{"id":67530,"date":"2021-10-01T08:30:46","date_gmt":"2021-10-01T06:30:46","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=67530"},"modified":"2021-10-01T08:11:16","modified_gmt":"2021-10-01T06:11:16","slug":"patto-tra-governo-e-ue-per-anticipare-lausterita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=67530","title":{"rendered":"Patto tra Governo e Ue per anticipare l\u2019austerit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p><strong>DA: IL SUSSIDIARIO (Lorenzo Torrisi)<\/strong><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">La Nadef approvata mercoled\u00ec dal Governo<\/span><span class=\"s2\"> presenta un quadro economico del Paese migliore delle aspettative, soprattutto per quel che riguarda la crescita del Pil di quest\u2019anno. Mai come in questo caso, tuttavia, le apparenze rischiano di ingannare. Come ci spiega Gustavo Piga, professore di Economia politica all\u2019Universit\u00e0 Tor Vergata di Roma, infatti, l\u2019esecutivo sta compiendo \u201cun errore strategico mostruoso. Per rendersene conto basta fare un confronto con il Def di aprile, varato da questo stesso Governo\u201d.<\/span><\/p>\n<div id=\"iol_player_container\" class=\"\">\n<div>\n<div>\n<div id=\"iol_player\" class=\"video-js customIol vjs-controls-enabled vjs-workinghover vjs-v7 bc-player-hm522kHEO_default bc-player-hm522kHEO_default-index-0 vjs-mouse vjs-ima3-html5 vjs-dock vjs-plugins-ready vjs-contextmenu vjs-contextmenu-ui vjs-player-info vjs-errors vjs-has-started not-hover vjs-user-inactive vjs-paused\" lang=\"it\" role=\"region\" data-application-id=\"\" data-iol-config=\"{ &quot;endScreen&quot;: { &quot;active&quot;: true, &quot;related&quot;: &quot;categoria&quot; }, &quot;floating&quot;: { &quot;active&quot;: true, &quot;on&quot;: &quot;viewport&quot; }, &quot;id&quot;: &quot;ilsussidiario&quot;, &quot;iam&quot;: { &quot;ns&quot;: &quot;&quot; }, &quot;logo&quot;: { &quot;active&quot;: false } }\" data-embed=\"default\" data-player=\"hm522kHEO\" data-video-id=\"6274930807001\" data-account=\"6202477133001\" aria-label=\"Video Player\">\n<div class=\"vjs-text-track-display\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s2\"><b>Professore, come mai un giudizio cos\u00ec duro sulla Nadef?<\/b><\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s2\">Perch\u00e9 rappresenta l\u2019ennesima occasione persa per essere meno austeri e pi\u00f9 espansivi. Durante la conferenza stampa di presentazione della Nadef, il ministro Franco ha detto che nel documento ci sono cambiamenti molto grandi rispetto al quadro delineato in aprile con il Def. Purtroppo dobbiamo prendere atto che queste modifiche significative vanno nella direzione opposta, quella di un anticipo dell\u2019austerit\u00e0, rispetto a quella che il nostro Paese dovrebbe perseguire visto che dai recentissimi dati Ocse emerge che a fine 2022 saremo il fanalino di coda in Europa nella crescita rispetto ai livelli pre-Covid. Faremo persino peggio della Spagna che ha sofferto una caduta del Pil nel 2020 superiore alla nostra.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s2\"><b>Come si spiega questo rimbalzo cos\u00ec forte che avr\u00e0 la Spagna?<\/b><\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s2\">Basta andare a vedere i dati relativi all\u2019aggiustamento fiscale dei vari Paesi europei per scoprire che mentre la Spagna in questi anni post-Covid ridurr\u00e0 il deficit su Pil del 3-4%, noi lo taglieremo di circa il 6-7%. Siamo quindi il Paese che adotter\u00e0 la politica fiscale triennale pi\u00f9 restrittiva di tutti.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s2\"><b>Torniamo a quello che diceva prima, cio\u00e8 al fatto che per rendersi conto dell\u2019errore commesso dal Governo basta confrontare la Nadef con il Def.