{"id":68100,"date":"2021-10-25T10:31:13","date_gmt":"2021-10-25T08:31:13","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=68100"},"modified":"2021-10-25T10:31:13","modified_gmt":"2021-10-25T08:31:13","slug":"pnrr-chi-lha-visto-alba-vastano-intervista-andrea-del-monaco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=68100","title":{"rendered":"Pnrr, chi l\u2019ha visto? &#8211; Alba Vastano intervista Andrea Del Monaco"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">da <strong>TERMOMETRO GEOPOLITICO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><em><strong>Intervista ad Andrea Del Monaco, esperto in Fondi Europei.<\/strong><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cPer avere i prestiti del Recovery Mario Draghi dovr\u00e0 fare le \u201criforme\u201d: non solo quelle buone, ma principalmente (mirando alla contrazione del deficit) il taglio delle pensioni, una nuova tassazione sulle case, nuove privatizzazioni (in primis sanit\u00e0) e flessibilizzazione ulteriore del lavoro. La Commissione Europea potr\u00e0 sospendere i pagamenti del Recovery Fund qualora uno Stato Membro non abbia corretto il disavanzo eccessivo o qualora non abbia adempiuto ad un programma di aggiustamento macroeconomico (un memorandum di austerit\u00e0)\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Alba Vastano \u2013 Il Piano nazionale Ripresa e Resilienza sembra sia in fase di attuazione. Nell\u2019attesa di saperne di pi\u00f9 sar\u00e0 opportuno fare un excursus che ricordi cos\u2019\u00e8 il Mes e come si \u00e8 arrivati al Recovery Fund (Next generation Eu).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Andrea Del Monaco \u2013 Il MES, Meccanismo Europeo di Stabilit\u00e0 \u00e8 un trattato internazionale, sottoscritto nel 2012 (per l\u2019Italia dal Governo Monti) e ratificato alla fine da tutti i 27 gli Stati Membri: non \u00e8 un trattato europeo perch\u00e9 allora la Gran Bretagna non lo sottoscrisse. Il MES \u00e8 il terzo degli strumenti creati nella crisi post 2008 e ha \u201caiutato\u201d Cipro, Grecia e Spagna. De facto \u00e8 un fondo salva-banche: formalmente ha salvato le banche greche e spagnole, debitrici delle banche francesi e tedesche; sostanzialmente i contribuenti europei, pagando il MES, hanno salvato le banche francesi e tedesche creditrici delle banche greche e spagnole. Il MES e gli altri due strumenti salva-banche sono costati all\u2019Italia 60 miliardi di Euro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Precisamente nel MES il capitale sottoscritto totale \u00e8 pari a 704,8 miliardi di euro, il capitale versato \u00e8 pari a 80,5 miliardi. La ripartizione delle quote di ciascuno Stato membro al capitale sottoscritto totale \u00e8 basata sulla partecipazione al capitale versato della BCE, modificata secondo una chiave di conversione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">https:\/\/www.sinistrainrete.info\/images\/stories\/stories11\/adm-11.jpg<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Importante \u00e8 la differenza tra capitale sottoscritto e capitale versato. Come evidenziato in tabella tratta dal sito del MES, in merito al capitale sottoscritto, l\u2019Italia \u00e8 il terzo contributore con 125,4 miliardi di euro (17,7%), dopo la Germania (190 miliardi) e la Francia (142 miliardi). In merito al capitale versato, noi abbiamo versato 14,3 miliardi di euro, la Germania 21,7 miliardi, la Francia 16,3 miliardi. E qui arriviamo al problema dei problemi. Secondo l\u2019articolo 8 dell\u2019attuale Trattato del MES \u201cL\u2019obbligo di un membro del MES di contribuire al capitale autorizzato in conformit\u00e0 al presente trattato non decade allorquando detto membro divenga beneficiario oppure riceva assistenza finanziaria dal MES.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Quindi se l\u2019Italia avesse chiesto un prestito al MES durante la pandemia (anche nella cosiddetta versione leggera del \u201cMES sanitario\u201d) avrebbe comunque dovuto contribuire allo stesso MES. Inoltre, secondo l\u2019articolo 9 del Trattato del MES \u201cIl consiglio dei governatori pu\u00f2 richiedere il versamento in qualsiasi momento del capitale autorizzato non versato e fissare un congruo termine per il relativo pagamento da parte dei membri del MES.