{"id":67947,"date":"2021-10-20T09:00:03","date_gmt":"2021-10-20T07:00:03","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=67947"},"modified":"2021-10-19T09:59:19","modified_gmt":"2021-10-19T07:59:19","slug":"67947","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=67947","title":{"rendered":"LA LUNGA MARCIA DI TAIWAN VERSO IL DISTACCO DALLA CINA"},"content":{"rendered":"<p><strong>di LIMES (Giorgio Cuscito)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"thumbnail\">\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-full wp-post-image\" src=\"https:\/\/cdn.gelestatic.it\/limesonline\/www\/2021\/10\/taiwan_nuclei_geopolitici_formosa_dettaglio.jpg\" alt=\"taiwan_nuclei_geopolitici_formosa_dettaglio\" width=\"820\" height=\"635\" \/><\/p>\n<div class=\"dida-thumbnail\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"meta tag\"><\/div>\n<div class=\"detail\">\n<p class=\"p1\"><strong><span class=\"s6\">S<\/span>toria e geografia legano Taiwan\u00a0<\/strong><span class=\"s2\"><strong>(ufficialmente Repubblica di Cina)<\/strong>\u00a0alla Repubblica Popolare Cinese (Rpc), ma Taipei far\u00e0 di tutto per scongiurare ci\u00f2 che Pechino giudica inevitabile:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.limesonline.com\/rubrica\/taiwan-cina-geopolitica\">l\u2019annessione di Formosa<\/a>\u00a0(antico nome dell\u2019isola), pacifica o\u00a0<a href=\"https:\/\/www.limesonline.com\/rubrica\/come-taiwan-si-difende-dalla-cina\"><i>manu militari<\/i><\/a>. Senza la quale il fu Impero del Centro non potr\u00e0 completare il \u00abrisorgimento\u00bb della nazione cinese entro il 2049, anno del centenario della fondazione della Rpc. Per non subire passivamente le ambizioni di Pechino, il governo di Tsai Ing-wen cerca e trova il sostegno degli Stati Uniti, ora pi\u00f9 che mai impegnati nel contenimento dell\u2019assertivit\u00e0 della Repubblica Popolare nell\u2019Indo-Pacifico. Inoltre, Taipei si dedica allo sviluppo di un\u2019identit\u00e0 esclusivamente taiwanese, il meno possibile connessa al passato condiviso con la Cina continentale. Ci\u00f2 rende Taiwan nodo cruciale della competizione sino-statunitense.<\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p class=\"p5\"><strong>Le priorit\u00e0 di lungo periodo di Taipei sono tre.<\/strong>\u00a0Primo, impedire l\u2019emersione di attori bramosi di\u00a0<a href=\"https:\/\/www.limesonline.com\/cartaceo\/a-chi-serve-taiwan\">destabilizzare Formosa<\/a>\u00a0e di spingerla ad accettare\u00a0<a href=\"https:\/\/www.limesonline.com\/sommari-rivista\/non-tutte-le-cine-sono-di-xi\">l\u2019unificazione con la Cina continentale<\/a>. Secondo, dotarsi di una capacit\u00e0 di deterrenza tale da non essere preda delle potenze regionali. In particolare della Repubblica Popolare e in seconda battuta del Giappone, un tempo colonizzatore di Taiwan e oggi suo conveniente partner in chiave anticinese. Terzo, assicurarsi il libero accesso alle rotte marittime commerciali che connettono Formosa al resto del mondo, inclusa la Cina. La quale resta malgrado tutto il primo socio commerciale taiwanese.<\/p>\n<hr \/>\n<p class=\"p7\"><strong>Allo stesso tempo, gli strateghi della Repubblica Popolare ritengono che dalla presa di Taiwan<\/strong>\u00a0dipendano due traguardi specifici. Il primo consiste nel completo superamento del \u00absecolo delle umiliazioni\u00bb incassate dalla Cina tra la prima guerra dell\u2019oppio (1839-1842) e la fondazione della Repubblica Popolare nel 1949. Tra gli affronti da vendicare rientrano anche la perdita di Taiwan per mano del Giappone e poi la fuga sull\u2019isola dei nazionalisti di Chiang Kai-shek. Fuga alla quale Mao Zedong e i suoi successori non seppero rimediare, a causa delle scarse capacit\u00e0 navali cinesi e dell\u2019opposizione degli Stati Uniti. Il secondo obiettivo \u00e8 strettamente marittimo.<\/p>\n<hr \/>\n<p class=\"p7\"><span class=\"s2\"><strong>Taiwan fungerebbe da scudo a protezione parziale della costa della Repubblica Popolare.<\/strong>\u00a0Inoltre permetterebbe a Pechino\u00a0<a href=\"https:\/\/www.limesonline.com\/cartaceo\/la-cina-naviga-verso-i-mari-lontani\">il libero ingresso nell\u2019Oceano Pacifico<\/a>, che oggi avviene sotto la sorveglianza delle basi militari Usa in Corea del Sud, Giappone e Filippine. Nel lungo periodo, da questi obiettivi dipendono il grado di potenza della Cina e la credibilit\u00e0 di Pechino agli occhi della popolazione. Quindi la sovranit\u00e0 del Partito comunista e del suo leader Xi Jinping, il quale dovrebbe governare il paese anche dopo il Congresso nazionale del 2022. Solo la presa di Taiwan consentirebbe all\u2019attuale presidente di superare Mao nel pantheon del partito e di scongiurare trappole da parte dei suoi rivali (annidati nello Stato profondo cinese) al termine della sua carriera politica.