{"id":68071,"date":"2021-10-27T10:30:17","date_gmt":"2021-10-27T08:30:17","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=68071"},"modified":"2021-10-23T23:50:11","modified_gmt":"2021-10-23T21:50:11","slug":"benedetto-xvi-la-morte-di-un-amico-la-solitudine-del-pastore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=68071","title":{"rendered":"Benedetto XVI: la Morte di un Amico, la Solitudine del Pastore."},"content":{"rendered":"<p><strong>di STILUM CURIAE (Marco Tosatti)<\/strong><\/p>\n<p><em><strong>Cari amici e nemici di Stilum Curiae, Americo Mascarucci \u00e8 rimasto molto colpito dalle parole del messaggio che Benedetto XVI ha inviato all\u2019abate di un\u2019abbazia cistercense austriaco, e ci offre questa riflessione. Buona lettura.<\/strong><\/em><\/p>\n<h3><strong>\u00a7\u00a7\u00a7<\/strong><\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Benedetto XVI, la solitudine del pastore<\/strong><\/p>\n<p>Ha fatto un certo effetto leggere la lettera che Benedetto XVI ha spedito a Reinhold Dessl, abate dell\u2019abbazia cistercense di Wilhering in Austria, nella diocesi di Linz, esprimendo cordoglio per la morte all\u2019et\u00e0 di 91 anni del collega professore di Ratisbona, Gerhard Winkler, anche lui monaco cistercense. Una lettera molto toccante da cui traspare la solitudine del pontefice emerito.<\/p>\n<p>La missiva \u00e8 riportata su carta intestata e Avvenire ci tiene ad evidenziare che in alto \u00e8 riportata la dicitura \u00abBenedictus XVI. Papa emeritus\u00bb per sottolineare come Ratzinger non si ritenga pi\u00f9 il papa legittimo come sostengono invece don Minutella e tutti quelli che ritengono invalide le sue dimissioni. Ma al di l\u00e0 dei discorsi pi\u00f9 o meno legittimi sulla sede impedita, sui due papi, sulle dimissioni pi\u00f9 o meno invalide, ci\u00f2 che appare evidente \u00e8 la solitudine di Benedetto che nella lettera, parlando del collega scomparso, scrive: \u201cLa notizia della morte mi ha profondamente colpito. Tra tutti i miei colleghi e amici, lui era il pi\u00f9 vicino a me. La sua allegria e la sua profonda fede mi hanno sempre attratto. Ora ha raggiunto l\u2019aldil\u00e0, dove certamente molti amici lo aspettano. Spero di potermi unire presto a loro\u201d.<\/p>\n<p>Si dir\u00e0 che il papa emerito ha 94 anni, ha seri problemi di salute, \u00e8 lucido di mente ma limitato negli spostamenti e in cuor suo conta di chiudere al pi\u00f9 presto la sua esistenza terrena per riunirsi ai suoi amici pi\u00f9 stretti. Ma letta in controluce non pu\u00f2 non emergere la solitudine di un grande teologo, che poi ha avuto il privilegio di essere papa, ha dovuto bere l\u2019amaro calice della rinuncia rendendosi conto di non poter governare, che vede intorno a s\u00e9 il deserto. Ha visto andarsene i suoi pi\u00f9 stretti e sinceri collaboratori e ora anche quello che lui definisce \u201cil pi\u00f9 vicino a me\u201d.<\/p>\n<p>Benedetto ogni giorno si sente pi\u00f9 solo dentro una Chiesa che ormai da otto anni sta demolendo tutto ci\u00f2 che lui, e prima ancora Giovanni Paolo II, hanno faticosamente costruito. La loro idea di una Chiesa identitaria, incentrata sui valori della fede, non imprigionata nelle logiche mondane, ma testimone autentico del Vangelo. Una Chiesa che ha cercato di stare nel mondo senza essere \u201cdel mondo\u201d e che ha riconfermato in ogni contesto politico, sociale, economico, culturale, la centralit\u00e0 del Vangelo e dei suoi principi etici e morali. Negli ultimi otto anni Benedetto ha visto trionfare\u00a0 all\u2019interno della Chiesa di Cristo quelle stesse tendenze secolarizzatrici e mondane che lui e il suo amato predecessore erano riusciti ad arginare.