{"id":68142,"date":"2021-10-28T11:00:05","date_gmt":"2021-10-28T09:00:05","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=68142"},"modified":"2021-10-27T16:50:57","modified_gmt":"2021-10-27T14:50:57","slug":"la-russia-ha-una-visione-strategica-per-il-mar-nero-loccidente-no","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=68142","title":{"rendered":"La Russia ha una visione strategica per il Mar Nero, l&#8217;Occidente no"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di DIFESA ONLINE (Bruno Santorio)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-68143\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/251021-mar-nero-0-300x213.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"213\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/251021-mar-nero-0-300x213.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/251021-mar-nero-0.jpg 580w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Negli anni Quaranta del Novecento Nicholas John Spykman elaborava il concetto di \u00abrimland\u00bb1 la fascia \u201csemipermeabile\u201d marittima e costiera che delimita l\u2019isola-mondo e che ne \u00e8 contemporaneamente frontiera ed accesso. Questa \u00abcintura di mari marginali\u00bb \u00e8 ci\u00f2 che permette alla potenza marittima di proiettare le proprie forze verso l\u2019interno dello heartland, e nella competizione tra potenze continentali e potenze marittime \u00e8 il primo punto di attrito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 in queste aree che si addensano le manovre diplomatiche e militari delle potenze continentali, e la ragione non sta solo nella naturale tendenza a concentrare il proprio interessamento nell\u2019estero vicino: non pu\u00f2 infatti sfuggire la progressiva erosione di potenza che in queste \u201czone marginali\u201d ha luogo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La potenza egemone statunitense e, per estensione, i suoi alleati e in primis l\u2019Alleanza Atlantica, vedono continuamente saggiate, in tali contesti, la propria decisione e la propria unit\u00e0 di intenti ed obiettivi; nel tempo le iniziative di vaglio si sono fatte sempre pi\u00f9 audaci ed aggressive, come conseguenza del percepito declino degli USA quale potenza leader del blocco occidentale. Questa percezione \u00e8 del resto condivisa non solo da Russia e Cina, ma anche da altre potenze regionali, come l\u2019Iran e, in una certa misura, la Turchia. Tutte hanno mostrato la tendenza a prendere iniziative volte a testare la volont\u00e0 e la capacit\u00e0 di risposta di Stati Uniti e NATO nelle aree di influenza limitrofe, zone grigie dove sempre vi \u00e8 uno sbilanciamento di interessi tra la potenza egemone lontana e le ambizioni dell&#8217;attore locale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Pur essendo chiaro che un\u2019esplicita prova di forza spesso sarebbe solo controproducente, \u00e8 altres\u00ec evidente come l\u2019erosione di potenza sia un processo non sostenibile nel lungo periodo. \u00c8 un fenomeno che tende ad alimentare s\u00e9 stesso: la mancanza di possibilit\u00e0 o volont\u00e0 di spendersi nei confronti di piccoli alleati, o potenziali tali, al margine della sfera di influenza, e il disinteressamento, effettivo o apparente, porta in quel punto ad un riassetto dell\u2019equilibrio; la somma del riassetto degli equilibri locali riduce la potenza in termini assoluti, declinata sia come hardpower che come softpower, e incoragger\u00e0 questa tendenza altrove.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Inoltre l\u2019occupazione, diretta o indiretta, delle zone cuscinetto che erano presenti fino a inizio anni Duemila tra gli alleati del blocco occidentale e i suoi competitors ha soffocato gli spazi di manovra e posto molti degli alleati pi\u00f9 periferici alle strette. Questi si sono ritrovati a fare i conti con vicini minacciosi ed ingombranti, e non di rado sono stati in questo lasciati a loro stessi. Una situazione simile, se non affrontata, rischia di evolvere in uno di questi due scenari:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le potenze competitrici dell\u2019Occidente riescono progressivamente ad allargare le zone grigie evitando sempre il confronto diretto, ma aumentando la propria sfera di influenza e la propria rete di