\u201d Ergo in qualunque momento il Consiglio dei Governatori pu\u00f2 chiedere all\u2019Italia la differenza tra il capitale autorizzato e quello versato, ovvero fino a 111 miliardi (125,4 -14,3= 111,1). In base alla versione vigente del MES, secondo gli allora suoi sponsor italiani come Renzi, Tajani e Zingaretti, l\u2019Italia avrebbe dovuto chiedere un prestito al MES per fronteggiare l\u2019emergenza economica; nel contempo l\u2019Italia avrebbe dovuto contribuire al capitale del MES che ci presta i soldi. Ultimo, ma non meno importante, secondo l\u2019art. 12 del MES: \u201cOve indispensabile per salvaguardare la stabilit\u00e0 finanziaria della zona euro nel suo complesso e dei suoi Stati membri, il MES pu\u00f2 fornire a un proprio membro un sostegno alla stabilit\u00e0, sulla base di condizioni rigorose commisurate allo strumento di assistenza finanziaria scelto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Tali condizioni possono spaziare da un programma di correzioni macroeconomiche al rispetto costante di condizioni di ammissibilit\u00e0 predefinite.\u201d Cos\u2019\u00e8 il programma di correzioni macroeconomiche? Un Memorandum, ovvero un piano di riduzione del debito nei prossimi anni. Concretamente ulteriori tagli a welfare, sanit\u00e0 e infrastrutture e ulteriori privatizzazioni. Sostanzialmente la Troika in casa in modo non cos\u00ec diverso da come la Troika \u00e8 entrata in Grecia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Alba Vastano \u2013 A Dicembre 2020, con il governo Conte 2 e con l\u2019accordo dell\u2019Ue si sblocca il Recovery Fund. Tanti soldi, una quantit\u00e0 eccezionale per affrontare la crisi del coronavirus in atto. All\u2019Italia spettano 191 miliardi. La proporzione fra contributo e prestito qual \u00e8 e la parte a prestito come verr\u00e0 scaglionata e quanto in effetti peser\u00e0 sui contribuenti?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Andrea Del Monaco \u2013 Andiamo per ordine. Per una volta, imito il Presidente Mario Draghi e auspico l\u2019uso di termini italiani e non inglesi. I momenti cruciali sono due: il Consiglio UE del 17-21 luglio 2020, nel quale i presidenti del Consiglio degli Stati UE (Giuseppe Conte per l\u2019Italia) trovano l\u2019accordo politico, e, l\u2019approvazione da parte del Parlamento Europeo del Regolamento (ue) 2021\/241 del parlamento europeo e del consiglio del 12 febbraio 2021 che istituisce il dispositivo per la ripresa e la resilienza (RRF). Tale Dispositivo rappresenta la componente centrale di Next Generation EU (NGEU), il pacchetto per la ripresa volto a rilanciare l\u2019economia dell\u2019UE dopo la pandemia di COVID-19. Come ricordato dal Dossier del Senato sulla NADEF (Nota di Aggiornamento al DEF) per ricevere il sostegno previsto dal dispositivo gli Stati membri devono presentare i loro piani per la ripresa e la resilienza (PNRR) alla Commissione, che li valuta rispetto alle raccomandazioni specifiche per paese e alle finalit\u00e0 del dispositivo (missioni).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Il Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) dell\u2019Italia, come evidenziato in tabella presente nel DEF (Documento di Economia e Finanza) \u00e8 composto dai seguenti strumenti: RRF (Dispositivo per la Ripresa e Resilienza) per un importo di 191,5 miliardi; REACT-EU (Pacchetto di Assistenza alla Ripresa per la Coesione e i Territori d\u2019Europa) per un importo di 13,5 miliardi (di cui 0,5 utilizzati per l\u2019assistenza tecnica). Per il finanziamento dei progetti del Piano, il Governo impiega anche risorse nazionali, non europee: quelle del Fondo sviluppo e coesione (FSC) per un ammontare di circa 15,5 miliardi; quelle aggiuntive stanziate con il DL 59\/2021 per la realizzazione di un Piano nazionale per gli investimenti complementari finalizzato ad integrare gli interventi del Piano nazionale di ripresa e resilienza per complessivi 31 miliardi circa per gli anni dal 2021 al 2026.