{"id":68057,"date":"2021-10-26T11:32:40","date_gmt":"2021-10-26T09:32:40","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=68057"},"modified":"2021-10-23T11:35:15","modified_gmt":"2021-10-23T09:35:15","slug":"ventanni-dopo-l11-09-guerre-repressione-del-dissenso-e-narrative-religiose-apocalittiche-allinsegna-della-paura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=68057","title":{"rendered":"Vent\u2019anni dopo l\u201911\/09. Guerre, repressione del dissenso e narrative religiose apocalittiche all\u2019insegna della paura"},"content":{"rendered":"<p><strong>di La Fionda (Matteo Bortolon)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La quasi coincidenza temporale del ritiro USA dall\u2019Afghanistan e il ventennale degli attentati dell\u201911 settembre sembra suggerire la chiusura di un ciclo, come <a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/09\/15\/11-settembre-e-stati-uniti-dal-governo-mondiale-allestorsione-mafiosa\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">ha fatto notare Pino Arlacchi sulla Fionda<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il XXI secolo si \u00e8 aperto con una cesura di rara accuratezza cronologica: il 2001 marca una discontinuit\u00e0 netta nella storia recente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il 7 ottobre i primi bombardamenti sull\u2019Afghanistan inaugurano un ciclo in cui la reazione politico-militare degli USA all\u201911\/09 apre un <em>ventennio nero<\/em> di guerre, morti e securitarismo<em>, <\/em>avvelenando l\u2019immaginario di una intera generazione con paure di altri catastrofici attacchi e la previsione di un mondo futuro basato sul paradigma ossessivamente paranoide della sicurezza: controlli invasivi, uomini armati ad ogni passo ed il sospetto di tradimento gettato su chiunque maturasse una forma di opposizione al governo in carica. Nella decade successiva il clima si sarebbe alleggerito con la presidenza Obama ma i fattori di continuit\u00e0 erano troppo forti. Tale ventennio si \u00e8 davvero esaurito, come suggerisce il ritiro dall\u2019Afghanistan a poca distanza dalla ricorrenza della caduta delle Torri Gemelle?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per capirlo ricapitoliamo il profilo dei due gruppi al centro di questa storia, che hanno determinato queste dinamiche scrivendo la storia col sangue di molte vittime, per lo pi\u00f9 innocenti. Entrambi ambivano a modellare il mondo ma in modo molto diverso rispetto al risultato effettivo. Si tratta degli islamisti radicali e dei <em>neocon<\/em> americani; ognuno di essi ha cercato di sostituire la costruzione del consenso con abbondanti dosi di una delle risorse pi\u00f9 universali e radicate nell\u2019animo umano: la paura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Islamisti radicali e <em>neocon: <\/em>percorsi paralleli<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La sera dell\u201911 settembre 2001 i telegiornali gi\u00e0 indicavano come responsabile Osama bin Laden. Nelle settimane successive avrebbero continuato a rilanciare un\u2019immagine della sua figura e del suo gruppo evidentemente con connotati mostruosi e diabolici: lo \u201csceicco del terrore\u201d con al suo servizio una organizzazione sparsa in molti paesi, una realt\u00e0 verticistica ed unitaria composta da \u201ccellule dormienti\u201d che avrebbero potuto attivarsi facendo strage in ogni momento! Una visione da incubo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il gruppo originariamente si chiamava Jihad Islamica, capeggiato dall\u2019egiziano Ayman Al-Zawahiri, incontr\u00f2 Osama Bin Laden in Afghanistan a met\u00e0 degli anni Ottanta per sostenere la guerriglia antisovietica. Il gruppo riusc\u00ec a subentrare al pi\u00f9 moderato Abdullah Azzam, il predicatore palestinese che riusc\u00ec ad organizzare in Pakistan gli islamisti arrivati a combattere contro i sovietici in Afghanistan. Tutti loro odiavano l\u2019occidentalizzazione nel suo tratto individualistico, perch\u00e9 avrebbe dissolto i legami sociali e lasciato gli individui in balia dei loro bassi istinti. Per essi abbattere il governo filo-URSS laicizzante, sostenuto dall\u2019Armata Rossa, era una priorit\u00e0 politica nonch\u00e9 un passo verso una pi\u00f9 generale rivoluzione