{"id":67737,"date":"2021-10-11T09:30:06","date_gmt":"2021-10-11T07:30:06","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=67737"},"modified":"2021-10-11T08:29:40","modified_gmt":"2021-10-11T06:29:40","slug":"il-cortocircuito-tra-nato-e-difesa-europea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=67737","title":{"rendered":"Il cortocircuito tra Nato e Difesa europea"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">da <strong>TERMOMETRO GEOPOLITICO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>(Alberto Negri)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Tra la Nato e i grandi discorsi che si fanno sulla necessit\u00e0 di una Difesa europea si \u00e8 innescato una sorta di cortocircuito. Non si capisce cosa debba servire l\u2019una e cosa dovrebbe fare l\u2019altra. Inoltre gli accordi militari tra Francia e Grecia sottolineano un\u2019altra grave contraddizione all\u2019interno del campo occidentale: sono in funzione anti-turca, cio\u00e8 contro un altro membro della Nato. La situazione \u00e8 assai confusa perch\u00e9 abbiamo un\u2019idea contrastante su chi sono gli amici e i nemici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Le parole pronunciate da Mario Draghi al vertice europeo di marted\u00ec sui Balcani in Slovenia meritano davvero un approfondimento. Tanto pi\u00f9 che Angela Merkel nel suo addio a Roma ha di fatto consegnato a Draghi le chiavi dell\u2019Unione europea come \u201cil difensore dell\u2019euro\u201d, senza dimenticare di ricordargli la ferita aperta della crisi europea in Libia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cIl ritiro dall\u2019Afghanistan per il modo in cui \u00e8 stato deciso _ ha dichiarato Draghi in Slovenia _ comunicato ed eseguito, il cambio di intenzioni che ha riguardato il contratto tra l\u2019Australia e la Francia sono due messaggi molto chiari che dicono che la Nato sembra meno interessata dal punto di vista geopolitico all\u2019Europa e alle zone di interesse dell\u2019Europa e ha spostato le aree di interesse ad altre parti del mondo\u201d. In sintesi, il disastro afghano e il patto transatlantico Aukus _ una sorta di premio all\u2019\u201danglosfera\u201d e alla Brexit _ mostrano la svolta degli Stati Uniti e insieme proporrebbero un riarmo perch\u00e9 come ha fatto intendere lo stesso Draghi \u201cchi ci doveva difendere non ci difende pi\u00f9\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Si apre cos\u00ec il dibattito sulla nuova Difesa europea \u201cindipendente\u201d, ma sempre dentro la Nato. Siamo al contorsionismo perch\u00e9 ci si chiede quanto ci costa gi\u00e0 la Nato, quanto sar\u00e0 il nostro impegno, nella strategia rischiosa dell\u2019allargamento ad Est di basi, sistemi d\u2019arma e militari; e soprattutto da chi ci dobbiamo difendere. Ma davvero la Russia di Putin rappresenta un pericolo militare che insidia i nostri confini e la nostra sicurezza? Si porta ad esempio l\u2019annessione di Mosca della \u201crussa\u201d Crimea ma non si pu\u00f2 ignorare che quella fu una risposta alla crisi ucraina, ambigua e tutt\u2019altro che democratica, alimentata proprio dagli Usa, dall\u2019Ue e dalla Nato stessa. L\u2019Unione europea non pu\u00f2 far finta di non accorgersi che il proliferare di basi americane e atlantiche in tutti i Paesi dell\u2019Est-Europa ha costruito un\u2019area pi\u00f9 fedele al complesso militare industriale di Washington che alle istituzioni di Bruxelles. In questa ottica la Nato e un\u2019ipotetica Difesa europea appaiono pi\u00f9 concorrenti che alleati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Non solo. Si delineano conflitti economici non irrilevanti. La Ue \u00e8 fortemente interessata a un rapporto con la Cina, il nuovo nemico degli Usa, e alle forniture strategiche di energia rappresentate dalla Russia, fortemente osteggiate dagli Usa: basti pensare alla lunga opposizione americana alla realizzazione del