<\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p class=\"p7\"><strong>Il governo taiwanese della presidente Tsai Ing-wen opta per la scelta pi\u00f9 logica:<\/strong>\u00a0stringere i rapporti politici e militari con gli Usa. Washington non intende lasciare che la Cina diventi una potenza marittima compiuta, capace di contenderle il primato talassocratico. Pertanto contribuisce alla trasformazione dell\u2019isola in un \u00abporcospino\u00bb dotato di un numero cos\u00ec elevato di aculei da scoraggiare un\u2019invasione. Taipei aumenta il budget della Difesa, acquista armi statunitensi e prende perfino in considerazione di dotarsi di missili a lungo raggio in grado di colpire la Repubblica Popolare. Non perch\u00e9 sia convinta di poter vincere una guerra convenzionale nello Stretto di Formosa. Piuttosto ritiene che in questo modo imporrebbe al governo cinese costi umani e politici talmente elevati da costringerlo a rinunciare all\u2019invasione.<\/p>\n<hr \/>\n<p class=\"p7\"><strong>Allo stesso tempo, Taipei cerca di imprimere nelle giovani generazioni<\/strong>\u00a0il senso di appartenenza all\u2019isola. Perci\u00f2 sminuisce l\u2019impatto storico della cultura cinese. Pone il dominio di Ming e Qing sul medesimo piano delle colonizzazioni subite da parte di Spagna, Olanda e Giappone tra il XVI e il XX secolo. In pi\u00f9 sottolinea che la Repubblica Popolare non ha mai governato Taiwan. Soprattutto, Tsai non ha neanche mai riconosciuto ufficialmente il \u00abconsenso del 1992\u00bb. Cio\u00e8 il precario compromesso diplomatico con cui quasi vent\u2019anni fa si asseriva l\u2019esistenza di una \u00abuna sola Cina\u00bb (<i>yige Zhongguo<\/i>), senza specificare chi tra Pechino e Taipei ne fosse sovrana.<\/p>\n<hr \/>\n<p class=\"p7\"><span class=\"s2\"><strong>Taipei rinnega in maniera sempre pi\u00f9 netta anche la figura di Chiang Kai-shek<\/strong>\u00a0e il sistema autoritario che aveva imposto a Formosa. Allo stesso tempo esalta il retaggio aborigeno (sebbene difetti di un vero e proprio mito fondativo attorno cui raccogliere la collettivit\u00e0) e alimenta l\u2019idea di una Taiwan globale, faro della democrazia nell\u2019Indo-Pacifico antitetico alla Cina comunista. Perci\u00f2 Tsai vuole che i taiwanesi conoscano talmente bene l\u2019inglese da diventare una \u00abnazione bilingue\u00bb entro il 2030. Nel frattempo, il Kuomintang (Kmt, oggi pi\u00f9 filo-Pechino) non sembra intenzionato a ripensare il modo in cui intercettare il consenso domestico a seguito delle vittorie elettorali del Partito progressista democratico (Ppd) nel 2016 e nel 2020. Al punto che in uno scambio epistolare con Xi, il neoeletto leader del Kmt ha detto che cinesi e taiwanesi sono tutti \u00abfigli dell\u2019imperatore giallo\u00bb, cio\u00e8 appartenenti allo stesso ceppo etnico. Quindi destinati all\u2019unificazione.<\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p class=\"p7\"><strong>L\u2019opinione pubblica la pensa in maggioranza diversamente.<\/strong>\u00a0Secondo un recente sondaggio della National Chengchi University, oltre il 63% degli abitanti si identifica come \u00abtaiwanese\u00bb, il 31% si qualifica come \u00abtaiwanese-cinese\u00bb, mentre solo il 3% si definisce esclusivamente \u00abcinese\u00bb<sup>\u00a01<\/sup>. La maggior parte della popolazione ritiene inoltre che si debba preservare lo status quo, con un sostanziale equilibrio tra quelli che si accontentano di tale condizione (27,5%), quelli secondo cui essa debba portare all\u2019indipendenza (26%) e coloro che preferiscono rimandare ogni decisione al riguardo (28%). Solo il 6% considera necessario raggiungere subito l\u2019indipendenza\u00a0<i>de iure<\/i>. Una porzione ancora minore (1,5%) \u00e8 favorevole all\u2019unificazione il prima possibile. Segno che oggi la priorit\u00e0 dei taiwanesi \u00e8 sopravvivere alle ambizioni della Repubblica Popolare e non innescarne lo sbarco anfibio.<\/p>\n<hr \/>\n<p class=\"p7\"><i>L\u2019importanza di essere Taiwan<\/i><\/p>\n<p class=\"p7\"><span class=\"s2\"><strong>Geograficamente Taiwan \u00e8 crocevia tra Cina continentale, Giappone e Filippine.<\/strong>\u00a0A occidente, l\u2019isola omonima (conosciuta anche come Formosa) dista solo 143 chilometri dalla costa della Repubblica Popolare. A oriente, 108 chilometri la separano dalla nipponica Yonaguni. A sud, il Canale di Bashi (largo 156 chilometri) la divide dalle Filippine.<\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p class=\"p7\"><span class=\"s2\"><strong>Ufficialmente Taipei governa oltre all\u2019isola di Taiwan anche gli arcipelaghi Quemoy<\/strong>\u00a0(Kinmen), Matzu, Pescadores (Penghu), a pochi chilometri dalla costa della Rpc. In pi\u00f9 controlla le Lanyu sul versante orientale di Formosa, le Pratas a sud e ha costruito un avamposto artificiale sull\u2019atollo Itu Aba nelle Spratly. Eppure in questo arcipelago e nelle Paracel la Repubblica Popolare resta prima tra i paesi rivieraschi per allestimento di strutture militari e civili.