201c<em>se io da sempre mi prendo cura di me non posso permettere che per colpa di altri (o per altri) una sostanza estranea entri dentro di me<\/em>\u201d. Una posizione che, al di l\u00e0 dell\u2019eventuale realt\u00e0 o adeguatezza, suona eticamente e politicamente irresponsabile. In sostanza si dice che se io sono in forma ed ho una (presunta) buona immunit\u00e0 (perch\u00e9 sono aderente alla \u2018natura\u2019) allora mi posso chiamare fuori. Che gli altri pensino a s\u00e9,\u00a0<em>fatti loro<\/em>. Come scrive: \u201cNon si tratta in nessun caso, ai loro occhi, di pensare a una forma di risposta collettiva contro la pandemia (mentre \u00e8 evidente che la risposta non pu\u00f2 che essere collettiva). Dell\u2019idea che ci si prenda\u00a0<em>tutti e tutte<\/em>\u00a0la responsabilit\u00e0 di farsi vaccinare (e applicare delle misure serie per frenare la pandemia), di fermare insieme, in modo solidale, la circolazione del virus,\u00a0<em>non ne vogliono neanche sentir parlare<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Qui la questione\u00a0<em>non \u00e8 di prova<\/em>\u00a0scientifica (che nessuno \u00e8 in grado di discutere con la necessaria competenza, se non scegliendo la ciliegia del principio di autorit\u00e0 che conferma i propri orientamenti), ma di\u00a0<em>preferenze per delle relazioni<\/em>. E quindi la preferenza che delimita la scelta della G\u00e9rard \u00e8 quella per il modo di vivere e legarsi agli altri, quindi \u201cuna preferenza per un mondo in cui si \u00e8 solidali gli uni con gli altri per far fronte a un pericolo, a un virus, pi\u00f9\u00a0che per uno in cui si lascia ciascuno a vedersela da solo con la sua pretesa natura o la sua fortuna, le sue eredit\u00e0 o capitali sociali\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">La potenza che si manifesta nel movimento rinvia al contrario alla distruzione di ogni solidariet\u00e0, ad\u00a0<em>un immaginario politico ultra-liberale ed anti-egualitario<\/em>. Anche i pochi che cercano di far sentire la propria voce su agende pi\u00f9 condivisibili, per la sanit\u00e0 pubblica, per la vaccinazione obbligatoria in categorie a rischio primario (e diffusa nel terzo mondo), per la revoca dei brevetti, non danno il tono al movimento. Che resta offuscato dalle grida per la \u2018libert\u00e0\u2019, per \u2018la libera scelta del proprio corpo\u2019, etc. Preso interamente in una enorme confusione e caos (che riconosceranno tutti gli autori che qui leggiamo) che fa uso di volta in volta delle citazioni del \u201cbiopotere\u201d, applicato fuori senso per misure di mutua protezione (qui la nostra cita Agamben), o dalla ripresa delle posizioni di Raoult (che la nostra chiamar direttamente \u201cimpostore\u201d e \u201cmanipolatore\u201d). Un movimento nel quale \u00e8 finito per passare, per essere accettato, che \u201cla resistenza al sistema, al potere, allo Stato, al governo, si allei col covid-scetticismo\u201d e nel quale \u201csi \u00e8 fatto troppo poco per separare le due questioni, quella della resistenza all\u2019indurimento autoritario del regime e quella della protezione reciproca da organizzare collettivamente, per combattere insieme il virus e proteggersi a vicenda\u201d.\u00a0Vedremo nell\u2019ultimo intervento che l\u2019intera esistenza di un \u201cnoi\u201d che si dovrebbe difendere \u00e8 negata in radice.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per l\u2019autrice, invece, si poteva combattere ad un tempo Macron e il virus. Il presidente francese, come i premier italiani, non ha infatti investito abbastanza su scuola e trasporto, ha manifestato carenze nelle politiche di vaccinazione, nei controlli negli aeroporti e nelle procedure di accesso al paese, ha prodotto un\u2019azione piena di contraddizioni e insufficienze. Ma un punto bisogna tenerlo fermo: \u201c<em>Il campo di forza costituito dal movimento attuale non \u00e8 n\u00e9 egualitario n\u00e9 emancipativo. Prospera sulla confusione. Per questo \u00e8 tanto pi\u00f9 importante tracciare delle linee chiare<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Questa posizione molto netta, e con toni anche qui e l\u00e0 problematici, viene commentata con favore da Marcello Tar\u00ec<a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[4]<\/a>\u00a0e con sfavore da Michele Garau.