alleanze, fino a riuscire ad escludere dal singolo teatro la partecipazione di paesi amici del blocco NATO. Ci\u00f2 porta, anche senza precipitare in un conflitto, a un attrito continuo con localizzate corse agli armamenti e a interventi di warfare ibrido o cibernetico, e, se mal gestito, a perdere terreno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per errore di calcolo o volont\u00e0 precisa si arriva ad un conflitto aperto, in un teatro operativo in genere sfavorevole per logistica complessa e scarsa motivazione sul fronte interno. Gli Stati Uniti possono continuare a vantare a tutt\u2019oggi una superiorit\u00e0 militare notevole, ma la guerra, direbbe von Clausewitz, \u00e8 costantemente in rapporto con il caso e la fortuna.2<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In entrambi questi scenari l\u2019equilibrio nella politica internazionale andrebbe a spostarsi, non necessariamente a favore dell\u2019Occidente.3<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per questa ragione NATO e Stati Uniti non dovrebbero commettere l\u2019errore di ignorare settori solo apparentemente secondari, perch\u00e9 proprio l\u00ec si gioca la partita delle strategie indirette. In particolare la Federazione Russa, che non ha forze economiche e militari tali da porsi alla pari con Cina e Stati Uniti, concentra i propri sforzi in aree in cui sa di poter ottenere risultati validi, senza iper-estendersi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sotto questa luce va esaminata l\u2019area del Mar Nero, di cui non va mai dimenticato lo sbocco sul Mediterraneo, e che per completezza di analisi \u00e8 opportuno considerare, entro certi limiti, un tutt\u2019uno con il Mar Caspio. Questa zona costituisce per la Russia il corridoio di collegamento verso i mari caldi e il Medio Oriente, ed \u00e8 da secoli un settore in cui i governanti russi hanno voluto, e dovuto, concentrare la propria politica estera. La spinta verso sud costituisce, come \u00e8 noto, una delle direttrici di fondo della Russia, e l\u2019attenzione verso il Mar Nero ne \u00e8 una diretta conseguenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In termini generali di \u201cgrande strategia\u201d, si \u00e8 storicamente pensato all\u2019Unione Sovietica come estesa su due assi: un asse verticale principale, che va dall\u2019Artico alla linea di faglia del Mar Nero-Mar Caspio, ed uno orizzontale, secondario, che si muove tra il blocco occidentale europeo e la Cina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questo assetto \u00e8 in linea di principio rimasto nella Federazione Russa di oggi, ma con una maggiore equit\u00e0 d\u2019importanza tra i due assi, come in tempi recenti ha reso evidente uno spostamento sull\u2019asse orizzontale, oggi pi\u00f9 rilevante che in passato: l\u2019ostilit\u00e0 del blocco occidentale, culminato in seguito all\u2019invasione della Crimea nel 2014 ha infatti spinto il centro di equilibrio russo verso l\u2019Asia, e in particolare la Cina, distogliendolo in parte dal pi\u00f9 naturale affaccio verso l\u2019Europa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sarebbe tuttavia un errore applicare in toto le medesime categorie sovietiche alla Russia moderna, dal momento che, se in un certo senso restano intatte le aspirazioni di grande potenza e la nostalgia per il suo antico ruolo sulla scena internazionale, l\u2019approccio degli attuali decisori politici russi \u00e8 ben pi\u00f9 pragmatico: hanno fatto tesoro dello scorno di inizio anni Novanta, quando il divario tra l\u2019abitudine all\u2019imperium (e il conseguente atteggiamento pretenzioso) e l\u2019incapacit\u00e0 effettiva di imporlo aveva fatto allontanare dalla sfera di influenza russa molte repubbliche ex-sovietiche che potenzialmente sarebbero potute rimanere nell\u2019orbita della Federazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La minaccia e la coercizione da sole si sono rivelate strumenti limitati, e l\u2019amministrazione russa ora ne fa un uso diverso: la forza militare viene applicata in maniera rapida e decisa per difendere quelli che sono percepiti come interessi vitali, e allo stesso tempo funge da segnale chiaro di capacit\u00e0 bellica ad usum di tutti gli spettatori, in particolare quelli del vicinato. Per il resto l\u2019approccio