<\/span><\/p>\n<hr \/>\n<div id=\"attachment_125292\" class=\"wp-caption aligncenter\">\n<p><a href=\"https:\/\/cdn.gelestatic.it\/limesonline\/www\/2021\/10\/di_chi_e_Taiwan_cuscito921.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-125292\" src=\"https:\/\/cdn.gelestatic.it\/limesonline\/www\/2021\/10\/di_chi_e_Taiwan_cuscito921.jpg\" alt=\"Carta di Laura Canali - 2021\" width=\"2000\" height=\"1334\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Carta di Laura Canali \u2013 2021<\/p>\n<\/div>\n<hr \/>\n<p class=\"p7\"><strong>L\u2019isola di Taiwan conta due nuclei geopolitici. Entrambi sono affacciati sulla costa occidentale<\/strong>, che ospita la maggioranza dei 24 milioni di abitanti. Il primo polo \u00e8 il bacino di Taipei, a nord. Qui si trovano l\u2019omonima capitale (fulcro politico del paese) e le municipalit\u00e0 speciali di Taoyuan e Nuova Taipei, agglomerati tra cui scorre il fiume Tamsui. A sud-ovest di Taoyuan, Hsinchu ospita il quartier generale di Taiwan Semiconductor Manufacturing Company (Tsmc), azienda che rappresenta il 54% del mercato fondiario globale dei semiconduttori contenuti nei microchip. Il secondo nucleo geopolitico \u00e8 la pianura di Chianan (o Chiayi-Tainan), situata a sud-ovest. \u00c8 la culla degli indigeni taiwanesi, ma dalla dinastia Qing in poi \u00e8 diventata meta privilegiata degli han dalla terraferma. Chianan comprende Kaohsiung, che ospita il porto pi\u00f9 grande di Taiwan e l\u2019Accademia militare della Repubblica di Cina, aperta nel 1924 dal Kuomintang. Originariamente si chiamava Accademia militare di Whampoa e aveva sede a Guangzhou. Durante il XX secolo, la struttura form\u00f2 la maggior parte dei comandanti (appartenenti sia al Kuomintang sia al Partito comunista) che combatterono i conflitti in Cina. I nazionalisti la spostarono quando si ritirarono a Taiwan.<\/p>\n<hr \/>\n<p class=\"p7\"><strong>Taipei e Kaohsiung sono separate da alcuni rilievi, che si sviluppano longitudinalmente<\/strong>\u00a0nella parte centro-orientale del territorio. Solo alcuni punti della costa occidentale si prestano all\u2019approdo dell\u2019Esercito popolare di liberazione (Epl). Per esempio, tra la capitale e Taichung a settentrione e tra Tainan e Kaohsiung nel meridione. Ragion per cui le basi militari taiwanesi si concentrano da questa parte di Formosa, ospitando il grosso dei 165 mila soldati (pi\u00f9 1,6 milioni in riserva) arruolati nelle Forze armate taiwanesi. La costa orientale di Formosa \u00e8 invece pi\u00f9 frastagliata e meno abbordabile in caso di sbarco da parte dell\u2019Epl, il quale per\u00f2 si addestra per circondare tutta Taiwan e opporsi all\u2019intervento navale e aereo di Usa e Giappone.<\/p>\n<hr \/>\n<p class=\"p7\"><strong>Taiwan \u00e8 composta al 96,5% da abitanti di etnia han.<\/strong>\u00a0I loro avi appartenevano a quattro sottogruppi: gli hoklo (o holo) originari del Fujian e gli hakka del Guangdong arrivati in epoca Ming e Qing; i cinesi della terraferma approdati dopo il 1945 e soprattutto quelli fuggiti al seguito di Chiang Kai-shek dopo la fondazione della Repubblica Popolare, nel 1949. Gli aborigeni austronesiani rappresentano solo il 2,5% della popolazione. Per Pechino invece i taiwanesi discendono dal popolo yue, originario del Sud della Cina. A ogni modo, nel corso dei secoli i matrimoni interetnici hanno ridotto la differenza tra i quattro gruppi e fatto s\u00ec che oggi il 70% della popolazione abbia nel proprio sangue qualcosa di aborigeno. L\u201983% dei taiwanesi parla mandarino, l\u201981% usa il dialetto hokkien (quello degli hoklo), il 7% l\u2019hakka (utilizzato particolarmente nella contea di Hsinchu) e solo 1,4% comunica con le lingue indigene (molto diffuse nelle contee di Taitung e di Hualien)<sup>\u00a02<\/sup>. La particolare composizione etnica dell\u2019isola dipende dalla tormentata epopea taiwanese.<\/p>\n<hr \/>\n<div id=\"attachment_125306\" class=\"wp-caption aligncenter\">\n<p><a href=\"https:\/\/cdn.gelestatic.it\/limesonline\/www\/2021\/10\/la_grande_cina_cuscito921.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-125306\" src=\"https:\/\/cdn.gelestatic.it\/limesonline\/www\/2021\/10\/la_grande_cina_cuscito921.jpg\" alt=\"Carta di Laura Canali - 2021\" width=\"1556\" height=\"1043\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Carta di Laura Canali \u2013 2021<\/p>\n<\/div>\n<hr \/>\n<p><i>Da Formosa a Repubblica di Cina<\/i><\/p>\n<p class=\"p7\"><strong>Stando alla versione di Taipei, si sa poco della storia precedente l\u2019approdo dei coloni europei<\/strong>\u00a0dal XVI secolo in poi. L\u2019isola era popolata da aborigeni malayo-polinesiani e le visite di marinai, pescatori e pirati cinesi erano sporadiche<sup>\u00a03<\/sup>. Pechino invece sostiene che gli indigeni taiwanesi siano discendenti del popolo yue della Cina