{"id":67952,"date":"2021-10-20T09:41:05","date_gmt":"2021-10-20T07:41:05","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=67952"},"modified":"2021-10-19T18:46:37","modified_gmt":"2021-10-19T16:46:37","slug":"il-capitalista-e-un-delinquente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=67952","title":{"rendered":"Il capitalista \u00e8 un delinquente"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE<\/strong> (Alessio Mannino)<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><span style=\"font-size: 14pt\">Contro l\u2019era della statistica, l\u2019impero dell\u2019economia, il liberalismo. Alessio Mannino minaccia il nostro grigio, quieto vivere. Per fortuna<\/span><\/p>\n<p class=\"has-drop-cap\"><em>Gi\u00e0: la libert\u00e0 \u00e8 terribile. \u00c8 il grande gioco, il ghigno, la burla. \u00c8 l\u2019ascia con cui foggiamo il nostro destino. Ridurla ai crismi del liberalismo \u00e8 un obbrobrio, l\u2019oblio della libert\u00e0, venderla al solo criterio del denaro, all\u2019etica della statistica, a chi propala illusioni, orrore, orrore. Non siamo fatto per l\u2019Eden, ricrearlo in vitro \u2013 magari con un Adamo robotizzato, trans-umano \u2013 \u00e8 diabolico: il mondo liberale ha ideato una societ\u00e0 illiberale, retta dall\u2019ideologia dell\u2019\u2018uomo nuovo\u2019, corrotta da fedi spurie, fatue che hanno sostituito il rigore della tradizione, la lascivia del niente al posto della disciplina. Ora.\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/author\/mannino-al\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" data-type=\"URL\" data-id=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/author\/mannino-al\/\"><strong>Alessio Mannino<\/strong>\u00a0\u2013 nome non ignoto a chi legge ID<\/a>\u00a0\u2013 ha scritto un libro che mette in riga i mentecatti delle sorti progressive come quelli del tramonto a tutti i costi, un libro ruvido e rigoroso, senza ricami, scritto come un codice marziale.\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.edizionilavela.it\/prodotto\/disciplina-del-caos-come-uscire-dal-labirinto-del-pensiero-unico-liberale\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" data-type=\"URL\" data-id=\"https:\/\/www.edizionilavela.it\/prodotto\/disciplina-del-caos-come-uscire-dal-labirinto-del-pensiero-unico-liberale\/\">S\u2019intitola \u201cDisciplina del Caos\u201d<\/a><\/strong>\u00a0\u2013 il sottotitolo \u00e8 biecamente didascalico: \u201cCome uscire dal labirinto del pensiero liberale\u201d \u2013 e lo stampa La Vela (vivaddio); se lo avesse pubblicato, chess\u00f2, Adelphi sarebbe lo strumento \u2018politico\u2019 \u2013 dunque: teologico \u2013 con cui sovvertire questo tempo inferiore ed edificare il prossimo. Mannino, che ha il delitto di schermarsi \u2013 \u201cchi scrive pratica l\u2019arte minore del giornalismo\u201d: ergo, sa scrivere, schietto, sagace, violento, per fortuna del lettore \u2013, ci spiega perch\u00e9 il nostro \u00e8 un mondo da piagati, da pagati un tanto al chilo, pallido, infine, al netto del turismo per tutti; ci spiega perch\u00e9 \u00e8 bene cestinare Hegel e leggersi per bene il suo antico compagno di banco, H\u00f6lderlin; perch\u00e9 \u00e8 utile ritenersi nietzscheani e mai thatcheriani, perch\u00e9 l\u2019uomo \u00e8 fatto per la tragedia non per l\u2019inedia, perch\u00e9 i soldi non compreranno mai la dignit\u00e0 di una vita votata al rischio. Un libro, infine, che morde, che parte dalla dimensione sociale \u2013 economica, politica \u2013 per giungere a quella morale:<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cMantenere la parola garantisce la fiamma originaria, ma senza l\u2019afflusso vitale d\u2019amore l\u2019onore difetta di anima, si irrigidisce, degenera in doverismo. Mentre amare senza impegno, saltando da un\u2019eccitazione all\u2019altra, \u00e8 solo triste avventurismo dell\u2019ego. Onorare e amare esigono un apprendistato, necessitano di maestri, chiamano a mettere in comune il tesoro che ciascuno porta in dote\u201d.