{"id":67726,"date":"2021-10-12T11:00:08","date_gmt":"2021-10-12T09:00:08","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=67726"},"modified":"2021-10-09T09:01:31","modified_gmt":"2021-10-09T07:01:31","slug":"non-ce-un-vuoto-di-rappresentanza-ce-un-vuoto-di-potere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=67726","title":{"rendered":"Non c\u2019\u00e8 un vuoto di rappresentanza. C\u2019\u00e8 un vuoto di potere"},"content":{"rendered":"<p><strong>di La Fionda (Gabriele Guzzi)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Delle analisi che si stanno effettuando sul primo turno delle elezioni amministrative del 3-4 ottobre 2021, credo che se ne possano sintetizzare tre. La prima sostiene che sia una sconfitta dei cosiddetti partiti populisti, la seconda che il centrosinistra si sia risintonizzato con il Paese. Queste prime due posizioni convengono su un punto: la stranezza italiana del decennio 2011-2021 \u00e8 rientrata, il sistema si va riconsolidando attorno ad un bipolarismo nuovo, in cui sono proprio i partiti pi\u00f9 forti della destra, restii alla normalizzazione, a doversi ancora adeguare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Che queste due interpretazioni siano colossalmente errate \u00e8 evidente, e basterebbe osservare un attimo i flussi elettorali e le percentuali di astensione. Il centro-sinistra vince dove ha sempre vinto, nei grandi centri urbani, riesce ad andare al ballottaggio in due importanti feudi di recente conquista pentastellata (Roma e Torino) ma non riesce ad andare molto al di l\u00e0 del proprio elettorato. Infatti, \u00e8 proprio la scarsa propensione a rimanere fedeli alle proprie istanze che ha portato il M5s a questo risultato, e non certo una sua insistenza su tematiche anti-sistema.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il clima del paese non \u00e8 pacificato, l\u2019atmosfera \u00e8 cupa non tranquilla, tetra non riconciliata. Le istanze si sono radicalizzate, ed \u00e8 proprio l\u2019allontanamento da queste posizioni o il volerci rimanere federe con un\u2019ambiguit\u00e0 insostenibile \u2013 il M5s nella prima ipotesa, la Lega salviniana nella seconda \u2013 ad aver consolidato l\u2019unico vero partito di sistema, quello che fa dell\u2019immobilismo e della presunta seriet\u00e0 istituzionale la ragione del suo successo, fuori ma soprattutto dentro ai circoli di potere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Al di l\u00e0, quindi, di queste ricostruzioni in chiara malafede c\u2019\u00e8 una terza interpretazione che, a mio avviso, \u00e8 la pi\u00f9 rilevante, quella che merita \u2013 per chi desidera proporre una piattaforma aggregativa contro questo riflusso oligarchico \u2013 molta attenzione. Effettivamente, si sostiene, \u00e8 stato raggiunto un calo storico della partecipazione al voto. Il dato dell\u2019affluenza alle comunali si attesta complessivamente al 54,69%, ma \u00e8 nei grandi centri \u2013 proprio quelli dove il centro-sinistra si sarebbe riconciliato con il suo popolo (e qual \u00e8 questo popolo?) \u2013 che tocchiamo le profondit\u00e0 pi\u00f9 abissali di disinteresse e, forse, schifo verso ci\u00f2 a cui si \u00e8 ridotta l\u2019intera procedura elettorale. A Milano vota il 47,6%, a Napoli il 47,19%, a Torino il 48,06%, a Roma il 48,83%.\u00a0 Nel collegio suppletivo di Siena, solo il 35%.