{"id":67826,"date":"2021-10-14T09:00:42","date_gmt":"2021-10-14T07:00:42","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=67826"},"modified":"2021-10-14T08:38:19","modified_gmt":"2021-10-14T06:38:19","slug":"verso-una-terza-repubblica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=67826","title":{"rendered":"Verso una terza Repubblica?"},"content":{"rendered":"<p><strong>da LA CITTA&#8217; FUTURA (Renato Caputo)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"itemIntroText\">\n<p><em>Il programma della P2 ha avuto la strada spianata e si \u00e8 progressivamente affermato via via che l\u2019ideologia neoliberista, o meglio ordoliberista conquistava \u2013 l\u2019una dopo l\u2019altra \u2013 le casematte essenziali per avere l\u2019egemonia sulla societ\u00e0 civile.<\/em><\/p>\n<\/div>\n<div class=\"itemBody\">\n<div class=\"itemImageBlock clearfix\"><span class=\"itemImage\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.lacittafutura.it\/media\/k2\/items\/cache\/2db5d9d6faf8ee640940b5e176223700_XL.jpg\" alt=\"Verso una terza Repubblica?\" \/><\/span><\/p>\n<div class=\"clr\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"itemFullText\">\n<p>Come \u00e8 noto il programma della loggia massonica P2 \u2013 reso noto all\u2019inizio degli anni Ottanta, dopo la sconfitta storica del movimento dei lavoratori italiano \u2013 \u00e8 stato rapidamente realizzato negli anni seguenti, incontrando un sostegno sostanzialmente bipartisan. Alla piena realizzazione di tale programma eversivo della liberal-democrazia italiana fondata sulla Costituzione non resta che il passaggio dalla repubblica parlamentare a una repubblica presidenzialista sul modello francese o statunitense. Occorre ricordare che in entrambi questi paesi il modello presidenzialista ha cancellato il precedente assetto liberal-democratico attraverso un colpo di Stato soft. Anche la P2 intendeva seguire una strada analoga, ma sostanzialmente non ce n\u2019\u00e8 stato bisogno, dopo la sconfitta del movimento proletario in Italia e del socialismo nel continente europeo. Da allora <b>il programma della P2 ha avuto la strada spianata e si \u00e8 progressivamente affermato via via che l\u2019ideologia neoliberista, o meglio ordoliberista conquistava \u2013 l\u2019una dopo l\u2019altra \u2013 le casematte essenziali per avere l\u2019egemonia sulla societ\u00e0 civile<\/b>. Tale guerra di logoramento \u00e8 stata certamente sino a ora confortata da un indubbio successo, dato che dall\u2019altra parte, una volta abbandonato il marxismo e il leninismo, non si avevano pi\u00f9 le armi necessarie n\u00e9 per una resistenza e nemmeno per una ritirata organizzata. Piuttosto abbiamo assistito a una vera e propria rotta del proletariato e di quelli che erano stati i suoi alleati.<\/p>\n<p>Il processo \u00e8 oramai cos\u00ec avanzato che <b>praticamente tutti i mezzi di comunicazione da anni definiscono, in modo del tutto disinvolto, \u201cpremier\u201d il presidente del Consiglio dei ministri<\/b>. La direzione \u00e8 naturalmente quella di far saltare gli equilibri costituzionali, i pesi e contrappesi che, proprio in nome della concezione liberale originaria, miravano alla divisione dei poteri che permettesse a ognuno di essi, nella sua piena autonomia, di poter svolgere l\u2019essenziale funzione di controllo sugli altri, onde evitare le societ\u00e0 rigidamente gerarchiche dell\u2019<i>ancien r\u00e9gime<\/i>.<\/p>\n<p>Al contrario <b>l\u2019impropria definizione di premier, per il presidente del Consiglio dei ministri, spiana la strada alla svolta presidenzialista, mirando a restaurare una societ\u00e0 sempre pi\u00f9 gerarchica<\/b>. Il termine premier non a caso rinvia al ruolo istituzionale tipicamente liberale e liberista del primo ministro, tanto che sempre pi\u00f9 spesso il presidente del Consiglio viene definito capo del governo.