<\/em><\/p>\n<p><em>Per sostenere l\u2019impeto del suo pensare che va per oltre 400 pagine \u2013 cristallina anamnesi del \u2018nostro tempo\u2019, con bomba X in faccia ai mondani, ai ricchi servi, agli intellettuali di corte \u2013 suddivise in capitoli brevi, brillanti, bombaroli, Mannino conclude il libro con interviste, tra gli altri, a Franco Cardini, Carlo Freccero, Paolo Ercolani. Tuttavia, \u00e8 lui la miccia che fa esplodere il \u2018bene comune\u2019, la minaccia, il barbaro alle porte. Infine, necessario.<\/em><\/p>\n<p><strong>***<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>La libert\u00e0 divora se stessa<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Il liberalismo \u00e8 stato molto pi\u00f9 che l\u2019involucro legittimante del capitalismo. Ha rappresentato una cesura antropologica:\u00a0<strong>per la prima volta nella storia la\u00a0<em>dimensione economica<\/em>\u00a0\u00e8 diventata il centro della vita umana.<\/strong>\u00a0Mentre durante l\u2019antichit\u00e0, e per certi aspetti ancora in et\u00e0 medievale l\u2019Economico, almeno idealmente, restava una parte del tutto e per di pi\u00f9 non la pi\u00f9 nobile (degno d\u2019onore era il mercante se mecenate, non in quanto mercante n\u00e9 tanto meno in qualit\u00e0 di prestatore di denaro), con l\u2019evo moderno l\u2019ambito produttivo e commerciale si scorpora dalla cornice comunitaria e, autonomizzatosi in\u00a0<em>societ\u00e0 civile<\/em>, prevale su ogni altro.\u00a0<strong>Il progetto moderno rinnega la Natura legislatrice e l\u2019<em>historia magistra<\/em>\u00a0<em>vitae\u00a0<\/em>ele sostituiscecon la calcolabilit\u00e0, secondo cui ogni fenomeno \u00e8 misurabile, quantificabile, programmabile<\/strong>\u00a0(l\u2019impresa capitalistica moderna, scrive Weber, \u201csi fonda interamente soprattutto sul calcolo\u201d [1]).<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-145581\" src=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/v2\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/9788899661922_0_536_0_75.jpg\" alt=\"\" width=\"536\" height=\"787\" \/><\/figure>\n<p>Ci\u00f2 che interessa alla modernit\u00e0 liberale \u00e8 la sicurezza dei traffici privati. Ergo, non serve pi\u00f9 neanche una teoria dello Stato, perch\u00e9 lo Stato non \u00e8 soggetto primario ma derivato, di risulta, strumento pericoloso da cui semmai<em>\u00a0difendersi<\/em>.\u00a0<strong>Perci\u00f2 non ha pi\u00f9 neanche senso parlare di governo: meglio chiamarla\u00a0<em>governance<\/em>, amministrazione burocratica con il pilota automatico.<\/strong><\/p>\n<p>La libert\u00e0 come\u00a0<em>dominio sull\u2019eccesso\u00a0<\/em>\u00e8 abbandonata per far posto all\u2019<em>eccesso come virt\u00f9,\u00a0<\/em>libidine di potenzaruotante interamente intorno al\u00a0<em>nervus rerum<\/em>\u00a0del denaro (\u201cla tecnica che unisce tutte le tecniche\u201d [2]). Il vero fine del capitalismo liberale, tuttavia, non \u00e8 il denaro in s\u00e9: \u00e8 l\u2019<em>appropriazione del futuro\u00a0<\/em>tramite il denaro (\u201cnon esiste passato e non esiste presente, ma solo l\u2019avvenire\u201d [3]).\u00a0<strong>Speculazione e sfruttamento: impaziente di accumulare, il capitalista lasciato a s\u00e9, al netto delle intenzioni, \u00e8 un delinquente etico.<\/strong>\u00a0La\u00a0<em>monetizzazione del reale<\/em>\u00a0ha agito come acido solvente dei comportamenti umani, divorando se stesso come in \u201cuna febbre che dapprima aumenta il metabolismo e accelera la crescita di un organismo, per poi intaccarne la forma e minarne l\u2019esistenza stessa\u201d [4]. Assunta la razionalit\u00e0 utilitarista come criterio\u00a0<em>pi\u00f9\u00a0<\/em>razionale rispetto all\u2019imprevedibile\u00a0<em>ragionevolezza politica<\/em>, l\u2019interesse privato ed economico ha colonizzato l\u2019immaginario, indebolendo il concetto stesso di\u00a0<em>pubblico<\/em>. E finendo, oggid\u00ec, con il considerare fatto del tutto normale la\u00a0<em>sfiducia nel prossimo<\/em>\u00a0(\u201cil 75,5% degli italiani non si fida degli altri, convinti che non si \u00e8 mai abbastanza prudenti nell\u2019entrare in rapporto con le persone\u201d, diagnostica il Censis nel rapporto 2019).