islamista anti-occidentalista. Per questo quando ve ne fu l\u2019opportunit\u00e0 vari gruppi si precipitarono a combattere in Afghanistan, accanto ai gruppi locali di estremisti religiosi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Parallelamente, i neoconservatori (abbreviato <em>neocon)<\/em> statunitensi erano una corrente di attivisti politici che, fedeli al pensiero del loro mentore Leo Strauss, ritenevano che l\u2019individualismo liberale<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/10\/21\/ventanni-dopo-l11-09-guerre-repressione-del-dissenso-e-narrative-religiose-apocalittiche-allinsegna-della-paura\/#_ftn1\">[1]<\/a> avrebbe disgregato la societ\u00e0, e che si dovesse scalzarlo con dei miti in grado di unire le persone. Miti che potevano essere falsi, ma erano <em>utili.<\/em> Si vede una prima similitudine molto significativa col pensiero degli islamisti. Molto insofferenti del realismo di Kissinger, per il quale le categorie morali erano irrilevanti, vedevano invece la politica estera come una <em>crociata morale<\/em>: il mito politico che secondo Strauss andava promosso era l\u2019America come forza contro il male e a favore della democrazia. Gi\u00e0 attivi alla fine degli anni Settanta e negli anni Ottanta, identificavano l\u2019URSS con il potere malvagio da combattere e cercarono di spingere il Governo a combatterla militarmente, anche dipingendola \u2013 falsamente \u2013 come un potere in rapido riarmo. A livello intellettuale i teorici di punta erano Norman Podhoretz e Irving Kristol, mentre politicamente attivi erano Richard Lee Armitage, vicesegretario di Stato 2001-05, Douglas Jay Feith sottosegretario alla Difesa (2001-05), Richard Perle, presidente del Defense Policy Board (2001-03), Paul Wolfowitz, vicesegretario della Difesa (2001-2005), Michael Ledeen.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Fino agli anni Ottanta i neocon erano generali senza truppe; influenti come gruppo ben inserito negli apparati, ma del tutto privi di una reale base nel paese. Di punto in bianco si trovarono a capo di milioni di devoti adepti. <em>Letteralmente<\/em> milioni: i cristiani evangelici fondamentalisti. Questo li inser\u00ec ancora pi\u00f9 in profondit\u00e0 nella galassia repubblicana (molti <em>neocon<\/em> in origine erano di sinistra), fino a sposare appieno l\u2019orgia di preghiere comuni, incontri sulla Bibbia e inspirate esibizioni di religiosit\u00e0 che ha caratterizzato l\u2019amministrazione di Bush Jr. Un altro punto che li avvicina agli jihadisti: la religione come elemento importante nella sfera pubblica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Wolfowitz\u00a0 e Perle \u2013 noto con l\u2019affettuoso nomigliolo di\u00a0 \u201cPrincipe delle Tenebre\u201d \u2013 sono i veri architetti della guerra all\u2019Iraq costruendo quella che passer\u00e0 alla storia come \u201cDottrina Bush\u201d. Il primo, gi\u00e0 sottosegretario alla Difesa sotto Bush padre (1989-1993) \u00e8 autore di uno dei primi inquietanti documenti di strategia politico-militare USA del post guerra fredda: la <em>Defense Planning Guidance<\/em> (1992) in cui, assieme agli due coautori Lewis \u201cScooter\u201d Libby e Zalmay Khalilzad teorizzava un ruolo per gli Stati Uniti di unica potenza mondiale. Negli anni Novanta con l\u2019avvento di Clinton l\u2019opzione non venne abbracciata, ma riemerse dopo gli attentati dell\u201911 settembre. Ma ai tempi di Reagan il nemico era inequivocabilmente l\u2019URSS. Anche per loro sconfiggere i sovietici era non solo una priorit\u00e0 ma un passo per una rivoluzione democratica globale portata sulla punta delle baionette americane.