meridionale e che gi\u00e0 nel periodo dei Tre regni (220-265) il sovrano Sun Quan avesse inviato sull\u2019isola soldati e funzionari<sup>\u00a04<\/sup>. Di certo vi \u00e8 che nel 1544 i marinai portoghesi furono i primi europei a sbarcare a Taiwan e la chiamarono\u00a0<i>Llha formosa<\/i>, cio\u00e8 \u00abIsola bella\u00bb. Nel 1624, la Compagnia olandese delle Indie Orientali install\u00f2 un avamposto nell\u2019odierna Anping, nella parte sud-occidentale dell\u2019isola. La sua presenza incentiv\u00f2 l\u2019arrivo dei cinesi del Fujian, i quali iniziarono a lavorare nei campi di riso e canna da zucchero. Rapidamente il porto di Tayouan divent\u00f2 un fondamentale punto di connessione con il resto del mondo. Nel 1626, gli spagnoli si insediarono al Nord, per poi essere estromessi dagli olandesi nel 1642. Alcuni storici ritengono che \u00abTayouan\u00bb fosse il nome con cui gli aborigeni indicavano gli stranieri. Altri ritengono si trattasse del nome della trib\u00f9 che abitava quel territorio<sup>\u00a05<\/sup>. Da questa parola origina probabilmente il nome \u00abTaiwan\u00bb<i>,\u00a0<\/i>che significa letteralmente \u00abBaia terrazzata\u00bb. Considerato che l\u2019isola non dispone di spiagge particolarmente ampie, la dicitura potrebbe essere un segno di quanto poco i cinesi conoscessero il posto.<\/p>\n<hr \/>\n<p class=\"p7\"><span class=\"s2\"><strong>Del resto in quel periodo Formosa non era in cima ai pensieri dell\u2019Impero del Centro<\/strong>, concentrato sulla preservazione della stabilit\u00e0 interna e poco interessato a minacce e opportunit\u00e0 derivanti dall\u2019esplorazione marittima. La dinastia Ming croll\u00f2 nel 1644, sopraffatta da quella Qing, che riunific\u00f2 il Nord della Cina. La conquista della parte meridionale dell\u2019impero prosegu\u00ec fino alla fine del regno dell\u2019imperatore Shunzhi nel 1661. L\u2019anno dopo il comandante Koxinga (Zheng Chenggong), fedele ai Ming, guid\u00f2 un grande esercito da Xiamen e Quemoy verso Taiwan, sconfisse gli olandesi e prese il controllo dell\u2019isola. Ci\u00f2 attir\u00f2 l\u2019ira dei Qing, i quali per vent\u2019anni prepararono la conquista di Formosa. L\u2019imperatore Kangxi pose prima fine alle rivolte dei tre feudatari (1673-1681), che provenivano dallo Yunnan, dal Guangdong e dal Fujian. Nel frattempo, addestrava la sua armata allo sbarco e conduceva attivit\u00e0 politiche, economiche e diplomatiche per isolare Formosa e convincere i suoi abitanti dell\u2019inevitabilit\u00e0 della conquista. La combinazione di questi fattori consent\u00ec a Kangxi di riprendere Taiwan nel 1683 e di annetterla l\u2019anno dopo come prefettura della provincia del Fujian. Quell\u2019esperienza \u00e8 restata impressa nella memoria degli strateghi cinesi al punto da essere analizzata nel 2020 dallo storico Deng Tao sulla rivista\u00a0<i>Xuexi Shibao<\/i>, edita dalla Scuola centrale del Partito comunista. Il sottinteso di quel saggio \u00e8 che anche oggi a Pechino non basta l\u2019uso della forza per prendere Formosa<sup>\u00a06<\/sup>.<\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p class=\"p7\"><span class=\"s2\"><strong>Il trattato di Shimonoseki del 1895 pose fine alla prima guerra sino-giapponese<\/strong>\u00a0e obblig\u00f2 i Qing a cedere Taiwan, le Pescadores, la penisola del Liaodong e l\u2019arcipelago Senkaku\/Diaoyu al paese del Sol Levante. La vicenda acceler\u00f2 la parabola discendente dell\u2019impero (capitoler\u00e0 nel 1911) e segn\u00f2 profondamente la memoria collettiva cinese. Ancora oggi la Repubblica Popolare considera quelle invasioni come la prova di quanto sia importante dotarsi di una Marina all\u2019avanguardia. Il Giappone impieg\u00f2 un decennio per sedare le proteste di hakka e hoklo a Taiwan, per poi governarla alla maniera militare. Lo scopo era attingere alle risorse naturali taiwanesi, non instaurarvi un sistema democratico. L\u2019isola divenne presto fonte di profitto e\u00a0<\/span><span class=\"s8\">T<\/span><span class=\"s9\">\u014d<\/span><span class=\"s8\">ky<\/span><span class=\"s9\">\u014d<\/span><span class=\"s2\">decise di potenziare infrastrutture e industria locali. Al punto che segni dell\u2019architettura giapponese sono rintracciabili nei suoi principali poli urbani. L\u2019attuale palazzo del governo taiwanese a Taipei era la sede del potere coloniale nipponico. I giapponesi imposero la loro pedagogia nelle scuole per ridimensionare l\u2019impatto della cultura cinese. Nel complesso, i taiwanesi non disdegnavano le loro condizioni di vita, ma agli inizi del XX secolo iniziarono a dibattere di identit\u00e0 taiwanese e d\u2019indipendenza.