{"id":67483,"date":"2021-09-30T10:00:35","date_gmt":"2021-09-30T08:00:35","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=67483"},"modified":"2021-09-29T17:26:34","modified_gmt":"2021-09-29T15:26:34","slug":"a-berlino-ha-vinto-il-referendum-sugli-espropri-e-lotta-per-il-futuro-delle-citta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=67483","title":{"rendered":"A Berlino ha vinto il referendum sugli espropri: \u00e8 lotta per il futuro delle citt\u00e0"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di THE SUBMARINE (Redazione)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-67484\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/espropriare-berlino-300x158.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"158\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/espropriare-berlino-300x158.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/espropriare-berlino-1024x538.jpg 1024w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/espropriare-berlino-768x403.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/espropriare-berlino.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>foto di Deutsche Wohnen &amp; Co Enteignen, via Facebook<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"text-align: justify\"><strong><em>Negli ultimi anni a Berlino \u00e8 esplosa una bolla immobiliare che ha portato a forti rincari degli affitti. Dopo anni di lotta, con un referendum i berlinesi hanno proposto di espropriare dieci grandi societ\u00e0 immobiliari per fermare la speculazione<\/em><\/strong>\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ieri 26 settembre \u00e8 stata una giornata campale per gli elettori berlinesi. Non solo hanno votato per rinnovare il parlamento federale, quello comunale, i consigli e le circoscrizioni, ma sono stati chiamati ad esprimersi anche su un referendum che propone l\u2019esproprio di 200 mila alloggi. Il referendum, pur non vincolante legalmente ma solo indicazione di una \u201cvolont\u00e0 politica dei cittadini\u201d, ha vinto con una solida maggioranza di s\u00ec: con il 96% dei voti scrutinati, il 56,4% degli elettori si \u00e8 detto a favore dell\u2019esproprio. Per i risultati definitivi bisogner\u00e0 aspettare ancora qualche ora, probabilmente, perch\u00e9 ieri a Berlino ci sono state diverse difficolt\u00e0 con il voto. Star\u00e0 ora al Senato di Berlino decidere come reagire a questa manifestazione della volont\u00e0 popolare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Gli alloggi sono propriet\u00e0 di circa dieci grandi societ\u00e0 immobiliari, dove per grande si intende qualsiasi societ\u00e0 possieda pi\u00f9 di tremila appartamenti. La pi\u00f9 grande, Deutsche Wohnen, ha dato il nome alla campagna che ha promosso il referendum, intitolata DWE \u2013 Deutsche Wohnen Enteignen (Espropiare Deutsche Wohnen). Le altre societ\u00e0 sono Vonovia, Ado, Covivio e Akelius pi\u00f9 alcune minori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Gli attivisti di DWE accusano i grandi proprietari immobiliari di essere responsabili di un aumento degli affitti incontrollato \u2014 la cosiddetta Mietenwahnsinn \u2014 che spinge le famiglie a basso reddito, gli studenti e sempre di pi\u00f9 anche i professionisti meno ricchi a cercare casa in quartieri periferici e mal collegati come Marzahn. Le domande che pongono gli attivisti, oltre a sottolineare il problema dell\u2019esclusione sociale, riguardano quale modello di sviluppo futuro si prevede per una citt\u00e0 come Berlino, in cui l\u201980% degli abitanti non ha una casa di propriet\u00e0 e vive in affitto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E i dati danno ragione a chi protesta: se la media ufficiale degli affitti \u00e8 di circa 10\u20ac al metro quadrato, sono sempre pi\u00f9 diffuse case che costano dai 15 ai 20 euro al metro quadrato. Inoltre, dal 2004 ad oggi il prezzo di una casa a Berlino \u00e8 cresciuto del 120% e nel 2017 Berlino \u00e8 stata la citt\u00e0 che ha subito il rincaro dei prezzi immobiliari pi\u00f9 alto del mondo: 20,5%. La politica, finora, non sembra essere stata in grado di rispondere in modo adeguato a una crisi sociale montante. Anche la neosindaca di Berlino, Franziska Giffey, \u00e8 sembrata finora molto tiepida sul referendum, o nel migliore dei casi attendista, dichiarando preoccupata \u201cspero non dovremo parlare seriamente di espropriazioni.