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il primo a tutta evidenza parla da una posizione pi\u00f9 radicale e segnala la disgregazione e sconfitta del senso di direzione e comunanza di quel movimento che nel finire degli anni novanta si riun\u00ec sotto le bandiere \u201cno global\u201d. Chiarisce \u201cl\u2019esplosione, dispersione e dileguamento di quel\u00a0Noi\u00a0reticolare\u00a0che, seppure non ha sconfitto il capitalismo, quantomeno era apparso potesse essere la base a partire dalla quale \u00abvivere e lottare\u00bb\u201d.\u00a0E con essa anche l\u2019inevitabile decomposizione di tutti i \u201cnoi\u201d, per quanto piccoli, che erano sorti intorno a questa prospettiva (che aveva raccolto, per un breve attimo, gli orfani della lotta di classe).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Precisamente questa confusione produce l\u2019ambiente nel quale il concetto di libert\u00e0 \u00e8 slittato, anche nella sinistra radicale, dal \u201cnoi\u201d (che si \u00e8 perso) all\u2019 \u201cio\u201d. Cio\u00e8 che ha finito per ancorarsi a ci\u00f2 che \u201cil so\u201d, \u201cio voglio\u201d, \u201cio giudico\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dunque:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cdagli insorgenti di Capitol Hill a quelli che assaltano i centri di vaccinazione in Francia,\u00a0<em>la tendenza emergente \u00e8 che quegli Io si aggregano e formano delle folle compatte le quali inclinano naturalmente verso pulsioni anarco-fasciste<\/em>. Sarebbe ingenuo credere sia una novit\u00e0 dovuta a questo momento storico costituito dalla pandemia ma, come sempre quando si tratta di storia delle mentalit\u00e0,\u00a0<em>era qualcosa che era gi\u00e0 qui da tempo e a cui l\u2019evento pandemico ha dato la possibilit\u00e0 di riconoscersi e mostrarsi a cielo aperto<\/em>. Nello stesso identico modo in cui la pandemia ha permesso che strumenti tecnologici per la produzione-consumo-controllo individualizzanti, anch\u2019essi gi\u00e0 presenti da tempo nelle nostre abitazioni e nelle nostre tasche, cio\u00e8 installati nella nostra\u00a0mente, abbiano ricevuto una nuova coerenza logistica che permette ai governi e alle corporation di fare un \u00absalto di qualit\u00e0\u00bb. Gli uni sono lo specchio degli altri, ovvero\u00a0<em>gli uni sono funzionali agli altri<\/em>, avendo come base comune il delirio monocratico dell\u2019<em>Ego.<\/em>\u00a0Spirito dell\u2019Io e spirito della Tecnica, unificati nel capitalismo apocalittico, costituiscono un dispositivo diffuso, un\u00a0<em>gas atmosferico<\/em>\u00a0attraverso cui spira e regna lo \u00ab<em>spirito di questo mondo<\/em>\u00bb,\u00a0<em>spirito della separazione e dell\u2019angustia<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Si tratta, dunque, di un concetto angusto di libert\u00e0 che \u00e8 penetrato anche nel campo che dovrebbe opporvisi. Persa la prospettiva anticapitalista comune, smarrito il \u201cnoi\u201d, \u00e8 restato solo lo \u201cstare bene, padrone della mia vita\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questo \u00e8 il senso letto nell\u2019articolo della G\u00e9rard e rimarcato da Tar\u00ec:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cil suo puntare una cruda luce sul fatto che\u00a0<em>lo sfondo ideologico e le pratiche di quel movimento non hanno nulla di emancipativo o liberante<\/em>, nonostante gli sforzi di quelli che cercano di portarvi un discorso contro il controllo sociale, ma che \u00e8 un\u00a0<em>exploit\u00a0<\/em>sostanzialmente\u00a0<em>ultra-liberista<\/em>, dove ci\u00f2 