{"id":67558,"date":"2021-10-04T09:30:28","date_gmt":"2021-10-04T07:30:28","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=67558"},"modified":"2021-10-03T13:14:49","modified_gmt":"2021-10-03T11:14:49","slug":"comsubin-le-armi-in-dotazione-al-goi-gruppo-operativo-incursori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=67558","title":{"rendered":"COMSUBIN: le armi in dotazione al GOI (Gruppo Operativo Incursori)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di DIFESA ONLINE (Tiziano Ciocchetti)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-67559\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/300921-Comsubin-goi000-300x266.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"266\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/300921-Comsubin-goi000-300x266.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/300921-Comsubin-goi000.jpg 580w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">\u201c<em>Comunque sia, nonostante il budget destinato al nostro comparto, elemento strategicamente prioritario, non sia paragonabile a quello degli alleati europei, mantiene una capacit\u00e0 economica sufficiente. D\u2019altronde quello che \u00e8 davvero rilevante \u00e8 che tutti noi facciamo il lavoro che abbiamo sempre voluto fare. Possiamo accedere al meglio che c\u2019\u00e8 sul mercato per quanto riguarda i mezzi, i dispositivi tecnologici, l\u2019equipaggiamento tattico. Siamo dei privilegiati.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\"><em>Operiamo per primi, in modo preventivo o nell\u2019immediatezza di una crisi, preparati tecnicamente, fisicamente e predisposti mentalmente a lasciare in qualsiasi momento i propri cari, per proiettarci in luoghi remoti o dove sia richiesta la nostra presenza. Uomini coscienti, pronti a intervenire, disponibili a offrire la loro passione, la loro professionalit\u00e0 operativa, sempre, fino all\u2019estremo sacrificio, se dovesse essere necessario.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\"><em>Siamo italiani. Siamo presenti<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">(Estratto dal libro di Mario Chima, &#8220;<strong>Caimano 69. Sabbia e polvere<\/strong>&#8220;).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">Proseguiamo con gli articoli dedicati al COMSUBIN occupandoci del GOI, il braccio offensivo del Raggruppamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">In questi mesi, con il ritiro definitivo delle forze occidentali dall\u2019Afghanistan, si \u00e8 ufficialmente concluso un impegno operativo, ventennale, che ha visto il GOI in prima linea nella lotta al terrorismo islamico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">Dopo gli attentati alle torri gemelle e al Pentagono occorreva abbattere il regime integralista talebano, il quale dava supporto ad al-Qaeda, grazie alla creazione di basi addestrative sul territorio afghano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.difesaonline.it\/sites\/default\/files\/pictures\/300921%20Comsubin%20goi1.jpg\" alt=\"\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">L\u2019allora governo Berlusconi decise la partecipazione ad\u00a0<em>Enduring<\/em>\u00a0<em>Freedom<\/em>, dopo un voto quasi unanime da parte del Parlamento. Visti i tempi assai ridotti, venne inviato un gruppo navale che comprendeva anche la portaerei\u00a0<em>Garibaldi<\/em>\u00a0(compresi gli AV-8B Harrier II) con a bordo un distaccamento del GOI.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">Dopo la fine della missione navale gli incursori rimasero a bordo delle unit\u00e0 della U.S. Navy, operando a fianco dei SEAL, impegnati a condurre raid contro le basi dei jihadisti in Afghanistan (sebbene non ci siano informazioni ufficiali in merito ad un impiego offensivo del GOI in queste fasi iniziali di\u00a0<em>Enduring<\/em>\u00a0<em>Freedom<\/em>, non \u00e8 da escludere una sua partecipazione).