{"id":67629,"date":"2021-10-07T10:30:18","date_gmt":"2021-10-07T08:30:18","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=67629"},"modified":"2021-10-05T22:28:10","modified_gmt":"2021-10-05T20:28:10","slug":"lafrica-crocevia-economico-e-militare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=67629","title":{"rendered":"L&#8217;Africa crocevia economico e militare"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">di\u00a0<strong>INSIDEOVER<\/strong>(<strong>Federico Giuliani<\/strong>,\u00a0<strong>Mauro Indelicato<\/strong>)<\/p>\n<header class=\"post-header\">\n<div class=\"row\"><\/div>\n<\/header>\n<div class=\"entry-content\">\n<p style=\"text-align: justify\">Negli stessi giorni in cui gli\u00a0<strong>Stati Uniti<\/strong>\u00a0si rendevano protagonisti di un frettoloso ritiro dall\u2019Afghanistan, a seguito dell\u2019avanzata talebana, il presidente\u00a0<a href=\"https:\/\/it.insideover.com\/schede\/politica\/chi-e-joe-biden.html\">Joe Biden<\/a>\u00a0annunciava l\u2019inizio di una nuova missione. Questa volta per\u00f2 in\u00a0<strong>Africa<\/strong>. In particolare, \u00e8 stato confermato l\u2019invio di soldati ed esperti anti terrorismo nella\u00a0<strong>Repubblica Democratica del Congo<\/strong>. Washington ha risposto alle richieste del locale governo, il quale non \u00e8 stato in grado di ristabilire il controllo nelle province del North Kivu e dell\u2019Ituri. Qui da anni c\u2019\u00e8 un gruppo, l\u2019<strong>Adf<\/strong>\u00a0(Alliance Democratic Force), che ha aderito all\u2019Isis e ne ha iniziato a costituire una delle pi\u00f9 pericolose costole africane. In virt\u00f9 di un accordo tra il Congo e gli Usa stipulato nel 2019, ha preso quindi forma la nuova missione statunitense.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Al di l\u00e0 delle implicazioni riguardanti la lotta al terrorismo, sotto un profilo prettamente politico \u00e8 chiaro come gli Stati Uniti, con la nuova operazione, stiano ridando importanza alla loro presenza in Africa. Le province congolesi interessate dalla missione di Washington fanno parte di quella grande fascia centro \u2013 orientale del continente dove da pi\u00f9 di un decennio \u00e8 forte la presenza di altri\u00a0<strong>attori internazionali<\/strong>. A partire dalla Cina. Una parte della diplomazia Usa vede nello spostamento in Africa del confronto con Pechino uno scenario oramai realistico. La presenza in Congo \u00e8 quindi da interpretarsi, tra le altre cose, come un vero e proprio \u201cpuntellamento\u201d di una zona troppo esposta, secondo Washington, verso la Cina.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify\">La presenza europea nel continente<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify\">Dal canto suo l\u2019<strong>Europa<\/strong>\u00a0sta attraversando notevoli difficolt\u00e0 nel mantenere in Africa una certa influenza. Il vecchio continente sconta soprattutto l\u2019affanno della Francia, tradizionalmente la potenza europea pi\u00f9 presente. A giugno il presidente\u00a0<a href=\"https:\/\/it.insideover.com\/politica\/chi-e-emmanuel-macron.html\">Emmanuel Macron<\/a>\u00a0ha annunciato la\u00a0<a href=\"https:\/\/it.insideover.com\/politica\/macron-dice-addio-alloperazione-barkhane-cosa-cambia-nel-sahel.html\">fine dell\u2019operazione Barkhane<\/a>\u00a0in\u00a0<strong>Mali<\/strong>\u00a0dopo il nuovo colpo di Stato attuato a Bamako. La missione era stata inaugurata nell\u2019ottica del contrasto al terrorismo dilagante nel Sahel. Oggi il Mali \u00e8 uno dei Paesi africani con lo sguardo maggiormente rivolto ad altri attori. A partire dalla\u00a0<strong>Turchia<\/strong>\u00a0e dalla\u00a0<strong>Russia<\/strong>, con quest\u2019ultima parzialmente presente con i contractors della Wagner. Quando sta accadendo qui ha imposto all\u2019Europa una profonda riflessione sul suo impegno militare in Africa.<\/p>\n<figure id=\"attachment_332251\" class=\"wp-caption alignnone\" style=\"text-align: justify\" aria-describedby=\"caption-attachment-332251\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-332251 size-large\" src=\"https:\/\/www.