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Come evidenziato in tabella, i 191 miliardi europei del PNRR si dividono in: contributi a fondo perduto (sovvenzioni), pari a 68,9 miliardi; prestiti, per un ammontare complessivo di 122,6 miliardi. A loro volta i prestiti sono suddivisi in linee di finanziamento che sostituiscono coperture di interventi gi\u00e0 disposte a legislazione vigente (\u201cprestiti sostitutivi\u201d) e\u201cprestiti aggiuntivi\u201d per il finanziamento di nuovi progetti, non dotati di un\u2019autonoma copertura finanziaria. Come peser\u00e0 la componente prestiti sui contribuenti italiani? Molto semplicemente, i 122,6 miliardi di prestiti, oltre sette punti percentuali di PIL, andranno ad aumentare il rapporto Debito Pubblico\/PIL. E quando il Patto di Stabilit\u00e0 diverr\u00e0 di nuovo cogente, nel 2023, per usare quei soldi per i progetti, dovremo ridurre violentemente il rapporto debito\/PIL.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">https:\/\/www.sinistrainrete.info\/images\/stories\/stories11\/adm21.jpg<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Alba Vastano \u2013 Recovery plan. La Commissione europea che gestisce l\u2019erogazione dei fondi chiede ai singoli Paesi un Piano che prevede delle riforme strutturali. Piano che la Commissione dovr\u00e0 valutare e approvare. Quali sono gli accordi fra governo ed Europa in proposito e quali le riforme pi\u00f9 tranchant che ci dobbiamo aspettare?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Andrea Del Monaco \u2013 Pi\u00f9 delle riforme tranchant dobbiamo temere il ripristino del Patto di Stabilit\u00e0. Occorre fare una premessa. L\u2019austerit\u00e0 nella UE ha il suo passaggio cruciale nell\u2019irrigidimento del Patto di Stabilit\u00e0: esso viene normato originariamente dal Ministro tedesco delle Finanze Weigel con il Regolamento 1476\/97. Con la crisi dell\u2019Euro, e, in Italia, con l\u2019arrivo del Governo Monti, il Patto di Stabilit\u00e0 viene irrigidito tramite due Regolamenti europei, il Regolamento 1176\/2011 e il regolamento 472\/2013. Cosa impongono in modo pi\u00f9 rigido? Che ogni Stato membro deve ridurre il rapporto Debito\/Pil al 60%, valore da raggiungere in venti anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Per tale ragione il Governo Monti vara la riforma Fornero, blocca la rivalutazione delle pensioni, mette l\u2019IMU sulla prima casa, avvia una serie di tagli alla spesa pubblica che riducono il numero dei lavoratori dipendenti dello Stato nelle sue varie articolazioni. Stessa cosa faranno i Governi successivi, il Governo Renzi disarticoler\u00e0 definitivamente l\u2019articolo 18 flessibilizzando in modo definitivo il mercato del lavoro. Prima della pandemia il rapporto Debito\/Pil sfiorava il 135%. Nel 2020 siamo arrivati al 155% a causa del deficit necessario per contenere le conseguenze della pandemia. Il Patto di Stabilit\u00e0 \u00e8 sospeso. Attenzione! Sospeso ma cogente. Quindi in venti anni noi dovremo ridurre il rapporto Debito\/PIL dal 155% al 60%.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">L\u201911 settembre il vicepresidente della Commissione Ue, Valdis Dombrovskis, nella riunione dell\u2019EcoFin a Brdo, in Slovenia, lo ha detto molto chiaramente: \u201cQuando prepareranno i bilanci 2023, i Paesi europei dovranno tenere conto che la clausola di sospensione del Patto di stabilit\u00e0 verr\u00e0 disattivata\u201d. E attenzione! Nel PNRR gli Stati membri anticipano i soldi per i progetti con fondi propri e presentano due volte l\u2019anno alla Commissione una richiesta di pagamento del contributo finanziario a Bruxelles: tale richiesta comporta l\u2019avvenuto raggiungimento di traguardi e obiettivi concordati e indicati nel PNRR approvato. La Commissione valuta entro due mesi in via preliminare se questi obiettivi siano stati effettivamente conseguiti \u201cin maniera soddisfacente\u201d. In caso di esito positivo, la Commissione trasmette le proprie conclusioni al Comitato economico e finanziario e adotta \u201csenza indebito ritardo\u201d una decisione che autorizza l\u2019erogazione dei fondi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Alba Vastano \u2013 Se la Commissione valuta negativamente le richieste di pagamento che fine fanno i 191 miliardi UE promessi? E, soprattutto, qual \u00e8 il nesso fra i 191 miliardi europei e il Patto di Stabilit\u00e0 sopra menzionato?