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In Afghanistan gli islamisti non erano soli. Nel corso della Guerra Fredda era diventata una pratica corrente delle due superpotenze farsi lo sgambetto a vicenda, e gli USA sostenevano ogni forza con credenziali anticomuniste senza tanto andare per il sottile \u2013 anche di marca fascistoide antidemocratica \u2013 come parte di un cinico e realistico gioco politico. Gi\u00e0 da aprile 1979 funzionari USA si erano incontrati con capi dei ribelli afghani; lieta di chiudere la trappola sui sovietici la CIA avrebbe speso ingenti mezzi per dotare i combattenti di armi e di fare da coordinamento per gli aiuti da paesi come l\u2019Arabia Saudita, appoggiandosi sul Pakistan per organizzare lo smistamento degli estremisti come al-Zawahiri che venivano fatti uscire di prigione dai governi arabi \u2013 sperando di non vederli tornare. Una operazione di un nauseabondo cinismo rispetto alle attitudini di tali gruppi, tanto volti al pi\u00f9 tenebroso islamismo regressivo (la cui attitudine segregazionista verso le donne sarebbe stata la ipocrita motivazione morale per la guerra del 2001) quanto alle pi\u00f9 barbariche pratiche di violenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma per i <em>neocon,<\/em> saldamente insediati alla Casa Bianca con Reagan, il sostegno agli afghani era diventata la causa pi\u00f9 importante. Sgomitando accanto agli altri gruppi, pi\u00f9 intrisi di realismo politico, cercavano di fare quello che il loro mentore aveva suggerito: costruire un mito. Vista la loro crescente vicinanza agli evangelici, la narrativa che cercavano di intestare alla Presidenza era intrisa di nette contrapposizioni morali in salsa <em>apocalittica.<\/em> La storia non sarebbe un banale scenario di interessi contrapposti da perseguire pragmaticamente, ma il campo di battaglia del <em>bene contro il male<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel suo studio sul alcuni autori letterari ottocenteschi il critico Peter Brooks ha parlato di \u201cimmaginario melodrammatico\u201d: il campo del reale viene visto come l\u2019espressione visibile di qualcosa di nascosto, del conflitto fra forze cosmiche in drammatica competizione, creando una nuova \u201cgeografica morale\u201d compensativa dopo il crollo dell\u2019<em>Ancien R\u00e9gime. <\/em>Il tipo di retorica <em>neocon <\/em>produce qualcosa di simile, carica di una connotazione valoriale forte delle parti in campo. Il racconto che ne scaturisce \u00e8 caratterizzato da personaggi tagliati con l\u2019accetta con nette assolutezze morali, fra cui lo scontro \u00e8 vividissimo e irreconciliabile. Il famoso discorso di Reagan sull\u2019Impero del Male ne \u00e8 un esempio eloquente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dunque gli USA gettarono la loro potenza nella guerra civile afghana, anche per l\u2019attivismo dei <em>neocon<\/em>. Un loro alleato importante era il capo della CIA W. Casey, un anticomunista fanatico<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/10\/21\/ventanni-dopo-l11-09-guerre-repressione-del-dissenso-e-narrative-religiose-apocalittiche-allinsegna-della-paura\/#_ftn2\">[2]<\/a>, che fece intensificare gli aiuti ai combattenti antisovietici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Alla fine i rivoltosi vinsero: l\u2019URSS ritir\u00f2 le truppe fra il 1988-89, e fra il giubilo dei suoi nemici lo Stato sovietico implose. Entrambi i gruppi furono galvanizzati dalla vittoria: gli islamisti vedendovi il fiume delle rivoluzione globale musulmana; i <em>neocon<\/em> il risultato della potenza statunitense.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma erano fantasmi. Lo sforzo bellico fu quasi esclusivamente a carico degli afghani stessi: gli arabi di quella bizzarra internazionale islamista furono quasi ininfluenti sul piano militare. E dall\u2019altra parte l\u2019URSS, come la CIA ben sapeva, era in grave crisi interna politica ed economica e l\u2019attivismo dagli americanisti <em>neocon<\/em> aveva semplicemente dato una spinta ad un sistema gi\u00e0 al collasso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Negli anni Novanta entrambi i gruppi si affacciarono carichi di aspettative e speranze. Fallite. Gli islamisti, ispirati da al-Zawahiri, tornando nei loro paesi cercarono di rovesciare i rispettivi governi (specie Algeria e Egitto), ma le masse non li seguirono. Il gruppo di Bin Laden cercava una strategia per uscire dall\u2019<em>impasse, <\/em>assolutamente lontano da una struttura efficientemente coordinata e centralistica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I <em>neocon<\/em> non riuscirono a convincere il presidente Bush padre ad occupare l\u2019Iraq nel 1991, e Clinton vinse le elezioni l\u2019anno seguente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Solo all\u2019alba del nuovo secolo i due gruppi sarebbero riemersi nell\u2019ombra. Da una convergenza di fatto negli anni Ottanta, si vedranno contrapposti come nemici mortali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Guerre a precipizio<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Mentre il dilagare delle immagini degli attentati dell\u201911 settembre lasciava una impressione profonda in tutto il mondo il governo USA imprimeva una svolta all\u2019insegna dell\u2019<em>unilateralismo.