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/wagner-in-africa-912x1024.png\" alt=\"\" width=\"912\" height=\"1024\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-332251\" class=\"wp-caption-text\">Infografica di Alberto Bellotto<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify\">Macron ha dichiarato di non voler lasciare il\u00a0<strong>Sahel<\/strong>. Al contrario, ci sarebbe la volont\u00e0 di potenziare la missione Takuba, operazione a cui partecipa anche l\u2019Italia e che vede l\u2019impegno comune di diversi governi europei. Possibile quindi che al depotenziamento francese segua una logica comunitaria interna all\u2019Ue. In Mali e nel resto del Sahel si potrebbe sperimentare una presenza europea decisa in ambito unitario. Una tendenza che ben presto potrebbe diventare prevalente. Del resto anche il vecchio continente \u00e8 intimidito e intimorito dall\u2019avanzamento della Cina e della Russia, oltre che di altre potenze, in tutta l\u2019Africa. Dopo anni di scelte poco oculate e spesso orientate soltanto agli interessi di parte, l\u2019Europa ha bisogno di un\u2019azione corale per contrastare la presenza altrui. Il banco di prova non sar\u00e0 costituito solo dalla missione Takuba, bens\u00ec anche dalle varie operazioni attualmente in corso in\u00a0<strong>Niger<\/strong>\u00a0e nel resto del Sahel.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify\"><span lang=\"it-IT\">La Cina in Africa<\/span><\/h2>\n<p style=\"text-align: justify\">Se la presenza russa in Africa si concentra pi\u00f9 sul\u00a0<strong>lato militare<\/strong>, quella cinese si contraddistingue per un notevole interesse per le\u00a0<strong>questioni economico-commerciali<\/strong>. Da questo punto di vista, l\u2019abbraccio tra il continente africano e l\u2019accoppiata sino-russa pu\u00f2 essere suddiviso in due parti, con Mosca a incarnare una sorta di braccio militare e Pechino a completare il quadro con il suo braccio economico. Due ruoli contrapposti, quindi, e spesso in competizione tra loro. Gi\u00e0, perch\u00e9\u00a0<a href=\"https:\/\/it.insideover.com\/schede\/politica\/chi-e-vladimir-putin.html\">Vladimir Putin<\/a>\u00a0e\u00a0<a href=\"https:\/\/it.insideover.com\/schede\/politica\/chi-e-xi-jinping.html\">Xi Jinping<\/a>\u00a0avranno pure rinsaldato la loro alleanza per opporsi agli Stati Uniti, ma in molti scenari gli interessi geopolitici dei due attori cozzano inevitabilmente tra loro, creando qualche attrito imbarazzante di troppo. Fin qui non si sono segnalati episodi particolarmente caldi, anche se la presenza dell\u2019Orso russo e del Dragone cinese in Africa potrebbe alimentare ipotetici punti di rottura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tornando alla\u00a0<strong>Cina<\/strong>, Pechino ha investito ingenti risorse nel Continente Nero al fine di: 1) costruire stabili relazioni diplomatiche con le varie realt\u00e0 locali; 2) aprirsi nuovi mercati; 3) farsi nuovi amici, da usare eventualmente nelle sedi e dispute internazionali; 4) allontanare gli stessi governi africani dall\u2019orbita americana. In ogni caso, il motore africano del Dragone \u00e8 un marchingegno oliato alla perfezione, mentre la miscela per attivare gli ingranaggi \u00e8 un concentrato di\u00a0<strong>soft power<\/strong>, risorse economiche e diplomazia. Tanti sono i progetti messi sul tavolo dal governo cinese, fin dall\u2019intenzione di dare vita alla\u00a0<strong>Nuova Via della Seta<\/strong>\u00a0in salsa africana. L\u2019obiettivo chiave dell\u2019ex Impero di Mezzo consiste nel collegare le due coste orientali dell\u2019Africa, quella occidentale e quella orientale, mediante la costruzione di linee ferroviarie strategiche, da estendere anche a Nord e Sud.<\/p>\n<figure id=\"attachment_208718\" class=\"wp-caption alignnone\" style=\"text-align: justify\" aria-describedby=\"caption-attachment-208718\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-208718 size-large\" src=\"https:\/\/www.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/porti-cina-mondo-1024x740.png\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"740\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-208718\" class=\"wp-caption-text\">Infografica di Alberto Bellotto<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify\">Alcuni\u00a0<strong>progetti<\/strong>\u00a0sono andati in porto, altri sono fermi al palo, altri ancora sono saltati a causa di molteplici ragioni.