{"id":68024,"date":"2021-10-22T09:30:30","date_gmt":"2021-10-22T07:30:30","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=68024"},"modified":"2021-10-22T02:16:10","modified_gmt":"2021-10-22T00:16:10","slug":"perche-si-torna-a-parlare-di-mes","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=68024","title":{"rendered":"Perch\u00e9 si torna a parlare di Mes?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">da <strong>TERMOMETRO GEOPOLITICO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">(<strong>Giuseppe Liturri)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Si torna a parlare di Mes, o meglio della ratifica del Trattato che contiene il testo riformato rispetto alla prima versione del 2012. E, all\u2019improvviso, sembra di essere piombati nel romanzo di Stephen King \u201cA volte ritornano\u201d, inseguiti da zombies che hanno l\u2019unico obiettivo di appropriarsi delle nostre anime per tornare a vivere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Ci ha pensato a fine settembre un lancio dell\u2019Ansa a ricordarci che il Mes \u00e8 pronto per tornare dominare la scena. Infatti si riferiva che un alto funzionario UE ha spiegato che \u201cl\u2019Eurogruppo si attende che l\u2019Italia ratifichi la riforma del Meccanismo europeo di stabilit\u00e0 (Mes) entro la fine del 2021 come si \u00e8 impegnata a fare con i partner europei\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Allora bisogna riavvolgere il nastro e capire come siamo arrivati alla scadenza ormai imminente. Il processo per una riforma di questo Trattato intergovernativo ebbe inizio, a livello di Eurogruppo, gi\u00e0 nell\u2019ottobre 2017 durante il governo del Presidente Paolo Gentiloni e del ministro dell\u2019economia Pier Carlo Padoan. Ebbe i suoi passaggi decisivi tra dicembre 2018 e dicembre 2019, durante il primo e secondo governo di Giuseppe Conte con i ministri dell\u2019economia Giovanni Tria e Roberto Gualtieri che, nell\u2019Eurogruppo del 30 novembre 2020 defin\u00ec l\u2019accordo politico sugli ultimi dettagli e, in quella sede, si decise di procedere alla firma del testo riformato del Trattato avvenuta \u2013 per mano degli ambasciatori plenipotenziari presso la Ue dei 19 Stati membri firmatari \u2013 tra il 27 gennaio e l\u20198 febbraio di quest\u2019anno. Da allora \u00e8 partito il conto alla rovescia della ratifica da parte dei rispettivi Parlamenti nazionali, necessaria per la piena efficacia dell\u2019accordo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Giova ricordare che la ratifica del Trattato originario del Mes (legge 116 del 23 luglio 2012) avvenne negli infuocati giorni del \u201cwhatever it takes\u201d di Mario Draghi, dopo che il Trattato era stato firmato sotto il governo di Mario Monti il 2 febbraio 2012. Passarono quindi poco meno di sei mesi dalla firma alla ratifica. Erano i mesi del \u201cfate presto\u201d d\u2019infausta memoria e, non a caso, la legge di ratifica del Trattato sul Fiscal Compact \u2013 famigerato strumento che impone la riduzione del debito pubblico eccedente il 60% del PIL, in misura di 1\/20 all\u2019anno, roba da mettere in ginocchio il Paese \u2013 fu promulgata lo stesso giorno con il numero 114.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Dopo quasi dieci anni, tutto questo strumentario si \u00e8 dimostrato essere \u2013 per stessa ammissione di coloro che lo progettarono e resero esecutivo \u2013 la causa principale della seconda recessione italiana del 2012-2013. Nel frattempo il Mes \u00e8 servito per prestare circa 90 miliardi a Irlanda, Spagna, Grecia, Portogallo e Cipro, tuttora soggetti a programma di sorveglianza. Quei soldi provengono dai circa 80 miliardi inizialmente versati dagli Stati (tra cui i 14 dell\u2019Italia, che pesa per il 17,7% del capitale) oltre a 120 miliardi di titoli emessi dal Mes sui mercati. Restano ancora disponibili altri 110 miliardi di attivit\u00e0 finanziarie prontamente liquidabili e, soprattutto, il Mes ha la possibilit\u00e0 di richiamare, a prima richiesta, altri 624 miliardi di capitale dagli Stati membri (110 miliardi la quota italiana).