che conta \u00e8 solo il\u00a0<em>mio<\/em>\u00a0desiderio, la\u00a0<em>mia<\/em>\u00a0salute, la\u00a0<em>mia<\/em>\u00a0scelta, il\u00a0<em>mio<\/em>\u00a0corpo, la\u00a0<em>mia<\/em>\u00a0libert\u00e0, la<em>\u00a0mia<\/em>\u00a0festa, la\u00a0<em>mia\u00a0<\/em>vita e, al limite, la\u00a0<em>mia\u00a0<\/em>piccola cerchia. G\u00e9rard \u00e8 chiara e tagliente:\u00a0<em>si tratta in fin dei conti della libert\u00e0 feroce di un Io, alleato ad altre individualit\u00e0 che si immaginano vere, forti e vincenti<\/em>, usata\u00a0<em>contro\u00a0<\/em>i pi\u00f9 fragili. Il problema \u00e8 che questi Io, pochi o tanti che siano, sono all\u2019offensiva\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Questo \u00e8 un punto da scolpire: \u201clibert\u00e0 feroce di Io, alleati ad altre individualit\u00e0 che\u00a0<em>si immaginano<\/em>\u00a0vere, forti, vincenti\u201d e che, per questo, rifiutano qualunque per quanto minimo sacrificio. Gli\u00a0<em>altri<\/em>\u00a0se la cavino da soli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Per Tar\u00ec, insomma, anche se il testo della G\u00e9rard \u201cnon \u00e8 abbastanza antagonista\u201d solleva una questione vera. Il taccheggiare, l\u2019assecondare la confusione e dare spago a \u201c<em>una massa di narcisi egoisti truccati da anti-sistema<\/em>\u201d. Quindi, alla fine, \u201cQuello che resta del campo antagonista o alternativo davanti all\u2019evento maggiore di quest\u2019epoca<em>\u00a0balbetta, non sa bene che dire n\u00e9 che fare e quello che fa e dice spesso lo fa e dice male, cercando di darsi delle ragioni per essere presente o assente.\u00a0<\/em>Capisco che non sia facile, comprendo il balbettamento e anche gli errori. Sono in gran parte anche le mie difficolt\u00e0, il mio balbettamento e i miei errori, ma\u00a0<em>detesto l\u2019ipocrisia, l\u2019ambiguit\u00e0 e la furberia\u201d.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Quella di chi non sa distinguere tra chi esprime in sostanza una \u201cadesione piena all\u2019individualismo ultr\u00e0\u201d che domina sulla scena. Chi immagina l\u2019intera realt\u00e0 come nemica, malvagia e rivolta contro se stessi. Chi ha una visione chiaramente paranoico-ossessiva (cos\u00ec la definisce) che vede solo biopotere, apparati securitari, potere medico, occulti centri di controllo e masse di stupidi che rifiutano la \u2018verit\u00e0\u2019.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201c\u00c8 come se un brutto sogno notturno assumesse al risveglio la dignit\u00e0 di manifesto politico del giorno. I concetti che per un periodo hanno costituito l\u2019armatura di un discorso antagonista all\u2019ordinamento del mondo, che sono stati usati per comprendere il presente, vengono cos\u00ec banalizzati e stravolti in una ideologia bipartisan i cui aderenti, per essere davvero coerenti, dovrebbero onorare Trump e Bolsonaro come i veri padri nobili della \u201cnuova resistenza\u201d; quelli infatti se ne sono sempre fottuti tanto dei vaccini che di tutto il resto. Per contro, in tale visione totalizzante, non esistono i morti, i malati, i deboli, i poveri, gli ultimi, i Sud del mondo. O comunque non contano nulla nella\u00a0mia\u00a0lotta contro lo sfregio alla\u00a0<em>mia<\/em>\u00a0libert\u00e0\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Infine, sulle stesse colonne\u00a0Michele\u00a0Garau ha una posizione del tutto opposta, ed \u00e8 quella riportata da \u201c<em>Sinistra in rete<\/em>\u201d (che ha evidentemente scelto la parte in cui stare). Garau parte da un preambolo nel quale riconosce che l\u2019intero dibattito collassa e si polarizza mischiando piani sanitari, tecnici, politici ed epidemiologici in un modo che si interseca con la questione diversa delle potenzialit\u00e0 conflittuali delle proteste in corso. Il piano della critica scientifica \u00e8 rigettato dall\u2019autore, che in proposito ricorda la presa di posizione contro Illich dello stesso