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Andrea Del Monaco \u2013 La risposta \u00e8 nel Regolamento (Ue) 2021\/2041 che norma il Recovery Fund. Qualora la Commissione considerasse non raggiunti gli obiettivi indicati nel PNRR il pagamento (totale o parziale) viene sospeso per riprendere solo dopo che lo Stato membro interessato abbia adottato le \u201cmisure necessarie per garantire un conseguimento soddisfacente dei traguardi e degli obiettivi\u201d. Se non vi fossero progressi concreti, dopo 18 mesi \u00e8 prevista la possibilit\u00e0 di risolvere il contratto che norma il PNRR e disimpegnare l\u2019importo del contributo finanziario. Eventuali prefinanziamenti sarebbero integralmente recuperati. Secondo l\u2019articolo 10 del Regolamento sul Recovery Fund, la Commissione presenta al Consiglio una proposta per sospendere in tutto o in parte gli impegni o i pagamenti qualora il Consiglio decida, a norma dell\u2019articolo 126 del Trattato di Funzionamento della UE, che uno Stato membro non ha adottato misure efficaci per correggere il suo disavanzo eccessivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Oppure i pagamenti possono essere sospesi se il Consiglio adotta due raccomandazioni, a norma del regolamento (UE) n. 1176\/2011, perch\u00e9 uno Stato membro ha presentato un piano d\u2019azione correttivo insufficiente, oppure non ha adottato le misure correttive raccomandate. E infine il Consiglio pu\u00f2 sospendere i pagamenti se uno Stato membro non rispetta il memorandum imposto dall\u2019articolo 7 del regolamento (UE) n. 472\/2013. Che significa? Da un lato la UE ci d\u00e0 191 miliardi. Da un altro lato Valdis Dombrovskis ci ricorda che il prossimo anno, nel 2022, quando faremo la Legge di Bilancio per il 2023, il Patto di Stabilit\u00e0 sar\u00e0 di nuovo cogente. E quindi per usare quei 191 miliardi dovremo tagliare la spesa pubblica in modo violento per tagliare il rapporto Debito\/PIL.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">E attenzione su questo. Ridurre il rapporto Debito\/Pil dall\u2019attuale 155% al 60% in venti anni \u00e8 impossibile se non vogliamo fare la fine della Grecia. Ma anche ridurlo fino al 100% implica una cura da cavallo: tasse e azzeramento della macchina dello Stato. Se dal 2023 non inizieremo questa nuova cura di austerit\u00e0 non solo i 191 miliardi del Recovery Fund non arriveranno ma la UE si riprender\u00e0 anche l\u2019anticipo di 24,9 (sui 191) miliardi arrivato ad agosto al Governo italiano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Alba Vastano \u2013 Il dispositivo RRF richiede agli Stati membri un pacchetto comprensivo di investimenti e riforme articolato in 6 missioni: digitalizzazione e innovazione, transizione ecologica, infrastrutture per mobilit\u00e0 sostenibile, inclusione e coesione, salute. A che punto sono gli accordi? Quali i criteri della suddivisione dei fondi relativi alle 6 missioni?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Andrea Del Monaco \u2013 Gli accordi con Bruxelles per i singoli progetti sono ancora in alto mare. Come evidenziato in tabella, i criteri della suddivisione dei fondi in missioni ripercorrono quasi pedissequamente la ripartizione richiesta dalla Commissione Europea nel Regolamento UE che norma il fondo. Precisamente i 191,5 miliardi del RFF sono cos\u00ec suddivisi:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">1) La missione 1, digitalizzazione, innovazione, competitivit\u00e0 e cultura, ha il 21%, ovvero 40,3 miliardi: 9,75 per la digitalizzazione, innovazione e sicurezza nella PA, 23,89 per quella del sistema produttivo, 6,68 per turismo e cultura 4.0.2).