{"id":67879,"date":"2021-10-19T11:00:33","date_gmt":"2021-10-19T09:00:33","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=67879"},"modified":"2021-10-16T10:01:00","modified_gmt":"2021-10-16T08:01:00","slug":"lo-stormo-snobbato-di-cigni-neri-che-popola-le-catene-di-approvvigionamento-globali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=67879","title":{"rendered":"Lo stormo snobbato di cigni neri che popola le catene di approvvigionamento globali"},"content":{"rendered":"<p><strong>di La Fionda (Fabrizio Russo)<\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"img-fluid foto-articolo ls-is-cached lazyloaded\" src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/container.jpg\" alt=\"\" data-src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/container.jpg\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In retrospettiva sembra oggi impossibile che le principali autorit\u00e0 monetarie ed una pletora di osservatori mainstream qualificati non siano riusciti a cogliere, in un tempo peraltro ragionevole e quindi \u201cper tempo\u201d, la progressiva evoluzione delle condizioni di scenario delle principali economie occidentali da sostanzialmente deflattive \u2013 caratteristica propagata con forza pervasiva dal lungo processo di globalizzazione \u2013 a fortemente <em>inflation-friendly<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Di cosa stiamo parlando? Della serie di eventi che si \u00e8 stratificata nel giro di una decina di trimestri! Elenchiamoli, in modo sommario, iniziando da uno dei primi seri avvenimenti che hanno intaccato alla base il processo di globalizzazione \u2013 che forse sta declinando ma pi\u00f9 probabilmente sta solo mutando profondamente \u2013 come oggi lo conosciamo: la guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina, cominciata dall\u2019Amministrazione Trump nel tentativo di ribilanciare lo squilibrio commerciale USA verso l\u2019ormai affermata potenza economico-produttiva asiatica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Mi permetto di definire questo evento come \u201cserio\u201d perch\u00e9, sebbene avessi da tempo \u2013 anche per formazione accademica \u2013 iniziato a riflettere sul tema dell\u2019inflazione, \u00e8 da quel momento che ho preso seriamente l\u2019ipotesi di una ripartenza sostenuta, del ciclo dei prezzi al consumo, o perlomeno di una loro forte fiammata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A partire dal luglio 2018 l\u2019introduzione di dazi su diverse produzioni cinesi (inizialmente il 25% su 34 mld di USD in controvalore) ha infatti comportato un immediato aumento dei prezzi lordi all\u2019importazione. L\u2019economia USA all\u2019epoca marciava a velocit\u00e0 ancora sostenuta ed una parte significativa degli aumenti si \u00e8 riversata sui consumatori finali, come \u00e8 possibile verificare dal seguente grafico di Goldman Sachs diffuso da CNBC:<\/p>\n<div class=\"wp-block-image\" style=\"text-align: justify\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-4641 lazyloaded\" title=\"Lo stormo snobbato di cigni neri che popola le catene di approvvigionamento globali\" src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Immagine1.png\" alt=\"Lo stormo snobbato di cigni neri che popola le catene di approvvigionamento globali\" width=\"546\" height=\"513\" data-srcset=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Immagine1.png 546w, https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Immagine1-300x282.png 300w\" data-src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Immagine1.png\" data-sizes=\"(max-width: 546px) 100vw, 546px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify\">Il fenomeno per\u00f2 non appare chiaramente visibile se osservato sotto la lente dell\u2019indicatore pi\u00f9 utilizzato dalla FED per monitorare l\u2019andamento dei prezzi al consumo: il PCE price index. Come \u00e8 possibile verificare dal seguente grafico:<\/p>\n<div class=\"wp-block-image\" style=\"text-align: justify\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-4642 lazyloaded\" title=\"Lo stormo snobbato di cigni neri che popola le catene di approvvigionamento globali\" src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Immagine2.png\" alt=\"Lo stormo snobbato di cigni neri che popola le catene di approvvigionamento globali\" width=\"643\" height=\"248\" data-srcset=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Immagine2.png 643w, https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Immagine2-300x116.png 