{"id":67599,"date":"2021-10-05T11:00:49","date_gmt":"2021-10-05T09:00:49","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=67599"},"modified":"2021-10-05T09:48:00","modified_gmt":"2021-10-05T07:48:00","slug":"draghi-e-la-pace-sociale-sono-le-loro-necessita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=67599","title":{"rendered":"Draghi e la pace sociale sono le loro \u201cnecessita\u2019\u201d"},"content":{"rendered":"<p><strong>di La Fionda (Cristina Quintavalla)<\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"img-fluid foto-articolo ls-is-cached lazyloaded\" src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/draghiConfindustria.jpg\" alt=\"\" data-src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/draghiConfindustria.jpg\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nei toni tra il blu e il grigio, rivestito e reso presentabile da grandi sartorie e griffes, l\u2019esercito confindustriale marcia unito e fa quadrato attorno al governo Draghi. <em>\u201cNoi imprese non esitiamo a dire che ci riconosciamo nell\u2019esperienza e nell\u2019operato del governo guidato dal presidente Draghi e che ci auguriamo continui a lungo nella sua attuale esperienza\u201d<\/em>. \u00a0Ancor pi\u00f9 delle molte analisi\u00a0 fatte per smascherare gli interessi di classe che \u201cl\u2019uomo della necessit\u00e0\u201d ha sempre rappresentato, la lunga reiterata standing ovation tributata al presidente del Consiglio ne ha riconosciuto i meriti maturati in campo nel suo lungo servizio di \u201csalvatore\u201d dei grandi interessi economico-finanziari ed ora pi\u00f9 specificamente della patria<em> confindustriale.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E naturalmente allunga la mano, per intercettare i molti miliardi che fluiranno dal governo. Lo sollecita a fare presto, anzi\u00a0 incalza: \u201cSUBITO!\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il branco confindustriale pensa che tutto gli sia dovuto, soprattutto il danaro pubblico, come \u00e8 d\u2019altronde nella sua storia. Pretende di disporre della maggior parte delle risorse del PNRR, pur sapendo che questi fondi di provenienza europei dovranno essere restituiti, direttamente (in quanto debito pubblico) per la parte presa a prestito,o indirettamente (contribuendo al bilancio dell\u2019Unione Europea) per la parte a sovvenzione, attingendo in entrambi i casi alle tasse pagate dai contribuenti italiani. Insomma quel debito che\u00a0 peser\u00e0 sugli Stati e dunque sui contribuenti a reddito tracciabile, fisso o precario che sia, finir\u00e0 per espressa volont\u00e0 del governo, almeno per 200 mld, nelle tasche delle imprese, senza che ad esse sia posto alcun limite, vincolo, condizione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Draghi, l\u2019eletto, ricambia l\u2019abbraccio. Ribadisce ancora una volta che <em>\u201c\u2026 il governo da parte sua non ha intenzione di aumentare le tasse. In questo momento i soldi si danno e non si prendono\u201d<\/em>. Insomma, niente patrimoniali, niente redistribuzione delle ricchezze, nemmeno cauta, niente maggiore progressivit\u00e0 del carico fiscale. Gli investimenti pubblici sono finalizzati\u00a0 a sostenere il mercato e la logica del profitto. Niente di nuovo rispetto alle trentennali\u00a0 ricette liberiste che ci hanno propinato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Draghi l\u2019aveva gi\u00e0 detto a chiare lettere nel suo articolo sul <em>Financial Times <\/em>del marzo 2020:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>\u201cLe perdite del settore privato \u2026devono essere assorbite, in toto o in parte, dai bilanci pubblici. I livelli pi\u00f9 alti di debito pubblico diventeranno una caratteristica permanente delle nostre economie e sar\u00e0 accompagnata dalla cancellazione del debito privato\u201d<\/em>\u200b.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tale conversione sulla via di Roma gli apr\u00ec le porte del paradiso. Il fatto che la mission dello stato fosse quella di\u00a0 assorbire nei suoi bilanci le perdite del settore privato, che le istituzioni pubbbliche fossero ridotte al ruolo di facilitatrici degli interessi privati, che dovessero servire per trasferire la ricchezza pubblica ai privati, santific\u00f2 Draghi.