<\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p class=\"p7\"><span class=\"s2\"><strong>Lo scoppio della seconda guerra mondiale e di quella sino-giapponese<\/strong>\u00a0coinvolsero direttamente l\u2019isola. I nipponici la impiegarono nel conflitto con gli Usa nel Pacifico e dallo Stretto di Luzon facevano rotta per le Filippine. Oltre 200 mila taiwanesi combatterono al servizio del paese del Sol Levante tra il 1937 e il 1945. Taipei attende ancore le scuse di\u00a0<\/span><span class=\"s8\">T<\/span><span class=\"s9\">\u014d<\/span><span class=\"s8\">ky<\/span><span class=\"s9\">\u014d<\/span><span class=\"s2\">\u00a0per le duemila \u00abdonne di conforto\u00bb costrette a seguire i soldati giapponesi. Nel frattempo, sull\u2019isola il programma di \u00abnipponizzazione\u00bb fu potenziato. Questo implicava l\u2019imposizione di nomi e abiti tipici del Giappone e la preservazione di santuari scintoisti nelle case.<\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p class=\"p7\"><span class=\"s2\"><strong>La Cina, diventata Repubblica nel 1912, riprese il controllo di Taiwan nel 1945<\/strong>\u00a0e rivendic\u00f2 la sovranit\u00e0 su tutti i territori un tempo dei Qing, che conferivano al paese la forma a \u00abfoglia di begonia\u00bb. Essa comprendeva luoghi ormai sotto il dominio altrui, tra cui la Mongolia, una parte di territorio russo a nord del fiume Amur, il Tibet meridionale (conteso con l\u2019India), una sezione del Myanmar e la parte occidentale delle montagne del Pamir oggi diviso tra Afghanistan e Tagikistan. Tuttavia il paese era dilaniato dalla guerra civile. I comunisti guidati da Mao costrinsero i nazionalisti di Chiang alla ritirata e nel 1949 fondarono la Repubblica Popolare. Quello stesso anno, sulle isole Quemoy i seguaci di Chiang respinsero l\u2019offensiva comunista, rifugiandosi stabilmente a Taiwan. Da qui reclamarono la sovranit\u00e0 della Repubblica di Cina su tutta la \u00abfoglia di begonia\u00bb, assurta a simbolo identitario.<\/span><\/p>\n<hr \/>\n<div id=\"attachment_125291\" class=\"wp-caption aligncenter\">\n<p><a href=\"https:\/\/cdn.gelestatic.it\/limesonline\/www\/2021\/10\/La_foglia_di_begonia_cuscito921.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-125291\" src=\"https:\/\/cdn.gelestatic.it\/limesonline\/www\/2021\/10\/La_foglia_di_begonia_cuscito921.jpg\" alt=\"Carta di Laura Canali - 2021\" width=\"1734\" height=\"2601\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Carta di Laura Canali \u2013 2021<\/p>\n<\/div>\n<hr \/>\n<p><span class=\"s2\"><strong>A causa della scarsa capacit\u00e0 navale cinese, la Repubblica Popolare<\/strong>\u00a0perse la prima opportunit\u00e0 di prendere Taiwan. La seconda occasione si present\u00f2 nel 1950, con lo scoppio della guerra tra la Corea del Nord e quella del Sud, rispettivamente appoggiate da Unione Sovietica e Stati Uniti. All\u2019epoca i soldati cinesi nel Fujian si addestravano all\u2019invasione dell\u2019isola. Dopo che le truppe di P\u2019y<\/span><span class=\"s8\">\u014f<\/span><span class=\"s2\">ngyang superarono il 38\u00b0 parallelo, gli Usa reagirono. Il contingente Onu a guida americana riusc\u00ec a ricacciare indietro i soldati nordcoreani e ad arrivare alla loro capitale. Nel frattempo, il presidente statunitense Harry S. Truman aveva inviato la Settima flotta nello Stretto di Formosa per impedire che Pechino approfittasse del conflitto in corso per sbarcare a Taiwan. A quel punto Mao decise di rimandare l\u2019invasione sull\u2019isola, ritenendo pi\u00f9 importante impedire agli americani di giungere fino al confine sino-coreano. I soldati cinesi varcarono il fiume Yalu, costrinsero gli Usa alla ritirata e occuparono temporaneamente Seoul per poi essere respinti nuovamente a nord del 38\u00b0 parallelo. La firma dell\u2019armistizio tra le due Coree nel 1953 pose fine ai combattimenti. Pechino oggi celebra quell\u2019intervento come la \u00abguerra di resistenza all\u2019aggressione americana\u00bb, ma in realt\u00e0 si tratta dell\u2019ennesima volta in cui non riusc\u00ec a prendere Taiwan. Ancora oggi, per gli strateghi cinesi il controllo di Quemoy resta propedeutico a un eventuale sbarco anfibio a Formosa.<\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p class=\"p7\"><span class=\"s2\"><strong>Il trattato di San Francisco del 1951 costrinse il Giappone a rinunciare a Taiwan<\/strong>\u00a0e alle isole Penghu, senza stabilire per\u00f2 se queste dovessero essere controllate dalla Cina repubblicana o da quella socialista. Il Giappone le considerava parte delle Nansei, le quali finirono sotto il controllo Usa e furono riconsegnate a\u00a0<\/span><span class=\"s8\">T<\/span><span class=\"s9\">\u014d<\/span><span class=\"s8\">ky<\/span><span class=\"s9\">\u014d<\/span><span class=\"s2\">nel 1971. Tali eventi acuirono la disputa per le Diaoyu\/Senkaku, oggi territorio giapponese rivendicato da Pechino e in maniera pi\u00f9 sottile da Taipei.