<\/b><\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Nel Def <\/span><span class=\"s2\">si ipotizzava un deficit\/Pil in calo dall\u201911,8% del 2021 al 3,4% del 2024, con una forte restrizione di quasi sei punti gi\u00e0 nel 2022, visto che si stimava un 5,9%. Nella Nadef, il traguardo finale del 2024 \u00e8 simile, pari al 3,3%, nel 2022 si punta a un 5,6%, ma il vero dato da guardare \u00e8 il punto di partenza: il deficit\/Pil del 2021 non \u00e8 pi\u00f9 pari all\u201911,8%, ma al 9,4%. Ci\u00f2 vuol dire che il Governo ha rinunciato a pompare nel sistema economico, rispetto a quanto promesso ad aprile, il 2,4% di deficit\/Pil.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s2\"><b>Professore, qualcuno potrebbe farle notare che nel Def si parlava di un Pil del 2021 pari al +4,5%, mentre ora \u00e8 stato portato al +6%. \u00c8 normale quindi che il rapporto deficit\/Pil si riduca\u2026<\/b><\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s2\">S\u00ec, ma se guardiamo all\u2019indebitamento netto strutturale, al netto quindi delle u<em>na tantum<\/em> e della componente ciclica, si passa dal 9,3% del Pil del Def al 7,6% della Nadef. Quindi della riduzione del 2,4% del deficit\/Pil, ben l\u20191,7%, cio\u00e8 pi\u00f9 di due terzi, \u00e8 dovuto a una scelta del Governo. In conferenza stampa Franco ha parlato non solo di maggiori entrate, ma di spese che sono risultate inferiori alle attese. Il che vuol dire che l\u2019esecutivo ha scelto di ridurre il deficit quando avrebbe potuto mantenerlo all\u201911,8% del Pil destinando risorse a investimenti pubblici, quelli che avrebbero aiutato la ripresa in un momento in cui l\u2019Italia ha bisogno di crescere pi\u00f9 degli altri Paesi per recuperare il ritardo nei loro confronti. Come parziale attenuante c\u2019\u00e8 da dire che questa scelta assurda l\u2019aveva fatta anche il Governo Conte 2.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s2\"><b>Quando?<\/b><\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s2\">Nella Nadef dello scorso anno si stimava un deficit al 10,8% del Pil per il 2020. Con il Def di aprile 2021 abbiamo invece scoperto che il 2020 si \u00e8 chiuso con un deficit\/Pil pari al 9,5%. Anche allora, quindi, di fronte a un miglioramento della situazione, anzich\u00e9 confermare una politica espansiva si \u00e8 deciso di non immettere risorse nell\u2019economia. Di fatto, oggi come allora, ci si preoccupa soltanto della riduzione dell\u2019indebitamento e non della crescita che un maggior indebitamento pu\u00f2 generare. Questo quando Draghi stesso ha riconosciuto una cosa importantissima.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s2\"><b>Quale?<\/b><\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s2\">In conferenza stampa ha detto: \u201cIl debito pubblico \u00e8 in lieve discesa e mi sono chiesto cosa significa: \u00e8 la prima conferma che dal problema dell\u2019alto debito pubblico si esce prima di tutto con la crescita\u201d. Bisognerebbe quindi fare tutto quello che \u00e8 in nostro potere per generare maggiore crescita. Invece il Governo, rinunciando a quanto annunciato nel Def sul deficit\/Pil, rinuncia a ridurre ulteriormente il debito pubblico su Pil mediante investimenti pubblici, che tra l\u2019altro con un premier come Draghi sarebbero stati di qualit\u00e0 e portati a termine.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s2\"><b>Di fatto \u00e8 come se il Governo prendesse atto dell\u2019importanza della crescita per ridurre il debito\/Pil, ma poi non agisse di conseguenza.