{"id":67636,"date":"2021-10-06T10:23:48","date_gmt":"2021-10-06T08:23:48","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=67636"},"modified":"2021-10-06T10:23:48","modified_gmt":"2021-10-06T08:23:48","slug":"shock-energetico-in-arrivo-nuove-prospettive-per-il-nucleare-pulito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=67636","title":{"rendered":"Shock energetico in arrivo? Nuove prospettive per il nucleare pulito"},"content":{"rendered":"<p><strong>di QELSI QUOTIDIANO SOVRANISTA (Leonardo Giordano)\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-67637\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/1631545765-imagoeconomica-1616331-300x171.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"171\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/1631545765-imagoeconomica-1616331-300x171.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/1631545765-imagoeconomica-1616331.jpg 700w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>Notizie delle ultime settimane riferiscono che ci attendono nuovi consistenti rincari della bolletta energetica, si parlerebbe addirittura di un 40% in pi\u00f9 per i prossimi mesi per l\u2019energia elettrica che, per l\u2019intero 2021, fa il 68% di incremento dei costi al consumatore. Alla base ci sarebbe s\u00ec l\u2019aumento della domanda con la ripresa della produzione industriale e dei consumi ma anche l\u2019aumento del costo (voluto dall\u2019Europa) di CO2 emessa dalle aziende non usando energia sostenibile; costo che viene pagato in quote di emissioni al sistema europeo ETS. In Europa si era concordato che questi costi dovessero essere rialzati in maniera molto graduale e tale da evitare strappi traumatici per le economie, invece dai 33 euro a tonnellata di CO2 del gennaio scorso si \u00e8 passati, nell\u2019arco di sei mesi, a 63 euro. Ci\u00f2 avverrebbe solo in Europa che contribuisce all\u2019emissione di CO2 sul pianeta nella ridotta misura dell\u20198% mentre niente di tutto ci\u00f2 si verifica in Cina, Asia e persino negli Stati Uniti. Da qui \u00e8 nata la sortita del Ministro Cingolani di riconsiderare l\u2019utilit\u00e0 del nucleare.<\/p>\n<p>Si aggiunga poi la crisi che sta attanagliando la produzione siderurgica, priva dell\u2019apporto di Taranto per le note vicende, e che sta determinando il fermo della produzione in alcune aziende che hanno bisogno di acciaio, tanto che il Ministro Giorgetti ha chiesto alla Commissione europea la sospensione delle quote per l\u2019importazione di acciaio, quella stessa Commissione che invece qualche mese fa\u2019 aveva proposto di estendere le quote per tre anni. La ripresa, se ci sar\u00e0, rischia di essere vanificata da questi fattori.<\/p>\n<p>Tornando allo\u00a0<em>shock<\/em>\u00a0energetico che si profila all\u2019orizzonte, l\u2019Europa avrebbe pensato a costituire una centrale acquisti europea (nella forma di un consorzio) che provvederebbe all\u2019approvvigionamento a costo teoricamente minore dell\u2019energia necessaria ai paesi dell\u2019Unione. Sostiene il giornalista specialista Gianclaudio Torlizzi: \u2039\u2039Pensare infatti di creare una sorta di consorzio comunitario per gli acquisti di beni energetici come elettricit\u00e0 e gas naturale in mercati molto regionalizzati che seguono logiche diverse Paese per Paese, rischia di essere velleitario. Forse un processo di centralizzazione avrebbe pi\u00f9 senso se la Ue facesse valere il suo peso negoziale in frangenti specifici come per esempio per le forniture di gas nei confronti della Russia [\u2026]\u203a\u203a In questo campo specifico si opporrebbe la Germania che con il gasdotto\u00a0<em>North Stream 2<\/em>\u00a0ha il canale di fornitura diretta dalla Russia.<\/p>\n<p>Il piano Ue per la centrale acquisti dell\u2019energia potrebbe invece essere ancora pi\u00f9 penalizzante per l\u2019Italia sottraendole quote di sovranit\u00e0 energetica, gi\u00e0 di per s\u00e9 molto limitata e precaria. Infatti l\u2019Italia, per compensare i suoi squilibri energetici, sarebbe spinta a dipendere ancora in misura maggiore dal nucleare \u201cai confini\u201d, cio\u00e8 dalle forniture delle centrali nucleari al di l\u00e0 delle Alpi. Questa eventualit\u00e0 non dispiacerebbe affatto a quella Francia che pi\u00f9 di una volta ha tentato la scalata, o se vogliamo, la campagna acquisti, della nostra migliore industria elettromeccanica avanzata.