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019ora dei neocon era scoccata. Essi avrebbero diretto la politica del paese lasciando segni duraturi. A cominciare da subito. Il 20 settembre 2001 G. W. Bush dichiar\u00f2 la \u201cGuerra al Terrorismo\u201d: l\u2019America avrebbe perseguito gli attentatori e tutti i gruppi con intenti simili in ogni parte del mondo, con tutti i mezzi senza negoziarli con nessuno. Solo il contesto di forte emotivit\u00e0 rese meno chiara la evidente insensatezza di una dichiarazione di guerra ad una tecnica di combattimento (peraltro assai utilizzata dagli alleati degli USA).<\/p>\n<figure class=\"wp-block-table is-style-stripes\" style=\"text-align: justify\">\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td>Principali direttrici della Guerra al Terrorismo<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Autorizzazione all\u2019Uso della Forza 18.09.2001<br \/>\nDichiarazione Bush 20.09.2001<br \/>\nPatriot Act 23-26.09.2001<br \/>\nStrategia di Sicurezza Nazionale 20.09.2002<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/figure>\n<p style=\"text-align: justify\">Bush aveva ottenuto dal Congresso una risoluzione chiamata <em>Authorization for Use of Military Force<\/em> il 18 settembre. Si trattava di un assegno in bianco per fare la guerra, e su di essa si basarono le azioni militari in diversi paesi: Afghanistan, Iraq, Libia, Pakistan, Somalia, Siria, Yemen. Rest\u00f2 valida non solo durante tutto il resto di tale amministrazione (2001-08), ma <em>anche sotto Obama (2009-16) e Trump (2017-21)<\/em>. E\u2019 come se la presidenza si fosse accaparrata un permesso permanente di usare le forze armate fuori dei confini, un po\u2019 come il documento consegnato dal cardinale Richelieu a D\u2019Artagnan: \u201cPer ordine mio e per il bene dello Stato, il portatore ha fatto quel che ha fatto\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0Il 7 ottobre successivo i bombardamenti iniziarono la conquista e l\u2019occupazione dell\u2019Afghanistan, che sarebbe durata fino all\u2019agosto 2021.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A met\u00e0 2002 inizi\u00f2 la campagna di propaganda per una nuova guerra in Iraq, il cui vertice \u00e8 costituito dalla cd. dottrina Bush della \u201cguerra preventiva\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il nucleo del nuovo panorama strategico consisteva nella inutilit\u00e0 della dissuasione da guerra fredda, non pi\u00f9 adeguata in un mondo di piccoli gruppi di combattenti sostenuti da dittature senza scrupoli. Non basta essere armati per scoraggiare gli attacchi, occorre agire appena una minaccia inizia a profilarsi, con lo strumento della guerra preventiva. Messa per iscritto nella Strategia di Sicurezza Nazionale del 20 settembre 2002, essa in pratica dichiarava che gli USA avrebbero potuto attaccare <em>chiunque<\/em> considerassero una minaccia. L\u2019ideale di una unica societ\u00e0 globale sempre pi\u00f9 interdipendente (seppur segnata dalla primazia statunitense) e pacifica, un filo rosso che da Kissinger arriva fino alla globalizzazione dei Novanta, veniva brutalmente accantonato. Comunit\u00e0 internazionale o no, gli USA avrebbero agito unilateralmente (cio\u00e8 in base alla propria esclusiva volont\u00e0), accantonando leggi internazionali e convenzioni, per mettere al tappeto i propri nemici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La guerra in Iraq fu molto rapida: dopo una campagna di propaganda intensificata nell\u2019estate 2002 segu\u00ec l\u2019invasione alcuni mesi pi\u00f9 tardi (marzo 2003) senza particolari difficolt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Saddam era il nuovo mostro: la Casa Bianca cerc\u00f2 affannosamente di collegare la leadership irachena agli attentati e al terrorismo internazionale. Si trattava