{"id":67862,"date":"2021-10-15T10:21:49","date_gmt":"2021-10-15T08:21:49","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=67862"},"modified":"2021-10-15T10:21:49","modified_gmt":"2021-10-15T08:21:49","slug":"lescalation-della-tensione-nello-stretto-di-formosa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=67862","title":{"rendered":"L\u2019escalation della tensione nello Stretto di Formosa"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>ANALISI DIFESA (Gianandrea Gaiani)<\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/1032744922_0_353_2500_1703_1000x541_80_0_0_156cadfa1e07163d6306cc712f48b71c.jpg\" alt=\"1032744922_0_353_2500_1703_1000x541_80_0_0_156cadfa1e07163d6306cc712f48b71c\" \/><\/p>\n<p>Le ultime due tessere che in ordine di tempo stanno componendo il mosaico della crisi in atto tra Cina e Taiwan giungono dai fronti diplomatico e militare.<\/p>\n<p>Oggi la Russia ha chiarito ulteriormente la sua posizione rispetto alla questione delle \u201cdue Cine\u201d. Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha affermato in conferenza stampa che \u201cproprio come la grande maggioranza degli altri paesi, la Russia vede\u00a0Taiwan come parte della Repubblica Popolare Cinese. Questa \u00e8 la premessa da cui procediamo e continueremo a procedere nella nostra politica\u201d.<\/p>\n<p>La seconda tessera invece \u00e8 rappresentata dalle esercitazioni della Fanteria di Marina cinese che hanno visto ieri la simulazione di sbarchi sulle coste della provincia di Fujian, nello Stretto di Formosa, a poco pi\u00f9 di 150 chilometri dalle spiagge taiwanesi.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-147827 size-full alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/unnamed-1.jpg\" alt=\"unnamed-1\" width=\"512\" height=\"357\" \/><\/p>\n<p>L\u2019esercitazione ha fatto seguito alle massicce e reiterate violazioni della zona di difesa aerea di Taiwan che a inizio ottobre hanno coinvolto fino a 150 aerei cinesi (tra cui bombardieri H-6 e cacciabombardieri Su-30, J-16 e J-17 oltre ad aerei radar KJ-200 e KJ-500 e ai caccia della Marina J-15) in 5 giorni.<\/p>\n<p>Il giorno precedente l\u2019ufficio di Pechino per gli affari di\u00a0Taiwan ha definito il discorso del presidente dell\u2019isola-stato, Tsai Ing-wen, (leader del Partito Democratico Progressista) \u201cla fonte di turbolenze e tensioni nelle relazioni tra le due sponde dello stretto e la pi\u00f9 grande minaccia alla pace e alla stabilit\u00e0\u201d. La signora Tsai, parlando alle celebrazioni per la Giornata Nazionale il 10 ottobre, ha dichiarato che l\u2019isola \u201cnon si piegher\u00e0\u201d alla crescente pressione di Pechino: una risposta indiretta al presidente cinese, Xi Jinping, che ha promesso di portare a termine la riunificazione nazionale.<\/p>\n<p>\u201cPresidiamo la prima linea di difesa della democrazia\u201d ha detto il presidente assicurando che \u201cfaremo del nostro meglio per impedire che lo status quo venga alterato unilateralmente. Continueremo a rafforzare la nostra difesa nazionale e a dimostrare la nostra determinazione a difenderci per garantire che nessuno possa costringere\u00a0Taiwan\u00a0a seguire la strada che la Cina ha tracciato per noi, che non offre ne\u2019 uno stile di vita libero e democratico ne\u2019 sovranit\u00e0 ai 23 milioni di abitanti dell\u2019isola\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-147829 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/201704101629_847025.jpg\" alt=\"201704101629_847025\" width=\"812\" height=\"298\" \/><\/p>\n<p>Tsai ha riconosciuto la difficolt\u00e0 della situazione confermando la disponibilit\u00e0 a colloqui con Pechino \u201csu base equa\u201d, proposta respinta per\u00f2 dalla Cina comunista che considera Taiwan una provincia ribelle, non una nazione sovrana.