\u00a0 Che ha costituito un governo che piace talmente\u00a0 ai 1700 industriali riuniti all\u2019EUR da sollecitare Bonomi a vantare una <em>affinit\u00e0 elettiva<\/em> con Draghi, rivelatasi nella potenza della comune visione, nemmeno concordata\u00a0 in precedenza (\u201c<em>\u00abAbbiamo la stessa posizione\u201d<\/em>). Insomma: hanno detto le stesse cose, senza nemmeno essersi accordati prima.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Certo, a Confindustria tutto questo ancora non basta: occorre fare subito le riforme strutturali (<em>\u00abpreoccupazione\u00bb per il cronoprogramma per le riforme legate al PNNR che \u00abrischia di slittare\u00bb e dunque far dissolvere le risorse<\/em> ), quella del fisco (<em>troppo pochi 3 mld per la riforma del fisco<\/em>), della concorrenza, del lavoro (<em>\u201cil blocco dei licenziamenti \u00e8 stato una sciocchezza\u201d<\/em>), degli ammortizzatori sociali (<em>\u201cil nuovo ammortizzatore universale dev\u2019essere di tipo assicurativo, allora tutti i nuovi soggetti beneficiari lo devono pagare in proporzione all\u2019utilizzo\u201d<\/em>; <em>\u201c non possiamo accettare di restare a far da bancomat come accade gi\u00e0 con la CIG,\u201d<\/em>), della previdenza;\u00a0 interventi per sostenere le imprese,\u00a0 taglio del cuneo fiscale, cancellazione dell\u2019Irap, del\u00a0 reddito di cittadinanza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Gli industriali convenuti si compiacciono delle assicurazioni fornite dal premier, che\u00a0 elogia \u201cle virt\u00f9 dell\u2019impresa\u2026(<em>\u201cper la vostra capacit\u00e0 di reagire e innovare\u201d<\/em>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quale virt\u00f9 \u00e8 mai questa? In quel migliaio di imprenditori chiamati a stringersi attorno al patto per la ripresa, auspicato da Draghi e Bonomi, ci sono anche quelli che hanno svenduto in tutto o in parte i loro gruppi\u00a0 a multinazionali e fondi di investimento, che spesso si sono salvati in virt\u00f9 del soccorso del capitale straniero, hanno delocalizzato, desertificato interi siti industriali, ridotto gli investimenti, dirottandoli in speculazioni finanziarie o attivit\u00e0 collaterali pi\u00f9 remunerative (ad es. la sanit\u00e0 privata, le costruzioni, i servizi), diminuito la produzione,\u00a0 usufruito di cospicui fondi pubblici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E questo gi\u00e0 nel decennio precedente la diffusione della\u00a0 pandemia. Un\u2019accurata inchiesta del <em>Fatto quotidiano<\/em> del novembre 2019 riportava che secondo il database compilato dall\u2019ufficio Eurofound dell\u2019Unione Europea, tra il 2002 a 2019, si sono succedute in Italia almeno 734 crisi aziendali di grandi dimensioni, che hanno lasciato sul campo\u00a0 365mila lavoratori. E non si contano le crisi di aziende di piccole e medie dimensioni che non sono giunte ai tavoli del MISE.\u00a0 Nel solo 2019 ammontavano a ben 41,6 mld(19,3 dei quali dannosi per l\u2019ambiente) i finanziamenti pubblici alle imprese. Tra i gruppi che ne hanno beneficiato molti hanno delocalizzato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Eppure nell\u2019assemblea\u00a0 annuale di Confindustria \u00e8 andata in scena la sfacciata volont\u00e0 di ribadire quali sono i rapporti di potere in questo paese, dove sta il potere, di quali sostegni disponga, cosa esiga.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Confindustria \u00e8 ben consapevole, tanto da averlo scritto,\u00a0 che le sfide globali\u00a0 si giocano sul piano<em> \u201cdelle piattaforme continentali in competizione tra loro per la leadership tecnologica del prossimo futuro\u201d( Il coraggio del futuro, 2020, p. 134). <\/em>Quello che Confindustria pretende \u00e8 che il governo svolga la funzione di leva della concorrenza delle imprese. La mission della politica dovrebbe essere quella di<em> \u201cconcentrarsi su strategie che promuovano la dinamica dei grandi mercati continentali<\/em>\u201d \u2026afffinch\u00e8 le imprese italiane siano messe\u00a0 in grado di<em> \u201cpartecipare da protagoniste alle catene del valore strategiche europee e globali\u201d.