evidentemente di pretesti confezionati oltretutto in modo poco credibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E negli apparati USA lo si sapeva molto bene. L\u2019allora zar dell\u2019antiterrorismo Richard Clarke nel suo libro del 2004 riporta che venne fatta una riunione in cui tutte le agenzie e i Dipartimenti furono concordi che non c\u2019era alcun collegamento fra Iraq e Al-Qaeda. Ma per i neocon era il pretesto ideale per realizzare i loro sogni di apocalisse bellica, e la loro presa su Bush si dimostr\u00f2 molto stretta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0Sostanzialmente l\u2019occupazione dei territori fu una passeggiata di truppe con tiro al bersaglio annesso: il pi\u00f9 potente esercito del mondo, zeppo della pi\u00f9 raffinata tecnologia bellica si accan\u00ec su uno stato soggetto alle pi\u00f9 feroci sanzioni dell\u2019et\u00e0 contemporanea. Ma lo sforzo di controllare il paese, di ricostruirlo dopo la tabula rasa dei bombardamenti e di sedare lo scontento di una accanita guerriglia si sarebbe dimostrato ciclopico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un semplice schema delle due occupazioni in parallelo indica la fatica di contenere la situazione se non al prezzo di ammassare sempre pi\u00f9 truppe al fianco delle infide forze locali alleate, dei sempre pi\u00f9 disinteressati alleati occidentali.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-table\" style=\"text-align: justify\">\n<table class=\"has-very-light-gray-to-cyan-bluish-gray-gradient-background has-background\">\n<tbody>\n<tr>\n<td>Afghanistan<\/td>\n<td>2001-02: invasione e occupazione<\/td>\n<td>2003-05 inizia insorgenza taliban<\/td>\n<td>2006-09 escalation truppe ISAF: +23mila (2008) +30mila (2009)<\/td>\n<td>2010-13 offensiva US e prime negoziazioni<\/td>\n<td>2014-17 ritiro US e incremento insorgenza<\/td>\n<td>2018-21 colloqui di pace e ritiro US<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Iraq<\/td>\n<td>2002 campagna di propaganda<\/td>\n<td>2003: invasione e occupazione 2004-05 insurrezione<\/td>\n<td>2006 guerra civile, 2007 surge (+ truppe US)<\/td>\n<td>2011 inizio ritiro US 2012-13 guerra civile settaria<\/td>\n<td>2014-17 guerra civile con ISIS<\/td>\n<td>2018-21 graduale ritiro US<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/figure>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma il concetto di guerra era cambiato: il \u201cnemico\u201d non era pi\u00f9 un esercito ma formazioni di irregolari facilmente confusi nella popolazione civile. Vi \u00e8 una correlazione fra le pratiche del contrasto alla insorgenza (la cosiddetta <em>controinsorgenza)<\/em> in tali paesi e una prosecuzione della logica di guerra nei compiti di polizia\/sicurezza. Il fronte \u00e8 ovunque.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>La guerra interna<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per capire come sia possibile occorre fare riferimento ai documenti chiave della traiettoria strategia della Guerra al Terrorismo. Uno di essi, datato giugno 2002 recita:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cDobbiamo difenderci da una vasta gamma di mezzi e metodi di attacco. I nostri nemici stanno lavorando per ottenere armi chimiche, biologiche e nucleari [\u2026] I nostri nemici cercano di restare invisibili, strisciando nell\u2019ombra [\u2026] I terroristi di oggi possono colpire in ogni luogo, in ogni tempo, e potenzialmente, con ogni tipo di arma\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tale documento, la <em><a href=\"https:\/\/www.dhs.gov\/sites\/default\/files\/publications\/nat-strat-hls-2002.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\" data-type=\"URL\" data-id=\"https:\/\/www.dhs.gov\/sites\/default\/files\/publications\/nat-strat-hls-2002.pdf\">National Strategy for Homeland Security<\/a><\/em> dissolve la differenza fra politiche di sicurezza rivolte all\u2019esterno e all\u2019interno del territorio. Lo spazio fuori dai confini e dentro essi \u00e8 un unico continuum in cui i terroristi possono muoversi e nascondersi se non vengono fermati. Il \u201cnemico\u201d si nasconde nell\u2019ombra, pu\u00f2 colpire ovunque; pu\u00f2 essere dappertutto. Questa presenza umbratile, minacciosa, ubiquitaria, come pu\u00f2 venire contrastata? I servizi di sicurezza devono prevenire ogni possibile minaccia, ogni rischio immaginabile e pensabile. Magari irrompendo armati in casa di un semplice sospetto o ficcanasando impunemente nelle comunicazioni per qualsiasi motivo. Del resto \u201cnon si sa mai\u201d, no?