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">2) La missione 2, rivoluzione verde e transizione ecologica, ha il 31%, ovvero 59,47 miliardi: 5,27 per l\u2019agricoltura sostenibile e l\u2019economia circolare, 23,78 per la transizione energetica e mobilit\u00e0 ecosostenibile, 15,36 per efficienza e riqualificazione degli edifici, 15,06 per tutela del territorio e della risorsa idrica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">3) la missione 3, infrastrutture per una mobilit\u00e0 sostenibile, ha il 13,26%, ovvero 25,4 miliardi: 24,77 per rete ferroviaria ad alta velocit\u00e0\/capacit\u00e0 e strade sicure, 0,63 per intermodalit\u00e0 e logistica integrata. 4) La Missione 4, istruzione e ricerca, ha il 16,12% ovvero 30,88 miliardi: 19,44 per il potenziamento dei servizi di istruzione (da asili nido a universit\u00e0), 11,44 per connettere la ricerca all\u2019impresa. 5) La missione 5, inclusione e coesione, ha il 10,34%, ovvero 19,81 miliardi: 6,66 per le politiche del lavoro, 11,17 per infrastrutture sociali, famiglie, comunit\u00e0 e terzo settore, 1,98 per interventi speciali di coesione territoriale. 6) La missione 6, salute, ha l\u20198,16% ovvero 15,63 miliardi: 7 per le reti di prossimit\u00e0, strutture e telemedicina per l\u2019assistenza territoriale, 8,63 per innovazione, ricerca e digitalizzazione del Servizio Sanitario nazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">https:\/\/www.sinistrainrete.info\/images\/stories\/stories11\/adm31rid.jpg<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Alba Vastano \u2013 La gestione di questi 191 miliardi \u00e8 la vera ragione della fine del Governo Conte 2 e dell\u2019arrivo di Mario Draghi a Palazzo Chigi. Per dirla con il linguaggio del capitale finanziario, chi avr\u00e0 la governance dei 191 miliardi? Chi li gestir\u00e0?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Andrea Del Monaco \u2013 Palazzo Chigi ha la responsabilit\u00e0 di indirizzo del Piano tramite una Cabina di regia, presieduta dal Presidente del Consiglio dei Ministri, alla quale partecipano di volta in volta i Ministri e i Sottosegretari competenti in ragione delle tematiche affrontate in ciascuna seduta. La Cabina di regia ha poteri di indirizzo, impulso e coordinamento generale sull\u2019attuazione degli interventi del PNRR. Alla Cabina di regia partecipano i Presidenti di Regioni e delle Province autonome di Trento e di Bolzano quando sono esaminate questioni di competenza regionale o locale e il Presidente della Conferenza delle Regioni su questioni d\u2019interesse di pi\u00f9 Regioni o Province autonome. Attenzione! Supporta la Cabina di regia una Segreteria tecnica. Banale? Assolutamente no! Tale segreteria tecnica ha una durata temporanea sicuramente superiore a quella del Governo Draghi che la istituisce e si protrae fino al completamento del PNRR entro il 31 dicembre 2026.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Che significa? Che qualunque governo succeda a Draghi avr\u00e0 la segreteria tecnica sul PNRR scelta da Draghi. E poi, la cosa pi\u00f9 importante: il monitoraggio e la rendicontazione del Piano sono affidati al Servizio centrale per il PNRR, istituito presso il Ministero dell\u2019economia e delle finanze, che rappresenta il punto di contatto nazionale con la Commissione europea per l\u2019attuazione del Piano. Il Servizio centrale per il PNRR \u00e8 responsabile della gestione del Fondo di Rotazione del Next Generation EU-Italia e dei connessi flussi finanziari, nonch\u00e9 della gestione del sistema di monitoraggio sull\u2019attuazione delle riforme e degli investimenti del PNRR, assicurando il necessario supporto tecnico ai Ministeri titolari di interventi previsti nel PNRR. Ogni Ministero titolare di interventi previsti dal PNRR individua (o costituisce ex novo) una struttura di coordinamento che agisce come