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Poi \u00e8 arrivato il Covid e, quando sembrava che il Mes fosse giunto sul punto di rivestire finalmente un ruolo di protagonista, nessun Paese si \u00e8 nemmeno sognato di richiedere il prestito \u201cpandemico\u201d, affannosamente messo a punto dall\u2019Eurogruppo tra aprile e maggio 2020 e reso disponibile dal 1 giugno successivo, fino a un massimo del 2% del PIL del Paese richiedente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">La signora Christine Lagarde aveva infatti gi\u00e0 tolto le castagne dal fuoco al direttore generale Klaus Regling. Il 18 marzo precedente, varando il programma straordinario di acquisti di titoli pubblici (PEPP) che, da allora, ha completamente assorbito le ingenti emissioni nette di titoli del Tesoro italiano. Nemmeno un eurofanatico come Gualtieri ha potuto cos\u00ec perorare la causa del prestito del Mes, davanti a titoli comprati dalla BCE e tenuti in portafoglio forse in perpetuo, con relativi interessi che tornano al Tesoro sotto forma di dividendi di Bankitalia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Allora a cosa serve questo testo riformato, prossima alla ratifica?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Formalmente ci dicono che serve a costituire, dal 1 gennaio 2022, il \u201cparacadute\u201d (backstop) per il fondo di risoluzione unico delle crisi bancarie. Un prestito di circa 55 miliardi a cui il fondo potrebbe attingere qualora, dovendo intervenire per risolvere una grande crisi bancaria, esaurisse la propria dotazione (altri 60 miliardi circa). Ma \u00e8 una foglia di fico che non regge. Il Mes riformato porta in dote (come un cavallo di Troia) la ridefinizione delle due linee di prestito a favore degli Stati membri. Quella precauzionale (PCCL) e quella di emergenza (ECCL). Con l\u2019essenziale dettaglio che l\u2019accesso alla prima \u00e8 soggetto a condizioni sulla solidit\u00e0 delle finanze del Paese richiedente, talmente rigide, che oggi l\u2019Italia (e numerosi altri Paesi) ne sarebbe fuori e sarebbe quindi spedita alla ECCL, con conseguente programma di aggiustamento macroeconomico \u201calla greca\u201d. Questo \u00e8 il Mes riformato. Un adeguato \u201ccomplemento a 100\u201d rispetto alle condizioni del Recovery Fund per rafforzare le \u201ccime di ormeggio\u201d macroeconomico che il Patto di Stabilit\u00e0 tiene troppo lasche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Da Bruxelles, Berlino e Francoforte, intendono tenerlo di scorta, pronto a entrare in scena, qualora la BCE fosse costretta a rallentare il ritmo degli acquisti del PEPP \u2013 anche se i dati delle ultime due settimane non mostrano segni di cedimento \u2013 sotto la spinta delle pressioni tedesche preoccupate per la recente risalita dell\u2019inflazione. E allora prepariamoci a subire l\u2019ennesimo diktat procedendo alla ratifica di uno strumento cos\u00ec vecchio da apparire uno zombie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>FONTE<\/strong>:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.startmag.it\/economia\/perche-si-torna-a-parlare-di-mes\/\">https:\/\/www.startmag.it\/economia\/perche-si-torna-a-parlare-di-mes\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da TERMOMETRO GEOPOLITICO (Giuseppe Liturri) Si torna a parlare di Mes, o meglio della ratifica del Trattato che contiene il testo riformato rispetto alla prima versione del 2012. E, all\u2019improvviso, sembra di essere piombati nel romanzo di Stephen King \u201cA volte ritornano\u201d, inseguiti da zombies che hanno l\u2019unico obiettivo di appropriarsi delle nostre anime per tornare a vivere. 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