{"id":67618,"date":"2021-10-06T09:26:20","date_gmt":"2021-10-06T07:26:20","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=67618"},"modified":"2021-10-05T20:32:17","modified_gmt":"2021-10-05T18:32:17","slug":"la-corsa-alle-basi-in-afghanistan-e-dintorni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=67618","title":{"rendered":"La corsa alle basi in Afghanistan e dintorni"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>ANALISI DIFESA (Gianandrea Gaiani)<\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/091713037-ad48477f-182e-4501-887f-feeb2af7c386.jpg\" alt=\"091713037-ad48477f-182e-4501-887f-feeb2af7c386\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il dopoguerra afghano continua ad essere movimentato anche a causa delle manovre delle grandi potenze. Gli statunitensi cercano basi militari nelle repubbliche asiatiche ex sovietiche per poter continuare a colpire obiettivi in Afghanistan, esattamente come fecero alla fine del 2001 alla vigilia dell\u2019Operazione Enduring Freedom che port\u00f2 alla caduta del regime talebano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I cinesi invece sembrano voler approfittare del ritiro delle forze militari statunitensi e NATO per mettere le mani sulle grandi basi aeree e logistiche abbandonate da Washington.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><u><\/u><strong><u>Pechino punta su Bagram?<\/u><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un team militare cinese \u00e8 atterrato\u00a0a Bagram nei giorni scorsi probabilmente per effettuare un sopralluogo in vista di un possibile impiego dell\u2019infrastruttura fino a due mesi or sono in mano agli americani. L\u2019intervento cinese rientrerebbe\u00a0nel quadro degli accordi tra Pechino e i talebani per la ricostruzione dell\u2019Afghanistan, che potrebbero riguardare anche il supporto cinese alla riorganizzazione e addestramento delle forze militari e di polizia del regime talebano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-147597 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Kandahar1.jpg\" alt=\"Kandahar1\" width=\"821\" height=\"459\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I cinesi potrebbero essere inoltre interessati a visionare alcuni velivoli ed equipaggiamenti abbandonati dalle forze statunitensi e afghane, rimasti in mani talebane (vedi foto sopra e sotto) anche se in parte inutilizzabili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La presenza militare di Pechino nella base \u201csimbolo\u201d della presenza statunitense costituisce di per s\u00e9 un rilevante strumento propagandistico per la Cina e un ulteriore schiaffo rifilato a Washington dai talebani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Se si considera che una delle motivazioni del ritiro statunitense dall\u2019Afghanistan \u00e8 considerata la necessit\u00e0 di far fronte alla minaccia pi\u00f9 attuale e stringente rappresentata dalla Cina, \u00e8 evidente che l\u2019occupazione delle basi lasciate dagli americani in Afghanistan da parte delle truppe di Pechino rappresenterebbe un\u2019ulteriore beffa e un altro smacco per Washington e l\u2019Amministrazione Biden.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non a caso l\u2019atterraggio dell\u2019aereo da trasporto cinese a Bagram, ex base sovietica tra il 1979 e il 1989,\u00a0<strong>\u00e8\u00a0<\/strong>stato\u00a0salutato con entusiasmo dai vertici talebani consapevoli che il successo del loro regime dipende oggi soprattutto dagli aiuti economici promessi da Pechino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-147596 alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Kandahar.jpg\" alt=\"Kandahar\" width=\"523\" height=\"292\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Fonti citate da US News riferiscono che la Cina punta a includere l\u2019Afghanistan nella Belt and Road Initiative ma guarda anche al possibile impiego militare delle basi americane abbandonate, Bagram in particolare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Secondo queste fonti le forze armate cinesi stanno valutando l\u2019invio nella base situata a nord di Kabul di militari, mezzi e materiali anche se un portavoce del ministero degli Esteri ha smentito tale ipotesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cQuello che posso dire a tutti \u00e8 che si tratta di un\u2019informazione puramente falsa\u201d, ha detto il 27 settembre Wang Wenbin ai giornalisti marted\u00ec mattina. Del resto la Cina in molti casi ha negato la presenza di propri militari all\u2019estero spacciando per commerciali le acquisizioni dei diritti di utilizzo di parte del porto cambogiano di Ream e di quello birmano nelle Isole Coco, anche se via abbondano presenza e strutture militari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Inoltre non si pu\u00f2 escludere che la visita del team militare cinese a Bagram non contempli la volont\u00e0 di schierarvi forze militari a breve termine oppure che Pechino punti su Bagram, una vera e propria citt\u00e0 con servizi e persino un carcere, come \u201chub\u201d per la sua presenza su vasta scala in Afghanistan che potrebbe comprendere militari, funzionari, lavoratori e aziende.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-147600 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/bagram-air-base-1.jpg\" alt=\"bagram-air-base-1\" width=\"820\" height=\"499\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cData la loro esperienza passata, i cinesi devono essere ansiosi di mettere le mani su tutto ci\u00f2 che gli Stati Uniti hanno lasciato alla base\u201d, afferma Yun Sun, direttore del China Program presso il think-tank americano Stimson Center.