<\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p class=\"p7\"><strong>I due conflitti avvenuti rispettivamente tra il 1954 e il 1958<\/strong>\u00a0(le cosiddette due crisi dello stretto) consentirono ai comunisti di togliere ai nazionalisti gli isolotti di Yijiangshan e Dachen, ma non di prendere Formosa. Per 36 anni, il Kuomintang domin\u00f2 Taiwan in maniera autoritaria, tramite la legge marziale. La sua abolizione nel 1987 determin\u00f2 un drastico cambiamento del sistema politico, di cui entrarono a far parte i partiti d\u2019opposizione, incluso il Ppd. In quel periodo, Pechino riteneva di poter assorbire Taiwan pacificamente. Perci\u00f2 svilupp\u00f2 il modello di \u00abun paese, due sistemi\u00bb e lo adott\u00f2 a Hong Kong e Macao, restituite da Regno Unito e Portogallo rispettivamente nel 1997 e nel 1999. In quegli anni, il dibattito taiwanese si concentr\u00f2 sul contrasto tra l\u2019identit\u00e0 imperniata sulla cultura cinese e il processo di \u00abindigenizzazione\u00bb, il cui scopo era provare l\u2019unicit\u00e0 di Taiwan.<\/p>\n<hr \/>\n<p class=\"p7\"><span class=\"s2\"><strong>L\u2019adozione del principio di \u00abuna sola Cina\u00bb nel 1992 non concluse la disputa tra Pechino e Taipei<\/strong>\u00a0ma segn\u00f2 la fine delle ambizioni di quest\u2019ultima sui territori della Repubblica Popolare. Tale cambiamento ebbe delle ripercussioni sulla cartografia taiwanese. All\u2019epoca le mappe della Repubblica di Cina prevedevano un riquadro raffigurante i confini affermati da Pechino. I manuali di storia sottolineavano l\u2019importanza degli han e della dinastia Qing nell\u2019epopea taiwanese. Allo stesso tempo non trascuravano il contributo culturale degli indigeni e degli altri coloni.<\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p class=\"p7\"><strong>I test missilistici cinesi condotti tra il 1995 e il 1996 (la terza crisi nello Stretto)<\/strong>\u00a0alimentarono il senso di appartenenza dei taiwanesi all\u2019isola. Di due vettori lanciati dalle Forze armate cinesi si persero le tracce. Pechino imput\u00f2 la responsabilit\u00e0 agli Usa, che avrebbero danneggiato la comunicazione del sistema Gps installato su di essi. Pi\u00f9 tardi quella \u00abumiliazione\u00bb funger\u00e0 da leva motivazionale per il dispiegamento su scala globale di satelliti Beidou, interamente\u00a0<i>made in China<\/i><sup>\u00a07<\/sup>.<\/p>\n<hr \/>\n<p class=\"p7\"><strong>Negli stessi anni, Taiwan trov\u00f2 una preziosa nicchia nel settore tecnologico.<\/strong>\u00a0Taiwan Semiconductor Manufacturing Company (Tsmc) si concentr\u00f2 sulla lavorazione dei semiconduttori per conto di imprese straniere. Prese piede il cosiddetto modello\u00a0<i>fabless<\/i>, in base a cui diversi colossi di settore si concentrarono sullo sviluppo del design dei circuiti integrati per poi usufruire delle fabbriche taiwanesi. In questo modo, Tsmc acquis\u00ec un ruolo determinante nella filiera tecnologica. Ruolo che preserva ancora oggi.<\/p>\n<hr \/>\n<div id=\"attachment_125294\" class=\"wp-caption aligncenter\">\n<p><a href=\"https:\/\/cdn.gelestatic.it\/limesonline\/www\/2021\/10\/La_pressione_cinese_su-Taiwan__cuscito921.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-125294\" src=\"https:\/\/cdn.gelestatic.it\/limesonline\/www\/2021\/10\/La_pressione_cinese_su-Taiwan__cuscito921.jpg\" alt=\"Carta di Laura Canali - 2021\" width=\"1715\" height=\"2600\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Carta di Laura Canali \u2013 2021<\/p>\n<\/div>\n<hr \/>\n<p><strong>Nel 2000, Chen Shui-bian \u00e8 diventato il primo capo del Ppd a essere eletto presidente<\/strong>. L\u2019anno dopo il Kuomintang, ormai il partito taiwanese pi\u00f9 favorevole al riavvicinamento a Pechino, ha perso per la prima volta la maggioranza\u00a0dei voti, superato dal Ppd, che si concentrava sulla definizione dell\u2019identit\u00e0 taiwanese. Ciononostante, la coalizione del Kmt dominava ancora in parlamento. Nel frattempo, gli scambi economici con la Repubblica Popolare crescevano in maniera esponenziale. Nel 2002, Taipei ha smesso di pubblicare la \u00abmappa completa della Repubblica di Cina\u00bb, che includeva i territori controllati fino al 1912, e ha diffuso quella sulla \u00abregione di Taiwan\u00bb, comprendente l\u2019isola omologa, le Penghu, Kinmen, Matsu, Pratas e due atolli nelle Spratly. La \u00abfoglia di begonia\u00bb ha perso la sua iconicit\u00e0 a favore della forma di \u00abpatata dolce\u00bb, associata a Formosa. Nei libri di storia la parola \u00abCina\u00bb ha sostituito il termine \u00abil nostro paese\u00bb, prima usato per indicare le rivendicazioni sulla terraferma. Il presidente Ma Ying-jeou, a capo del Kmt ed eletto nel 2008, era per\u00f2 accusato di voler rafforzare eccessivamente i rapporti con Pechino. Il vertice tra Ma e Xi nel 2015 a Singapore \u00e8 stato il primo tra i leader dei due governi 66 anni dopo la guerra civile. Contestualmente Taipei ha avviato una revisione dei manuali scolastici al fine di ribadire la connessione con la terraferma. Le proteste di professori e studenti non sono bastate ad alterare tale processo.