{"id":67620,"date":"2021-10-06T09:34:46","date_gmt":"2021-10-06T07:34:46","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=67620"},"modified":"2021-10-05T20:40:21","modified_gmt":"2021-10-05T18:40:21","slug":"cosa-avresti-fatto-al-suo-posto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=67620","title":{"rendered":"Cosa avresti fatto al suo posto?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center\"><span style=\"font-size: 14pt\">\u201cCroci rosse\u201d di Sa\u0161a\u00a0Filipenko racconta la tragica storia di Tatjana che, malata di Alzheimer, rivive la perdita del marito e della figlia<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"has-drop-cap\"><strong>Cosa\u00a0avrei fatto al suo posto? Gi\u00e0:\u00a0che cosa avrei\u00a0fatto? Me lo sono chiesta anch\u2019io leggendo\u00a0<em>Croci rosse<\/em>\u00a0di\u00a0Sa\u0161a\u00a0Filipenko<\/strong>\u00a0(appena edito\u00a0da e\/o, tradotto dal russo da Claudia Zonghetti).\u00a0Esattamente come\u00a0Sa\u0161a,\u00a0io narrante di questo romanzo, un arbitro di calcio,\u00a0se lo domanda, con\u00a0le spalle al muro, seduto nel suo nuovo appartamento deserto\u00a0a Minsk, in Bielorussia, mentre pensa\u00a0al racconto della vicina novantenne, appena conosciuta. Alle\u00a0spalle di\u00a0Sa\u0161a,\u00a0il dolore enorme, immedicabile,della morte della giovane moglie. Una figlia di pochi mesi da crescere senza una mamma. La decisione di andare a vivere, in Bielorussia, a Minsk dove incontra e conosce Tatjana, la strana vicina. Lei, malata di Alzheimer, traccia delle croci rosse sulle porte dei diversi appartamenti per trovare la sua strada di casa.\u00a0Mentre suo marito e la sua bambina non l\u2019hanno mai pi\u00f9 percorsa la strada di casa e lei per tutta la vita non li ha mai ritrovati.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-145225\" src=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/v2\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/DBC2ACC9-9A05-4DB5-BF5E-BA1BED5CC066.jpeg\" alt=\"\" width=\"536\" height=\"833\" \/><\/figure>\n<p>Durante la Seconda Guerra Mondiale lavorava al Commissariato del popolo agli Esteri dove traduceva la corrispondenza con la Croce Rossa Internazionale. In quell\u2019occasione,\u00a0scopre la spietata decisione del governo sovietico di rifiutare l\u2019aiuto offerto dalla Croce Rossa nei confronti dei prigionieri di guerra sovietici, che Stalin considerava\u00a0come potenziali traditori. Nei\u00a0lunghissimi\u00a0elenchi\u00a0dei prigionieri\u00a0scorge, con fibrillazione,\u00a0un nome,\u00a0quello di suo marito, catturato in Romania. E decide di omettere la trascrizione del nome di suo marito, metterci una croce sopra, anzi: depennarlo.\u00a0<strong>Quanto c\u2019\u00e8 di fatale nelle nostre decisioni? Anche in quelle che riteniamo, sul momento,\u00a0le pi\u00f9\u00a0giuste? Quanto pesano i nostri comportamenti sulle nostre\u00a0esistenze, sul nostro futuro? Come facciamo a prevedere le conseguenze delle nostre decisioni? Come si calcola il rischio di ci\u00f2 che facciamo per salvare i nostri cari?<\/strong><\/p>\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p>\u201cCosa avrei fatto al suo posto? \u2013 si domanda appunto\u00a0Sa\u0161a\u00a0\u2013 L\u2019avrei scritto, io, il cognome di mia moglie? Non credo. E non \u00e8 una questione di nobilt\u00e0 d\u2019animo; pi\u00f9 semplicemente, non sarei stato altrettanto veloce nel valutare i pro e i contro. Sono un arbitro di calcio, ma le decisioni-lampo non sono il mio forte. La velocit\u00e0 di Tat\u2019jana Alekseevna, invece, mi spiazza. Solo i calciatori migliori ne sono capaci, sul campo: a volte per decidere una partita basta passare la palla una frazione di secondo prima. Ai tempi di Stalin la gente aveva una capacit\u00e0 formidabile di calcolare i rischi\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<p>Si tratta di una \u201cpartita a\u00a0scacchi\u201d con se stessi. Dal momento che il numero dei detenuti sovietici in Romania doveva essere il medesimo Tat\u2019jana decide di ripetere due volte il nome che precedeva suo quello del marito nell\u2019elenco. Facendolo sparire.\u00a0Tuttavia Tat\u2019jana capisce di aver fatto \u201cuna sciocchezza fatale\u201d, l\u2019errore della sua vita. Sa di aver firmato la propria condanna, e quella del marito e della figlia Asja. Nel periodo successivo a questa trascrizione, non succedeva niente, ma Tat\u2019jana stava malissimo. Sentiva, o presentiva.<\/p>\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p>\u201cSi sentiva come il condannato a morte che attende nell\u2019ultima cella, ma che non viene mai giustiziato. La pistola era gi\u00e0 contro la tempia, la canna fredda le sfiorava la pelle, ma il boia non premeva il grilletto. Un giorno, due, venti. Di l\u00ec a qualche mese era talmente sfinita che pens\u00f2 di consegnarsi lei stessa\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<p>Il pensiero del soldato sovietico che precedeva il nome di suo marito\u00a0scritto due volte\u00a0le ha fatto compagnia per tutta la vita, tormentandola. Che tormento l\u2019idea di avere qualcuno sulla coscienza.\u00a0Un nome ripetuto due volte pu\u00f2 non essere un semplice errore di trascrizione. Le croci che Tat\u2019jana segna sulle porte sono anche il segno pi\u00f9 evidente\u00a0delle croci\u00a0che le hanno dato da portare. Non \u00e8 forse\u00a0vero che la croce\u00a0che ci viene data da\u00a0Nostro Signore non pu\u00f2 essere superiore alle nostre forze? Quando trova il luogo in cui hanno gettato il cadavere di sua figlia in un orfanatrofio, la donna domanda se pu\u00f2 piantare una croce: \u201cmi hanno risposto di no: le croci non erano autorizzate\u201d.\u00a0Tat\u2019jana trova un kazaco e gli chiede di fabbricarne una. La croce sono due tubi arrugginiti saldati insieme e conficcati nel terreno. Una croce \u201csemplice, ma fiera\u201d. In mezzo alla spianata sembra rossa perch\u00e9 mangiata dalla ruggine, \u201ccanta il passato e il futuro, la morte e lo sconforto, la memoria e la rassegnazione\u201d. Una croce rossa come quella di granito rosso che\u00a0Sa\u0161a\u00a0ha chiesto di realizzare al marmista per la vicina morta un anno fa.\u00a0Dinnanzi alle croci non si pu\u00f2 scegliere, n\u00e9 decidere, penso.<\/p>\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p>\u201c\u00c8 una giornata asciutta di novembre, non fa freddo. Siamo al Cimitero nord. Sopra la croce, stormire di fronde\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0 <a href=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/controcultura\/letteratura\/cosa-avresti-fatto-al-suo-posto\/\">https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/controcultura\/letteratura\/cosa-avresti-fatto-al-suo-posto\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cCroci rosse\u201d di Sa\u0161a\u00a0Filipenko racconta la tragica storia di Tatjana che, malata di Alzheimer, rivive la perdita del marito e della figlia &nbsp; Cosa\u00a0avrei fatto al suo posto? Gi\u00e0:\u00a0che cosa avrei\u00a0fatto? 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