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dinanzi a questo scenario impietoso, alcuni commentatori sostengono che ci sia in Italia un vuoto di rappresentanza. Se, infatti, pi\u00f9 di un italiano su due non si reca a votare significa che le sue istanze non sono rappresentate, ma che esisterebbe in teoria uno spazio da riempire, un vuoto da colmare, con un partito o un movimento che faccia proprie parole d\u2019ordine inascoltate e raccolga consenso attorno ad esse. Non credo che questa terza interpretazione sia errata, al contrario delle prime due, ma che sia purtroppo radicalmente carente e insufficiente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In Italia, non c\u2019\u00e8 innanzitutto un vuoto di rappresentanza, ma un vuoto di potere, e di potere democratico. Non possiamo nasconderci attorno a ricostruzioni ottimistiche, con il solito spirito positivo che anima i movimenti anti-sistema dopo le sconfitte. Il vuoto di potere democratico si esprime cos\u00ec: quelle istanze inascoltate, quelle voci furenti, quella rabbia indicibile, quella voglia di punire (politicamente) i traditori che hanno portato lo Stato a tali livelli di inefficienza, corruzione, mediocrit\u00e0, sono state rappresentate, hanno avuto la forza, il coraggio, di raccogliere consenso, hanno sconfitto l\u2019inerzia e la sfiducia che anima strutturalmente il popolo italiano da decenni e forse da secoli. \u00a0Lo hanno fatto, e hanno vinto. Parliamo proprio del M5s e della Lega alle elezioni del 2018.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Certo, si dir\u00e0, loro avevano questi difetti, erano compromessi in tali luoghi, con tali personaggi etc. Non credo che questo sia vero, o che comunque rappresenti una critica sufficiente per liquidare l\u2019intero movimento anti-sistema che ha contraddistinto l\u2019Italia negli ultimi anni. Quei movimenti avevano portato personaggi mai visti nell\u2019agone politico, alcuni di essi avevano animato in prima persona il dibattito culturale contro le regole europee e le asimmetrie strutturali dell\u2019Area Euro. Tutti i parlamentari del M5s aderirono a rigide regole di comportamento e disciplina morale. Insomma, non erano dei meri trasformisti adattati ad un improvvisato radicalismo. Prova di questo \u00e8 che milioni di cittadini italiani \u2013 che tra i tanti difetti hanno il grande pregio di intuire la falsit\u00e0 \u2013 votarono questi movimenti in massa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Poi cosa \u00e8 successo? Duole ricordarlo sempre, ma ritengo che la dinamica interna a questa legislatura sia fondamentale per avere un quadro realistico su cosa sia diventata la nostra democrazia. Dal 2018 si sono susseguiti tre governi, tutti presieduti da personaggi esterni al Parlamento e agli stessi partiti. Tutti e tre sono stati appoggiati da alleanze diverse. Ad eccezione di pochissimi parlamentari, abbiamo osservato congiunzioni trasversali con tutto e il contrario di tutto. Dopo due anni dalle elezioni del 4 marzo 2018, che sancirono la sconfitta dei partiti moderati e la denuncia radicale contro l\u2019Unione Europea, ci ritroviamo al governo tutti quei partiti che pensavamo di aver gettato per sempre nel pattume (politico) della storia alleati proprio a quei movimenti che avevano raccolto quelle istanze di cambiamento radicale. E, come premier, Mario Draghi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ora, noi non ci rendiamo ancora conto delle conseguenze psichiche che questo vergognoso tradimento ha suscitato in una parte consistente del popolo italiano. Conseguenze psichiche che poi hanno immediate implicazioni politiche. Se io faccio vincere dei movimenti cos\u00ec radicali, cos\u00ec apparentemente estranei \u2013 soprattutto per il M5s \u2013 al sistema di potere italiano, e nonostante tutto in meno di diciotto mesi me li ritrovo al governo con il partito che di pi\u00f9 ha rappresentato la gestione emergenziale della crisi post-2008,\u00a0 e dopo due anni al governo con il personaggio che ha gestito operativamente la crisi greca, quella dei debiti sovrani, firmando egli stesso la lettera che esautorava un governo democraticamente eletto dalla scrivania di un\u2019istituzione internazionale, che cosa posso pensare delle elezioni?