punto di contatto con il Servizio centrale per il PNRR. Presso la Ragioneria dello Stato \u00e8 inoltre istituito un ufficio dirigenziale con funzioni di audit del PNRR e di monitoraggio anticorruzione. Alla realizzazione operativa degli interventi previsti dal PNRR provvedono i singoli soggetti attuatori: i Ministeri, le Regioni e le Province autonome e gli enti locali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Ultimo, ma non meno importante, la presidenza del Consiglio ha poteri sostitutivi dei Ministeri, delle regioni e provincie autonome che dimostrino inerzia e mettano a rischio il conseguimento degli obiettivi intermedi e finali del PNRR. Cruciali nel sorvegliare i soggetti attuatori e proporre la loro eventuale sostituzione sono la suddetta segreteria tecnica della cabina di regia e il Servizio Centrale per il PNRR istituito presso il Ministero dell\u2019economia. Insomma Draghi e il Ministro Franco controllano tutto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Alba Vastano \u2013 Nel dispositivo RRF sono comprese anche le riforme. Il governo ha considerato ben quattro aree: Pubblica amministrazione, Giustizia, Semplificazione della legislazione e promozione della concorrenza. In che misura queste riforme toccheranno l\u2019economia nazionale e quali conseguenze ci saranno, in previsione di possibili tagli, sui redditi dei cittadini lavoratori e pensionati?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Andrea Del Monaco -Tutti vogliamo una pubblica amministrazione digitalizzata ed efficiente. Tutti vogliamo una giustizia celere, magari con la condanna dei criminali e senza l\u2019improcedibilit\u00e0 della riforma Cartabia. Il punto \u00e8 un altro, l\u2019austerit\u00e0 \u00e8 di nuovo in arrivo. Prendiamo l\u2019esempio della riforma del catasto. Essa \u00e8 contenuta all\u2019interno della Legge Delega sulla riforma fiscale che contiene anche proposte di riforma dell\u2019Irap e dell\u2019 imposta sul reddito da capitale. In primo luogo come diceva Ezio Vanoni, Ministro delle Finanze di De Gasperi, meglio riformare il fisco non con una proposta complessiva, ma un pezzo alla volta perch\u00e9 le parti pi\u00f9 importanti del sistema tributario sono l\u2019accertamento e la riscossione operate da migliaia di funzionari: per far funzionare bene il sistema tributario occorre spiegare bene ai funzionari le nuove norme e ci\u00f2 \u00e8 pi\u00f9 facile se si procede con una norma nuova alla volta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">In secondo luogo nel testo approvato in consiglio dei Ministri si crea il catasto patrimoniale: come ricordato dall\u2019ex Ministro socialista delle finanze e per il coordinamento delle politiche comunitarie Francesco Forte, il catasto patrimoniale non pu\u00f2 esistere perch\u00e9 il patrimonio, diversamente dal reddito, non ha un valore di mercato concreto e certo. Il contratto di affitto genera un reddito. Al contrario il patrimonio assume un valore solo se periodicamente viene messo in vendita: il patrimonio, se non viene messo in vendita, ha un valore di mercato puramente ipotetico basato su elementi contingenti come la paura dell\u2019inflazione che spinge le persone a investire i propri risparmi sulla casa. Il testo della riforma inoltre \u00e8 contraddittorio: da un lato, la base imponibile dei tributi sarebbe basata sulle risultanze catastali; da un altro lato, si vuole introdurre, ove possibile, per ogni unit\u00e0 immobiliare una rendita attualizzata ai valori normali espressi dal mercato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Ma attenzione, se si usasse questa rendita attualizzata, l\u2019aumento della base imponibile ci sarebbe. Nel contempo Draghi ha rassicurato che nessuno pagher\u00e0 di pi\u00f9 o meno. Ma non \u00e8 cos\u00ec: ovviamente chi possiede un immobile non censito pagher\u00e0 di pi\u00f9. Non solo! Il Governo avrebbe dovuto prima fare un censimento di tutti gli immobili in modo da far emergere gli immobili non registrati all\u2019Agenzia del Demanio. Una volta fatto il censimento avrebbe dovuto procedere alla riforma del catasto. La sostanza politica purtroppo \u00e8 la stessa del Governo Monti la cui agenda fu ispirata dalla famosa lettera del 5 agosto 2011 firmata da Draghi governatore della Banca d\u2019Italia e dal presidente della BCE Trichet. Poich\u00e9 l\u201980% degli italiani \u00e8 proprietario di casa, per fare cassa il Governo tassa gli immobili. Con Monti ci fu l\u2019IMU sulla prima casa, con Draghi si riforma il catasto rinviando l\u2019applicazione al 2026 per evitare proteste.