300w\" data-src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Immagine2.png\" data-sizes=\"(max-width: 643px) 100vw, 643px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0L\u2019aumento dei prezzi all\u2019importazione per i beni soggetti a tariffa \u00e8 stato infatti in buon parte compensato dalla deflazione prevalente in altri settori, accompagnato in numerosi casi anche da una riduzione dei margini di profitto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0Beh, direte voi, allora per forza che gli osservatori accreditati non se ne sono accorti! L\u2019interpretazione alternativa pi\u00f9 corretta \u00e8 che o sono impreparati, visto che l\u2019effetto inflattivo \u2013 anzi meglio tendenzialmente stagflattivo \u2013 dei dazi \u00e8 ampiamente citato in letteratura, o, peggio, sono disattenti oppure ancora, cosa pi\u00f9 probabile, se ne sono semplicemente disinteressati: forse l\u2019unica cosa importante \u00e8, prendendo a prestito un\u2019espressione dal dialetto napoletano, \u201cfare ammuina\u201d: \u201cspostare le cose inutilmente, facendo finta di lavorare\u201d, corredandole poi da un bel po\u2019 di comunicazione trionfalistica per la popolazione del basso impero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Proseguendo, dopo poco, sono poi arrivate le strozzature legate all\u2019interruzione della filiera derivante dalla delocalizzazione della produzione dalla Cina ad altri Paesi asiatici, Vietnam in primis. Delocalizzazione che nell\u2019immediato ha esercitato un parziale effetto calmieratore sulle pressioni inflattive, visto che non erano previste analoghe politiche tariffarie per la maggior parte dei paesi beneficiari, ma che oltre il breve periodo, in aggregato, ha accentuato la tendenza inflazionistica di fondo, fornendo momento ad una dinamica dei prezzi spesso sopita in quei paesi. Un caso specifico \u00e8 quello del Vietnam:<\/p>\n<div class=\"wp-block-image\" style=\"text-align: justify\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-4643 lazyloaded\" title=\"Lo stormo snobbato di cigni neri che popola le catene di approvvigionamento globali\" src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Immagine3.gif\" alt=\"Lo stormo snobbato di cigni neri che popola le catene di approvvigionamento globali\" width=\"701\" height=\"419\" data-src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Immagine3.gif\" \/><\/figure>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Note:<\/strong>\u00a0Annual and monthly variation of consumer prices index in %. <strong>Source:<\/strong>\u00a0General Statistics Office of Vietnam (GSO) and FocusEconomics calculations.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel grafico precedente appare evidente l\u2019impulso inflattivo, che ha portato la crescita dei prezzi al consumo da circa il 2% del secondo trimestre ad oltre il 6% a fine 2019 (quasi triplicati).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Andando oltre si \u00e8 aggiunto (in realt\u00e0 era da tempo presente, pur in situazione di maggior latenza) il tema della transizione verso la decarbonizzazione, che ha preso il sopravvento nella \u201cstimolazione\u201d dei prezzi al consumo in primis in Eurozona. Con effetti inizialmente \u2013 ed immediatamente \u2013 stemperati dal contesto ancora discretamente deflattivo in cui si trovava l\u2019area. Il fenomeno ha anche toccato \u2013 di riflesso diremmo \u2013 gli USA, dove le (giuste, in via di principio) politiche ambientaliste hanno rialzato la testa nonostante Trump.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In particolare, in Eurozona, gi\u00e0 nel 2019 abbiamo visto esplodere i prezzi delle quote di emissioni di gas serra (in primis ovviamente CO2), che rappresentano un altro forte stimolo inflazionistico implicito. Questo, attraverso il canale della produzione di energia elettrica, trasmettendosi per mezzo dei vari spread (dark, spark) con le altre fonti di energia fossile (gas, oil e coal) alle loro capacit\u00e0 produttive, ha influenzato oltre il breve periodo il prezzo di tutte le commodities energetiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Infine, con l\u2019arrivo del Covid, le catene di approvvigionamento globali hanno ricevuto un altro potente colpo. Questa volta per\u00f2 si sono risvegliate, prepotentemente, anche le materie prime agricole e, pi\u00f9 in generale, quelle connesse alle produzioni alimentari (tra cui i cd. \u201ccoloniali\u201d: cacao, caff\u00e8, zucchero, etc.).