gasdotto Nord Stream 2 tra Berlino e Mosca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La nuova Difesa europea dentro la Nato cara ci costerebbe. Gi\u00e0 spendiamo 26 miliardi annui, ai quali si aggiungono gli stanziamenti per il ministero dello Sviluppo economico, che a tale scopo dispone di un fondo di 30 miliardi, cui se ne vogliono aggiungere altri 25 richiesti dal Recovery Fund e secondo gli impegni presi dalla Nato la spesa militare italiana dovr\u00e0 salire a circa 36 miliardi annui. Ma soprattutto emerge il conflitto, sul quale \u00e8 tornata in visita a Washington, proprio la presidente della Commissione europea Ursula von del Leyen: ha infatti criticato i Paesi europei che spingono per rafforzare la Difesa europea perch\u00e9 la nascita di \u201cstrutture concorrenti\u201d indebolirebbe la Nato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Senza dimenticare il nodo dell\u2019atomica francese e il fatto che su molti fronti, compreso quello del conflitto che oppone nell\u2019Egeo Grecia e Turchia, paesi decisivi come Francia e Germania sono due fronti opposti per la fornitura di nuovi sistemi d\u2019arma; per non parlare del ruolo antagonista della Francia in Libia e delle sue nuove avventure militari nel Sahel alle quali ci siamo accodati perch\u00e9 l\u00ec sarebbe la frontiera dell\u2019Europa, dove fermare la marea montante delle migrazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Emblematico delle contraddizioni europee \u00e8 proprio il patto militare tra Parigi e Atene, voluto fortemente sia dal premier greco Mitsotakis sia dal presidente Macron per esigenze diverse ma convergenti. Atene voleva mostrare alla Turchia di avere alle spalle un alleato forte, pronto a intervenire in sua difesa in caso di grave \u201cinterferenze\u201d di Ankara nell\u2019Egeo e nel Mediterraneo orientale. Parigi aveva la necessit\u00e0 di piazzare un colpo di mercato da tre miliardi di euro per coprire almeno in parte la perdita del contratto con l\u2019Australia per i sottomarini, naufragato per colpa di Aukus. E lo ha fatto vendendo tre fregate alla Marina ellenica, battendo cos\u00ec anche la concorrenza di Fincantieri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Ma quello che conta \u00e8 il segnale politico di una sinergia, quella con la Grecia, che a questo punto si sta cementando in qualcosa di molto simile a un\u2019alleanza strategica che corre in parallelo rispetto alle organizzazioni di cui fanno parte entrambi i Paesi, e cio\u00e8 Nato e Unione europea. Oltre al rafforzamento della flotta ellenica, \u00e8 stata inserita una clausola di mutuo soccorso per la tutela della Grecia. Nell\u2019accordo \u00e8 prevista una garanzia di intervento in caso di attacchi da parte di Paesi terzi anche se parte di alleanze in cui sono coinvolte Atene e Parigi come la Nato. Un modo per non dire \u201cTurchia\u201d, che a questo punto diventa il vero avversario di un\u2019alleanza franco-ellenica che vuole incidere sul Mediterraneo orientale. Ecco perch\u00e9 quando si parla di Nato e di Difesa europea il cortocircuito \u00e8 sempre in agguato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>FONTE<\/strong>:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/alberto.negri.9469\/posts\/1792609257590633\/\">https:\/\/www.facebook.com\/alberto.negri.9469\/posts\/1792609257590633\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da TERMOMETRO GEOPOLITICO (Alberto Negri) Tra la Nato e i grandi discorsi che si fanno sulla necessit\u00e0 di una Difesa europea si \u00e8 innescato una sorta di cortocircuito. Non si capisce cosa debba servire l\u2019una e cosa dovrebbe fare l\u2019altra. Inoltre gli accordi militari tra Francia e Grecia sottolineano un\u2019altra grave contraddizione all\u2019interno del campo occidentale: sono in funzione anti-turca, cio\u00e8 contro un altro membro della Nato. 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