{"id":67554,"date":"2021-10-04T08:30:01","date_gmt":"2021-10-04T06:30:01","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=67554"},"modified":"2021-10-03T12:57:08","modified_gmt":"2021-10-03T10:57:08","slug":"nadef-2021-vera-conversione-o-solito-bluff","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=67554","title":{"rendered":"NADEF 2021: vera Conversione o solito Bluff?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di TELEBORSA (Guido Salerno Aletta)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-67555\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/110783.t.W300.H188.M4.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"188\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><em>Dopo il rigore forsennato, si cresce a debito e senza tanti investimenti<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sembra una svolta radicale: nella NADEF 2021, la Nota di Aggiornamento del Documento di Economia e Finanza per l&#8217;anno in corso che \u00e8 stato appena approvata dal Consiglio dei Ministri, la riduzione del rapporto debito\/PIL viene ostentatamente perseguita con una politica di bilancio espansiva, volta ad incrementare strutturalmente la crescita economica, e non attraverso il consueto contenimento delle spese pubbliche e con l&#8217;aumento delle entrate fiscali come si \u00e8 fatto per decenni, con risultati sconfortanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La cura del rigore forsennato, quello che vedeva protagonisti i mercati finanziari che ci bastonavano facendo schizzare alle stelle lo spread tra i titoli del debito pubblico italiano rispetto al Bund \u00e8 iniziata nel 1992: dopo la svalutazione della lira e la mini-patrimoniale sui conti correnti bancari, la politica di bilancio persegu\u00ec la riduzione del rapporto debito\/PIL attraverso una costante riduzione del deficit, accollando alle entrate fiscali una quota consistente della spesa per gli interessi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ininterrottamente dal 1992 al 2019, con l&#8217;eccezione di due soli anni (il 2009 ed il 2010 per via della crisi finanziaria americana) il deficit annuale di bilancio dell&#8217;Italia \u00e8 servito solo per pagare la quota degli interessi sul debito che non si riusciva ad accollare alle entrate tributarie: ci siamo indebitati solo ed esclusivamente per questo, per ragioni finanziarie, e non stimolare la crescita economica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I risultati sono stati sconsolanti. L&#8217;economia italiana \u00e8 stata massacrata per pagare interessi altissimi sul debito accumulato: ben 773 miliardi di euro nel solo periodo 2009-2019, nonostante gli interventi eccezionalmente accomodanti della BCE, che ha abbassato i tassi e ridotto lo spread con il Qe a partire dal 2013.<\/p>\n<div class=\"head\" style=\"text-align: justify\">\n<div class=\"header-panel\">\n<div class=\"ad-panel\">\n<div class=\"ads\">\n<div class=\"ad2\">\n<div id=\"ASTAGQ_top1\" data-google-query-id=\"CIiE6aiGrvMCFdWFgwcduyEGVA\">\n<div id=\"google_ads_iframe_21803865453\/teleborsa.it\/other_top1_0__container__\">\n<div><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"body clearfix d-flex\">\n<div class=\"l-col\">\n<div id=\"ctl00_ctlBreadcrumb_pnlBreadcrumb\" class=\"breadcrumb\" style=\"text-align: justify\"><\/div>\n<div id=\"ctl00_phContents_pnlContainer\" class=\"news-item-page rubriche-item-page editoriali\">\n<div id=\"ctl00_phContents_pnlBody\" class=\"body\" style=\"text-align: justify\">\nSiamo stati travolti dal gorgo: nel medesimo periodo 2009-2019,\u00a0<strong>il debito pubblico era infatti aumentato di 553 miliardi di euro<\/strong>: in pratica, i 773 miliardi di euro per interessi erano stati pagati per 220 miliardi con le tasse e per 553 miliardi contraendo nuovo debito.