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Eccolo il problema, in tutta la sua chiarezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma ancora non\u00a0 basta. Serve soprattutto la pace sociale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Eccolo allora quell\u2019appello a <em>\u201cMaurizio, <\/em><em>Luigi, Pierpaolo<\/em><em>\u201d,<\/em> chiamati per nome, come amici di vecchia data, accolti benevolmente al tavolo dei padroni (dopotutto siamo in una democrazia!) perch\u00e8 pensino come loro ed operino nel loro interesse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Devono assicurare una partecipazione non conflittuale del modo del lavoro al suo sfruttamento, alla sua umiliazione, alla sua frammentazione. Devono sterilizzare il conflitto di classe.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Senza nemmeno dissimularlo, la citazione rimanda al <em>Protocollo per la politica dei redditi e dell\u2019occupazione, sugli assetti contrattuali, sulle politiche del lavoro e sul sostegno al sistema produttivo <\/em>del\u00a0governo Ciampi ( l\u2019altro uomo della necessit\u00e0), uno storico accordo siglato nel 1993 tra sindacati e associazioni imprenditoriali, che pose fine ad anni di aspre lotte, sancendo il criterio della concertazione tra le parti sociali e fissando le regole della contrattazione sia a livello nazionale che territoriale. La posta in gioco era alta: il Trattato di Maastricht, i suoi parametri,\u00a0 le politiche d\u2019austerit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A 20 anni di distanza i processi a livello globale di concentrazione industriale, le ristrutturazioni delle catene del valore,\u00a0 con dismissioni, delocalizzazioni, fusioni, verticalizzazioni, presuppongono l\u2019imposizione delle pi\u00f9 odiose forme di subordinazione del lavoro, col loro carico infame di licenziabilit\u00e0, frammentazione, precarizzazione, ricattabilit\u00e0, dai tratti sempre pi\u00f9 schiavili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Devono potersi compiere senza che la lotta di classe si riorganizzi, alzi la testa, ricomponga le lotte e le vertenze, curi le ferite, ritorni ad essere dopo 40 anni di sconfitta e arretramento -questa \u00e8 la loro pace sociale!- un movimento di massa nel paese.\u00a0 Andr\u00e0 a finire in questo modo?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La nuova marcia dei 40.000 del 18 settembre 2021 a Firenze -, lavorator\u0259, precari\u0259, student\u0259, disoccupat\u0259, partite Iva,\u00a0 pensionat\u0259, -40 anni dopo\u00a0 la marcia dei 40.000 a Torino del 1980, aizzati dalla Fiat contro migliaia di lavoratori in lotta, sembra aprire una nuova fase.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il largo consenso che si sta rafforzando ed estendendo attorno alle lotte dei lavoratori GKN, Alitalia, Texprint, Gianetti, Whirpool, logistica ecc. esprime\u00a0 l\u2019insofferente ribellione di chi da troppi decenni ha visto e subito con forte senso di\u00a0 impotenza l\u2019esibizione pi\u00f9 sfacciata dell\u2019ingiustizia e delle menzogne che ne ammantavano il volto per renderla accettabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per quanto il potere sia diabolico e pratichi tutte le sottili vie per esercitare la sua presa sulla vita delle persone, possono l\u2019appropriazione, l\u2019espropriazione, lo sfruttamento, la svalutazione -classista, razziale, patriarcale-della vita, la distruzione del pianeta essere occultati o resi accettabili a lungo?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Pu\u00f2 la pace sociale reggere ancora a lungo?<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/10\/04\/draghi-e-la-pace-sociale-sono-le-loro-necessita\/\">https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/10\/04\/draghi-e-la-pace-sociale-sono-le-loro-necessita\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di La Fionda (Cristina Quintavalla) Nei toni tra il blu e il grigio, rivestito e reso presentabile da grandi sartorie e griffes, l\u2019esercito confindustriale marcia unito e fa quadrato attorno al governo Draghi. \u201cNoi imprese non esitiamo a dire che ci riconosciamo nell\u2019esperienza e nell\u2019operato del governo guidato dal presidente Draghi e che ci auguriamo continui a lungo nella sua attuale esperienza\u201d. \u00a0Ancor pi\u00f9 delle molte analisi\u00a0 fatte per smascherare gli interessi di classe 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