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Una logica paranoide non del tutto nuova. Al tempo di Reagan, intorno al 1982-84 i neocon e Casey nutrivano una granitica convinzione che l\u2019URSS intendesse attaccare gli USA. Per la CIA erano solo fantasie e scemenze, ma loro erano tanto convinti che istituirono una Commissione indipendente \u2013 infarcita dei necon pi\u00f9 fanatici. Che per\u00f2 non trovava alcuna prova, per esempio di un sistema di occultamento dei sommergibili sovietici. L\u2019argomento era allora che il sistema era cos\u00ec perfetto da non essere rilevabile. <em>L\u2019assenza di prove era la prova stessa<\/em>. Questa circolarit\u00e0 del ragionamento, che non consente pi\u00f9 alcun elemento esterno di verifica ma \u00e8 configurato per destituire ogni obiezione critica pare un tratto tipicamente paranoide, e si pu\u00f2 facilmente capire come si traduca una qualche forma di delirio istituzionalizzato. Se a carico di un sospetto non vengono trovate prove non significa che sia innocente, ma che \u00e8 ancora pi\u00f9 pericoloso del previsto perch\u00e9 \u00e8 stato molto abile ad occultarle.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il terrorismo diventava la matrice di una <em>emergenza<\/em> <em>permanente,<\/em> in nome della quale diritti e garanzie potevano venire accantonati. Il Congresso USA approv\u00f2 in fretta e furia un testo che aumentava i poteri dell\u2019Esecutivo sul piano della sicurezza: il <em>Patriot Act<\/em>. Contemporaneamente in molti stati venivano approvati provvedimenti che intensificavano le capacit\u00e0 repressive degli apparati di sicurezza. Una comunicazione ansiogena e allarmista dei media seminava la psicosi di una qualche quinta colonna, un nemico interno misterioso e oscuro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I primi frutti di tale logica furono presto visibili. Nella fase di occupazione fra il 6-17 dicembre 2001 i soldati USA cercarono gli uomini di al-Qaeda sulle alture di Tora Bora, un complesso montuoso al confine col Pakistan. Non ne trovarono alcuno, ma i loro alleati afghani della Alleanza del Nord consegnarono loro alcuni prigionieri (erano state offerte cifre esorbitanti anche per gli standard di paesi meno poveri per la consegna di terroristi dell\u2019organizzazione); essi furono privati di ogni garanzia giuridica e diritto di difesa, trasferiti fuori del territorio nazionale, nella base di Guantanamo a Cuba. Vennero negate loro le garanzie delle Convenzioni di Ginevra, essendo definiti \u201ccombattenti nemici\u201d anzich\u00e9 prigionieri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un principio sinistro e pericoloso che venne attuato su larga scala: un numero sconosciuto di sospetti venne arrestato e deportato segretamente in paesi alleati dove maltrattamenti e torture non comportavano conseguenze legali quali Egitto, Giordania, Marocco e Uzbekistan. Si pensa che centinaia di persone siano state coinvolte in tali cd. \u201c<strong>extraordinary rendition\u201d<\/strong> . La privazione dei diritti basilari di un gran numero di persone, l\u2019ammissione di aver usato la tortura, senza che alcuno dei governi coinvolti venisse costretto a dimettersi per tali inaudite violazioni ha fatto parlare di un sostanziale declino della civilt\u00e0 giuridica occidentale. I governi della \u201ccoalizione dei volenterosi\u201d si erano sempre pi\u00f9 trasformati in ci\u00f2 che avevano promesso di combattere: centri di potere dediti all\u2019uso del terrore per i loro obiettivi e inclini alle pi\u00f9 spregevoli brutalit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Contrariamente a quanto ritenevano molti oppositori che provavano orrore per le politiche di Bush, non si trattava di novit\u00e0 assolute. Gli USA avevano credenziali eccellenti in fatto di torture, sostegno a terroristi e omicidi, bombardamenti, rapimenti e detenzioni arbitrarie. Ma la congiuntura aveva dato potere ai <em>neocon<\/em> che non solo infiammavano di