<\/p>\n<p>A Cingolani ha replicato il nuovo leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, in controtendenza, tra l\u2019altro, rispetto alla \u201cstesura del tappeto rosso\u201d che Grillo fece al neoministro per la Transizione ecologica. Le ragioni del \u201cno\u201d di Conte consiste nella volont\u00e0 europea che sarebbe \u2013 a suo dire \u2013 \u00a0nettamente contraria a rimettere mano al nucleare e nel costo eccessivo di tale produzione energetica. Conte vorrebbe puntare tutto sulle famose \u201cenergie alternative\u201d (solare ed eolico). Il saggista Franco Battaglia, nella recente riedizione suo saggio <em>L\u2019illusione dell\u2019Energia dal Sole<\/em>, sostiene che l\u2019orario di massimo assorbimento di energia elettrica si verifica intorno alle 19.00 di sera allorch\u00e9 non c\u2019\u00e8 sole e la potenza del vento tende a calare nettamente. In assenza di nuove e performanti tecnologie di accumulo dell\u2019energia prodotta in orari diurni, si rischierebbero frequenti bl<em>ack out<\/em>\u00a0se non si fosse coperti dalle fonti convenzionali, nucleare incluso, come dimostra il caso della Francia.<\/p>\n<p>Certo Franco Battaglia sosteneva le ragioni del nucleare anche quando si era ben lontani dal parlare di \u201cnucleare pulito\u201d e quando gravi incidenti, da Rhode Island a Chernobyl, convinsero parecchi paesi europei ad abbandonare la produzione di questo tipo di energia e a fermare le centrali dismettendole, come fece proprio l\u2019Italia sotto la spinta del referendum. Oggi per\u00f2 le cose sono cambiate. L\u2019Eni, nel perseguire il suo programma di graduale abbandono del carbonfossile, ha avviato diversi progetti di sperimentazione e di ricerca facendo leva sul \u201cnucleare a fusione\u201d che non sfrutta una materia prima radioattiva ma l\u2019idrogeno, anzi l\u2019isotopo di idrogeno. Oltre ad un progetto di ricerca con il MIT (Massachussettes Institute of Technology) ha stipulato a gennaio 2020 un accordo con l\u2019Enea per mettere insieme le rispettive competenze e conoscenze e costituire a Frascati un \u201cgrande polo scientifico-tecnologico sulla fusione nucleare, ripartendo dal modello \u201cTomakak\u201d avviato proprio dall\u2019Enea agli inizi degli anni\u201980.<\/p>\n<p>I primi risultati si sono gi\u00e0 ottenuti e rendono piuttosto concreta e credibile la prospettiva di un \u201cnucleare pulito\u201d che vada a sostituire gradualmente e stabilmente le fonti carbonfossili di energia. L\u2019Eni ha infatti annunciato che il primo test di un supermagnete in grado di contenere e gestire la fusione nucleare di deuterio e trizio (due isotopi dell\u2019idrogeno) ha dato esito positivo. Entro il 2025 si conta di realizzare il primo reattore sperimentale e nel prossimo decennio produrre energia per la rete. Le ricadute sul Pil sarebbero dell\u2019ordine di 2 miliardi di euro. Sostiene Claudio Antonelli, un altro giornalista specialista: \u2039\u2039Il passo in avanti annunciato ieri (l\u20198 settembre 2021\u00a0<em>n.d.r.<\/em>) ha per\u00f2 avuto un forte impatto politico perch\u00e9 pu\u00f2 essere finalmente il calcio di avvio di un nuovo percorso praticabile solo con la caduta del tab\u00f9 nucleare.\u203a\u203a<\/p>\n<p>Claudio De Scalzi, Ad di Eni, ha commentato cos\u00ec la notizia: \u2039\u2039La fusione a confinamento magnetico occupa un ruolo centrale nella ricerca tecnologica finalizzata al percorso di decarbonizzazione in quanto potr\u00e0 consentire all\u2019umanit\u00e0 di disporre di energia prodotta in modo sicuro, pulito e virtualmente inesauribile e senza alcuna emissione di gas serra, cambiando per sempre il paradigma della generazione di energia [\u2026] contribuir\u00e0 a una svolta epocale nella direzione del progresso umano e della qualit\u00e0 della vita.\u203a\u203a<\/p>\n<p>All\u2019avanguardia su questa strada c\u2019\u00e8 l\u2019Eni che ha certamente cambiato, almeno dall\u2019epoca del 1992 e della privatizzazione con la quotazione in borsa, la sua\u00a0<em>mission<\/em>\u00a0ma che ha conservato nei decenni quello che Giuseppe De Rita definisce\u00a0<em>l\u2019imprinting<\/em>\u00a0del suo fondatore Enrico Mattei: mirare ad assicurare alla Nazione autonomia energetica (che non significa necessariamente autarchica autosufficienza) e quindi a riconquistare parte di quella sovranit\u00e0 economica e produttiva perduta.<\/p>\n<p><strong>FONTE:<\/strong> <a href=\"https:\/\/www.qelsi.it\/2021\/shock-energetico-in-arrivo-nuove-prospettive-per-il-nucleare-pulito\/\">https:\/\/www.qelsi.it\/2021\/shock-energetico-in-arrivo-nuove-prospettive-per-il-nucleare-pulito\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di QELSI QUOTIDIANO SOVRANISTA (Leonardo Giordano)\u00a0 Notizie delle ultime settimane riferiscono che ci attendono nuovi consistenti rincari della bolletta energetica, si parlerebbe addirittura di un 40% in pi\u00f9 per i prossimi mesi per l\u2019energia elettrica che, per l\u2019intero 2021, fa il 68% di incremento dei costi al consumatore. 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