{"id":67729,"date":"2021-10-12T11:00:49","date_gmt":"2021-10-12T09:00:49","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=67729"},"modified":"2021-10-09T09:06:30","modified_gmt":"2021-10-09T07:06:30","slug":"cosa-serve-allitalia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=67729","title":{"rendered":"Cosa serve all&#8217;Italia"},"content":{"rendered":"<p><strong>Di La Croce Quotidiano (Mario Adinolfi)<\/strong><\/p>\n<div id=\"corpo-articolo\">\n<p style=\"text-align: justify\">La ferita inferta dall\u2019astensionismo ormai maggioritario come atteggiamento nel Paese, confermato da dati strazianti sulla bassissima partecipazione popolare alla scelta degli amministratori di tutte le grandi citt\u00e0 italiane, \u00e8 un elemento che \u00e8 stato rapidamente accantonato nel dibattito politico. Cos\u2019\u00e8 stato ad allontanare cos\u00ec drasticamente e, sembra, irrimediabilmente i cittadini anche dal mero esercizio del diritto di voto? Che vento spira, da rendere il Paese cos\u00ec cupo? Cosa serve ora all\u2019Italia?<\/p>\n<div id=\"div-adethic-300art01\" style=\"text-align: justify\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify\">Sono domande difficili ma ritengo utile abbozzare alcune risposte. Il permanere di una condizione di commissariamento della politica che dura ormai da dieci anni ha senza dubbio infragilito l\u2019idea che andare a votare serva a qualcosa. Da Monti a Draghi passando anche per il Conte \u201cpremier per caso\u201d, la sensazione diffusa \u00e8 che la determinazione del reale potere politico prescinda dalle indicazioni degli elettori che nel 2018 si affidarono all\u2019ennesima realt\u00e0 palingenetica che doveva mandare a casa tutti, salvo poi scoprire che quella con tutti si alleava pur di prolungare il pagamento delle indennit\u00e0 parlamentari ai fortunati detentori del biglietto della lotteria pentastellata. La rovinosa esperienza del grillismo alla testa di macchine amministrative complesse (Roma, Torino, Livorno) ha fatto capire che la retorica dell\u2019uno vale uno franava miseramente al misurarsi coi fatti, cos\u00ec come quella dell\u2019onest\u00e0 onest\u00e0 portava i cittadini a rimpiangere le bande di ladri che le citt\u00e0 le hanno saccheggiate, evitandone per\u00f2 il degrado estremo nel quale pascolano i cinghiali a frotte. Insomma, se il voto non conta pi\u00f9 e dove conta mi consegna al peggio, che vado a votare a fare? Punto interrogativo assolutamente legittimo e persino logico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Persa la dimensione che definirei \u201cmorale\u201d della partecipazione, si \u00e8 dissolta anche quella identitaria. La netta sensazione \u00e8 che rispecchiarsi in un partito diventi impossibile perch\u00e9 lo specchio \u00e8 deformato e rimanda un\u2019immagine che non ha contatto con la realt\u00e0. Una volta eri moderato e cattolico votavi Dc, eri moderato e non cattolico e votavi Pli o Pri, eri moderatamente di sinistra votavi Psdi o Psi, eri di sinistra votavi Pci, eri di destra votavi Msi. Semplice e netto, valori evidenti, blocchi sociali da difendere per ognuno con chiarezza, interessi da tutelare e bisogni a cui rispondere non confondibili, elementi identitari che non necessitavano di spiegazione. Oggi la sinistra tutela i garantiti e molla i pi\u00f9 deboli, le destre non riescono a credere e vivere nei valori che proclamano, i cattolici si sono fatti dissolvere nell\u2019acido dei loro dissidi interni, prevalgono interessi di conservazione dei privilegi garantiti da tecnocrazie sempre pi\u00f9 potenti, con i bisogni popolari sempre pi\u00f9 marginalizzati. L\u2019esito di tutto questo \u00e8 un fisco oppressivo e ingiusto, la condizione salariale pi\u00f9 bassa d\u2019Europa, la devastazione della scuola e della sanit\u00e0 pubblica, il dominio della burocrazia sull\u2019efficienza, il blocco completo dell\u2019ascensore sociale, complessivamente una condizione cos\u00ec disperante da allontanare in particolare i giovani da qualsiasi progettualit\u00e0 per il futuro, meno che mai quella del metter su famiglia. Questo genera la principale tragedia del Paese che \u00e8 la denatalit\u00e0, che \u00e8 la bomba a orologeria piazzata sotto le colonne che reggono le colonne dell\u2019intero sistema di welfare del nostro Paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">All\u2019Italia serve un campo vasto, centrale e cristianamente ispirato, che partendo dalla condivisione di questa analisi sappia restituire all\u2019Italia un respiro riformista ampio che parta dai concreti bisogni delle classi popolari, agganciando proposte dal forte contenuto valoriale abbandonando l\u2019amoralismo prevalente di questa stagione. Ai propugnatori dei falsi nuovi diritti civili a drogarsi, a suicidarsi, a devastare ulteriormente l\u2019istituto matrimoniale e la famiglia occorre contrapporre una vasta aggregazione politica profondamente popolare in grado di avviare una stagione di attenzione ai concreti diritti sociali: al lavoro, ad un fisco equo parametrato sul quoziente familiare, alla casa per le giovani coppie, alla scuola libera, all\u2019investimento in cultura e ricerca, al giusto salario, alla valorizzazione del bello di cui l\u2019Italia \u00e8 custode mondiale, al sostegno all\u2019impresa in particolare quella familiare, all\u2019assistenza per i disabili e alla previdenza per gli anziani, alla sanit\u00e0 gratuita per tutti, da tutelare complessivamente con una vasta campagna per la natalit\u00e0 e per la tutela della famiglia che dovr\u00e0 inevitabilmente puntare sul reddito di maternit\u00e0 per concretizzarsi, tutto il resto \u00e8 pannicello caldo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sono certo che se fossimo in grado di restituire agli italiani una casa in cui questa battaglia concreta per i diritti sociali si fa chiara e identitaria, avremmo trovato risposta al quesito: cosa serve all\u2019Italia? Il Paese ha bisogno di un ritorno alla buona politica, per usare i denari del Pnrr per rinascere e non per affondare ulteriormente. I ddl Zan e i referendum per la cannabis o l\u2019eutanasia rappresentano una paccottiglia ideologica che spesso ho racchiuso nella definizione \u201coceano di minchiate\u201d in cui qualcuno ha pensato di far nuotare gli italiani distraendoli dal quotidiano depauperamento dei loro diritti sociali. Ma gli italiani non sono distratti, se ne sono accorti e hanno mollato la partecipazione democratica, considerandola esercizio inutile. Questo getta una luce sinistra e fosca sugli Anni Venti. Per rischiararla con un raggio che sappia di speranza la politica deve dimostrare agli italiani di aver capito costruendo una nuova casa che sappia rispondere davvero e per ragioni anche moralmente alte ai loro bisogni.<\/p>\n<\/div>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/www.lacrocequotidiano.it\/articolo\/2021\/10\/07\/politica\/cosa-serve-allitalia\">https:\/\/www.lacrocequotidiano.it\/articolo\/2021\/10\/07\/politica\/cosa-serve-allitalia<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di La Croce Quotidiano (Mario Adinolfi) La ferita inferta dall\u2019astensionismo ormai maggioritario come atteggiamento nel Paese, confermato da dati strazianti sulla bassissima partecipazione popolare alla scelta degli amministratori di tutte le grandi citt\u00e0 italiane, \u00e8 un elemento che \u00e8 stato rapidamente accantonato nel dibattito politico. 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