<\/p>\n<hr \/>\n<p class=\"p7\"><span class=\"s2\"><strong>Nel 2016, Taiwan ha sub\u00ecto un\u2019inversione di rotta con l\u2019elezione di Tsai Ing-wen,<\/strong>\u00a0la cui campagna elettorale poneva l\u2019accento sul senso di appartenenza all\u2019isola. Il Partito progressista democratico ha guadagnato per la prima volta la maggioranza assoluta nel parlamento. Entrata in carica, Tsai si \u00e8 rifiutata di riconoscere il principio di \u00abuna sola Cina\u00bb. Tra i suoi provvedimenti rientravano anche l\u2019annullamento delle linee guida scolastiche approvate dal Kmt e una nuova revisione pedagogica. Non a caso i media di Pechino affermano che i manuali taiwanesi comprimono eccessivamente la storia cinese dalle origini fino alla dinastia Tang<sup>\u00a08<\/sup>.<\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p class=\"p7\"><span class=\"s7\"><strong>A quel punto si \u00e8 registrata un\u2019intensificazione delle misure per rendere Taiwan<\/strong>\u00a0meno sinocentrica. Nel 2017 Taipei ha introdotto l\u2019atto per lo sviluppo delle lingue indigene, per tutelare l\u2019identit\u00e0 delle 16 trib\u00f9 riconosciute ufficialmente a Taiwan. L\u2019anno dopo il governo ha stabilito un piano affinch\u00e9 la popolazione diventi bilingue entro il 2030; cio\u00e8 che parli correntemente non solo il mandarino ma anche l\u2019inglese. Contestualmente la Repubblica Popolare ha intensificato le operazioni militari nello Stretto di Formosa. Il rinnovato timore locale verso Pechino e le ennesime proteste scoppiate a Hong Kong (ormai assorbita nei gangli della Repubblica Popolare) hanno alimentato il malumore a Taiwan verso la Repubblica Popolare e assicurato nuovamente a Tsai la vittoria nelle elezioni presidenziali del 2020. Ci\u00f2 ha innescato altre iniziative per sminuire contemporaneamente nessi pi\u00f9 o meno diretti con la Repubblica Popolare e con il regime del Kuomintang. Per esempio, la modifica della copertina dei passaporti. Qui la scritta \u00abRepublic of China\u00bb \u00e8 stata rimpicciolita per non essere confusa con \u00abPeople\u2019s Republic of China\u00bb, mentre\u00a0<i>Zhonghua minguo<\/i>\u00a0(Repubblica di Cina) e il nome \u00abTaiwan\u00bbsono stati ingranditi. Successivamente \u00e8 iniziato il dibattito sull\u2019adozione di un nuovo emblema nazionale, poich\u00e9 l\u2019attuale origina da quello del Kuomintang. Ora Taipei prende in considerazione la rimozione della statua di Chiang Kai-shek dal centro della capitale. A conferma del tentativo del governo in carica di stabilire una nuova pedagogia.<\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p class=\"p7\"><strong>Taiwan tenta di fuggire dal proprio passato per non essere preda delle ambizioni geopolitiche<\/strong>\u00a0di Pechino. Tale proposito \u00e8 agevolato dalla postura sempre pi\u00f9 assertiva della Repubblica Popolare, la quale oggi invia periodicamente caccia e navi attorno a Formosa. Il quotidiano cinese\u00a0<i>Global Times<\/i>\u00a0sostiene provocatoriamente che in futuro l\u2019Epl inizier\u00e0 a sorvolare l\u2019isola<sup>\u00a09<\/sup>\u00a0per obbligare Taipei a una scelta: accettare il passaggio dei velivoli \u2013 e quindi implicitamente la sovranit\u00e0 di Pechino \u2013 oppure aprire il fuoco, giustificando cos\u00ec il contrattacco della Repubblica Popolare.<\/p>\n<hr \/>\n<p class=\"p7\"><span class=\"s2\"><strong>Posto che l\u2019Epl non si \u00e8 mai cimentato in uno sbarco anfibio<\/strong>\u00a0(la pi\u00f9 complessa delle operazioni militari) e che quasi certamente questo sarebbe ostacolato da Usa e Giappone, in caso di effettivo approdo a Formosa oggi Pechino dovrebbe fare i conti con l\u2019opposizione degli abitanti e, nella peggiore delle ipotesi, con una guerra civile. Sempre che i taiwanesi siano realmente disposti a sacrificare le proprie vite per Taiwan. Se Pechino riuscisse a superare anche questo ostacolo, conseguirebbe un grande risultato strategico. Allo stesso tempo rischierebbe di accorpare un\u2019altra regione instabile al pari di Tibet, Xinjiang e Hong Kong. Quindi avrebbe un\u2019altra collettivit\u00e0 da assimilare. Con la differenza che Pechino riprese il controllo dei primi due territori nella fase di transizione subito dopo la fondazione della Repubblica Popolare e che il Porto Profumato fu restituito pacificamente dal Regno Unito. Soprattutto, quei territori non hanno mai avuto la medesima rilevanza che Formosa ha nella competizione sino-statunitense. Infine, la conquista\u00a0<i>manu militari<\/i>\u00a0di Taiwan danneggerebbe seriamente il\u00a0<i>soft power<\/i>\u00a0della Repubblica Popolare, esponendo una delle pi\u00f9 grandi lacune che segnano le ambizioni di potenza cinesi: la mancanza di una missione con cui legittimare il proprio ruolo nel mondo a prescindere dal suo enorme potenziale economico.