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019epidemia, con un impatto inizialmente fortemente deflattivo, ha dato il colpo di grazia al quadro complessivo, rappresentando un potente booster per l\u2019inflazione attraverso pi\u00f9 canali: da un lato il default di numerosi operatori economici, non solo di dimensioni ridotte, ha formato delle profonde smagliature e numerosi <a href=\"https:\/\/www.forbes.com\/sites\/walterloeb\/2020\/07\/06\/9274-stores-are-closing-in-2020--its-the-pandemic-and-high-debt--more-will-close\/?sh=50c4b285729f\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">buchi nelle maglie delle catene di fornitura<\/a> e distribuzione a livello globale. Ricordiamo la bancarotta nel 2017 della <a href=\"https:\/\/www.seatrade-maritime.com\/americas\/end-hanjin-shipping-officially-declared-bankrupt\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Hanjin Shipping<\/a>, settimo pi\u00f9 grande operatore dei trasporti con container, specie sulle linee transoceaniche dall\u2019Asia. Per quanto riguarda gli USA, <a href=\"https:\/\/fortune.com\/2020\/06\/29\/companies-filing-bankruptcy-2020-during-coronavirus-pandemic-covid-19-economy-industries\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">tra i tanti nomi<\/a> basti ricordare quello della J.C. Penney Co. e quelli di <a href=\"https:\/\/www.retaildive.com\/news\/retailing-at-the-end-of-the-world-how-large-chains-liquidate\/556273\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Toys R Us, Bon-Ton o di Payless<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dall\u2019altra ha avuto luogo un assottigliamento, determinato indirettamente non solo dai default, del capitale umano impiegato nei settori della logistica e della distribuzione, oltre che in altri settori ad essi collegati. Ci\u00f2 nel momento della ripresa ha rappresentato uno dei forti fattori di freno all\u2019ampliamento \u2013 o meglio ridispiegamento \u2013 dell\u2019offerta, contribuendo a rendere pi\u00f9 anguste e dolorose le gi\u00e0 vistose strozzature presenti e pi\u00f9 forte l\u2019aumento dei costi che tende, dove possibile, ad essere trasferito sui prezzi finali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un fattore pi\u00f9 sottile, ma di assoluta rilevanza, riguarda l\u2019organizzazione della produzione su larga scala che nel tempo si \u00e8 spostata, per gli operatori di maggior successo a livello globale, verso un modello \u201clean\u201d. Il modello di \u201clean production\u201d \u00e8 particolarmente potente e apre la strada a forti riduzioni dell\u2018indicatore di produttivit\u00e0 <a href=\"https:\/\/planet-lean.com\/lean-transformation-mercedes-benz\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">\u201chour per unit\u201d<\/a>. Esso \u00e8, per\u00f2, anche assai fragile e sensibile nel caso di viscosit\u00e0 nelle catene di fornitura: un piccolo ritardo nella fornitura di un componente si riflette in una maggiore complicazione dei processi ed in un forte ritardo nella produzione complessiva. Insomma, un granello di sabbia \u00e8 in grado di fermare un sistema produttivo complesso e di dimensioni rilevanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un ulteriore elemento, assunto a ruolo di tutto rilievo specie in questi ultimi mesi, \u00e8 che la pandemia ha spinto a dilazionare sia gli investimenti \u2013 in nuove navi \u2013 nel settore dello shipping marittimo sia quelli, particolarmente necessari, nelle <a href=\"https:\/\/www.ft.com\/content\/10e71eff-e59c-46fb-a9aa-a480bc86c093\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">infrastrutture portuali<\/a>, infittendo la catena di colli di bottiglia sulle rotte del commercio globale, quelle che trasportano prodotti semilavorati e materie prime sui mercati di trasformazione e consumo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Last but not least<\/em>, l\u2019andamento dei prezzi delle materie prime ha manifestato per diversi anni una crescente vitalit\u00e0. Il punto \u00e8 che il fenomeno si \u00e8 palesato partendo da lontano: era quindi macroscopico e chiaramente visibile, come evidenzia il <a href=\"https:\/\/fred.stlouisfed.org\/series\/PPIACO\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">seguente grafico<\/a> relativo ad un\u2019ampia gamma di commodity.