monolitico e intimidatorio ha fatto spazio ad uno pi\u00f9 flessibile, modulato sugli attori di un teatro frastagliato e complesso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Preso atto di come tagliare fuori qualsiasi influenza occidentale con il ricorso a metodi violenti pi\u00f9 o meno espliciti fosse controproducente, la tendenza \u00e8 ora quella di incentivare la collaborazione con la Russia, facendo leva su influenza culturale (in particolare l\u00e0 dove la lingua costituisca un vantaggio di partenza) e vantaggi economici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Allo stesso tempo la Federazione cerca di isolare e debilitare attivamente eventuali influenze statunitensi o europee, ma dove necessario \u00e8 in grado di accettare pragmatici compromessi; in particolare finch\u00e9 questi non minaccino l\u2019armonia generale della strategia del Cremlino e, naturalmente, non cozzino con le linee rosse stabilite.4<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019approccio strategico russo si caratterizza dunque per tre aspetti di cui va riconosciuta e tenuta in considerazione l\u2019efficacia:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">lucidit\u00e0 di analisi, cio\u00e8 capacit\u00e0 di guardare alle singole situazioni riconoscendone le peculiarit\u00e0, ma senza mancare di inserirle nel contesto generale, avendo ben chiari gli obiettivi di medio e lungo periodo, i propri limiti e gli interessi vitali;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">pragmatismo, quindi disponibilit\u00e0 al compromesso, flessibilit\u00e0 e capacit\u00e0 di adattamento ai caratteri peculiari dell\u2019attore e della situazione che di volta in volta si presentano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">volont\u00e0 ferma di non rinunciare ai propri obiettivi minimi, stabiliti in base ad una valutazione realistica delle proprie possibilit\u00e0, e la consequenzialit\u00e0 nel mantenerli<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questi aspetti sono strettamente correlati: la capacit\u00e0 di realizzare un compromesso che si dimostri vantaggioso \u00e8 subordinata alla chiarezza nel riconoscere il proprio ruolo, le proprie capacit\u00e0 e la direzione verso cui si vuole spingere. Se questo viene a mancare il rischio \u00e8 quello della confusione, che condanna all\u2019insuccesso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nella macroregione del Mar Nero-Mar Caspio \u00e8 in atto la competizione per l\u2019assetto futuro degli equilibri europei con la potenza russa. La Federazione Russa cerca di renderla una regione di influenza semiesclusiva, o comunque privilegiata, in modo da assicurarsi contemporaneamente una posizione difensiva di vantaggio del proprio territorio ed una piattaforma di proiezione di potenza verso il \u00abventre molle\u00bb del Mediterraneo,5 verso il Medio Oriente e potenzialmente l\u2019Indo-Pacifico. \u00c8, questa, una delle aspirazioni di lungo periodo degli apparati russi: un corridoio economico che colleghi le regioni artiche con gli oceani a sud.6<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019importanza dell\u2019area non sembra essere adeguatamente percepita dalle amministrazioni europee appartenenti alla NATO, e ancor meno lo \u00e8 da parte delle amministrazioni USA. \u00c8 tuttavia opportuno valutare gli approcci russi e proporre delle contromisure, onde evitare uno squilibrio nella regione, deleterio non solo per gli interessi dell\u2019Occidente, ma potenzialmente foriero di conflittualit\u00e0 pi\u00f9 ampie. Nell\u2019area del Mar Nero, che pur presenta un livello di complessit\u00e0 superiore, si possono intravedere le impostazioni di uno schema generale in sintonia con quello applicato negli ultimi vent\u2019anni nella regione caspiana:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Estrema chiarezza negli scopi (Zweck) e negli obiettivi (Ziel), e precisa delineazione di quali siano quelli per cui si sia disposti a usare la forza per raggiungerli o difenderli, e dove invece si possa valutare un compromesso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Iniziative su misura per ogni singolo attore direttamente coinvolto, esercitando pressione, concedendo vantaggi o corteggiando, a seconda dei casi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Costruzione di una cornice narrativa generale in cui si sostiene la necessit\u00e0 di risolvere i problemi della regione internamente, evitando ingerenze esterne, e in cui molto spesso la Russia assume la posa di mediatore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Gestione ed influenza degli eventi, piuttosto che il loro assoluto controllo, per cui mancano le risorse e la forma mentis.