<\/p>\n<p>Nel 2019, alla vigilia della\u00a0<strong>crisi sanitaria<\/strong>, abbiamo registrato allo stesso tempo il peggior risultato in termini di crescita, con il PIL reale aumentato appena dello 0,3%, ed il miglior risultato in termini di deficit, che era stato infatti ridotto appena all&#8217;1,5% del PIL.\u00a0<strong>La spesa per gli interessi sul debito, pari al 3,4% del PIL, era stata finanziata per la gran parte con le tasse<\/strong>: l&#8217;avanzo primario era arrivato infatti all&#8217;1,8% del PIL.<\/p>\n<div>\n<div class=\"primisslate\">\n<div id=\"primis_container_div\">\n<div id=\"primis_playerSekindoSPlayer615988196445a\">\n<div id=\"Player-Div-SekindoSPlayer615988196445a\">\n<div id=\"Video-Div-SekindoSPlayer615988196445a\">\n<div id=\"Video-iFrame-SekindoSPlayer615988196445a\">\n<div id=\"videoContainerDiv\">\n<div><\/div>\n<div>\n<div><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div id=\"adContainerDiv\">\n<div id=\"slotContainer\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div id=\"pixelsDiv\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>La\u00a0<strong>cura del rigore, perseguita senza sosta, aveva ridotto la crescita economica al lumicino<\/strong>: in pratica, la politica di bilancio era strutturalmente recessiva. L&#8217;obiettivo del pareggio strutturale, previsto dal Fiscal Compact, era ormai a portata di mano, ma quello della riduzione del rapporto debito\/PIL, previsto nel medesimo Trattato, rimaneva invece un miraggio. Se il PIL cresce in percentuali bassissime, il rapporto debito\/PIL non si riduce per via dell&#8217;aumento del denominatore della frazione, ma solo con rimborsi netti di tasse. Una follia!<\/p>\n<p><strong>Nella NADEF appena varata, sembra che la strategia sia cambiata<\/strong>: il PIL del 2021 \u00e8 stato rivisto in crescita, al 6%. Il deficit, che arriverebbe al 9,4% del PIL, viene destinato al pagamento di tutta la spesa per interessi (3,4% del PIL) ed al sostegno dell&#8217;economia per la quota restante (6% del PIL): il saldo primario tra le entrate e le spese al netto degli interessi \u00e8 stato infatti negativo (6% del PIL).<\/p>\n<p>Il PIL reale crescer\u00e0, secondo lo scenario programmatico, del 4,7% nel 2022, del 2,8% nel 2023 e dell&#8217;1,9% nel 2024. Parallelamente, il deficit scender\u00e0 dal 9,4% di quest&#8217;anno al 5,6% nel 2022, poi al 3,9% nel 2023 ed ancora al 3,3% del 2024. In tutti questi anni, il saldo primario rimarr\u00e0 negativo: il deficit servir\u00e0 per pagare tutta la spesa per interessi e per la quota restante a sostenere l&#8217;economia.<\/p><\/div>\n<div style=\"text-align: justify\">La\u00a0<strong>spesa per interessi, e questo \u00e8 davvero curioso, \u00e8 prevista in calo continuo<\/strong>, nonostante tutti siano convinti che la BCE sia gi\u00e0 orientata a concludere il PEPP appena la emergenza sanitaria sar\u00e0 conclusa, si spera entro la prossima primavera. Si prevede, infatti, che il peso degli interessi sul PIL passi dal 3,4% di quest&#8217;anno al 2,9% nel 2022, al 2,7% nel 2023 e al 2,5% nel 2024. In cinque anni, tra il 2020, quando la spesa per interessi fu del 3,5% del PIL, ed il 2024, quando appunto si prevede che sar\u00e0 solo del 2,5% del PIL. Una prospettiva davvero rosea.