retorica suprematista e apocalittica tali pratiche, amplificandole, ma tendevano a <em>rivendicarle apertamente<\/em> come nuova legittimit\u00e0 esplicita. Che tutto ci\u00f2 fosse davvero funzionale agli interessi degli USA \u00e8 ben pi\u00f9 che dubbio; e i realisti \u2013 rotti ad ogni machiavellismo ma consci che la pura forza va accompagnata da una certa presentabilit\u00e0 \u2013 scuotevano la testa, in attesa di tempi migliori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Il costo di una guerra privatizzata<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Di fatto dal 2002 inizi\u00f2 una serie di interventi militari, a partire dalle due invasioni il cui bilancio lascia sgomenti. Il ventennio di guerre secondo il <strong>Watson Institute for International and Public Affairs <\/strong>2001-2021 consta di un bilancio impressionante.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-table is-style-stripes\" style=\"text-align: justify\">\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td>Bilancio di venti anni di guerre<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>costo valutato come 8 <em>trilioni<\/em> di dollari a carico degli USA;<br \/>\nun computo di circa 929mila vittime;<br \/>\nazioni militari in 7 paesi (Afghanistan, Iraq, Siria, Libia, Yemen, Somalia, Pakistan) con truppe o droni;<br \/>\n38 milioni di sfollati, divenuti emigranti o sfollati interni ai rispettivi paesi<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/figure>\n<p style=\"text-align: justify\">8 trilioni sono <em>8mila<\/em> <em>miliardi<\/em> di dollari, quattro volte il PIL dell\u2019Italia. Una cifra assurda, se si considera che sono cifre superiori a quelle spese nella Guerra Fredda confrontandosi con una potenza militare di primo piano come l\u2019URSS (sia pure solo accumulando armi) e non con alcuni dei paesi pi\u00f9 poveri del mondo \u2013 alcuni dei quali non dispongono nemmeno di armamenti da quella quali contraerea, carri armati e simili.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-full\" style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-4713 lazyloaded\" title=\"Vent'anni dopo l'11\/09. Guerre, repressione del dissenso e narrative religiose apocalittiche all'insegna della paura\" src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/immagine.png\" alt=\"Vent'anni dopo l'11\/09. Guerre, repressione del dissenso e narrative religiose apocalittiche all'insegna della paura\" width=\"1021\" height=\"635\" data-srcset=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/immagine.png 1021w, https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/immagine-300x187.png 300w, https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/immagine-768x478.png 768w\" data-src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/immagine.png\" data-sizes=\"(max-width: 1021px) 100vw, 1021px\" \/><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify\">Il motivo di tali costi esorbitanti risiede da un lato nella curvatura paranoide del paradigma di sicurezza prima delineato: qualsiasi cosa pu\u00f2 costituire un pericolo, e compito delle autorit\u00e0 \u00e8 di occuparsi di ogni minaccia possibile che pu\u00f2 tradursi in atti di terrorismo. Dall\u2019altro nel fatto che tale impostazione si \u00e8 tradotta in una possente domanda per le aziende private. L\u2019amministrazione Bush consider\u00f2 suo compito staccare assegni per le aziende di sicurezza, tanto per la fornitura di servizi e personale quanto per la produzione di tecnologie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Va accennato al fatto che a dispetto del loro \u201cidealismo\u201d diversi neocon erano gravati di conflitti di interesse: il vicepresidente Cheney pappa e ciccia con il fornitore Halliburton, sua moglia Lynne nel cda della Lockeheed; Perle a sua volta aveva interessi nella <strong>Trireme Partners LP, <\/strong>azienda che vive di contratti governativi della fornitura di armi. E tutti avevano legami pi\u00f9 che solidi con quel coacervo mostruoso di riviste, pensatoi, associazioni e gruppi di pressione che fa da cinghia di trasmissione fra grandi aziende, apparati, associazioni e gruppi politici a base repubblicana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tanto vecchi fornitori della Difesa