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Alba Vastano \u2013 Nel RFF viene destinata una considerevole quota per il Mezzogiorno, ben 82 miliardi. Quali i criteri di suddivisione dei fondi per far rinascere il Sud dimenticato da tempo memorabile da tutti i governi che si sono susseguiti da vari decenni?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Andrea Del Monaco \u2013 Pi\u00f9 che di suddivisione dei fondi in progetti singoli e di riforme strutturali liberiste il Sud e l\u2019Italia avrebbero bisogno di una riforma della struttura produttiva del capitalismo italiano che parta dal Mezzogiorno. Insomma una nuova politica industriale. L\u2019Italia dovrebbe sfruttare l\u2019occasione data dal dominio cinese sulla scena mondiale e dalla ritrovata centralit\u00e0 del Mediterraneo e acquisire il ruolo di leader mondiale nel settore dei trasporti e della logistica. Il Professor Marco Canesi, urbanista del Politecnico di Milano, nei volumi \u201cIl Mezzogiorno e i suoi porti\u201d e\u201cIl cabotaggio fluviale e marittimo in Italia\u201d, ha formulato una prospettiva di sviluppo di un nuovo bacino produttivo nel Mezzogiorno e in Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Tale prospettiva dovrebbe informare il Recovery Fund. Canesi parte dai tre porti del Mezzogiorno, ovvero Taranto, Gioia Tauro e Crotone. Essi garantirebbero alle merci provenienti dai porti dell\u2019Estremo Oriente un accesso all\u2019Europa centrale e all\u2019Europa centrorientale molto pi\u00f9 conveniente di quello consentito da Rotterdam e Amburgo o dal Pireo. Canesi risolve anche la grave strozzatura che ha il porto di Taranto non potendo contare sulla ferrovia dell\u2019Adriatico. La linea \u00e8 gi\u00e0 oggi quasi satura, mentre il potenziamento, previsto da Rfi entro il 2026, risulterebbe comunque inadeguato alle nuove esigenze. A breve e medio termine, una risposta potrebbe essere l\u2019istituzione di alcune linee di trasporto su acqua tra Sud e Nord Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Il risultato sarebbe un doppio vantaggio: il porto di Taranto diverrebbe un grande hub nel Mediterraneo e si realizzerebbe una rete di trasporto su acqua lungo le coste della penisola e lungo il Po. In questo disegno la dorsale ferroviaria tirrenica e la dorsale ferroviaria adriatica dovrebbero essere connesse tramite Matera e Potenza che oggi non sono veramente legate alle rete ferroviaria nazionale. Il Mezzogiorno, grazie ai suoi tre grandi hub e a un diffuso processo di industrializzazione, diventerebbe cardine di una nuova area del Mediterraneo, e, il Nord Italia, grazie al Po e alla riqualificazione della sua struttura produttiva, potrebbe essere la nuova cerniera tra Nord Europa e la stessa nuova area del Mediterraneo. Ultimo ma non meno importante, per attuare questo disegno l\u2019Italia, oltre ai fondi del Recovery, per il 2021-2027 l\u2019Italia ha anche gli 80 miliardi di programmi UE ordinari e gli 80 miliardi italiano del Fondo Sviluppo e Coesione. Occorre concentrare tutti i fondi su questa idea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Alba Vastano \u2013 L\u2019ex premier Giuseppe Conte ha favorito la mediazione che ha sbloccato il Recovery. Gli si pu\u00f2 pienamente riconoscere la responsabilit\u00e0 di questa mega operazione finanziaria?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Andrea Del Monaco \u2013 Assolutamente si..<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">1) All\u2019inizio della pandemia ha riproposto gli Eurobond con il premier spagnolo Sanchez e il presidente francese Macron.