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non va dimenticato che lo status di grande potenza, e il suo mantenimento, costituisce il motore di larga parte delle iniziative russe, e la declinazione prima di tale status \u00e8 la sicurezza. Sicurezza significa anche e soprattutto controllo del proprio estero vicino e mantenimento dei punti di accesso chiave.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019area del Mar Nero copre entrambi i requisiti, e comprende stati, come l&#8217;Ucraina e la Georgia, direttamente confinanti. Un aspetto che va sottolineato, perch\u00e9 si riflette in una evoluzione nella terminologia delle strategie declaratorie della Federazione: si \u00e8 passati dal \u00abnear abroad\u00bb degli anni Novanta alla \u00abimmediata vicinanza ai confini russi\u00bb del 2015.7 Vale a dire: tanto pi\u00f9 vicino lo stato, tanto pi\u00f9 viene considerato parte integrante della sicurezza del territorio russo. Il Mar Nero \u00e8 crocevia, dunque, di diversi interessi chiave della Federazione:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">la sua preoccupazione per la sicurezza, sia intesa in senso stretto (di accesso al suo territorio), sia in senso pi\u00f9 ampio (di possibilit\u00e0 di allargamento dell\u2019ombrello difensivo aereo e costiero);<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">l\u2019accesso che presenta alle linee di comunicazione globali;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">la possibilit\u00e0 di essere utilizzato per proiettare le proprie forze in altri teatri di interesse;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">qui vi sono gli unici porti su mari caldi della Russia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La complessit\u00e0 della gestione dell\u2019area, data dalla presenza di paesi membri della NATO, e aspiranti tali, si presta anche ad opportunit\u00e0. Infatti, \u00e8 abbastanza evidente come il comun denominatore dell\u2019approccio russo non sia tanto cercare di conquistare alla propria sfera diretta di influenza gli stati del Mar Nero, quanto piuttosto di creare nell\u2019Occidente attrito sufficiente a renderlo fratturato ed inefficace nel contestare la potenza russa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ci\u00f2 \u00e8 facilitato dalla mancanza di visione di insieme e dalla distrazione che debilita gli apparati occidentali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per portare avanti i propri obiettivi, e allo stesso tempo rendere l\u2019Occidente quanto meno possibile nelle condizioni di opporsi efficacemente, la Federazione Russa ricorre a un insieme di iniziative che \u00e8 possibile dividere in quelle che implicano in qualche modo l\u2019uso della forza, e quelle invece che non vi ricorrono. Tra queste ultime annoveriamo:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Esercitare influenza attraverso i mezzi di comunicazione: questo \u00e8 particolarmente rilevante nei paesi russofoni o in cui una significativa parte della popolazione residente capisca il russo (come in Bulgaria, Moldovia o Ucraina), ma si declina anche in termini di sostegno o diretto possesso di fonti mediatiche in lingua locale (come in Turchia e Romania).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sfruttare le politiche energetiche ed economiche: la politica energetica come leva tattica \u00e8 ormai tradizione nella cassetta degli strumenti a disposizione degli apparati russi. Questa pu\u00f2 essere sia in termini di incentivi: risorse a prezzi speciali, partnership per raffinerie, oleodotti\/gasdotti (e quindi tasse di transito), che come arma: taglio delle forniture, sostegno della concorrenza etc.