<\/p>\n<p>Il 9 ottobre, il presidente cinese Xi Jinping aveva affermato che \u201cla riunificazione della nazione deve essere realizzata, e lo sar\u00e0 sicuramente\u201d aggiungendo che la via pacifica \u201c\u00e8 la pi\u00f9 in linea con l\u2019interesse generale della nazione cinese e di Taiwan\u201d.<\/p>\n<p><strong><u>\u00a0<\/u><\/strong><\/p>\n<p><strong><u>Il braccio di ferro con gli Stati Uniti<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Per Xi \u201cla questione \u00e8 un affare interno della Cina, che non tollera interferenze esterne: nessuno dovrebbe sottovalutare la forte determinazione, volont\u00e0 e capacit\u00e0 del popolo cinese di salvaguardare la sovranit\u00e0 nazionale e l\u2019integrit\u00e0 territoriale\u201d.<\/p>\n<p>Un chiaro riferimento alle crescenti tensioni, anche militari,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2021\/08\/taiwan-e-cooperazione-navale-al-centro-del-vertice-quad\/\">con gli Stati Uniti e altre nazioni Occidentali e della regione dell\u2019Indo-Pacifico<\/a>\u00a0accentuatesi in seguito alla crisi con Taiwan.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-147826 alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Taiwan_USA_Relationship_1.jpg\" alt=\"Taiwan_USA_Relationship_1\" width=\"450\" height=\"445\" \/><\/p>\n<p>Washington riconosce Pechino dal 1979 ma mantiene strette relazioni politiche, economiche e militari con Taiwan nell\u2019ambito del Taiwan\u00a0Relations Act, che garantisce il supporto in tutti i settori a Taipei.<\/p>\n<p>Oggi Taiwan \u00e8 riconosciuta da soli 15 Paesi al mondo, in gran parte Stati insulari del Pacifico e dei Caraibi anche se molte nazioni mantengono rapporti non ufficiali con Taipei.<\/p>\n<p>Il continuo potenziamento militare cinese, soprattutto nei settori aereo, navale e anfibio, preoccupa Taiwan\u00a0che ha aumentato il budget della Difesa mentre secondo il ministro della Difesa Chiu Kuo-cheng, la Cina potrebbe tentare l\u2019invasione dell\u2019isola-stato entro il 2025.<\/p>\n<p>Alimentando la tensione nello Stretto di Formosa poche settimane dopo la vittoria talebana in Afghanistan, Pechino sembra voler forzare la mano su Taiwan puntando anche sul momento di debolezza degli Stati Uniti, che vede gli ambienti politici e militari di Washington\u00a0<a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2021\/10\/dopo-la-disfatta-afghana-a-washington-e-lora-dello-scaricabarile\/\">lacerati dal dibattito sulla sconfitta afghana<\/a>.<\/p>\n<p>A inizio ottobre l\u2019Amministrazione Biden si \u00e8 detta \u201cmolto preoccupata\u201d per le \u201cprovocazioni militari\u201d della Cina nei confronti di\u00a0Taiwan, ritenute \u201cdestabilizzanti per la pace e la stabilit\u00e0 nella regione\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-147821 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/CINA-TAIWAN_-_0129_-_Minacce.jpg\" alt=\"CINA-TAIWAN_-_0129_-_Minacce\" width=\"813\" height=\"534\" \/><\/p>\n<p>Il Dipartimento di Stato americano ha esortato Pechino a \u201ccessare le pressioni militari, diplomatiche, economiche e di coercizione nei confronti di\u00a0Taiwan\u201d ribadendo \u201cl\u2019impegno incrollabile\u201d di Washington al fianco di Taipei.<\/p>\n<p>L\u2019esplicito comunicato di Washington costituisce la risposta alle gravi e reiterate provocazioni militari cinesi attuate inviando un numero crescente di aerei da combattimenti a violare la \u201czona di identificazione per la difesa aerea\u201d dell\u2019Isola-stato, una \u201clinea rossa\u201d il cui superamento mette in allarme l\u2019aeronautica e la difesa antiaerea di Taiwan.<\/p>\n<p>Ma la crisi non coinvolge solo le \u201cdue Cine\u201d e gli USA: il 30 settembre il portavoce del ministero della Difesa cinese, Wu Qian, ha esortato il Regno Unito a rafforzare la cooperazione con la Cina criticando il progressivo rafforzamento della presenza della Royal Navy nell\u2019Indo-Pacifico (dove si appresta ad aumentare la presenza navale anche l\u2019Unione Europea).