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">La stretta collaborazione, instaurata da tempo con le forze speciali statunitensi, si rivel\u00f2 assai importante dal punto di vista operativo, tuttavia i distaccamenti del GOI non vennero mai inseriti nel comando congiunto delle forze speciali di\u00a0<em>Enduring<\/em>\u00a0<em>Freedom<\/em>. Questi distaccamenti (insieme a quelli del\u00a0<em>Col<\/em>\u00a0<em>Moschin<\/em>) hanno operato in Afghanistan nell\u2019ambito delle due fasi dell\u2019operazione\u00a0<em>Nibbio<\/em>, nel 2003, inizialmente su una componente di alpini e successivamente su un contingente di paracadutisti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">L\u2019area operativa era quella di Khowst, al confine con il Pakistan. Dato il pessimo stato delle strade, per cui gli operatori delle nostre forze speciali dovevano muoversi a piedi, magari dopo una infiltrazione con elicotteri. La missione era quella di fornire una cornice di sicurezza al contingente, sorvegliando i valichi di frontiera col Pakistan, dato che venivano utilizzati dai jihadisti per entrare in territorio afghano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.difesaonline.it\/sites\/default\/files\/pictures\/300921%20Comsubin%20goi2.jpg\" alt=\"\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">In un contesto simile molto preziosa si \u00e8 rilevata l\u2019attivit\u00e0 dei tiratori scelti, inseriti nei distaccamenti operativi, in quanto erano capaci di eliminare possibili minacce anche di notte, grazie all\u2019utilizzo di ottiche notturne.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">L\u2019attivit\u00e0 congiunta tra gli incursori del GOI e quelli del\u00a0<em>Nono<\/em>\u00a0ha probabilmente dato un forte impulso ai vertici di SMD per la creazione di un\u00a0<em>Comando congiunto delle Forze Speciali<\/em>\u00a0(COFS), realizzatosi nel 2004.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">Intanto stava prendendo piede il progetto della Task Force 45. Ovvero creare una componente di forze speciali attingendo, a seconda delle disponibilit\u00e0, dai quattro reparti di incursori (<em>Col<\/em>\u00a0<em>Moschin<\/em>, GOI, GIS e 17\u00b0 Stormo) di cui disponevano le Forze Armate. Il numero maggiore di operatori lo avrebbe fornito il\u00a0<em>Nono<\/em>\u00a0(50%), il 25% dal GOI e il restante 25% lo si poteva attingere ulteriormente agli incursori della Marina oppure al GIS o agli incursori dell\u2019Aeronautica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">Bisogna ricordare che il GIS doveva avere sempre un\u2019aliquota di operatori pronti ad intervenire sul territorio nazionale mentre gli incursori dell\u2019Aeronautica erano alla loro prima esperienza operativa (il reparto era stato creato solo nel 2003).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">Inutile sottolineare l\u2019intensa attivit\u00e0 portata avanti dagli incursori nel corso della missione in Afghanistan. Le operazioni andavano dalla ricognizione in profondit\u00e0, all\u2019addestramento delle forze afghane, alla cattura di capi jihadisti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">Alcune di queste operazioni vengono descritte da Mario Chima &#8211; pseudonimo di un sottufficiale incursore tuttora in servizio &#8211; nel suo libro\u00a0<em>Caimano 69<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">Altro teatro operativo dove il GOI \u00e8 stato impiegato \u00e8 quello irakeno, in conseguenza dell\u2019avanzata dello stato islamico. Nel febbraio 2015 venne costituita la Task Force 44, la quale ricalcava la struttura della TF 45.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">Il 10 novembre 2019, un distaccamento formato da incursori del GOI e del\u00a0<em>Col<\/em>\u00a0<em>Moschin<\/em>, nel corso di un\u2019attivit\u00e0 di\u00a0<em>accompanying<\/em>\u00a0per i peshmerga, \u00e8 stato colpito da un IED causando il ferimento di 5 operatori (tre del GOI e due del\u00a0<em>Nono<\/em>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\"><strong>Nel corso della nostra visita al Varignano abbiamo potuto visionare anche le armi in dotazione al GOI (<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=jbqV_WZvaew\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">vedi video<\/a>).