<\/p>\n<p>Anche se ci hanno raccontato che fra Benedetto e Francesco ci sia sempre stata una forte sintonia, questo \u00e8 stato sistematicamente smentito dai fatti. Mentre il Sinodo sulla Famiglia discuteva di concedere la comunione ai divorziati risposati, in un volume uscito in contemporanea e contenente le sue opere principali, Ratzinger aggiornava proprio la parte relativa ai divorziati risposati, e non per renderla coerente con quella di Bergoglio, ma anzi per rimarcarne le differenze, sostenendo che soltanto in caso di annullamento da parte della Sacra Rota poteva essere considerato lecito un secondo matrimonio. Poi nel 2018 l\u2019incidente diplomatico sulla pubblicazione della collana \u201cLa teologia di Papa Francesco\u201d che port\u00f2 alle dimissioni dell\u2019allora prefetto della Segreteria per le comunicazioni Dario Edoardo Vigan\u00f2; lettera che fu presentata come un tentativo di Ratzinger di evidenziare la piena continuit\u00e0 fra il suo pontificato e quello bergogliano. In realt\u00e0 la lettera conteneva ben altro, ovvero il rifiuto a scrivere una recensione sostenendo che quei libri lui non li avrebbe letti per questione di tempo ma soprattutto perch\u00e9 tra gli autori della collana compariva il professor Peter H\u00fcnermann, \u00abche durante il mio pontificato si \u00e8 messo in luce per avere capeggiato iniziative anti-papali\u00bb. A ci\u00f2 si aggiungano le prese di distanza di Benedetto rispetto all\u2019abolizione del celibato sacerdotale e all\u2019ordinazione delle donne, il libro pubblicato insieme al cardinale Robert Sarah che tanto fastidio ha provocato nei sacri palazzi mentre si spalancavano le porte a riti pagani e mostruosit\u00e0 di altro tipo, i suoi continui attestati di stima verso gruppi tradizionalisti e le critiche verso le derive ultramoderniste dell\u2019episcopato tedesco.<\/p>\n<p>Al di l\u00e0 dei maldestri tentativi di raffigurare Bergoglio in continuit\u00e0 con Benedetto e addirittura con Giovanni Paolo II \u00e8 invece evidente come l\u2019attuale papa abbia fatto di tutto per interpretare una chiara discontinuit\u00e0 rispetto ai suoi predecessori, ispirato proprio da chi come il teologo ultra progressista Walter Kasper \u00e8 fra i principali interpreti della rottura del Concilio Vaticano II rispetto alla tradizione. Lo si \u00e8 visto con la recente riforma liturgica e il motu proprio \u00abTraditionis custodes\u00bb con cui Bergoglio ha cancellato il Summorum Pontificum di Benedetto che aveva liberalizzato le celebrazioni secondo l\u2019antico rito. Un modo neanche troppo originale per esaltare quell\u2019ermeneutica della discontinuit\u00e0 che Ratzinger da teologo e da papa aveva invece combattuto e tentato di seppellire definitivamente proprio con un motu proprio rivolto a sigillare una continuit\u00e0 fra Concilio di Trento e Concilio Vaticano II. Bergoglio ha invece capovolto anche la funzione che Giovanni Paolo II aveva riconosciuto ai vescovi, quello di custodi dell\u2019antico rito, trasformandoli di fatto in repressori della tradizione. Un regalo ai settori progressisti della Chiesa, gli stessi che hanno scatenato la guerra contro Benedetto XVI spingendolo alle dimissioni, con la messa in latino che di fatto ha assunto la stessa funzione di uno scalpo del papa emerito offerto da Bergoglio ai suoi nemici. E sebbene chi scriva consideri il Concilio Vaticano II un male sia nella continuit\u00e0 che nella discontinuit\u00e0, sarebbe innegabile non riconoscere come oggi nella Chiesa siano nuovamente dominanti quegli errori pastorali che tanto Wojtyla che Ratzinger avevano corretto.<\/p>\n<p>Un Benedetto XVI che arriva ad augurarsi di raggiungere presto i suoi amici nell\u2019aldil\u00e0, d\u00e0 tanto la sensazione di una resa da parte di chi si sta rendendo conto di non potere dare pi\u00f9 nulla alla Chiesa. In quel richiamo ai veri amici da raggiungere presto, c\u2019\u00e8 forse proprio la consapevolezza di non essere pi\u00f9 utile ad una Chiesa che al di l\u00e0 degli ipocriti attestati di stima bergogliani ha rinnegato tutto di lui e dove ormai ha soltanto nemici. Ma forse c\u2019\u00e8 anche la speranza di morire prima che possa vederla finire in rovina?<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.marcotosatti.com\/2021\/10\/22\/benedetto-xvi-la-morte-di-un-amico-la-solitudine-del-pastore\/\">https:\/\/www.marcotosatti.com\/2021\/10\/22\/benedetto-xvi-la-morte-di-un-amico-la-solitudine-del-pastore\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di STILUM CURIAE (Marco Tosatti) Cari amici e nemici di Stilum Curiae, Americo Mascarucci \u00e8 rimasto molto colpito dalle parole del messaggio che Benedetto XVI ha inviato all\u2019abate di un\u2019abbazia cistercense austriaco, e ci offre questa riflessione. 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