{"id":67609,"date":"2021-10-06T01:55:03","date_gmt":"2021-10-05T23:55:03","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=67609"},"modified":"2021-10-06T07:40:37","modified_gmt":"2021-10-06T05:40:37","slug":"perche-non-mi-rechero-alle-urne","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=67609","title":{"rendered":"Perch\u00e9 non mi recher\u00f2 alle urne"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">di MATTEO COTUGNO (RI Reggio Calabria)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Confesso di essere stato molto combattuto sul da farsi riguardo alle regionali in Calabria. Ho scartato da subito l&#8217;ipotesi del voto sulla base delle diverse conoscenze personali che figurano tra i candidati, nonostante il sincero affetto che mi lega a questi, perch\u00e9 per me la politica \u00e8 una cosa seria, ed \u00e8 molto difficile per me agire a dispetto delle mie idee.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Conseguentemente, deciso nonostante tutto a votare, ho considerato la logica del male minore. Il male minore per me era De Magistris, forse perch\u00e9 l&#8217;unico non appartenente alle aree dei grandi partiti nazionali, quelli che difatti con minime sfaccettature divergenti su questioni marginali costituiscono dall&#8217;avvento della Seconda Repubblica il partito unico liberale. Non lo avrei fatto con convinzione, n\u00e9 tantomeno con contentezza. Risuonavano in me le parole di Hannah Arendt che mi \u00e8 capitato di leggere in rete alcune settimane fa: &#8220;Chi sceglie un male minore, dimentica ben presto di aver scelto un male&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec, forse inconsapevolmente deciso a ridestarmi, ho cercato in rete l&#8217;opinione di De Magistris sul green pass, che io considero un&#8217;aberrazione sul piano giuridico con scarsissima valenza scientifica, considerata la (solo) parziale protezione dei vaccini dalla trasmissibilit\u00e0 e dalla possibilit\u00e0 di infettarsi, peraltro decrescente gi\u00e0 dopo pochi mesi dall&#8217;inoculazione. Per non parlare del rapporto rischi-benefici sui giovanissimi. Basti pensare che, mentre la Gran Bretagna e tanti altri paesi sviluppati sconsigliavano la somministrazione agli under 15, all&#8217;opposto in Italia entrava in vigore un decreto che di fatto obbligava surrettiziamente alla vaccinazione di tutti gli over 12, pena l&#8217;esclusione da attivit\u00e0 sportive, attivit\u00e0 ricreative al chiuso, ristoranti, cinema ecc.: pena, insomma, l&#8217;esclusione sociale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Addirittura il decreto prevede che nel caso in cui in una classe tutti siano vaccinati, la scuola pu\u00f2 prevedere di non far indossare le mascherine agli studenti. Immaginate la pressione emotiva, per non parlare di bullismo indotto, esercitata sugli alunni non vaccinati da parte di compagni e insegnanti. Siamo a livelli di perversione sadica da parte del legislatore, che nonostante la mia visione disincantata sul mondo, non avrei neppure potuto immaginare fino a un anno fa. Tutto questo, ricordo, per un trattamento sanitario che non \u00e8 comunque obbligatorio per legge. Questa perversione, l&#8217;assenza totale di esitazione e la spasmodica fretta da parte di chi decide in questo Paese, o per questo Paese, dovrebbe far comprendere la natura squisitamente politica del green pass e mi permette di glissare su questo argomento che non \u00e8 lo scopo principale di questo post.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ho appreso da un articolo di Napolitoday che per De Magistris il green pass \u00e8 una &#8220;scelta intelligente che scoraggia chi non vuole vaccinarsi&#8221;. Ho trovato, in fondo quello che forse inconsciamente speravo di trovare. Mi son liberato in quell&#8217;attimo dal retaggio di ore di educazione civica alle scuole medie e conferenze in Aula Magna al Liceo che ti introiettano il mantra per cui il &#8220;voto \u00e8 un dovere civico&#8221;, &#8220;qualora anche non vi piaccia nessuno scegliete il meno peggio&#8221;, oppure &#8220;\u00e8 come se lasciaste ad altri la scelta&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per\u00f2 a scuola non ci insegnano che chi governa una Regione in Italia viene immediatamente catturato da tre dispositivi, o quantomeno a scuola non insegnano dell&#8217;esistenza del primo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il primo