<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">Come lama ogni operatore dispone del SERE 2 prodotta dalla\u00a0<em>Extrema Ratio<\/em>\u00a0di Prato. La sigla SERE sta per Survival, Evasion, Resistance and Escape.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.difesaonline.it\/sites\/default\/files\/pictures\/300921%20Comsubin%20goi4.jpg\" alt=\"\" \/><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">Per quanto riguarda l\u2019arma da fianco, il modello Beretta della serie 92 \u00e8 stato abbandonato ormai da tempo in favore delle Glock. Molto utilizzata \u00e8 la versione camerata per il .45 ACP (Glock 41) che, rispetto al 9&#215;19 mm standard possiede un maggiore potere d\u2019arresto. D\u2019altronde gli incursori hanno utilizzato a lungo, negli anni passati, la pistola mitragliatrice di fabbricazione americana M-3A1\u00a0<em>Grease<\/em>\u00a0<em>Gun<\/em>\u00a0(con soppressore di suono integrato) calibrata proprio in .45 ACP.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">Per gli incarichi di scorta sovente viene impiegata la pistola mitragliatrice della H&amp;K MP-7 in calibro 4,6&#215;30 mm. Compatta e leggera ben si adatta alle operazioni covert.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">Circa 10 anni fa il GOI ha deciso di adottare, in luogo della Colt M-4A1, il fucile d\u2019assalto della Heckler &amp; Koch 416 in calibro 5,56&#215;45 mm, a questo si \u00e8 poi affiancato il\u00a0<em>fucile<\/em>\u00a0<em>da battaglia<\/em>\u00a0417 in calibro 7,62&#215;51 mm.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">Durante la visita abbiamo constatato una particolare predilezione per i sistemi d\u2019arma della Sig Sauer, infatti gli incursori, soprattutto per le operazioni \u201cnavali\u201d, hanno cominciato ad impiegare il fucile MCX camerato con il .300\u00a0<em>Blackhawk<\/em>\u00a0(7,62&#215;35 mm), con soppressore di suono integrato. Rispetto al calibro 7,62&#215;51 mm il potere d\u2019arresto rimane elevato senza tuttavia incrementare eccessivamente i pesi, un problema non da poco specialmente se si deve operare in ambiente marino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">Particolare attenzione viene posta dal GOI al tiro di precisione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">Negli anni passati si \u00e8 fatto ricorso a modelli di fucili d\u2019assalto adattati al tiro di precisione, come ad esempio l\u2019H&amp;K G-3SG1. Successivamente ci rese conto che per ottenere un tiro pi\u00f9 preciso, sulle medie e lunghe distanze, occorreva utilizzare modelli di fucili a ripetizione manuale. I modelli della Mauser, 66 e 86SR, (in calibro 7,62&#215;51 mm) utilizzati dal GOI erano armi di ottima fattura, tuttavia progettati pi\u00f9 per un impiego di polizia che militare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.difesaonline.it\/sites\/default\/files\/pictures\/300921%20Comsubin%20goi7.jpg\" alt=\"\" \/><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">Il problema venne risolto con l\u2019adozione dei fucili bolt-action della finlandese Sako (poi transitata nel gruppo Beretta). Molto apprezzati sono il TRG-21 in calibro 7,62&#215;51 mm e il pi\u00f9 potente TRG-42 in calibro .338 Lapua Magnum (8,6&#215;70 mm). Attualmente vengono impiegati il Sako SSR Mk.3 in calibro 7,62&#215;51 mm, con soppressore di suono integrato (utilizza munizionamento subsonico) e il britannico Accuracy International AW, con funzionamento a otturatore rotante, in calibro 7,62&#215;51 mm.