<\/b><\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s2\">Esattamente. Il Governo, come dimostrano le parole di Draghi, prende atto delle determinanti del debito\/Pil, ma rinuncia poi a ridurre ulteriormente tale rapporto. Cosa pi\u00f9 grave, a mio avviso, rinuncia alla crescita con un anticipo di austerit\u00e0 che ha un effetto anche sul Pil del 2022, che nel Def era previsto in crescita del 4,8%, mentre ora \u00e8 stimato al +4,7%. L\u2019obiettivo quindi non \u00e8 tirare fuori il Paese dalle secche, ma arrivare in modo totalmente meccanico a un deficit\/Pil al 3% tramite l\u2019austerit\u00e0, non riuscendo a capire che lo si pu\u00f2 fare molto pi\u00f9 naturalmente e con pi\u00f9 benefici adottando politiche non austere. Nei fatti siamo di fronte alla conferma che Bruxelles ci concede le risorse che utilizziamo per il Pnrr se e solo se attuiamo queste politiche folli che continuano a renderci la Cenerentola d\u2019Europa.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s2\"><b>La scelta fatta sul deficit potrebbe rientrare in uno scambio con Bruxelles, tenuto conto dei ritardi che il Paese sta accumulando sul fronte delle riforme inserite nel Pnrr?<\/b><\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s2\">Non c\u2019\u00e8 dubbio che ci sia uno scambio assolutamente perverso con l\u2019Europa, che non riesce a comprendere che riforme e politiche a sostegno dell\u2019economia devono andare di pari passo. Questo scambio rappresenta una sorta di \u201cpatto scellerato\u201d se teniamo anche conto che, presi dalla frenesia di mostrare all\u2019Europa che facciamo le riforme, alla fine finiscono per essere realizzate male o solo sulla carta. Pensiamo a quella della giustizia, dove si rischia di non intervenire adeguatamente sulle assunzioni all\u2019interno della magistratura e non essere in grado quindi di supportare la prevista riduzione dei tempi dei processi, con il risultato finale di dare minori, e non maggiori, certezze. E che dire poi dei concorsi pubblici nell\u2019ambito del Pnrr con i quali si sceglie di coprire ruoli fondamentali soltanto a tempo determinato e con una selezione basata su quiz a risposte multiple e considerando il voto di laurea? Non \u00e8 certo cos\u00ec che ci si assicura di assumere i migliori.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s2\"><b>Vede questo rischio anche nella <\/b><span class=\"s1\"><b>riforma del catasto<\/b><\/span><b>?<\/b><\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s2\">Non c\u2019\u00e8 dubbio che una riforma del catasto vada fatta, spero che avvenga senza fretta e ricordando che le riforme diventano pi\u00f9 facili da realizzare e hanno maggior chance di successo quando l\u2019economia si trova in una fase di forte rialzo e di conseguenza i cittadini non vivono un momento di stress o difficolt\u00e0. Noi non siamo in tale situazione, nonostante le apparenze di un +6% di Pil. Continuiamo a essere la Cenerentola d\u2019Europa che ancora non ha recuperato i livelli di Pil pre-2008 e che ancora non ha capito l\u2019importanza degli investimenti pubblici per la crescita.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE: <a href=\"https:\/\/www.ilsussidiario.net\/news\/scenario-patto-tra-governo-e-ue-per-anticipare-lausterita\/2229581\/\">https:\/\/www.ilsussidiario.net\/news\/scenario-patto-tra-governo-e-ue-per-anticipare-lausterita\/2229581\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DA: IL SUSSIDIARIO (Lorenzo Torrisi) La Nadef approvata mercoled\u00ec dal Governo presenta un quadro economico del Paese migliore delle aspettative, soprattutto per quel che riguarda la crescita del Pil di quest\u2019anno. Mai come in questo caso, tuttavia, le apparenze rischiano di ingannare. 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