{"id":67601,"date":"2021-10-05T11:50:48","date_gmt":"2021-10-05T09:50:48","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=67601"},"modified":"2021-10-05T11:20:18","modified_gmt":"2021-10-05T09:20:18","slug":"il-gaffeur-khan-e-la-talebanizzazione-del-pakistan","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=67601","title":{"rendered":"Il gaffeur Khan e la talebanizzazione del Pakistan"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di LIMES (Francesca Marino)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-67602\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/paranoia_del_pakistan_409-300x212.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"212\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/paranoia_del_pakistan_409-300x212.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/paranoia_del_pakistan_409-768x541.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/paranoia_del_pakistan_409.jpg 1000w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Carta di Laura Canali \u2013 2009<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em><strong>Dietro i continui lapsus del primo ministro di Islamabad si cela una verit\u00e0 con cui anche l\u2019Occidente deve fare i conti.<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Imran Khan l\u2019ha fatto di nuovo. Riuscendo a diventare per l\u2019ennesima volta lo zimbello di mezzo mondo. L\u2019ultima esternazione \u2013 mandata in video all\u2019assemblea generale delle Nazioni Unite \u2013 riguarda i taliban, che secondo Imran sarebbero soltanto dei \u201cnazionalisti pashtun\u201d e che per questo motivo ricevono sostegno dal popolo (ma non dal governo) del Pakistan.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il primo ministro del Pakistan tralascia convenientemente di dire che i veri nazionalisti pashtun in Pakistan odiano i taliban; che il Pashtun Tahafuz Movement (Ptm) protesta da anni contro l\u2019esercito pakistano, che arma i taliban e con questi divide caserme e centri di addestramento; che il governo di Imran, oltre ad aver fatto ammazzare a sangue freddo un buon numero di attivisti, ha pi\u00f9 di una volta ordinato di sparare addosso ai nazionalisti che protestavano completamente disarmati. Pochi giorni prima, sulla Cnn, aveva spiegato con toni piuttosto condiscendenti alla giornalista Becky Anderson che \u00abgli haqqani sono una trib\u00f9 che vive in Afghanistan\u00bb e che si trovavano in Pakistan per caso, tra milioni di profughi. Ora: \u00e8 pur vero che Imran Khan \u00e8 l\u2019uomo che ha dichiarato in diretta tv che Germania e Giappone sono confinanti e che l\u2019Africa \u00e8 uno Stato, dunque potrebbe potenzialmente affermare di tutto senza battere ciglio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma la storia degli haqqani e dei nazionalisti pashtun va oltre il folklore e oltre la stupidit\u00e0: \u00e8 malafede pura e fa parte di una precisa agenda. Riassumendo: gli haqqani non sono una trib\u00f9 e nemmeno una famiglia. \u201cHaqqani\u201d \u00e8 come si designano gli studenti ed ex-studenti della madrasa Darul Uloom Haqqania, con sede ad Akora Khattak. Seguendo la sua stessa logica, Imran appartiene alla trib\u00f9 degli oxfordiani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il cosiddetto Haqqani network \u2013 lungi dall\u2019essere una trib\u00f9 \u2013 \u00e8 un gruppo fondato da Jalaluddin Haqqani con il sostegno dell\u2019Isi (intelligence pakistana) per combattere i sovietici in Afghanistan. Akora Khattak si trova in Pakistan: nella provincia del Khyber Pakhtunkhwa, per essere precisi. Quella stessa provincia in cui il partito di Imran Khan, che si definisce orgogliosamente un pashtun anche se secondo i suoi connazionali non spiccica una parola della lingua locale, ha governato per anni. Ma evidentemente Imran l\u2019orgoglioso governatore pashtun e Imran il primo ministro sono due persone diverse. Altrimenti il premier ricorderebbe di certo chi sono gli haqqani; e magari anche il motivo per cui lui si \u00e8 guadagnato il nomignolo di \u201cTaliban Khan\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nell\u2019anno fiscale 2016-2017, il partito di Imran Tehereek-i-Insaf \u2013 allora al governo \u2013 aveva stanziato 300 milioni di rupie pakistane per finanziare la Darul Uloom Haqqania. Il finanziamento era stato aumentato l\u2019anno successivo di altri 277 milioni, con una direttiva speciale che prelevava il denaro dai fondi discrezionali allocati all\u2019ufficio del primo ministro della provincia. Non solo: Imran e i suoi avevano candidato al senato il maulana Samiul Haq, rettore di Haqqania. Quando qualche voce si era levata a protestare, Imran aveva dichiarato che finanziare una madrasa nota come \u201cuniversit\u00e0 della jihad\u201d, governata da un uomo che si definiva orgogliosamente \u201cil padre dei taliban\u201d, era la cosa giusta da fare. Pazienza se ad Haqqania si erano laureati il mullah Omar, Jalaluddin Haqqani e i suoi parenti, pi\u00f9 un buon numero di membri di Al-Q\u0101\u02bfida e degli stessi taliban: finanziarli e portare Samiul Haq in parlamento, secondo Imran, avrebbe contribuito a \u00abassimilare gli studenti nella societ\u00e0, inserirli nel mainstream