<\/p>\n<p><strong>Armi della distorsione liberale sono state la scienza tecnica e l\u2019economia neoclassica.<\/strong>\u00a0Quest\u2019ultima sarebbe pi\u00f9 corretto chiamarla\u00a0<em>marginalista,<\/em>\u00a0perch\u00e9 nasce contro quella classica di David Ricardo (contrario al\u00a0<em>laissez faire<\/em>) idealizzando il\u00a0<em>margine<\/em>, l\u2019apporto che ciascun soggetto arreca alla produzione di reddito. I marginalisti pretendono di dimostrare non solo una semplicistica lettura della legge di Say, per cui l\u2019offerta sregolata genererebbe come per magia la domanda, ma anche la piena occupazione, grazie a una massiccia flessibilit\u00e0 contrattuale. Ben lontana dall\u2019essere scientifica, tale scuola va considerata \u201cuna teoria politica alla ricerca di egemonia\u201d [5], che sorvola sulla strutturale eccedenza di offerta che porta il capitalismo a cicliche crisi di domanda (tradotto: si produce di pi\u00f9 di quanto si consuma).<\/p>\n<p><strong>La libert\u00e0 come\u00a0<em>esenzione da imposizioni,\u00a0<\/em>e dunque da<em>\u00a0imposte,<\/em>\u00a0ha legittimato innanzitutto il cambio della guardia tra aristocrazia di sangue e aristocrazia degli affari.\u00a0<\/strong>In un secondo tempo, tuttora in corso, ha sradicato il concetto stesso di gerarchia di sforzi e meriti. Storicamente giustificabile con la decadenza della nobilt\u00e0 e l\u2019inefficienza dell\u2019assolutismo, l\u2019emancipazione sette-ottocentesca dai lacci della tradizione (<em>anci\u00e9n r\u00e8gime<\/em>) \u00e8 reiterata ai giorni nostri come se ancora sussistesse una qualche residua sacralit\u00e0, che invece \u00e8 stata rasa al suolo da un pezzo. I liberali dell\u2019ultimo metro, i cosiddetti\u00a0<em>neo-liberali,\u00a0<\/em>ragionano come se Adam Smith fosse qui fra noi. David Boaz, vicepresidente del Cato Institute di Washington, ebbe a dire una volta che \u201cil liberalismo ha innanzitutto portato alla rivoluzione industriale e, in una evoluzione naturale, alla nuova economia. (\u2026) In un certo senso, siamo ora tornati sulla via tracciata all\u2019inizio del XVIII secolo, alla nascita del liberalismo e della rivoluzione industriale. (\u2026) L\u2019ideale dei liberali non \u00e8 cambiato da due secoli. Vogliamo un mondo, nel quale gli uomini e le donne possano agire nel loro interesse\u2026 perch\u00e9 in questo modo contribuiranno al benessere del resto della societ\u00e0\u201d [6]. Pi\u00f9 demenzialmente chiaro di cos\u00ec\u2026<\/p>\n<p>\u201cLe istituzioni liberali cessano di essere liberali non appena si riesce ad ottenerle: non v\u2019\u00e8 nulla, in seguito, che in maniera pi\u00f9 terribile e radicale delle istituzioni liberali danneggi la libert\u00e0\u201d (Friedrich Nietzsche). Il liberalismo ha dichiarato pornografica la necessit\u00e0 di assi portanti comuni che non siano regoline procedurali. \u00c8 diventato cos\u00ec il nemico pubblico numero uno della libert\u00e0 di cui presume di avere l\u2019esclusiva. Una truffa intellettuale. L\u2019individuo, anzich\u00e9 pensarsi come nodo di relazioni, galleggia nell\u2019isolamento (il che, detto di passata, \u00e8 tecnicamente materia per manuali di psichiatria). Di conseguenza i valori sono considerati come attinenti alla sola sfera individuale, \u201cdove non ci sarebbe pi\u00f9 il problema di accordarsi eticamente su nulla\u201d [7]. Una comunanza etica diventa allora irrazionale. Peggio: un peso. \u201cNon sappiamo pi\u00f9 amare, n\u00e9 credere, n\u00e9 volere. Ciascuno di noi dubita della verit\u00e0 di ci\u00f2 che dice, sorride della veemenza di ci\u00f2 che afferma e presagisce la fine di ci\u00f2 che prova\u201d. Lo scriveva gi\u00e0 Constant nel primo Ottocento. Valeva allora, come vale adesso.<\/p>\n<p>Per meglio servire il vitello d\u2019oro si alimenta un edonismo da straccioni [8]\u00a0che\u00a0<em>pagano<\/em>\u00a0per godersi quel po\u2019 di vita concessa dalla dichiarazione dei redditi.