\u00a0<a href=\"https:\/\/it.insideover.com\/economia\/xi-jinping-la-via-della-seta-africana-ecco-il-piano-di-xi-jinping.html\">Per quanto riguarda i porti<\/a>, oltre a Gibuti, dove \u00e8 situata l\u2019unica base cinese all\u2019estero, la Cina aveva pianificato ancoraggi in Kenya, (con gli scali di Lamu e Mombasa), Tanzania (Mtwara e Bagamoyo Dar er Salam) e Mozambico (Beira e Maputo) ma anche Namibia (Walvis Bay), Gabon (Liberville), Cameroon (Kribi), Ghana (Tema), Sao Tom\u00e9, Guinea (Conakry) e Senegal (Ndiago), Nigeria (Lom\u00e9), Costa d\u2019Avorio (Abijian), Ghana (Aboadze), Mauritania (Nouakchott) e Marocco (Casablanca e Tangeri).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In generale, la Cina rappresenta il pi\u00f9 grande \u201ccommerciante\u201d bilaterale della regione, nonch\u00e9 principale fornitore di capitale straniero sotto forma di\u00a0<strong>prestiti commerciali<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>IDE<\/strong>\u00a0(Investimento diretto estero). Negli ultimi due decenni, i prestiti e gli IDE sono stati dirottati verso trasporti, energia, estrattivi e progetti di telecomunicazioni, soltanto per citare alcuni dei settori pi\u00f9 strategici. Dal 2011 a oggi, ogni anno il valore dei contratti di costruzione cinesi in Africa ha superato i 40 miliardi di dollari; nel periodo 2014-2017 tale somma ha sforato il tetto dei 50 miliardi. Da anni, invece, il numero dei lavoratori cinesi in Africa \u00e8 vicino alle 200mila unit\u00e0, a conferma dell\u2019impegno cinese nella regione. Un impegno che, nonostante gli effetti della pandemia di Covid sulla Nuova Via della Seta e sui governi africani, continuer\u00e0 a essere consistente.<\/p>\n<figure id=\"attachment_332767\" class=\"wp-caption alignnone\" style=\"text-align: justify\" aria-describedby=\"caption-attachment-332767\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-332767 size-large\" src=\"https:\/\/www.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/investimenti-cina-mondo-1024x590.png\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"590\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-332767\" class=\"wp-caption-text\">Infografica di Alberto Bellotto<\/figcaption><\/figure>\n<h2 style=\"text-align: justify\">India, Corea del Sud e Giappone: occasioni da non perdere<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify\">Accanto alla presenza dei soliti noti, in Africa spiccano anche le attivit\u00e0 di altri attori geopolitici. L\u2019<strong>India<\/strong>, ad esempio, per un certo periodo sembrava potesse sostituirsi alla Cina nel ruolo di grande intermediaria economica del continente. Nel giugno 2021 il ministro degli Esteri indiano, Subrahmanyam Jaishankar, ha fatto tappa in Kenya per co-presiedere la terza riunione della Commissione India-Kenya assieme a Raychelle Omamo, suo omologo keniano. Non \u00e8 un caso, dal momento che Nuova Delhi vede il paese africano come una sorta di porta d\u2019accesso all\u2019Africa continentale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questo \u00e8 soltanto uno dei tanti esempi possibili. Nuova Delhi ha mantenuto aperte le sue\u00a0<strong>linee di approvvigionamento<\/strong>\u00a0per gran parte della pandemia, e finch\u00e9 ha potuto ha fornito medicinali e kit medici ai Paesi africani pi\u00f9 bisognosi. Chiaro l\u2019obiettivo del governo indiano: sfidare la Cina per diventare un partner dell\u2019Africa saldo e affidabile. I piani di gloria di\u00a0<a href=\"https:\/\/it.insideover.com\/schede\/nazionalismi\/chi-e-narendra-modi.html\">Narendra Modi<\/a>\u00a0sono, almeno per il momento, naufragati a causa della violenta ondata di coronavirus che lo scorso marzo ha travolto l\u2019India. Risultato: l\u2019Elefante indiano \u00e8 stato costretto a frenare l\u2019esportazione di vaccini AstraZeneca,\u00a0<a href=\"https:\/\/it.insideover.com\/scienza\/dallafrica-allasia-la-guerra-dei-vaccini-tra-cina-e-india.html\">vanificando un possibile exploit di soft power vaccinale<\/a>. Le visite istituzionali dei funzionari indiani in loco sono proseguite ma, senza progetti concreti, la sensazione \u00e8 che ci sia ancora molto da lavorare affinch\u00e9 l\u2019India possa superare il rivale