che nuovi soggetti che accorrevano per attingere alla nuova cuccagna del \u201cmercato antiterrorismo\u201d macinarono profitti quasi incredibili. Addirittura venne istituzionalizzato un gruppo per collegare le aziende emergenti di venture capitalism in prodotti di sicurezza: il <em>Defense Venture Catalyst Iniziative<\/em> divenne un ufficio del Pentagono (che non sopravvisse a Bush) a tale scopo. Lo statalismo bellico pi\u00f9 plumbeo a braccetto con l\u2019anarchico ed avido capitalismo finanziario a livelli inediti. Sembra una distopia malata ma \u00e8 un processo reale che non solo ha reso profitti osceni con esiti modesti a livello imbarazzante, ma ha creato una pi\u00f9 ampia sezione di quel complesso militare-industriale che \u00e8 sopravvissuto ai suoi creatori, attraversando dopo Bush le amministrazioni di Obama e Trump, e che \u00e8 forse la pi\u00f9 velenosa eredit\u00e0 del primo decennio. Un complesso di sorveglianza globale svincolato da ogni controllo democratico, opaco nelle sue responsabilit\u00e0 e saldamente radicato nell\u2019establishment del paese, oltre che essere una macchina mangia-soldi a spese del contribuente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Buona parte di tutto questo riusc\u00ec a sopravvivere al cambiamento di amministrazione e a transitare attraverso l\u2019era di Obama per sbarcare nel terzo decennio del secolo: l\u2019epoca attuale.<\/p>\n<hr class=\"wp-block-separator\" \/>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/10\/21\/ventanni-dopo-l11-09-guerre-repressione-del-dissenso-e-narrative-religiose-apocalittiche-allinsegna-della-paura\/#_ftnref1\">[1]<\/a>\u00a0\u00a0\u00a0 Va specificato che nel contesto USA \u201cliberale\u201d \u00e8 spesso riferito a una agenda di riformismo sociale non schiettamente liberista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/10\/21\/ventanni-dopo-l11-09-guerre-repressione-del-dissenso-e-narrative-religiose-apocalittiche-allinsegna-della-paura\/#_ftnref2\">[2]<\/a>\u00a0\u00a0\u00a0 Incaric\u00f2 i suoi agenti di confezionare un rapporto che dimostrasse che dietro agli attentati terroristici compiuti da vari gruppi \u2013 alla RAF tedesca alle Brigate Rosse, dall\u2019IRA ai palestinesi \u2013 c\u2019era sempre l\u2019URSS. Gli venne risposto che era impossibile, perch\u00e9 la principali prove a tal riguardo erano costituite da propaganda falsa diffusa dalla stessa CIA! Casey non si arrese, finch\u00e9 non trov\u00f2 un sedicente \u201cspecialista di affari sovietici\u201d disposto a suffragare il punto. Ma gli analisi dell\u2019Agenzia sapevano bene che si trattava di menzogne.<\/p>\n<p><strong>Fonte: https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/10\/21\/ventanni-dopo-l11-09-guerre-repressione-del-dissenso-e-narrative-religiose-apocalittiche-allinsegna-della-paura\/<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di La Fionda (Matteo Bortolon) La quasi coincidenza temporale del ritiro USA dall\u2019Afghanistan e il ventennale degli attentati dell\u201911 settembre sembra suggerire la chiusura di un ciclo, come ha fatto notare Pino Arlacchi sulla Fionda. Il XXI secolo si \u00e8 aperto con una cesura di rara accuratezza cronologica: il 2001 marca una discontinuit\u00e0 netta nella storia recente. Il 7 ottobre i primi bombardamenti sull\u2019Afghanistan inaugurano un ciclo in cui la reazione politico-militare degli USA all\u201911\/09&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":105,"featured_media":58069,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/La_Fionda.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-hHH","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/68057"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/105"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=68057"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/68057\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":68058,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/68057\/revisions\/68058"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/58069"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=68057"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=68057"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=68057"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}