Foucault<a href=\"#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[5]<\/a>. Non si pu\u00f2 criticare una formazione di sapere assumendone linguaggio e categorie, ovvero immettendosi nel suo proprio campo di interrogativi e di competenze tecniche. Si fa inevitabilmente la figura del dilettante o del \u2018raccoglitore di ciliegie\u2019<a href=\"#_ftn6\" name=\"_ftnref6\">[6]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La domanda \u00e8 quindi:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201c\u00c8 possibile schivare questo rischio? \u00c8 accettabile individuare un campo di battaglia nel progetto di manipolazione e mappatura del vivente, di raccolta di dati biologici e\u00a0<em>quadrillage<\/em>\u00a0poliziesco che il dispositivo del passaporto vaccinale porta con s\u00e9, senza per questo entrare nel merito dell\u2019efficacia sanitaria del vaccino, ma soprattutto delle alternative pi\u00f9 o meno credibili al suo utilizzo? \u00c8 legittimo criticare il modo in cui l\u2019emergenza \u00e8 stata affrontata, compreso il perseguimento della campagna vaccinale come assoluta panacea, l\u2019ospedalizzazione sistematica a discapito di qualsiasi cura domiciliare, senza perdere la lucidit\u00e0 rispetto alle dimensioni del problema? Si pu\u00f2, inoltre, guardare con interesse al conflitto sul passaporto sanitario in termini politici, di sintomo epistemologico e di rifiuto della presa delle istituzioni, mediche ed economiche, sui corpi, andando oltre il linguaggio della medicina?\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Evidentemente G\u00e9rard propone come criterio alternativo l\u2019affinit\u00e0 verso le \u2018forme di vita\u2019 elette, l\u2019intesa sulle visioni dell\u2019esistenza, il \u201cfondo antropologico\u201d. Una posizione che Garau non pu\u00f2 accettare completamente. Per lui si tratta, al contrario, di\u00a0<em>accettare il rischio di frammentariet\u00e0, di balbettamento<\/em>, ma non esimersi completamente dalla critica verso il complesso delle tecniche e dei registri scientifici, e relativi apparati. Criticare quindi, malgrado il rischio di incomprensione, la politicit\u00e0 intrinseca, la decisionalit\u00e0, le caratteristiche di strategia e comando, proprie della razionalit\u00e0 scientifica come \u2018istituzione\u2019.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Anche se l\u2019autore\u00a0<em>non<\/em>\u00a0crede che questa mobilitazione dar\u00e0 una scossa e che avr\u00e0 carattere di permanenza e lungo respiro, purtuttavia resta legato ad un principio metodologico che enuncia cos\u00ec: \u201c<em>un conflitto non si giudica dagli enunciati iniziali dei suoi soggetti, dalla loro identit\u00e0<\/em>. Un principio metodologico semplice che \u00e8 soggetto a brusche oscillazioni e non fornisce garanzie, quello di\u00a0<em>privilegiare il divenire degli eventi rispetto alla sostanza dei ruoli, delle etichette, del calcolo sociometrico<\/em>\u201d.\u00a0Un principio chiaramente e radicalmente anti-marxista, di evidente matrice anarchica (per chi conosce le famiglie ideologiche del novecento).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Se, quindi, il nostro ammette tranquillamente che \u201c<em>in gran parte il profilo delle persone che scendono in strada sia lo stesso, con la medesima costituzione antropologica \u00abultraliberale\u00bb ed un\u2019analoga e spuria visione del mondo<\/em>\u201d, e quindi resta sempre il rischio di \u201cessere travolti dal fango\u201d, purtuttavia rifiuta di squalificare gli elementi di verit\u00e0 presenti (la riduzione dei corpi a fondo e mappatura dei dati<a href=\"#_ftn7\" name=\"_ftnref7\">[7]<\/a>), sulla base di un mero \u201cgiudizio antropologico\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Ricapitoliamo:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Garau non mette affatto in discussione il \u201cgiudizio antropologico\u201d di iper-liberismo, lo accetta per vero, ma nega che questa diagnosi debba guidare l\u2019azione. Perch\u00e9 lo nega? Il motivo \u00e8 semplice e netto, e lo scrive molto bene: \u201c<em>In quanto al progetto di difendere o ricucire il legame sociale, resto convinto che il gioco delle forme di vita, il loro conflitto e la loro composizione come sola essenza di un agire etico, passi dalla sua distruzione e frammentazione<\/em>\u201d.