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-147825 alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/PLAN_Type_726A_LCAC_China_3.jpg\" alt=\"PLAN_Type_726A_LCAC_China_3\" width=\"439\" height=\"292\" \/><\/p>\n<p>In agosto era stato il gruppo navale guidato dalla portaerei Queen Elizabeth II, con a bordo caccia F-35B britannici e dei marines statunitensi, a penetrare nel Mar Cinese Meridionale pur non spingendosi cos\u00ec a ridosso delle coste cinesi e degli arcipelaghi rivendicati da Pechino come\u00a0<a href=\"https:\/\/www.stripes.com\/theaters\/asia_pacific\/2021-09-27\/taiwan-strait-hms-richmond-royal-navy-south-china-sea-3035263.html\">ha fatto il 20 settembre la fregata HMS Richmond<\/a>\u00a0(nella foto sotto) attraversando lo Stretto di Formosa.<\/p>\n<p>Lo scorso 17 settembre, l\u2019ammiraglio Tony Radakin aveva dichiarato che lo Stretto di Formosa \u00e8 \u201cparte integrante dell\u2019Indo-pacifico libero e aperto\u201d annunciando la decisione di Londra di schierare unit\u00e0 di pattugliamento marittimo nell\u2019area \u201calmeno per i prossimi cinque anni\u201d, a sostegno dello sforzo di contenimento della Cina intrapreso dagli Stati Uniti e dagli altri Paesi alleati nella regione (Giappone, India e Australia in testa).<\/p>\n<p>Pechino ha da tempo evidenziato la volont\u00e0 di rispondere con una crescente mole di provocazioni militari a ogni passaggio navale britannico o statunitense nelle acque che il regime comunista considera unilateralmente parte integrante del suo territorio nazionale.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-147822 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/1000x-1-1.jpg\" alt=\"1000x-1\" width=\"1000\" height=\"612\" \/><\/p>\n<p>Nonostante le cautele con cui tutti gli stati del blocco occidentale esprimono il loro sostegno a Taiwan pur con i condizionamenti imposti dalle ingenti relazioni commerciali con Pechino, sembra che tutti i contendenti puntino a una \u201cmoderata escalation\u201d intorno a Taiwan e agli arcipelaghi contesi del Mar Cinese Meridionale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Rischio guerra?<\/strong><\/p>\n<p>Taiwan dispone di poderose forze armate e di un\u2019industria della difesa ad alta tecnologia sempre pi\u00f9 autonoma dagli Stati Uniti nello sviluppo e produzione di sistemi d\u2019arma avanzati.<\/p>\n<p>Certo, in caso di guerra Pechino potrebbe schierare un numero di forze aeree, missilistiche e navali molto superiore a quelle di Taipei e il confronto tra la spesa militare e il numero di militari delle due nazioni \u00e8 impressionante: almeno 250 miliardi di dollari stanziati quest\u2019anno da Pechino contro 16 di Taiwan e 2 milioni di soldati contro 170 mila taiwanesi cui si aggiungerebbero per\u00f2 1,5 milioni di riservisti destinati a difendere le proprie case.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-147823 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/1-8-1024x690.jpg\" alt=\"1-8-1024x690\" width=\"1024\" height=\"690\" \/><\/p>\n<p>Tuttavia diversi analisti e militari ritengono che un assalto dal cielo e dal mare all\u2019isola-stato verrebbe anticipato da un pesante cyber-attack teso a paralizzare i centri di comando e controllo taiwanesi e da un altrettanto massiccio bombardamento con missili balistici a corto raggio schierati in gran numero (tra i 600 e i mille a seconda delle stime) nelle basi della provincia di Fujan, situata di fronte all\u2019isola.<\/p>\n<p>Armi dotate di testate convenzionali ad alto esplosivo che avrebbero il compito di devastare basi aeree e navali, difese aeree, comandi e centri logistici delle forze armate taiwanesi per \u201cammorbidirle\u201d e preparare l\u2019invasione.