cinese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le relazioni economiche tra la\u00a0<strong>Corea del Sud<\/strong>\u00a0e l\u2019Africa hanno iniziato a svilupparsi in maniera consistente a partire dal 2006, con l\u2019avvio di due iniziative: Year of Friendship with Africa e Korea Initiative for Africa\u2019s Development. Al momento, sebbene i flussi di aiuti coreani verso il Continente Nero siano in costante aumento, l\u2019intera regione rimane per Seul un partner di secondo livello. Calcolatrice alla mano, n\u00e9 il commercio n\u00e9 gli investimenti diretti esteri superano l\u20191,5% dei valori complessivi coreani. Negli ultimi tempi, proprio come l\u2019India, e in risposta all\u2019ascesa cinese, anche i sudcoreani hanno tuttavia iniziato a prestare particolare attenzione all\u2019importanza geopolitica dell\u2019Africa. La Corea del Sud \u00e8 infatti attratta dalla ricchezza di risorse naturali del continente (petrolio, gas e minerali), ma ritagliarsi uno spazio fra i giganti non sar\u00e0 affatto facile. A meno che il\u00a0<a href=\"https:\/\/it.insideover.com\/schede\/politica\/che-cos-e-il-soft-power.html\">soft power<\/a>\u00a0sudcoreano (<a href=\"https:\/\/it.insideover.com\/societa\/dai-film-alle-serie-tv-il-soft-power-della-corea-del-sud-incanta-il-mondo.html\">leggi: K-Pop, K-Drama e via dicendo<\/a>) non riesca a creare brecce interessanti con le quali lavorare in ottica futura. Certo \u00e8 che la presenza di Seul in Africa non deve pi\u00f9 essere trascurata, cos\u00ec come quella del Giappone.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il\u00a0<strong>Giappone<\/strong>\u00a0\u00e8 stato soprannominato un \u201cpartner sottile ma efficiente\u201d, a conferma di come la presenza nipponica in loco quasi non si percepisca,\u00a0<a href=\"https:\/\/it.insideover.com\/politica\/i-progetti-del-giappone-in-africa.html\">al netto per\u00f2 di una buona efficacia commerciale e infrastrutturale<\/a>. In particolare, attraverso il suo \u201cbraccio donatore\u201d, la<strong>\u00a0Japan International Cooperation Agency (JICA)<\/strong>, negli ultimi decenni il Giappone ha fornito ai Paesi africani aiuti sotto forma di sovvenzioni e prestiti, e ha investito con un proprio stile distinto basato sulla propriet\u00e0 locale, la pace, la governance e i diritti umani. Collabora inoltre con un\u2019ampia gamma di partner internazionali, tra cui l\u2019ONU, coordinando e attuando progetti sul campo. L\u2019Africa \u00e8 inoltre posizionata in un\u2019area altamente strategica per la\u00a0<a href=\"https:\/\/it.insideover.com\/schede\/politica\/che-cose-la-strategia-indo-pacifica-libera-e-aperta-e-perche-e-importante.html\">Free and Open Indo-Pacific (FOIP)<\/a>, una sorta di\u00a0<a href=\"https:\/\/it.insideover.com\/schede\/politica\/che-cose-la-nuova-via-della-seta.html\">Belt and Road Initiative<\/a>\u00a0in versione giapponese. Nei piani di Tokyo, il Continente Nero potrebbe (e dovrebbe) svolgere un ruolo chiave come partner dei Paesi della regione indo-pacifica, tra cui l\u2019India. Paesi, va da s\u00e9, uniti dai principi del libero scambio,\u00a0<span lang=\"it-IT\">della libert\u00e0 di navigazione, dello stato di diritto e dell\u2019economia di libero mercato. In generale, il Giappone punta a coinvolgere i Paesi africani nelle dinamiche internazionali facendo leva sui valori universali. L\u2019opposto di quanto stanno facendo Cina e Russia.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte<\/strong>:\u00a0<a href=\"https:\/\/it.insideover.com\/politica\/lafrica-come-crocevia-economico-e-militare.html\">https:\/\/it.insideover.com\/politica\/lafrica-come-crocevia-economico-e-militare.html<\/a><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di\u00a0INSIDEOVER(Federico Giuliani,\u00a0Mauro Indelicato) Negli stessi giorni in cui gli\u00a0Stati Uniti\u00a0si rendevano protagonisti di un frettoloso ritiro dall\u2019Afghanistan, a seguito dell\u2019avanzata talebana, il presidente\u00a0Joe Biden\u00a0annunciava l\u2019inizio di una nuova missione. Questa volta per\u00f2 in\u00a0Africa. In particolare, \u00e8 stato confermato l\u2019invio di soldati ed esperti anti terrorismo nella\u00a0Repubblica Democratica del Congo. 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