e tenerli lontani dalla radicalizzazione\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Suona familiare? La stessa teoria che dai colloqui di Doha in poi viene adoperata per i taliban e per chiedere all\u2019occidente di riconoscerli sbloccando i fondi del governo afghano. Nonostante il fatto che in Pakistan \u2013 laboratorio creativo di Imran \u2013 qualcosa deve essere chiaramente andato storto. Gli estremisti che dovevano assimilarsi alla societ\u00e0 per mezzo di finanziamenti e riconoscimenti sono s\u00ec andati al governo, ma stanno rendendo la societ\u00e0 pakistana sempre pi\u00f9 conforme alla illuminata visione di Haqqania. E a quella altrettanto illuminata dello stesso Taliban Khan. D\u2019altra parte, lo scorso anno \u2013 in quello che era stato in seguito qualificato come \u201c lapsus\u201d \u2013 aveva definito Osama bin Laden \u00abun martire\u00bb; e non era la prima volta. In quel caso, il suo ufficio stampa aveva parlato di \u00abaffermazioni prese fuori dal contesto\u00bb. Cos\u00ec come fuori dal contesto, a quanto pare, era stata presa un\u2019altra ormai storica affermazione del premier su un caso di stupro particolarmente efferato: \u00abGli uomini non sono mica robot, alla fine\u00bb. In quell\u2019occasione Imran aveva biasimato la vittima e le donne in generale per il peccaminoso vezzo di adottare abiti e costumi occidentali. L\u2019uso del burqa, secondo l\u2019Imran-pensiero, \u00e8 il miglior deterrente contro le tentazioni dei poveri uomini indifesi ed \u00e8 il giusto modo per mantenere modestia e decenza all\u2019interno di una sana e illuminata societ\u00e0 islamica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non deve stupire che le donne afghane \u2013 che sui social media postano i loro abiti tradizionali per protesta contro il sudario nero che i taliban hanno distribuito alle loro forzate sostenitrici \u2013 siano state attaccate quasi esclusivamente da uomini pakistani che seguivano le direttive del loro leader. Ma non \u00e8 tutto. Sempre lo scorso anno \u2013 questa volta orgogliosamente, senza lapsus o decontestualizzazioni \u2013 Imran aveva sostenuto coloro che in connessione al processo per la strage nella redazione di Charlie Hebdo invocavano la decapitazione dell\u2019ambasciatore francese e il massacro degli occidentali tutti. Il contesto \u00e8 stato di nuovo invocato invece all\u2019indomani della presa di Kabul, quando Imran ha dichiarato: \u00abGli afghani hanno finalmente spezzato le catene della schiavit\u00f9\u00bb. Le stesse catene di schiavit\u00f9 e dipendenza culturale che il prode Khan ha spezzato lanciando un nuovo programma di studi per le scuole pakistane: il Single national curriculum. Un nuovo e moderno compendio, in cui sulle copertine dei libri di testo campeggia una famigliola felice: pap\u00e0 e figlio maschio sono seduti su un divano in abiti occidentali, mentre mammina e bimba adoranti siedono per terra, in abiti tradizionali e con il capo coperto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Folklore a parte, bisogna guardare in faccia la realt\u00e0: la talibanizzazione sempre pi\u00f9 spinta non dell\u2019Afghanistan, ma del Pakistan stesso. Ovvero di un paese in cui si commettono pi\u00f9 violazioni dei diritti umani che nell\u2019Afghanistan governato dai taliban. Migliaia di cittadini spariscono ogni anno senza lasciare traccia. Si pagano killer (uno \u00e8 sotto processo a Londra) per ammazzare all\u2019estero intellettuali dissidenti. Si scoprono fosse comuni subito fatte sparire. Si pratica il \u201ckill and dump\u201d, corpi abbandonati ai bordi delle strade in vari stati di decomposizione e seppelliti poi senza alcun riconoscimento. Si volatilizzano attivisti \u2013 come Idris Khattak di Amnesty \u2013 che poi ricompaiono in qualit\u00e0 di \u201cospiti\u201d di corti marziali in cui si celebrano processi senza che n\u00e9 le accuse n\u00e9 le eventuali prove a carico vengano rese note alla difesa. Il Pakistan \u00e8 un paese che domanda denaro per aiutare i profughi da lui stesso creati, installando terroristi a Kabul.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ciliegina sulla torta: la bomba atomica \u00e8 in mano all\u2019organizzazione che quei terroristi crea, addestra e gestisce. Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden \u2013 che dal giorno in cui \u00e8 stato eletto non ha mai telefonato al buon Imran \u2013 dovrebbe forse prendere in mano il telefono per comunicare che il gioco, dopo vent\u2019anni, comincia a mostrare la corda. Prima che sia troppo tardi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<\/strong><strong><a href=\"https:\/\/www.limesonline.com\/rubrica\/imran-khan-taliban-haqqani-pakistan-afghanistan\">https:\/\/www.limesonline.com\/rubrica\/imran-khan-taliban-haqqani-pakistan-afghanistan<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LIMES (Francesca Marino) Carta di Laura Canali \u2013 2009 Dietro i continui lapsus del primo ministro di Islamabad si cela una verit\u00e0 con cui anche l\u2019Occidente deve fare i conti. Imran Khan l\u2019ha fatto di nuovo. Riuscendo a diventare per l\u2019ennesima volta lo zimbello di mezzo mondo. 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