{"id":67773,"date":"2021-10-14T11:00:02","date_gmt":"2021-10-14T09:00:02","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=67773"},"modified":"2021-10-12T14:03:35","modified_gmt":"2021-10-12T12:03:35","slug":"buongiorno-lei-e-licenziata-un-trauma-ti-cambia-la-vita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=67773","title":{"rendered":"Buongiorno, lei \u00e8 licenziata: &#8220;Un trauma, ti cambia la vita&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di TODAY (Chiara\u00a0 Cecchini)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-67774\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/donne-crisi-lavoro-licenziamenti-2-300x169.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/donne-crisi-lavoro-licenziamenti-2-300x169.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/donne-crisi-lavoro-licenziamenti-2-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/donne-crisi-lavoro-licenziamenti-2-768x432.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/donne-crisi-lavoro-licenziamenti-2.jpg 1280w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<header class=\"l-entry__header\" data-entry-header=\"\">\n<p class=\"l-entry__summary u-body-03 u-color-secondary u-mb-small\" style=\"text-align: justify\" data-amp=\"amp-abstract\"><strong><em>Precariato, discriminazioni, guerra tra poveri, disagio psicologico: le testimonianze di dieci operaie metalmeccaniche per raccontare la crisi e il declino industriale di una citt\u00e0 come Torino e il mondo del lavoro di oggi. Intervista a Edi Lazzi, autore di &#8220;Buongiorno, lei \u00e8 licenziata&#8221;<\/em><\/strong><\/p>\n<\/header>\n<div class=\"u-cursor-pointer\">\n<p style=\"text-align: justify\">Affianco a ogni nome, tra parentesi, l&#8217;azienda alla quale hanno legato la loro vita per anni e dalla quale sono state licenziate. Angela, Rosanna, Anna, Daniela, Giuseppina, Silvana, Giovanna, Assunta, Tania, Maria Elena. Dieci donne lavoratrici metalmeccaniche, dieci aziende: Cebi, Agrati, Savio, Pininfarina, Martor, Sandretto, Indesit, Gessaroli, Olivetti, ex Embraco. Sono il cuore di <em>Buongiorno, lei \u00e8 licenziata<\/em>\u00a0di Edi Lazzi, pubblicato dalle Edizione Gruppo Abele. Sottotitolo: &#8220;Storie di lavoratrici nella crisi industriale&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Lazzi, segretario generale della Fiom-Cgil di Torino, ha raccolto le loro testimonianze intrecciandole con la storia della &#8220;citt\u00e0 dell&#8217;automobile&#8221;\u00a0e le dinamiche che nel corso degli ultimi anni hanno visto chiudere una dopo l&#8217;altra quelle fabbriche, ricordando che &#8220;nel 2006-2007 si producevano a Torino pi\u00f9 di duecentomila autovetture. Nel 2019-2020 se ne sono prodotte, nella media del biennio, ventinovemila, ovvero l&#8217;ottantasei per cento in meno&#8221; e che &#8220;sono andati in fumo pi\u00f9 di trentaduemila posti di lavoro e trecentosettanta aziende metalmeccaniche hanno chiuso definitivamente i battenti per fallimento o per cessata attivit\u00e0 produttiva&#8221;, in maggioranza nei settori dell&#8217;automotive e della sua filiera. &#8220;Dietro questi numeri per\u00f2 ci sono persone in carne ed ossa ed era giusto andare a capire che cosa \u00e8 successo, come hanno vissuto il licenziamento, cosa hanno fatto dopo, se si sono ricollocate e come&#8221;, dice Lazzi a\u00a0<em>Today<\/em>.