<\/p>\n<div class=\"wp-block-image\" style=\"text-align: justify\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-4644 lazyloaded\" title=\"Lo stormo snobbato di cigni neri che popola le catene di approvvigionamento globali\" src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Immagine4.png\" alt=\"Lo stormo snobbato di cigni neri che popola le catene di approvvigionamento globali\" width=\"584\" height=\"394\" data-srcset=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Immagine4.png 382w, https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Immagine4-300x203.png 300w\" data-src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Immagine4.png\" data-sizes=\"(max-width: 584px) 100vw, 584px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Insomma, nel tempo si sono stratificati e combinati diversi e potenti stimoli inflazionistici, anche di natura strutturale. Di fronte a questa serie di driver inflattivi \u2013 ed abbiamo citato solo i fattori principali \u2013 che sono \u201cemersi\u201d in numerose economie avanzate ed a livello globale, appare surreale che le maggiori autorit\u00e0 monetarie ed i principali osservatori mainstream a livello globale non si siano posti, se non altro, dei seri interrogativi sul tema (fatta salva qualche rara eccezione).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La maggior parte ha invece preferito sminuire, in modo caprino ed utilizzando la forza bruta della propria reputazione (a questo punto danneggiata e parzialmente immeritata), le poche e sparute voci di allarme che comunque si sono sollevate. Si ammetter\u00e0 infatti che di fronte ad una cos\u00ec nutrita pletora di fattori inflattivi anche il pi\u00f9 incallito negazionista di un ciclo \u2013 o di una intensa fiammata \u2013 dei prezzi al consumo in forte ripresa \u201cdeve\u201d essere costretto a calare le braghe.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il timore ora, per\u00f2, \u00e8 che le recenti evoluzioni, combinate con l\u2019esplosione dei prezzi dell\u2019energia \u2013 prima gi\u00e0 elevati \u2013 abbiano un impatto profondo. Non solo sui consumatori finali ma anche sulle imprese i cui margini iniziano a scivolare, visto che le aziende dovranno assorbire almeno transitoriamente alcuni shock per restare sul mercato, piuttosto che scegliere di difendere l\u2019intera profittabilit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Una simile preoccupazione \u00e8 supportatata anche da segnali oggettivi di pi\u00f9 ampio respiro, come la crescita della massa monetaria. L\u2019 \u201cinterruzione\u201d delle serie storiche di M2 comunicate dalla Federal Reserve, che forse (anzi, verosimilmente) temeva di lasciare troppe tracce del suo esperimento monetario ormai iniziato da oltre un decennio e (come io ritengo sia) ora probabilmente fallito, accentua il timore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In effetti mi pareva quasi impossibile che la pi\u00f9 grande e rapida creazione di base monetaria della storia umana, pur riversandosi principalmente in un\u2019<em>asset inflation<\/em> galoppante per oltre un decennio, non iniziasse a toccare anche l\u2019economia reale. Non coinvolgesse anche le catene produttive globali. Questo \u00e8 avvenuto con una graduazione differenziata a seconda dell\u2019integrazione dei vari soggetti nella rete produttiva e delle forniture globale, ma pur sempre con una forza di fondo che rappresenta un denominatore comune.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Bene! Assodato che il fenomeno, pur negato con veemenza di \u201c<a href=\"https:\/\/www.lefrasi.com\/frase\/arthur-schopenhauer-verita-passa-per-gradini-viene-ridicolizzata?bg=p3\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Schopenhaueriana memoria<\/a>\u201d, esiste, la domanda successiva \u00e8: \u201cCui prodest?\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0La risposta potrebbe non essere particolarmente difficile e lo sguardo va alle autorit\u00e0 monetarie che, ora in buona ora in cattiva fede, probabilmente chiudono ed hanno chiuso un occhio di fronte al rischio inflattivo. Come si dice: \u201cnon c\u2019\u00e8 miglior sordo di chi non vuole sentire\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In effetti appare difficile negare che un tasso di inflazione elevato risolverebbe gradualmente i problemi di eccessivo indebitamento che affligge la maggior parte delle economie nel mondo. Il <a href=\"https:\/\/www.iif.com\/Research\/Capital-Flows-and-Debt\/Global-Debt-Monitor\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">rapporto debito\/PIL globale complessivo<\/a> (pubblico + privato) ha raggiunto (<a href=\"https:\/\/www.iif.