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">Oltre ai\u00a0<em>bolt-action<\/em>\u00a0viene utilizzato il semiautomatico Mk.11\/SR-25 in calibro 7,62&#215;51, un\u2019arma con capacit\u00e0 d\u2019ingaggio superiore rispetto ai modelli sopracitati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">Il GOI segue attentamente lo sviluppo dei nuovi calibri. Oltre a un modello di Sig Sauer 716 in calibro 7,62&#215;51 mm, abbiamo potuto visionare un Sig 716G2 in calibro 6,5\u00a0<em>Creedmoor<\/em>\u00a0(6,5&#215;49 mm).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">Particolare attenzione ha destato la presenza di armi ex sovietiche, nonch\u00e9 copie cinesi, come fucili mitragliatori PPSh, PPS, carabine SKS e fucili Mosin Nagant e Ak-47.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">Passiamo ora ai pesi massimi. In bella mostra sopra un tavolo erano presenti lo\u00a0<em>Scorpio<\/em>\u00a0della Victrix in calibro .338 Lapua Magnum, l\u2019Accuracy axmc nel medesimo calibro (ma riconvertibile in modo rapido in calibro .300 e .308) e gli\u00a0<em>heavy<\/em>\u00a0<em>sniping<\/em>\u00a0in calibro .50 BMG (12,7&#215;99 mm) come il Barrett M-107 e il Victrix\u00a0<em>Corvo<\/em>. Tale tipologia di armi sono impiegate, principalmente, in funzione anti-materiale, in quanto possono ingaggiare bersagli a lunghissime distanze (2.000 metri).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">Aumentando di calibro, in un angolo, troviamo un lanciagranate automatico della H&amp;K GMG da 40&#215;53 mm. In genere queste armi vengono montate sui\u00a0<em>Lince<\/em>\u00a04&#215;4 in dotazione al reparto, ma potrebbero anche essere installate sui gommoni\u00a0<em>Hurricane<\/em>\u00a0oppure sulle UNPAV classe\u00a0<em>Cabrini<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.difesaonline.it\/sites\/default\/files\/pictures\/300921%20Comsubin%20goi5.jpg\" alt=\"\" \/><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">Presenti nelle dotazioni anche vari modelli di lanciarazzi, quali lo M72A12, fabbricato dalla norvegese NAMMO. La versione in uso, in calibro 66 mm, \u00e8 stata progettata per ingaggiare postazioni protette con pareti di mattoni nell\u2019ambito della guerra urbana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">Il Matador-90 (in calibro 90 mm) \u00e8 un lanciarazzi sviluppato congiuntamente dall&#8217;Agenzia di Stato di Singapore DSTA e dalla Israeli Defence Corporation Rafael Advanced Defense Systems Ltd, con la partecipazione della societ\u00e0 tedesca Dynamit Nobel AG. Il razzo dalla canna viene espulso usando una carica di polvere situata tra i due pistoni. Mentre il pistone anteriore lancia il razzo, quello posteriore spinge il contrappeso nella direzione opposta, che consente di sparare in sicurezza anche in ambienti chiusi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">Per concludere erano presenti tre modelli di shotgun: il Benelli M3T con calcio pieghevole (funzionamento solo semiautomatico) in calibro 12\/76, il Beretta RS202 in calibro 12\/70 (funzionamento a pompa) e il Fabarm STF\/12 Compact (funzionamento a pompa), munito di slitta\u00a0<em>picatinny<\/em>, in calibro 12\/76. Queste armi sono principalmente utilizzate dagli incursori con la qualifica di\u00a0<em>breacher<\/em>, ovvero coloro che creano brecce nei confronti di un edificio e ne assicura, al distaccamento, l\u2019accesso all\u2019interno dello stesso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\"><strong>Fonte:\u00a0<\/strong><strong><a href=\"https:\/\/www.difesaonline.it\/mondo-militare\/comsubin-le-armi-dotazione-al-goi-gruppo-operativo-incursori\">https:\/\/www.difesaonline.it\/mondo-militare\/comsubin-le-armi-dotazione-al-goi-gruppo-operativo-incursori<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di DIFESA ONLINE (Tiziano Ciocchetti) \u201cComunque sia, nonostante il budget destinato al nostro comparto, elemento strategicamente prioritario, non sia paragonabile a quello degli alleati europei, mantiene una capacit\u00e0 economica sufficiente. 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