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Penser\u00f2 una cosa molto semplice: non servono a nulla. E avr\u00f2 ragione. Ed \u00e8 questo il punto dirimente che non pu\u00f2 essere pi\u00f9 aggirato. C\u2019\u00e8 un vuoto di potere non un vuoto di rappresentanza. Il vuoto di potere significa che un altro potere persegue una propria agenda politica, a prescindere e spesso in antitesi ai risultati elettorali. \u00c8 complottismo questo? No, \u00e8 la descrizione di ci\u00f2 che \u00e8 avvenuto nella storia italiana negli ultimi anni, con origini che forse si radicano nei decenni o chiss\u00e0 forse anche nei secoli passati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 l\u2019agenda di una politica internazionale bloccata, di un\u2019adesione indiscutibile all\u2019Europa a trazione franco-tedesca, di un sistema di potere mediatico immobilizzato e immobilizzante, di vasti gruppi di interesse che influenzano da dentro la pubblica amministrazione, di infiltrazioni \u2013 spesso anche criminali \u2013 nei centri politici decisionali. \u00c8 un sistema plurale, variegato, che certamente non si pu\u00f2 ridurre ad una unicit\u00e0. Ma, allo stesso tempo, ha i suoi interessi convergenti. E quando emerge un rischio concreto di minaccia si compatta saldamente per difenderli. Chi per interesse di gruppo, chi, pi\u00f9 volgarmente, per accreditarsi in determinati ambienti internazionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non basta vincere le elezioni. Questo \u00e8 il dramma che ci d\u00e0 questa legislatura, ed \u00e8 il codice iscritto nell\u2019inconscio collettivo del nostro popolo: che serve votare se non basta vincere le elezioni? \u00c8 gi\u00e0 impossibile vincerle (data la compattezza mediatica), ma se anche quando le si vince comunque il sistema riesce a piegare il risultato elettorale ai propri vantaggi, che senso ha partecipare a questa ridicola pantomima? Che senso ha faticare, buttare sangue dietro a queste illusioni? Che senso ha soffrire?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ecco, il risultato di queste elezioni ci comunicano questo disprezzo realista del popolo italiano. La politica ha tradito e non merita alcuna legittimit\u00e0. Ci sono, certamente, eccezioni, e le generalizzazioni servono in questi casi dove la sintesi \u00e8 necessaria. Tuttavia, vorrei capire dove si annidano queste eccezioni e cosa hanno detto quando un chiaro progetto anti-democratico e neo-oligarchico veniva portato avanti. Ecco, spesso sono rimasti in silenzio. E se sei un politico, il silenzio \u00e8 d\u2019oro solo se vuoi mantenere il tuo fondoschiena ben saldo alla poltrona.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non c\u2019\u00e8 solo un vuoto di rappresentanza, c\u2019\u00e8 un vuoto di potere, ossia uno scollamento tra il potere e la sua legittimit\u00e0 democratica. Il vuoto del potere democratico \u00e8 il reciproco di un potere denso e diffuso, saldo, molto presente e molto scaltro, estraneo ad alcuna legittimazione popolare. Dobbiamo, quindi, evitare facili ottimismi o spiriti volontaristici. Se non riusciremo ad intervenire su queste strutture, si potr\u00e0 fare poco, e forse l\u2019intero corso democratico-moderno si ridurr\u00e0 ad una mera formalit\u00e0, fino a quando \u2013 e forse sar\u00e0 addirittura meglio almeno ai fini di una maggiore onest\u00e0 \u2013 si decider\u00e0 di rinunciare anche a questi sacralismi elettorali.<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/10\/05\/non-ce-un-vuoto-di-rappresentanza-ce-un-vuoto-di-potere\/\">https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/10\/05\/non-ce-un-vuoto-di-rappresentanza-ce-un-vuoto-di-potere\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di La Fionda (Gabriele Guzzi) Delle analisi che si stanno effettuando sul primo turno delle elezioni amministrative del 3-4 ottobre 2021, credo che se ne possano sintetizzare tre. La prima sostiene che sia una sconfitta dei cosiddetti partiti populisti, la seconda che il centrosinistra si sia risintonizzato con il Paese. 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