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Fonte: IIF<\/a>) il 350% ca. e il 400% ca. nelle economie sviluppate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Peraltro le principali banche centrali non hanno mai fatto mistero di cercare condizioni moderatamente inflattive. Il punto \u00e8 che un\u2019inflazione troppo moderata non appare in grado di risolvere i problemi di eccessivo indebitamento globale: la gradualit\u00e0 significherebbe un adattamento troppo veloce dei vari operatori economici ai prezzi pi\u00f9 elevati, nella ricerca di evitare di portare il carico economico sulle proprie spalle. Un\u2019inflazione sostenuta e pi\u00f9 elevata in un intervallo di tempo relativamente breve impedirebbe invece (o almeno smorzerebbe) un simile adattamento, riducendo di fatto \u2013 nella media \u2013 l\u2019onere reale a carico del debitore, trasferito almeno parzialmente sul creditore. Come effetto collaterale, per\u00f2, l\u2019assorbimento del maggiore onere collegato all\u2019aumento dei prezzi al consumo ricadrebbe \u2013 in tutto od in parte \u2013 sugli operatori economici che non sono in grado di imporre, del tutto o parzialmente, i prezzi dei beni che scambiano: in primis le famiglie. Insomma non una bella conclusione dopo che fiumi di liquidit\u00e0 hanno salvato il portafoglio degli investitori, e non si parla di piccoli risparmiatori visto che la\u00a0 classe media statunitense \u00e8 andata rapidamente assottigliandosi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quindi come diceva un nostro illustre politico: \u201cA pensar male si fa peccato, ma ci si azzecca quasi sempre\u201d, perci\u00f2 \u00e8 un peccato veniale pensare che le autorit\u00e0 preposte abbiano deliberatamente liberato il genio della lampada, assecondando, quando non scatenando, pressioni inflattive robuste e per questo pericolose, visto che c\u2019\u00e8 il rischio tangibile \u00a0che la situazione gli scappi di mano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I fatti si dir\u00e0, dove sono i fatti? Beh, la revisione verso l\u2019alto delle proiezioni d\u2019inflazione per il 2021 e successivi, comunicata dalla FED dopo l\u2019ultima riunione del FOMC (settembre 2021) arriva dopo diversi trimestri di narrativa tranquillizzante che sosteneva la transitoriet\u00e0 dell\u2019inflazione. Non pu\u00f2, quindi, non colpire la disinvoltura con la quale la FED ha portato il suo benchmark per la rilevazione del tasso di inflazione, dato dalla previsione dell\u2019indice di prezzo relativo alle PCE (indice dei prezzi relativo alle spese in consumi personali), dal +3,4% di giugno al +4,2% di settembre (l\u2019indice core \u00e8 stato rivisto dal +3,0% al +3,7%). Per il 2022 l\u2019indice \u00e8 stato rivisto dal +2,1% al +2,2% nello stesso periodo ma c\u2019\u00e8 da giurare che, visto il recente andamento di diversi fattori \u2013 prezzi delle materie prime e dei noli marittimi in primis \u2013 le revisioni si succederanno anche per l\u2019anno in parola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A meno che \u2026\u2026 a meno che, innescato eventualmente da una crisi finanziaria tutt\u2019altro che improbabile nel caso le autorit\u00e0 monetarie abbiano fatto male i conti ed i tassi di mercato anticipino quello ufficiali, partendo magari dagli USA non si verifichi un incidente finanziario e, quindi, un episodio recessivo ampio e diffuso, in grado di raffreddare le tensioni sul lato dell\u2019offerta, incapace di fronteggiare il surriscaldamento della rutilante domanda \u201cpost-Covid 19\u201d. Insomma, grazie ai nostri ben pagati aspiranti stregoni della FED, esiste il rischio che le cose si mettano male comunque: una bella scommessa \u201close, lose\u201d.<\/p>\n<p><strong>Fonte: <\/strong><a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/10\/13\/lo-stormo-snobbato-di-cigni-neri-che-popola-le-catene-di-approvvigionamento-globali\/\"><strong>https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/10\/13\/lo-stormo-snobbato-di-cigni-neri-che-popola-le-catene-di-approvvigionamento-globali\/<\/strong><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di La Fionda (Fabrizio Russo) In retrospettiva sembra oggi impossibile che le principali autorit\u00e0 monetarie ed una pletora di osservatori mainstream qualificati non siano riusciti a cogliere, in un tempo peraltro ragionevole e quindi \u201cper tempo\u201d, la progressiva evoluzione delle condizioni di scenario delle principali economie occidentali da sostanzialmente deflattive \u2013 caratteristica propagata con forza pervasiva dal lungo processo di globalizzazione \u2013 a fortemente inflation-friendly. 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