\u00a0Quel che vuole produrre \u00e8 quindi, ed anche nel mezzo di una pandemia, una \u201csecessione\u201d e uscita dalla civilt\u00e0 presente; intende arrivare ad un \u201cfuori esistenziale e politico\u201d. E, per questo, per lui bisogna ammettere che questa prospettiva \u201cnon si pu\u00f2 intravvedere da nessuna altra parte\u00a0<em>che in desideri e immaginari che sono, da principio, \u2018ultraliberali\u2019<\/em>.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">La posizione \u00e8 quindi compiutamente e consapevolmente anarchica (e probabilmente di un anarchismo \u2018accelerazionista\u2019):\u00a0<em>\u201cL\u2019elaborazione di un tipo di \u00ablibert\u00e0 comunista\u00bb, irriducibilmente altra dal presente, non sta in nessun\u2019osservanza della responsabilit\u00e0 sociale, in nessun piegarsi in sacrificio alla collettivit\u00e0 come norma universale\u201d,<\/em>\u00a0e quindi viene indicato chiaramente l\u2019avversario, ovvero\u00a0<em>\u201ci bizzarri rigurgiti socialisti di quei compagni che delirano di vaccini come \u00abbene comune\u00bb o atto d\u2019amore verso la comunit\u00e0\u201d.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Il suo romanticismo (direi piccolo-borghese, ma qui mi perdoner\u00e0) scaturisce dalla motivazione di questa scelta, che segue immediatamente: \u201cfare una manifestazione selvaggia, anche solo per chiedere di tornare alla vita di prima, per rivendicare la mera e individualistica riproduzione materiale \u2013 tra lavoro e consumo \u2013 \u00e8 comunque una condizione per esperienze\u00a0<em>pi\u00f9 vive ed autentiche<\/em>\u00a0della semplice obbedienza\u201d. Si ricollega quindi ed infine alla esperienza piazze contro il lock down, anche se il programma non era generalizzabile, se rasentava l\u2019egoismo. Lo rivendica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Gramsci, nel 1919<a href=\"#_ftn8\" name=\"_ftnref8\">[8]<\/a>, scriver\u00e0 che gli anarchici, in sostanza, \u201c<em>puntano a ridurre tutto ad una avventura romantica<\/em>\u201d. Non potrebbe essere pi\u00f9 chiaro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019autore conclude, infatti:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201c\u00e8 sempre bene tenere a mente che nessuna nuova idea di libert\u00e0 verr\u00e0 impressa dall\u2019esterno a questa condizione. Mentre cortei selvaggi e disordini estemporanei animano le strade della mia citt\u00e0, mentre ministri ed organi di informazione agitano minacce estremistiche, convocano il pericolo terroristico per un tirapugni ed il cazzotto (sacrosanto) ad un giornalista, mi pare che\u00a0<em>l\u2019ultima cosa da fare sia tracciare le linee sbagliate<\/em>. Ammettere di balbettare, di essere interdetti di fronte alla realt\u00e0 e di faticare a prendere posizioni chiare, come mostrano queste righe scritte malvolentieri, mi sembra una migliore soluzione. E se in questa confusione la linea che delimita un punto credibile da cui pensare e attaccare non \u00e8 stata forse ancora disegnata, \u00e8 certo che passer\u00e0 pi\u00f9 probabilmente tra i farfugliamenti inarticolati dei tumulti, con tutti i loro pericoli e le loro scorie (anche con i loro deliri) che in mezzo alla tiepida saggezza di chi resta ben allineato\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Se poi, mentre il nostro amico\u00a0<em>si sente vivo ed autentico, mentre sperimenta, farfuglia, accetta i deliri,<\/em>\u00a0qualcuno muore (magari qualche inutile vecchio come Sepulveda) non fa niente. L\u2019importante \u00e8 sollevare la \u201cforza anonima che mina il legame sociale\u201d, scontandone gli effetti antisociali, irresponsabili e particolaristici dai quali muove. L\u2019importante, lo dice chiaramente, \u00e8\u00a0<em>distruggere il \u201cpatto sociale\u201d<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ovvero, come cita:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cL\u2019oscuro spettacolo delle rivolte del 2011 aveva un aspetto stranamente conformista, e il focus sul saccheggio dei beni di consumo indica l\u2019enorme potere dell\u2019immaginario consumistico e l\u2019uniformit\u00e0 ideologica del periodo neoliberale contemporaneo. Quelli che si sono rivoltati non erano gruppi politicizzati che lottavano per un mondo pi\u00f9 giusto ed equo. Non hanno fatto richieste a chi era al potere, e non erano in possesso di una visione ideologica di un percorso storico nuovo e progressivo.\u00a0<em>Consapevolmente, non volevano cambiare nulla<\/em>. Erano sussunti\u00a0<em>dall\u2019avventura esperienziale della rivolta<\/em>\u00a0e, per quanto riguarda i saccheggi, volevano quello che potevano. Inconsciamente, volevano cambiare tutto ci\u00f2 che riguardava il loro essere-nel-mondo\u201d<a href=\"#_ftn9\" name=\"_ftnref9\">[9]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Dunque, direi che siamo perfettamente d\u2019accordo, tutte queste sono mobilitazioni neoliberali e non vogliono cambiare nulla.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma, dico,\u00a0<em>per questo non basta il capitalismo<\/em>?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Di sicuro a me basta per sapere dove stare.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a>\u00a0&#8211; Un pezzo, davvero interessante e di cui parleremo tra breve, di Michele Garau \u201c<a href=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/societa\/21240-michele-garau-il-passaporto-vaccinale-e-l-incognita-dei-conflitti.html\">Alcune note polemiche a partire da uno scritto di Val\u00e9rie G\u00e9rard<\/a>\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a>\u00a0&#8211; Disponibile a questo link\u00a0<a href=\"https:\/\/www.editions-mf.com\/produit\/108\/9782378040420\/tracer-des-lignes\">https:\/\/www.editions-mf.com\/produit\/108\/9782378040420\/tracer-des-lignes<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a>\u00a0&#8211; In questo contesto non si intende, naturalmente, il fatto che pi\u00f9 persone si riuniscano in segreto per agire contro altre (perch\u00e9 questo avviene continuamente), ma quelli che riguardano la politica e che sono indeterminati e contemporaneamente illimitati. Ovvero \u00e8 una \u2018<em>teoria del complotto<\/em>\u2019, in questo contesto, l\u2019attribuzione di un fenomeno sociale all\u2019azione di indeterminati attori, dai fini vaghi, perfettamente eseguiti, interminabili, non connessi ad una specifica conformazione temporale e spaziale. Esse sono, tipicamente: \u2018sfocate\u2019 (hanno fini illimitati come il dominio del mondo); coinvolgono attori sia indefiniti sia innumerevoli (ed estendibili a chiunque li neghi); dallo svolgimento coerente e perfetto (ad onta della innumerevole partecipazione e vaghezza degli obiettivi); astorici e fuori contesto e quindi eterni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a>\u00a0&#8211; Marcello Tar\u00ec, \u201c<span style=\"text-decoration: line-through\"><a href=\"https:\/\/quieora.ink\/?tag=valerie-gerard&amp;fbclid=IwAR2z0SG7CNoL9SW-VAxxpU3WPuTpFe0oEXOTvUzSfRNGs1UHYnzj_pRKjlw\">We\u00a0are Winning<\/a><\/span>\u201d<\/p>\n<h5 style=\"text-align: justify\"><a href=\"#_ftnref5\" name=\"_ftn5\"><strong>[5]<\/strong><\/a>\u00a0&#8211; M. Foucault,\u00a0<em>Crisi della medicina o crisi dell\u2019antimedicina?\u00a0<\/em>(1976), in\u00a0<em>Il filosofo militante: Archivio Foucault 2.\u00a0<\/em><em>Interventi, colloqui, interviste. 1971-1977<\/em>, Milano, Feltrinelli, 2017, pp. 202-219.