<\/p>\n<p>Difficile per\u00f2 oggi ritenere possibile un simile scenario, che testerebbe la disponibilit\u00e0 o meno degli Stati Uniti e dei loro alleati ad affrontare un conflitto con la Cina, potenza nucleare.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-147830 alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/11-2-1-360x245.jpg\" alt=\"11-2-1-360x245\" width=\"483\" height=\"329\" \/><\/p>\n<p>A Washington il capo di stato maggiore della Difesa statunitense,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2021\/06\/generale-milley-pechino-non-e-in-grado-di-invadere-taiwan\/\">generale Mark Milley<\/a>\u00a0(nella foto a lato) ritiene che la Cina non sia in grado di invadere Taiwan anche se un parere opposto lo aveva espresso nel marzo scorso l\u2019ammiraglio Phil Davidson, all\u2019epoca alla testa del Comando dell\u2019Indo-Pacifico.<\/p>\n<p>Dal 1980, quando \u00e8 scaduto il Trattato di Mutua Difesa tra USA e Taiwan in seguito all\u2019apertura di relazioni diplomatiche tra Washington e Pechino, \u00e8 il Taiwan Relations Act che impegna gli USA a fornire assistenza militare diretta in caso di attacco cinese ma non prevede pi\u00f9 in modo automatico l\u2019ingresso in guerra degli Stati Uniti al fianco dei taiwanesi.<\/p>\n<p>Del resto Pechino punta a inglobare, non certo a distruggere, la \u201cprovincia ribelle\u201d la cui florida economia e il poderoso apparato industriale e tecnologico ingigantirebbero ulteriormente il peso specifico globale della Cina.<\/p>\n<p>In termini politico-strategici, un assalto delle forze di Pechino alla Cina Nazionalista (fondata nel 1949 dal generale Chiang Kai-shek in fuga col suo esercito dal continente in mano alle forze comuniste di Mao Tze Tung) diventerebbe plausibile solo se al Comitato centrale del Partito Comunista Cinese prevalesse l\u2019impressione che a Washington nessuno sia pronto a \u201cmorire per Taiwan\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-147824 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/chinese-amphibs-landing.7a8119.jpg\" alt=\"chinese-amphibs-landing.7a8119\" width=\"809\" height=\"454\" \/><\/p>\n<p>Oltre a godere di nutrite forniture militari statunitensi (qui\u00a0<a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2017\/07\/armi-usa-a-taiwan-lira-di-pechino\/\">le ultime commesse<\/a>\u00a0autorizzate dall\u2019Amministrazione Trump), Taiwan \u00e8 protetta soprattutto dal mare. Per conquistare l\u2019isola Pechino dovrebbe infatti<a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2020\/10\/lascesa-delle-forze-anfibie-cinesi\/\">\u00a0trasportare e sbarcare centinaia di migliaia di soldati\u00a0<\/a>attraverso i 140\/180 chilometri che separano l\u2019isola dalla costa continentale.<\/p>\n<p>Distanze che in realt\u00e0 si estenderebbero fino a oltre 200 chilometri tenuto conto che i tratti di costa pi\u00f9 idonei a uno sbarco anfibio si trovano nelle estremit\u00e0 settentrionali e meridionali\u00a0 dell\u2019isola (nella mappa qui sotto) dove sarebbe necessario sbarcare un gran numero di truppe, dopo aver conseguito il dominio dell\u2019aria, per affrontare la prevedibilmente strenua difesa degli isolani.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-147806 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Taiwan_China_map-attack-by-sea_101819.jpg\" alt=\"Taiwan_China_map-attack-by-sea_101819\" width=\"810\" height=\"626\" \/><\/p>\n<p>Inoltre, una consistente forza d\u2019invasione dovrebbe ricevere sempre via mare un\u2019immensa mole di rifornimenti per sostenere l\u2019offensiva.<\/p>\n<p>Un\u2019impresa ardua non solo a causa delle ottime capacit\u00e0 navali taiwanesi e del supporto che verrebbe con ogni probabilit\u00e0 offerto loro dalla flotta statunitense e da altre nazioni alleate, ma anche perch\u00e9 le truppe cinesi non hanno alcuna esperienza bellica (neppure quelle taiwanesi) n\u00e9 hanno maturato esperienze significative in operazioni anfibie.