<\/p>\n<div>\n<div class=\"primisslate\">\n<div id=\"primis_container_div\">\n<div id=\"primis_playerSekindoSPlayer61598b0ff3597\">\n<div id=\"Player-Div-SekindoSPlayer61598b0ff3597\">\n<div id=\"Video-Div-SekindoSPlayer61598b0ff3597\">\n<div id=\"Video-iFrame-SekindoSPlayer61598b0ff3597\">\n<div id=\"videoContainerDiv\">\n<div><\/div>\n<\/div>\n<div id=\"adContainerDiv\">\n<div id=\"slotContainer\">\n<div><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div id=\"pixelsDiv\">\n<div><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p><strong>Ma quella che sembra ancora pi\u00f9 strana \u00e8 la dinamica degli investimenti<\/strong>, del cui rilancio tanto si parla. Testualmente, nella NADEF si scrive: &#8220;<em>Il gap di investimenti pubblici originato a seguito della crisi economico-finanziaria risulter\u00e0 completamente colmato alla fine dell&#8217;orizzonte previsto. Nel 2024, la spesa per investimenti fissi lordi a legislazione vigente valutata a prezzi costanti torner\u00e0, infatti, a collocarsi su di un livello superiore a quello del 2009. Il rapporto tra investimenti pubblici e PIL sar\u00e0, tuttavia, circa 0,2 punti percentuali inferiore al picco del 3,7% raggiunto nel 2009, per effetto di un livello atteso del PIL nettamente superiore<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p><strong>Il contributo del Recovery Fund europeo (RRF) sar\u00e0 davvero misero<\/strong>: in percentuale sul PIL, il totale delle spese correnti finanziate da sovvenzioni (trasferimenti europei da non rimborsare) sono pari allo 0,1% nel 2021, allo 0,2% nel 2022 e nel 2023, ed ancora allo 0,1% nel 2024. Il totale delle spese in conto capitale finanziato con sovvenzioni sar\u00e0 pari allo 0,2% del PIL nel 2021, allo 0,5% del PIL nel 2022, allo 0,6% del PIL nel 2024 ed allo 0,4% del PIL nel 2024. Per quanto riguarda le spese in conto capitale finanziate invece con prestiti europei (somme che sono dunque da rimborsare), ammontano allo 0,4% del PIL nel 2021, allo 0,6% nel 2022, allo 0,8% nel 2023 ed all&#8217;1,4% nel 2024.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify\">La\u00a0<strong>dinamica degli investimenti \u00e8 praticamente tutta lasciata in mano ai fondi europei<\/strong>, che praticamente sostituiscono quelli interni: nel 2021, la spesa per investimenti fissi lordi sar\u00e0 pari al 2,9% del PIL (ricordiamo ancora una volta che era pari al 3,7% nel 2009!), di cui lo 0,4% deriva dal RRF; nel 2022, sar\u00e0 pari al 3,1% del PIL, di cui lo 0,9% deriva dal RRF; nel 2023 sar\u00e0 del 3,3% del PIL, di cui l&#8217;1,1% deriva dal RRF e nel 2024 sar\u00e0 del 3,4% del PIL, di cui l&#8217;1,6% deriva dal RRF.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify\">\n<div class=\"primisslate\">\n<div id=\"primis_container_div\">\n<div id=\"primis_playerSekindoSPlayer61598b4eaeb76\">\n<div 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style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<\/strong><strong><a href=\"https:\/\/www.teleborsa.it\/Editoriali\/2021\/09\/30\/nadef-2021-vera-conversione-o-solito-bluff-1.html#.YVmLz7fOODY\">https:\/\/www.teleborsa.it\/Editoriali\/2021\/09\/30\/nadef-2021-vera-conversione-o-solito-bluff-1.html#.YVmLz7fOODY<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di TELEBORSA (Guido Salerno Aletta) Dopo il rigore forsennato, si cresce a debito e senza tanti investimenti Sembra una svolta radicale: nella NADEF 2021, la Nota di Aggiornamento del Documento di Economia e Finanza per l&#8217;anno in corso che \u00e8 stato appena approvata dal Consiglio dei Ministri, la riduzione del rapporto debito\/PIL viene ostentatamente perseguita con una politica di bilancio espansiva, volta ad incrementare strutturalmente la crescita economica, e non attraverso il consueto contenimento 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