<\/p>\n<p><b>Cos\u00ec se i padri costituenti \u2013 proprio per marcare nel modo pi\u00f9 netto la rottura con il regime fascista \u2013 hanno insistito perch\u00e9 il presidente sia un <\/b><b><i>primus inter pares<\/i><\/b><b>, la conquista della piena egemonia sulla societ\u00e0 civile da parte della grande borghesia lo ha di fatto trasformato in un <\/b><b><i>primus super pares<\/i><\/b>. Ora con le regole del Pnr ci si allontana ancora di pi\u00f9 dallo spirito democratico della Costituzione, dal momento che si accentra un enorme potere, del tutto sconveniente, nelle mani del presidente del Consiglio. Al punto che un professore ordinario di Scienza politica e Relazioni internazionali e direttore del dipartimento di Scienze politiche presso la Luiss, \u00e8 arrivato a scrivere, senza timore di essere sonoramente smentito, \u201cpoich\u00e9 il successo del Pnrr costituisce un interesse nazionale, spetta necessariamente a Mario Draghi, in quanto premier (appunto, <i>primus super pares<\/i>) della coalizione di governo, garantirne la coerenza\u201d [1].<\/p>\n<p><b>Proprio al contrario, il governo nella nostra Costituzione non prevede al proprio interno una struttura gerarchica n\u00e9, tantomeno, prevede una supremazia del presidente dinanzi al Parlamento, tanto pi\u00f9 che la sua carica dipende esclusivamente dalla fiducia di entrambe le camere<\/b>.<\/p>\n<p>D\u2019altra parte, come un po\u2019 tutta la Costituzione, anche il ruolo del presidente del Consiglio \u00e8 stato il prodotto di una mediazione fra le forze del centrodestra e della destra democristiane e liberali \u2013 che miravano a fare del presidente il capo del governo \u2013 e le forze della sinistra che si battevano per fare del governo un organo a tutti gli effetti collegiale. <b>Tale precario equilibrio, conservatosi nel dettato costituzionale, \u00e8 andato progressivamente perduto con il mutare dei rapporti di forza nella guerra di logoramento per l\u2019egemonia sulla societ\u00e0 civile<\/b>. Del resto, come faceva notare gi\u00e0 Karl Marx, al di l\u00e0 della lettera della Costituzione, decisiva diviene l\u2019interpretazione e quest\u2019ultima dipende esclusivamente dai rapporti di forza fra le classi.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, sebbene in aperto contrasto con il dettato costituzionale, con il Pnr la posizione del presidente del Consiglio \u2013 per gli inusitati poteri sostitutivi attribuiti al presidente, a discapito delle regioni, degli organi locali e degli stessi ministri \u2013 lo trasforma di fatto in \u201cun <i>primus super pares<\/i>: vale a dire\u201d in \u201cun Primo ministro\u201d [2]. <b>Certo sulla carta il dettato costituzionale non potrebbe che prevalere se in contrasto con una norma legislativa, ma appunto solo sulla carta<\/b>.<\/p>\n<p>Tanto pi\u00f9 che l\u2019attuale governo, quale comitato d\u2019affari rivolto a curare gli interessi della grande borghesia nel suo complesso, sarebbe certamente particolarmente gradito alla P2. Tanto pi\u00f9 che, sebbene rappresenti direttamente gli interessi del padronato, riesce \u2013 grazie alla capacit\u00e0 di egemonia che la grande borghesia si \u00e8 conquistata \u2013 a governare con un ampio consenso da parte degli stessi settori sociali subalterni. Peraltro, tale apparentemente incomprensibile popolarit\u00e0 di un governo che porta avanti politiche decisamente antipopolari, dipende certamente in primo luogo dalle casematte conquistate nella lotta per l\u2019egemonia, tanto da avere dalla propria parte la stragrande maggioranza dei mezzi di comunicazione, quasi tutti i partiti e i sindacati, oltre a essere generalmente ben visto nelle scuole, nelle universit\u00e0 e dalle chiese. In secondo luogo i consensi