<\/p>\n<p>Inoltre perch\u00e9 Pechino dovrebbe mettere a rischio in acque ristrette buona parte della sua moderna flotta e le molte navi mercantili \u201cmilitarizzate\u201d proprio per poter imbarcare truppe e mezzi in vista di grandi operazioni di sbarco.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>L\u2019opzione delle operazioni limitate<\/strong><\/p>\n<p>Se risulta quindi difficile ipotizzare una guerra totale tra Cina e Taiwan, la costante escalation della tensione potrebbe rendere pi\u00f9 plausibile (o meno improbabile) una limitata azione di forza condotta da Pechino contro l\u2019isola di Kinmen (o Quemoy) e\u00a0 l\u2019arcipelago delle Matsu, situate rispettivamente alle imboccature sud e nord dello Stretto di Formosa, a ridosso della costa continentale cinese ma territori taiwanesi presidiati da guarnigioni militari agguerrite e schierate su posizioni difensive ben protette.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-147805 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/KinmenMatsuWuciou.png\" alt=\"KinmenMatsuWuciou\" width=\"810\" height=\"590\" \/><\/p>\n<p>Tali isole, cos\u00ec vicine alle coste cinesi da poter essere colpite anche dal fuoco dell\u2019artiglieria (Kinmen dista appena due chilometri e la pi\u00f9 vicina delle Matsu circa 10), sono potenzialmente attaccabili dalla Cina senza sforzi bellici troppo impegnativi e con un assalto lampo che potrebbe coinvolgere anche le isole Pescadores (Penghu), arcipelago posto a 150 chilometri dalla Cina e a 30 da Taiwan, oppure le isole Wuciou, situate al dentro dello Stretto a 25 chilometri dalle coste cinesi, scarsamente popolate ma presidiate e fortificate .<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-147807 alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Taiwan-military-exercise.jpg\" alt=\"Taiwan's military fire artillery from M109 self-propelled Howitzers during the annual Han Kuang exercises in Hsinchu, north eastern Taiwan, Thursday, Sept. 10, 2015. Taiwan's military is simulating attacks by political rival China this week, despite an overall warming of ties, after Beijing staged what appeared to be a strike against the presidential office in Taipei. (AP Photo\/Wally Santana)\" width=\"463\" height=\"325\" \/><\/p>\n<p>Aggressioni militari che in ogni caso provocherebbero durissime reazioni internazionali, soprattutto negli Stati Uniti, ma permetterebbe a Pechino di saggiare la disponibilit\u00e0 dei rivali occidentali a combattere per Taiwan.<\/p>\n<p>Del resto negli anni \u201950 Washington annunci\u00f2 che avrebbe impiegato anche armi nucleari contro la Cina in caso di attacco maoista a Kinmen e Matsu, isole che vennero spesso citate anche da John Kennedy e Richard Nixon che si affrontarono nella campagna presidenziale del 1960 esprimendo entrambi la disponibilit\u00e0 a far scendere in guerra gli Stati Uniti per difenderle dall\u2019aggressione comunista.<\/p>\n<p>Come ai tempi della guerra fredda con l\u2019Unione Sovietica, anche oggi gli equilibri tra guerra e pace si giocano sul peso e la credibilit\u00e0 della deterrenza anche se, rispetto al passato, \u00e8 lecito chiedersi se USA e Occidente siano ancora in grado di esprimerla in modo convincente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0 <a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2021\/10\/lescalation-della-tensione-nello-stretto-di-formosa\/\">https:\/\/www.analisidifesa.it\/2021\/10\/lescalation-della-tensione-nello-stretto-di-formosa\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ANALISI DIFESA (Gianandrea Gaiani) Le ultime due tessere che in ordine di tempo stanno componendo il mosaico della crisi in atto tra Cina e Taiwan giungono dai fronti diplomatico e militare. 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