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cSe i talebani richiedono assistenza cinese, penso che la Cina sar\u00e0 incline a inviare supporto umano. Molto probabilmente, lo inquadreranno come supporto tecnico o supporto logistico\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><u>Washington cerca basi in Asia Centrale<\/u><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dopo aver abbandonato le grandi basi aeree e logistiche di cui disponeva in Afghanistan (Bagram, Kandahar, Shindand e Jalalabad) gli Stati Uniti sembrano cercare ora\u00a0<a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2021\/09\/gli-usa-puntano-sulla-marina-e-nuove-basi-per-tenere-sotto-tiro-lafghanistan\/\">nuove basi nei paesi confinanti\u00a0<\/a>per riservarsi il diritto di colpire con incursioni aeree e di forze speciali (oggi basate nelle\u00a0 monarchie sunnite del Golfo) le organizzazioni terroristiche presenti nella nazione asiatica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-147598 alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/download.jpg\" alt=\"download\" width=\"449\" height=\"299\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Secondo quanto riferito da Politico, citato in Italia dall\u2019Agenzia Nova il 30 settembre, Washington sta intensificando i contatti con i Paesi dell\u2019Asia Centrale con l\u2019obiettivo di favorire l\u2019accesso delle proprie forze armate alle basi militari della regione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Lo avrebbero riferito alcuni senatori che hanno partecipato ai briefing a porte chiuse con i vertici del Pentagono e secondo cui le basi potrebbero includere quelle gestite dalle forze russe oggi ancora presenti in alcune nazioni ex sovietiche come il Tagikistan e il Kirghizistan. L\u2019interesse statunitense sarebbe rivolto a ottenere basi in questi stati o in Uzbekistan.\u00a0La questione sarebbe stata anche al centro di una conversazione tra i massimi vertici militari americani e russi, i generali Mark Milley e Valerij Gerasimov, di cui ha riferito il Wall Street Journal.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il 28 settembre il segretario alla Difesa Lloyd Austin ha ammesso che Washington ha chiesto a Mosca \u201cun chiarimento\u201d circa questa ipotesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-147599 alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/images.jpg\" alt=\"images\" width=\"503\" height=\"377\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nelle fasi iniziali delle operazioni statunitensi e poi della NATO in Afghanistan dopo l\u201911 settembre 2001, sia Uzbekistan che Kirghizistan concessero l\u2019uso di basi aeree per scopi logistici agli statunitensi, rispettivamente negli aeroporti di Karshi-Kanabad (K2) e Manas, mentre il Tagikistan mise a disposizione della Germania e di altri paesi NATO schierati con i loro contingenti nel nord dell\u2019Afghanistan la base aerea di Termez.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La Russia ritiene per\u00f2 \u201cinaccettabile\u201d la presenza militare degli Stati Uniti in Asia Centrale, come ha affermato il vice ministro degli Esteri, Sergej Rjabkov, al termine delle consultazioni sulla stabilit\u00e0 strategica con il vicesegretario di Stato degli Stati Uniti, Wendy Sherman, che si sono tenute a Ginevra il 30 settembre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il Tagikistan ha gi\u00e0 consentito alla Cina di costruire il primo di undici avamposti alla frontiera con l\u2019Afghanistan e un centro di addestramento per le sue guardie di frontiera, come ricorda\u00a0<a href=\"https:\/\/thediplomat.com\/2016\/09\/china-in-central-asia-building-border-posts-in-tajikistan\/\"><strong>The Diplomat<\/strong><\/a>, e ha concesso all\u2019l\u2019India (preoccupata dalla vittoria dei talebani spalleggiati dal Pakistan)\u00a0<a href=\"https:\/\/www.jagranjosh.com\/general-knowledge\/indian-military-bases-outside-india-1624711766-1\">l\u2019uso della base aerea di Farkhor<\/a>, prima base indiana all\u2019estero gestita congiuntamente con l\u2019Aeronautica Tagika.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Del resto ogni incursione aerea statunitense o di altre forze militari straniere in territorio afghano sarebbe ora giuridicamente illegale poich\u00e9 non autorizzata dal governo di Kabul. I talebani hanno infatti minacciato gli Stati Uniti di \u201cconseguenze\u201d nel caso continuino i raid dei droni nello spazio aereo afghano.<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0 <a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2021\/10\/la-corsa-alle-basi-in-afghanistan-e-dintorni\/\">https:\/\/www.analisidifesa.it\/2021\/10\/la-corsa-alle-basi-in-afghanistan-e-dintorni\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ANALISI DIFESA (Gianandrea Gaiani) Il dopoguerra afghano continua ad essere movimentato anche a causa delle manovre delle grandi potenze. Gli statunitensi cercano basi militari nelle repubbliche asiatiche ex sovietiche per poter continuare a colpire obiettivi in Afghanistan, esattamente come fecero alla fine del 2001 alla vigilia dell\u2019Operazione Enduring Freedom che port\u00f2 alla caduta del regime talebano. 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