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per fare un paragone che possa dare una misura dello shock, Milano lo stesso anno rincarava solamente dello 0,3%. La comparazione va letta alla luce del fatto che Milano \u2013 centro storico ha affitti che non scendono sotto i 20 euro al metro quadrato dal 2012 (la media del comune di Milano \u00e8 invece di 18,3\u20ac\/m2) e che i salari a Milano sono circa 1000 euro pi\u00f9 bassi degli stipendi a Berlino. Milano rimane la citt\u00e0 che retribuisce meglio e con gli affitti pi\u00f9 cari in Italia mentre Berlino si sta svegliando dal sogno di essere una citt\u00e0 all\u2019avanguardia ma al tempo stesso giusta e dalle disuguaglianze meno stridenti, \u201carm aber sexy\u201d \u2014 e teme di seguire, come affermano gli attivisti di DWE, \u201cil destino di Londra o Parigi.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Gi\u00e0 oggi questa narrazione si conferma nascondere profonde disparit\u00e0 di reddito e di possibilit\u00e0 di benessere per tutti coloro che abitano in citt\u00e0. Lo scorso giugno avevamo parlato della lotta dei rider di Berlino contro Gorillas, una nuova azienda di delivery che ama presentarsi \u2014 un po\u2019 come Berlino stessa \u2014 pi\u00f9 sostenibile e cool delle proprie omologhe. I rider cittadini, proprio come quelli di Milano e di altre citt\u00e0 europee, sono sottoposti a un regime lavorativo altamente precario e logorante, in cui le zone grigie della cosiddetta \u201cgig economy\u201d vengono utilizzate dalle aziende per dividere e reprimere le richieste di condizioni lavorative pi\u00f9 umane.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I proprietari venderanno cara la pelle. La Deutsche Wohnen risponde che con i soldi che la citt\u00e0 di Berlino dovrebbe investire negli espropri (circa 36 miliardi di euro) si potrebbero tranquillamente costruire 200 mila case a prezzo abbordabile che, al contrario dell\u2019esproprio, aiuterebbe a risolvere la mancanza di spazi abitabili in citt\u00e0. Il caro affitti a Berlino \u00e8 al centro di un dibattito sempre pi\u00f9 caldo, e nell\u2019apparato istituzionale tedesco sembrano esserci diverse resistenze a misure radicali sul problema delle case: nell\u2019aprile del 2021, la Corte costituzionale federale aveva gi\u00e0 dichiarato illegittima la decisione del governo berlinese di imporre un calmiere dei cinque anni ai prezzi degli affitti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Anche Maren Kern della Verband Berliner Wohnungsunternehmen (l\u2019unione delle societ\u00e0 immobiliari berlinesi) si esprime a favore del Neubau e contro l\u2019esproprio perch\u00e9 a quel punto \u201cmancherebbero del tutto i fondi per costruire nuove case.\u201d Gli attivisti dicono che l\u2019investimento fatto per espropriare le case per\u00f2 sarebbe ripagato, nel lungo termine, dagli affitti degli stessi affittuari. Altri dubbi sono legati al costo dell\u2019operazione per la citt\u00e0-land di Berlino che, anche se immersa nella Germania del pareggio di bilancio, ha un debito pubblico di quasi 60 miliardi di euro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Una politica drastica come quella di Berlino potrebbe essere anche per Milano una via d\u2019uscita alla spirale di speculazione immobiliare che l\u2019ha attanagliata dopo Expo. La situazione delle due citt\u00e0 \u00e8 parzialmente diversa, ma ci sono dei punti di contatto. A Milano, quaranta grandi proprietari sono intestatari di 17.858 alloggi. In passato \u00e8 stata proposta l\u2019idea di un calmiere per i prezzi degli affitti, come quello proposto a Berlino, ma ha trovato lo scetticismo della giunta Sala. Il basso livello della campagna elettorale di questi giorni, con Sala che avendo vantaggio da gestire \u00e8 poco desideroso di mettersi in mostra e Bernardo che si attesta su posizioni di destra, ha lasciato il tema del caro affitti ai margini del dibattito cittadino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Rimane per\u00f2 una certezza: la maggior parte dei cittadini berlinesi non vuole seguire il modello delle altre grandi citt\u00e0 europee, al referendum ha votato \u201cs\u00ec\u201d e per le strade canta \u201cespropriamo! Espropriamo!\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<\/strong><strong><a href=\"https:\/\/thesubmarine.it\/2021\/09\/27\/berlino-referendum-espropri\/\">https:\/\/thesubmarine.it\/2021\/09\/27\/berlino-referendum-espropri\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di THE SUBMARINE (Redazione) foto di Deutsche Wohnen &amp; Co Enteignen, via Facebook Negli ultimi anni a Berlino \u00e8 esplosa una bolla immobiliare che ha portato a forti rincari degli affitti. Dopo anni di lotta, con un referendum i berlinesi hanno proposto di espropriare dieci grandi societ\u00e0 immobiliari per fermare la speculazione\u00a0 Ieri 26 settembre \u00e8 stata una giornata campale per gli elettori berlinesi. 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