<\/h5>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a>\u00a0&#8211; Si usa questa locuzione di chi sceglie da un albero (es. da un dibattito disciplinare) solo quelle parti che si confanno sin dall\u2019inizio alla propria tesi, ignorando quelli contrari e spesso forzando l\u2019interpretazione di testi e significati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"#_ftnref7\" name=\"_ftn7\">[7]<\/a>\u00a0&#8211; Singolare affermazione per un semplice, banalissimo, certificato di avvenuta vaccinazione (i cui dati non sono certamente prodotti per l\u2019essere scaricati nell\u2019app \u201cio\u201d), quando la Pubblica Amministrazione registra, come ovvio e necessario, ogni visita, ogni prestazione, medicina, visita in ospedale, e innumerevoli altri momenti della vita. E, soprattutto, quando lo fanno\u00a0<em>tutti<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"#_ftnref8\" name=\"_ftn8\">[8]<\/a>\u00a0&#8211; Antonio Gramsci, ad esempio in \u201c<a href=\"https:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2018\/11\/antonio-gramsci-lo-stato-e-il.html\">Lo Stato e il socialismo<\/a>\u201d, L\u2019Ordine Nuovo, 1919, chiarisce che il \u201ctipo sociale\u201d dell\u2019anarchico, con riferimento ad un articolo precedente nella medesima rivista, deve essere \u201cconosciuto, studiato, discusso e superato\u201d, perch\u00e9 si tratta di \u201cpseudorivoluzionari\u201d che basano la propria azione solo sulla \u201cmera fraselogia ampollosa, sulla frenesia operaia, sull\u2019entusiasmo romantico \u00e8 solo un demagogo, non \u00e8 un rivoluzionario\u201d.\u00a0E\u2019 tutto il contrario, infatti, \u201cSono necessari, per la rivoluzione, uomini dalla mente sobria, uomini che non facciano mancare il pane nelle panetterie, che facciano viaggiare i treni, che provvedano le officine di materie prime e trovino da scambiare i prodotti industriali coi prodotti agricoli, che assicurino l&#8217;integrit\u00e0 e la libert\u00e0 personale dalle aggressioni dei malviventi, che facciano funzionare il complesso dei servizi sociali e non riducano alla disperazione e alla pazza strage interna il popolo. L&#8217;entusiasmo verbale e la sfrenatezza fraseologica fanno ridere (o piangere) quando uno solo di questi problemi deve essere risolto anche solo in un villaggio di cento abitanti\u201d.<\/p>\n<h5 style=\"text-align: justify\"><a href=\"#_ftnref9\" name=\"_ftn9\"><strong>[9]<\/strong><\/a>\u00a0&#8211;\u00a0S. WINLOW, S. HALL,\u00a0<em>Gone shopping: Inarticulate politics in the English riots of 2011<\/em>, in D. BRIGGS,\u00a0<em>The English riots of 2011: a summer of discontent<\/em>, London, Waterside press, 2012, pp. 149-168: p. 153.<\/h5>\n<p style=\"text-align: justify\">Postato\u00a017 hours ago\u00a0da\u00a0<a href=\"http:\/\/www.blogger.com\/profile\/07211133765213331187\">TempoFertile<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Etichette:\u00a0<a href=\"http:\/\/tempofertile.blogspot.com\/search\/label\/Green%20Pass\">Green Pass<\/a>\u00a0<a href=\"http:\/\/tempofertile.blogspot.com\/search\/label\/Marcello%20Tar%C3%AC\">Marcello Tar\u00ec<\/a>\u00a0<a href=\"http:\/\/tempofertile.blogspot.com\/search\/label\/Michele%20Garau\">Michele Garau<\/a>\u00a0<a href=\"http:\/\/tempofertile.blogspot.com\/search\/label\/Val%C3%A9rie%20G%C3%A9rard\">Val\u00e9rie G\u00e9rard<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte<\/strong>:\u00a0<a href=\"http:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2021\/09\/circa-valerie-gerard-tracer-des-lignes.html\">http:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2021\/09\/circa-valerie-gerard-tracer-des-lignes.html<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di\u00a0TEMPOFERTILE Un interessante dibattito rimbalza sulle colonne di \u201cSinistra in rete\u201d, attraverso una confutazione sulla quale torneremo[1], muovendo da un libricino[2]\u00a0disponibile in rete della filosofa francese Val\u00e9rie G\u00e9rard. 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