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify\">&#8220;Buongiorno, lei \u00e8 licenziata&#8221;: 10 storie di donne che hanno perso il lavoro<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify\">Le donne sono quelle che anche in questa situazione hanno pagato il prezzo pi\u00f9 alto. &#8220;Tutte e dieci le lavoratrici intervistate, anche quelle che hanno trovato un nuovo lavoro, stanno peggio di prima: c&#8217;\u00e8 chi \u00e8 oggi \u00e8 ancora precaria, chi prima di arrivare a un contratto a tempo indeterminato ha fatto un lungo percorso di precariato. In ogni caso tutte guadagnano meno di prima e con il loro livello di professionalit\u00e0 fanno dei lavori meno professionalizzanti rispetto a quelli precedenti&#8221;, sottolinea Lazzi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In questa situazione emerge con forza da tutti i racconti un preoccupante arretramento dei diritti. Molte raccontano episodi di\u00a0<em>mobbing<\/em>\u00a0e pressioni. Come Silvana, che dopo aver perso il lavoro alla Sandretto \u00e8 passata da un posto all&#8217;altro con contratti settimanali, precari e a termine in attesa di arrivare alla pensione: lei che chiedeva sicurezza sul posto di lavoro, anche oggi al tempo del Covid, \u00e8 stata bollata come &#8220;quella che rompeva le palle&#8221;. Daniela, ex Pininfarina licenziata nel 2014 quando aveva 48 anni, da un direttore del personale si \u00e8 sentita dire: &#8220;Sei una donna, devi stare zitta. Perch\u00e9 voi donne o fate le sciacquette o state sotto la scrivania&#8221; e si sfoga: &#8220;Siamo nel 2021 e ti senti dire queste cose, poi se ti metti a piangere (giustamente) ti viene detto: ecco oltre a essere donna sei pure esaurita. Ma stiamo scherzando?&#8221;.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify\">&#8220;Quando il lavoro \u00e8 precario lo diventa anche l&#8217;esistenza&#8221;<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify\">Le fabbriche non erano un tempo solo luoghi di lavoro, ma erano anche il centro della comunit\u00e0, &#8220;scuole sociali dove si imparava a discutere, a pensare, a elaborare idee ed avere forme di pensiero critico&#8221;, e quando questa realt\u00e0 \u00e8 venuta meno il tessuto si \u00e8 slabbrato, i legami tra le persone\u00a0si sono allentati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le donne raccontano come sono cambiate le loro vite dopo aver perso il lavoro, il disagio psicologico, le discriminazioni, la guerra tra poveri, le paure per il futuro, la\u00a0lotta per mantenere la propria dignit\u00e0 di lavoratrici. &#8220;Abbiamo lottato per salvare il nostro posto di lavoro che non era solo un impiego, era il nostro futuro. Una volta che lo perdi, non hai pi\u00f9 la capacit\u00e0 di programmare, di fare progetti, non riesci nemmeno pi\u00f9 a pensare lucidamente. Che cosa fai senza il lavoro?&#8221;, si chiede Rosanna, ex Agrati, licenziata nel 2014 a 53 anni. &#8220;\u00c8 un lutto: ti senti senza un senso. Ti senti nulla&#8221;,\u00a0racconta Giuseppina, entrata alla\u00a0Martor di Brandizzo nel 1997 a trent&#8217;anni e licenziata nel 2019.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Lazzi denuncia: &#8220;Il licenziamento \u00e8 un trauma, ti cambia la vita: \u00e8 un qualcosa che alla fine ha effetti devastanti sulle persone. E quando il lavoro \u00e8 precario anche l&#8217;esistenza diventa precaria e la guerra dei poveri in una situazione di precariet\u00e0 di lavoro e di vita diventa quasi inevitabile. Tutto questo si elimina solo se ci sono lavoro e sviluppo. Solo cos\u00ec i legami sociali possono tornare a essere solidali&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.today.it\/attualita\/buongiorno-lei-e-licenziata-donne-lavoro.html\">https:\/\/www.today.it\/attualita\/buongiorno-lei-e-licenziata-donne-lavoro.html<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di TODAY (Chiara\u00a0 Cecchini) Precariato, discriminazioni, guerra tra poveri, disagio psicologico: le testimonianze di dieci operaie metalmeccaniche per raccontare la crisi e il declino industriale di una citt\u00e0 come Torino e il mondo del lavoro di oggi. Intervista a Edi Lazzi, autore di &#8220;Buongiorno, lei \u00e8 licenziata&#8221; Affianco a ogni nome, tra parentesi, l&#8217;azienda alla quale hanno legato la loro vita per anni e dalla quale sono state licenziate. 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