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">2) Malgrado la cancelliera tedesca Merkel e il cancelliere austriaco Kurz abbiano bocciato l\u2019idea di veri e propri Eurobond, Conte \u00e8 riuscito ad ottenere, per finanziare il Recovery Fund, l\u2019emissione di titoli europei di debito garantiti dalla Commissione europea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">3) L\u2019accordo del Consiglio UE del 17-21 luglio 2020 sul Recovery Fund, \u00e8 una vittoria, per quanto striminzita sul piano quantitativo (rispetto alle risorse necessarie per fronteggiare la crisi economica), del Governo italiano, spagnolo e francese contro i paesi frugali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">4) Con Conte l\u2019Italia non ha preso i soldi del MES. Tuttavia ci\u00f2 a cui l\u2019Italia avrebbe dovuto rinunciare ab origine \u00e8 la quota di prestiti del Recovery Fund. I suddetti 122 miliardi di prestiti, date le condizionalit\u00e0 economiche, pi\u00f9 forti di quelle del MES, non sono convenienti per l\u2019Italia. Meglio emettere BTP che prendere i prestiti del Recovery e trovarsi la Troika in casa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Alba Vastano \u2013 \u201cNell\u2019insieme dei programmi del Pnrr c\u2019\u00e8 anche e soprattutto il destino del Paese\u201d. Cos\u00ec Mario Draghi, il tecnocrate, colui che ha messo in ginocchio la Grecia nel 2016. Intanto il lavoro, in barba all\u2019art.1 della Costituzione, \u00e8 ulteriormente messo sotto scacco. Sblocco dei licenziamenti e arrivano oltre 400 lettere di licenziamento agli operai della Gkn. Sotto la supervisione di super Mario-boss come e quando si attuer\u00e0 la distribuzione dei fondi del nuovo piano Marshall, legato al Pnrr?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Andrea Del Monaco \u2013 Il quando coincide con il sestennio 2021-2026. Il come sar\u00e0 il great reset (grande rifacimento) che lo stesso Mario Draghi ha considerato inevitabile. E allora occorre dire che il grande rifacimento sar\u00e0 un \u201cGrande Disfacimento\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Per avere i prestiti del Recovery Mario Draghi dovr\u00e0 fare le \u201criforme\u201d: non solo quelle buone, ma principalmente (mirando alla contrazione del deficit) il taglio delle pensioni, una nuova tassazione sulle case, nuove privatizzazioni (in primis sanit\u00e0) e flessibilizzazione ulteriore del lavoro. La Commissione Europea potr\u00e0 sospendere i pagamenti del Recovery Fund qualora uno Stato Membro non abbia corretto il disavanzo eccessivo o qualora non abbia adempiuto ad un programma di aggiustamento macroeconomico (un memorandum di austerit\u00e0).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">*Andrea Del Monaco. Esperto Fondi europei-Consulente per aziende e pubblica amministrazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E\u2019 stato consulente del secondo governo Prodi, della Conferenza dei Presidenti delle Assemblee regionali, dell\u2019Ambasciatore Roberto Rossi, della Regione Toscana, della regione Friuli e della Regione Umbria sui Por (Programmi operativi regionali) e sui Pon (Programmi operativi nazionali)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>FONTE<\/strong>:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/europa\/21383-andrea-del-monaco-pnrr-chi-l-ha-visto.html\">https:\/\/www.sinistrainrete.info\/europa\/21383-andrea-del-monaco-pnrr-chi-l-ha-visto.html<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da TERMOMETRO GEOPOLITICO Intervista ad Andrea Del Monaco, esperto in Fondi Europei. &nbsp; \u201cPer avere i prestiti del Recovery Mario Draghi dovr\u00e0 fare le \u201criforme\u201d: non solo quelle buone, ma principalmente (mirando alla contrazione del deficit) il taglio delle pensioni, una nuova tassazione sulle case, nuove privatizzazioni (in primis sanit\u00e0) e flessibilizzazione ulteriore del lavoro. 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