attivi e passivi del governo Draghi dipendono certamente dalla pessima immagine di s\u00e9 di tutti i principali partiti dell\u2019arco costituzionale, oltre naturalmente la battente propaganda antipolitica del pensiero unico dominante. In particolare il becero populismo che ha governato il paese negli ultimi anni, da Berlusconi a Renzi, da Salvini al Movimento 5 stelle, ha certamente spianato la strada al governo dei tecnici. Non a caso, storicamente, questa forma di governo tende ad affermarsi proprio quando il discredito verso i partiti \u201cpolitici\u201d tradizionali ha raggiunto e superato il livello di guardia.<\/p>\n<p>Con le ultime surreali diatribe interne al Movimento 5 stelle, il pi\u00f9 votato nelle ultime elezioni politiche, i partiti politici di massa hanno raggiunto un nuovo culmine nel processo di progressivo discredito in atto ormai da anni. Anche proprio perch\u00e9 il Movimento 5 stelle con le proprie pose antipolitiche era riuscito a rimotivare diversi cittadini ed elettori ormai completamente schifati dai partiti politici, dopo gli ultimi governi di centrodestra guidati da Berlusconi e gli ultimi di sedicente centrosinistra capeggiati da Renzi.<\/p>\n<p>Dunque, \u201cquel che \u00e8 certo \u00e8 che il sistema politico italiano ne esce ulteriormente dinamitato. Il sistema politico, si badi, non il governo. Il quale anzi potr\u00e0 rafforzare il proprio segno gi\u00e0 naturalmente conservatore. La propria vocazione alla verticalizzazione della decisione. Al monopolio dell\u2019indirizzo politico. Alla rappresentanza pressoch\u00e9 diretta e senza residui dell\u2019universo imprenditoriale, senza pi\u00f9 nemmeno il fastidio di possibili interferenze parlamentari: da parte cio\u00e8 di un potere legislativo ridotto a mero ornamento, nel quale la maggioranza numerica uscita dalle urne del 2018 sull\u2019asse M5S e Pd si disperde nei rivoli di una crisi d\u2019identit\u00e0 apparentemente terminale. Draghi, dunque, potr\u00e0 continuare a governare con logica bonapartista indifferente alle contorsioni delle forze parlamentari\u201d [3].<\/p>\n<p><b>L\u2019ulteriore perdita di credibilit\u00e0 dei grillini, peraltro, favorir\u00e0 l\u2019ascesa del populismo fascistoide della destra radicale che \u2013 considerata la crisi dopo quella della sinistra anche del centro \u2013 rischier\u00e0 di poter condizionare pesantemente la vita politica italiana, a partire dalla prossima elezione del presidente della Repubblica<\/b>. Anche perch\u00e9 il tecnico, alter ego di Draghi, alla guida del Pd punta a rilanciare il sistema maggioritario, a discapito del proporzionale, dando un\u2019ennesima mazzata allo spirito democratico della Costituzione e favorendo ulteriormente il successo della destra radicale, seguendo la tattica tafazziana gi\u00e0 portata avanti da Veltroni.<\/p>\n<p>Lo scenario che ci si presenta rischia di essere il peggiore possibile ossia, un po\u2019 come \u00e8 avvenuto in Francia, ridurre la possibilit\u00e0 di scegliere all\u2019individuare il meno peggio fra la peste o il colera, ovvero fra un governo \u201ctecnico\u201d espressione diretta dell\u2019egemonia del grande capitale finanziario transnazionale, o la destra radicale con forti pulsioni fascistoidi.<\/p>\n<p>Peraltro, come abbiamo gi\u00e0 visto, <a href=\"https:\/\/www.lacittafutura.it\/interni\/il-governo-dei-peggiori\">le tendenze antidemocratiche del governo dei peggiori<\/a> si manifestano nel modo pi\u00f9 evidente nella gestione dei fondi messi a disposizione dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Si ricordi che proprio temendo una gestione poco democratica di tali fondi era stato affossato il governo Conte bis. <b>Del resto, l\u2019attuale governo \u00e8 stato fortemente voluto dalla classe dominante proprio per avere il pieno controllo su tali sostanziosi fondi<\/b>.