<\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p class=\"p7\"><strong>L\u2019unico modo in cui la Repubblica Popolare potrebbe conseguire un effettivo successo<\/strong>\u00a0sarebbe tramite l\u2019unificazione basata sul consenso dei taiwanesi. Alla quale peraltro gli Usa farebbero fatica a opporsi. Tuttavia, ci\u00f2 presupporrebbe un netto ripensamento della tattica di Pechino verso Taiwan. Magari con una cosmetica rinuncia all\u2019unificazione e con la coltivazione di solide e silenziose quinte colonne sull\u2019isola, per persuadere i taiwanesi a riabbracciare la Cina continentale. Considerato l\u2019incremento delle manovre militari di Pechino nello Stretto di Formosa, oggi un simile scenario pare assai improbabile. Insomma, il complesso processo di formazione dell\u2019identit\u00e0 taiwanese resta il principale ostacolo alla presa di Taiwan. E quindi al \u00abrisorgimento\u00bb della Repubblica Popolare.<\/p>\n<hr \/>\n<div id=\"attachment_125293\" class=\"wp-caption aligncenter\">\n<p><a href=\"https:\/\/cdn.gelestatic.it\/limesonline\/www\/2021\/10\/Nuclei_geopolitici_di_Taiwan_cuscito921.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-125293\" src=\"https:\/\/cdn.gelestatic.it\/limesonline\/www\/2021\/10\/Nuclei_geopolitici_di_Taiwan_cuscito921.jpg\" alt=\"Carta di Laura Canali - 2021\" width=\"2000\" height=\"1334\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Carta di Laura Canali \u2013 2021<\/p>\n<\/div>\n<hr \/>\n<p class=\"p10\"><strong>Note:<\/strong><\/p>\n<p class=\"p10\">1. \u00abTaiwanese \/ Chinese Identity (1992\/06-2021\/06)\u00bb, Election Study Center, National Chengchi University, 20\/7\/2021.<\/p>\n<p class=\"p10\">2. The 2010 Population and Housing Census, National Statistics, Republic of China (Taiwan).<\/p>\n<p class=\"p10\">3. Cfr. Sintesi della storia di Taiwan dalla pagina ufficiale del governo taiwanese,\u00a0<a href=\"https:\/\/bit.ly\/3uyCNJj\">bit.ly\/3uyCNJj<\/a><\/p>\n<p class=\"p10\">4. Cfr. \u00abBasic facts about Taiwan\u00bb, Ufficio per le questioni taiwanesi del Consiglio di Stato della Repubblica Popolare Cinese, 28\/7\/2020,\u00a0<a href=\"https:\/\/bit.ly\/39XXKnv\">bit.ly\/39XXKnv<\/a><\/p>\n<p class=\"p10\">5. Cfr. J. Manthorpe,\u00a0<i>Forbidden nation: A history of Taiwan<\/i>, New York 2005, St. Martin\u2019s Press Griffin.<\/p>\n<p class=\"p10\">6. Cfr. G. Cuscito, \u00abI Qing insegnano: per la Cina non \u00e8 tempo di invadere Taiwan\u00bb,\u00a0<i>limesonline.com,\u00a0<\/i>22\/5\/2020.<\/p>\n<p class=\"p10\">7. M. Chan, \u00abUnforgettable humiliation\u2019 led to development of GPS equivalent\u00bb,\u00a0<i>South China Morning Post<\/i>, 13\/11\/2009.<\/p>\n<p class=\"p10\">8. Fan Anqi, \u00abOmission of Chinese history in Taiwan textbooks opposed in island\u00bb,\u00a0<i>Global Times<\/i>, 9\/9\/2020.<\/p>\n<p class=\"p10\">9. \u00abWojun zhanji zhongjiu yao feiyue tai dao. Taijun kaihuo yiweizhe huimie\u00bb (\u00abI nostri caccia alla fine voleranno sopra Taiwan. Se Taiwan aprisse il fuoco significherebbe la distruzione dell\u2019isola\u00bb),\u00a0<i>Huanqiu Shibao<\/i>, 13\/9\/2021.<\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.limesonline.com\/cartaceo\/la-lunga-marcia-di-taiwan-verso-il-distacco-dalla-cina\">https:\/\/www.limesonline.com\/cartaceo\/la-lunga-marcia-di-taiwan-verso-il-distacco-dalla-cina<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LIMES (Giorgio Cuscito) &nbsp; Storia e geografia legano Taiwan\u00a0(ufficialmente Repubblica di Cina)\u00a0alla Repubblica Popolare Cinese (Rpc), ma Taipei far\u00e0 di tutto per scongiurare ci\u00f2 che Pechino giudica inevitabile:\u00a0l\u2019annessione di Formosa\u00a0(antico nome dell\u2019isola), pacifica o\u00a0manu militari. Senza la quale il fu Impero del Centro non potr\u00e0 completare il \u00abrisorgimento\u00bb della nazione cinese entro il 2049, anno del centenario della fondazione della Rpc. Per non subire passivamente le ambizioni di Pechino, il governo di Tsai Ing-wen&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":99,"featured_media":17273,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/LIMES-e1476615027799.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/s7ZaJ4-67947","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/67947"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/99"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=67947"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/67947\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":67949,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/67947\/revisions\/67949"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/17273"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=67947"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=67947"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=67947"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}