dispositivo, quello pi\u00f9 grande, \u00e8 la sovrastruttura istituzionale della UE, dei Trattati, del pareggio di bilancio in Costituzione, del Patto di Stabilit\u00e0 e Crescita, delle centinaia di condizionalit\u00e0 del Recovery Fund che riducono all&#8217;osso la possibilit\u00e0 di autodeterminazione dell&#8217;Italia, figuriamoci la discrezionalit\u00e0 di un politico locale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il secondo dispositivo \u00e8 quello partitico-nazionale, che \u00e8 dagli anni &#8217;90 emanazione diretta del primo, cui ha scelto di legarsi attraverso il vincolo esterno. Questa emanazione va dalla Lega al centro-sinistra, senza distinzione alcuna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il terzo dispositivo \u00e8 quello clientelare-ndranghetistico che si pone a disposizione dei partiti e verso cui i partiti si pongono a disposizione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se non ci si libera del dispositivo che sta in alto, si pu\u00f2 fare ben poco. Se non ci si libera da una sovrastruttura irriformabile e concepita per essere quello che \u00e8, con buona pace delle illusioni di chi sogna un&#8217;altra Europa, non si pu\u00f2 mettere in discussione nulla, neppure la possibilit\u00e0 di sconfiggere il fenomeno mafioso, che per mantenere la propria presa sul territorio sguazza e trae linfa dalla disoccupazione, dalla deindustrializzazione e dalla scarsit\u00e0 di risorse dovuta a 27 anni di avanzi primari. Liberarsi del dispositivo \u00e8 condizione necessaria ma non sufficiente, certo, e non sar\u00e0 n\u00e9 facile n\u00e9 indolore. Ma tanto basta per non credere pi\u00f9 a chi non lo mette in discussione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le alternative sono pochissime, forse solo una: Riconquistare l&#8217;Italia, di cui faccio parte da alcuni mesi. \u00c8 un partito neosocialista e, in quanto tale, per la riconquista della sovranit\u00e0 nazionale: pieno di intelligenze straordinarie, un partito di mille anime, ancora troppo poche ma, come avrete capito, a me interessa molto pi\u00f9 l&#8217;aderenza alle mie idee. Cresceremo perch\u00e9 la Storia ci ha gi\u00e0 dato ragione e la realt\u00e0 degli eventi si schianter\u00e0 in faccia a molti altri nei prossimi anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lungi da me, allora, affermare che il cambiamento profondo sia possibile per via apolitica. Semplicemente, visto lo schieramento attuale di partiti politici, non \u00e8 possibile con un voto, sebbene questo costituisca uno dei momenti pi\u00f9 alti della vita sociale della Repubblica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Militiamo allora, studiamo, prendiamo posizione, ch\u00e9 ci sono mille altri modi di prendere posizione e di fare politica al di fuori di una cabina elettorale. Perch\u00e9 siamo immersi nella politica. E a forza di incensare ipocritamente il voto come strumento, ci si dimentica che quello \u00e8 solo il culmine di un processo. E non ci si lava la coscienza se si fa politica solo con una matita in mano chiusi dentro una cabina, per poi essere semplicemente consumatori il resto dei giorni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Parafrasando Pasolini: si fa politica anche nelle strade, nelle piazze, nelle officine, o con i discorsi, con gli scritti, con i versi, e la lotta pi\u00f9 dura \u00e8 quella che si svolge nell&#8217;intimo delle coscienze, nelle suture pi\u00f9 delicate dei sentimenti. Allora anche la mia scelta, presa oggi nell&#8217;intimo della mia coscienza, \u00e8 politica. \u00c8 molto pi\u00f9 politica di chi oggi ha scelto un male minore e dimenticher\u00e0 ben presto di aver scelto un male.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E chi oggi dice che non andare a votare in Calabria vuol dire delegare la scelta ad altri non sa di cosa parla: la scelta, semplicemente, non esiste.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di MATTEO COTUGNO (RI Reggio Calabria) Confesso di essere stato molto combattuto sul da farsi riguardo alle regionali in Calabria. Ho scartato da subito l&#8217;ipotesi del voto sulla base delle diverse conoscenze personali che figurano tra i candidati, nonostante il sincero affetto che mi lega a questi, perch\u00e9 per me la politica \u00e8 una cosa seria, ed \u00e8 molto difficile per me agire a dispetto delle mie idee. 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