\u00a0<strong>Vaticinato e stigmatizzato gi\u00e0 durante l\u2019ascesa della ragione liberale, l\u2019<em>homo oeconomicus<\/em>\u00a0\u00e8 oggi cosa fatta. Ma non potr\u00e0 andare avanti per sempre.<\/strong>\u00a0Normalit\u00e0 sociale (intesa come norma prevalente) e naturalit\u00e0 psicobiologica (l\u2019insieme dei caratteri precipui della specie umana) reclamano il ripristino dei propri canoni. E lo faranno, piaccia o meno, con le buone o con le cattive.\u00a0<em>Tornare\u00a0<\/em>umani, non restare umani, sar\u00e0 la gaia scienza di un mondo post-liberale.<\/p>\n<p><strong><em>Alessio Mannino<\/em><\/strong><\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>1. Max Weber,\u00a0<em>Parlamento e governo. Per la critica politica della burocrazia e del sistema dei partiti<\/em>, Roma-Bari, Laterza, 1982<\/p>\n<p>2. Georg Simmel,\u00a0<em>Filosofia del denaro<\/em>, UTET, Torino, 1984<\/p>\n<p>3. Werner Sombart,\u00a0<em>Il borghese<\/em>, Longanesi, Milano, 1950<\/p>\n<p>4. Andrea Zhok,\u00a0<em>Critica della ragione liberale. Una filosofia della storia corrente<\/em>, Meltemi, Milano, 2020<\/p>\n<p>5.\u00a0ivi<\/p>\n<p>6.\u00a0cit. in Alain De Benoist,\u00a0<em>Critica del liberalismo. La societ\u00e0 non \u00e8 un mercato<\/em>, Arianna Editrice, Bologna, 2019<\/p>\n<p>7. ivi<\/p>\n<p>8.\u00a0Il diritto al godimento, la liberazione sessuale, il sostanziale anarchismo degli stili di vita, la \u201cfantasia al potere\u201d sono spesso citati dai detrattori come colpe storiche del \u201968 giovanile. Ma il\u00a0<em>sessantottismo<\/em>\u00a0\u00e8 un sintomo, una reazione di crescita, l\u2019epifenomeno pi\u00f9 tumultuoso e protestatario della sottile ma ferrea logica del sottostante sviluppo economico liberale, in cui l\u2019individuo suppone di emanciparsi dal passato, dall\u2019autorit\u00e0 e dalle elementari regole della natura biologica pur di far trionfare la trasgressione istituzionalizzata, l\u2019armonia della spontaneit\u00e0, l\u2019Et\u00e0 dell\u2019Acquario, che poi altro non \u00e8 che il \u201clibero\u201d mercato di passioni e ossessioni vendute a prezzo modico. Un marxista rigoroso parlerebbe di\u00a0<em>sovrastruttura<\/em>\u00a0ideologica che, nello specifico, credeva di osteggiare la\u00a0<em>struttura<\/em>\u00a0economica e invece la aiutava a evolversi, sbaragliando le residue resistenza vetero-borghesi (famiglia, Stato, nazione). Proprio i sessantottini che scagliavano parole di fuoco contro la \u201cmercificazione universale\u201d hanno contribuito come nessun altro a rendere l\u2019intero universo un magazzino di merci da consumare per sentire un brividino di libert\u00e0. Il loro maggior profeta, Herbert Marcuse, pensava che il fine ultimo della protesta fosse niente po\u2019 po\u2019 di meno che un uomo \u201cbiologicamente incapace di fare le guerre e di creare sofferenze\u201d, versione radicaleggiante della\u00a0<em>pax liberale<\/em>\u00a0dove violenza e dolore sono accidenti secondari nel panglossiano mondo di opportunit\u00e0 per tutti e diritti per ognuno, animali compresi, foca monaca inclusa. L\u2019Eden realizzato, la fine della Storia, la vittoria finale del Bene sul Male: la cara vecchia espunzione del tragico dalla vita, il solito hegelismo di terza mano, cristianesimo ulteriore traslato in politica, un ennesimo liberalismo questa volta combaciante, nella pi\u00f9 classica eterogenesi dei fini, con il liberalismo\u00a0<em>di fatto<\/em>\u00a0che di l\u00ec a poco, inghiottendo quei furori in un pi\u00f9 produttivo edonismo commerciale, seppell\u00ec Marcuse e l\u2019ardore palingenetico sotto la polvere delle biblioteche.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0 <a href=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/controcultura\/societa\/mannino-libro-liberalismo\/\">https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/controcultura\/societa\/mannino-libro-liberalismo\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Alessio Mannino) Contro l\u2019era della statistica, l\u2019impero dell\u2019economia, il liberalismo. 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