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, come era prevedibile, il presidente del consiglio ha messo in campo una struttura tecnica ad hoc per la gestione dei finanziamenti del Pnnr, denominata <i>Nucleo tecnico per il coordinamento della politica economica<\/i>. Tale nucleo sar\u00e0 composto da cinque \u201ceconomisti della pi\u00f9 stretta cerchia liberista, per i quali varrebbe da subito la domanda: \u00abPerch\u00e9 assegnare la valutazione sugli investimenti pubblici a persone che pensano che lo Stato non dovrebbe esercitare alcun ruolo nell\u2019economia, se non quello di facilitarne l\u2019apertura ai mercati?\u00bb\u201d [4].<\/p>\n<p>Al loro interno, spicca Carlo Stagnaro fondatore e dirigente di un <a href=\"https:\/\/www.brunoleoni.it\/\">istituto denominato \u201cIdee per il libero mercato\u201d<\/a> che sostiene di mirare a dare il proprio \u201ccontributo alla cultura politica italiana, affinch\u00e9 siano meglio compresi il ruolo della libert\u00e0 e dell\u2019iniziativa privata, fondamentali per una societ\u00e0 davvero prospera e aperta\u201d. Stagnaro spicca per aver denigrato il referendum sull\u2019acqua, considerato una \u201cpoderosa prova di forza\u201d del populismo. Allo stesso modo ha denigrato i movimenti che si battono per la salvaguardia del clima, tanto da aderire alla <a href=\"http:\/\/www.globalwarming.org\/about\/\">Cooler Heads Coalition<\/a>, coalizione ultraconservatrice volta a promuovere il negazionismo climatico.<\/p>\n<p>\u201cSe Stagnaro \u00e8 la figura pi\u00f9 impresentabile, anche il quartetto degli altri nominati condivide l\u2019impostazione di fondo, che, di fatto, rappresenta la cifra culturale dello stesso Mario Draghi: il mercato \u00e8 il fulcro della societ\u00e0, sono i profitti delle imprese a determinare il benessere sociale, \u00e8 il privato a garantire efficienza e solidit\u00e0. Con questo team di economisti, Draghi si prefigge l\u2019obiettivo di chiudere definitivamente tutte le faglie aperte dalla pandemia nella narrazione liberista e di dare il via ad una nuova stagione di espropriazione sociale guidata dai grandi capitali della finanza, dell\u2019impresa e della rendita\u201d [5]. <b>Naturalmente ci\u00f2 \u00e8 quanto ci aspetta se non saremo in grado di organizzarci e batterci per far valere i nostri interessi<\/b>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>Note<\/b>:<\/p>\n<p>[1] Sergio Fabbrini, <a href=\"https:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/la-governance-pnrr-e-governo-dell-italia-AEXJOMO?refresh_ce=1\"><i>La governance del Pnrr e il governo dell\u2019Italia<\/i><\/a> in \u201cIl Sole 24 Ore\u201d del 7 giugno 2021.<\/p>\n<p>[2] Francesco Pallante, <i>C\u2019era una volta il presidente del consiglio<\/i>, in \u201cIl manifesto\u201d del 16\/6\/2021.<\/p>\n<p>[3] Marco Revelli, <i>Nella parabola populista la dissoluzione del sistema politico<\/i>, in \u201cIl manifesto\u201d del 4\/7\/2021.<\/p>\n<p>[4] Marco Bersani, <i>Recovery Plan, il \u00abnucleo tecnico\u00bb una dichiarazione di guerra di Draghi<\/i>, in \u201cIl manifesto\u201d del 19\/6\/2021.<\/p>\n<p>[5] <i>Ibidem<\/i>.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/www.lacittafutura.it\/editoriali\/verso-una-terza-repubblica\">https:\/\/www.lacittafutura.it\/editoriali\/verso-una-terza-repubblica<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da LA CITTA&#8217; FUTURA (Renato Caputo) &nbsp; Il programma della P2 ha avuto la strada spianata e si \u00e8 progressivamente affermato via via che l\u2019ideologia neoliberista, o meglio ordoliberista conquistava \u2013 l\u2019una dopo l\u2019altra \u2013 le casematte essenziali per avere l\u2019egemonia sulla societ\u00e0 civile. 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