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Operazioni clandestine: queste possono riguardare corruzione e ricatti, ma anche omicidi su commissione, estorsioni e minacce organizzate o supportate dai servizi di intelligence, uso strumentale del crimine organizzato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per quanto concerne le forze militari russe nell\u2019area, queste hanno il compito principale di difendere il fianco sud-ovest della Federazione, sia in termini diretti, cio\u00e8 potenziale corridoio di invasione del territorio nazionale, che indiretti, come la difesa delle infrastrutture e i porti. Non va dimenticato che Novorossiysk, a meno di 180 chilometri dal confine con la Crimea, \u00e8 il porto commerciale pi\u00f9 importante della nazione, con oltre 142 milioni di tonnellate di carico smistato in un anno. 8<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Fondamentali dunque sono le capacit\u00e0 di difesa anti aerea e missilistica, e pi\u00f9 ampiamente di area denial, per mantenere il controllo delle linee di comunicazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A questo si aggiunge il compito solo relativamente secondario di dissuadere gli stati vicini dal ledere apertamente gli interessi della Russia, e in generale assicurarsi che la sfera di influenza occidentale non si estenda senza difficolt\u00e0 fino alla periferia russa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La Federazione ha infatti dimostrato che nel momento in cui veda prevaricate le proprie linee rosse, l\u2019uso aperto della forza militare \u00e8 un\u2019opzione che \u00e8 disposta a perseguire fino in fondo. Questo offre il vantaggio di aggiungere credibilit\u00e0 nel momento in cui l\u2019impiego della forza sia solo minacciato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A questo proposito la crisi con l\u2019Ucraina di aprile 2021 ha mostrato non solo l\u2019efficacia di una posa intimidatoria ma anche come la Russia conti su una buona capacit\u00e0 di spostare truppe all\u2019interno del suo territorio, non pareggiata da stati europei, e con ogni probabilit\u00e0 questa \u00e8 una tattica generale su cui fanno conto gli apparati russi, e cio\u00e8 l\u2019esser in grado di concentrare relativamente un gran numero di forze terrestri in un unico punto in tempi brevi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ci\u00f2 si accompagna alla problematica economica di fondo che piaga la velleit\u00e0 di potenza della Federazione: non vi sono le risorse per poter mantenere contingenti numerosi su di un ipotetico fronte per periodi prolungati, ma questo \u00e8 compensato dalla capacit\u00e0 di raggiungere in breve tempo una saturazione a massa del teatro, che idealmente dovrebbe permettere una rapida risoluzione del conflitto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il medesimo approccio \u00e8 visibile dietro alle scelte fatte in termini di rinnovo dei mezzi e dello schieramento missilistico: pi\u00f9 che cercare unit\u00e0 con grandi capacit\u00e0 offensive, si mira a rendere costoso, per un ipotetico avversario terzo, intervenire attivamente in quella zona geografica e contemporaneamente mantenere in toto la capacit\u00e0 di rappresaglia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questo assume un valore utile per valutare una strategia di ampio respiro nella regione nel momento in cui lo si considera nel contesto storicamente rilevante della convivenza NATO-Unione Sovietica e, successivamente, NATO-Federazione Russa. Se da un lato \u00e8 chiaro come non vi siano regole fisse nella politica estera di uno stato, \u00e8 allo stesso tempo possibile osservare come la tendenza storica della Russia sia quella di evitare il conflitto aperto con la NATO, nella consapevolezza di non avere le capacit\u00e0, soprattutto economiche, di sostenere una guerra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Una visione chiara e una politica estera unitaria da parte dell\u2019Alleanza nella regione, accompagnata da una presenza diplomatica attiva e coesa, sarebbe dunque un tassello fondamentale per contenere correttamente gli eventuali eccessi russi, ed \u00e8 su questo che dovrebbero concentrarsi gli sforzi delle leadership dell\u2019occidente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Senza una visione strategica di lungo periodo per una zona che sembra periferica, ma confina direttamente con l\u2019Unione Europea, non sar\u00e0 possibile n\u00e9 opporsi efficacemente ad una perdita di importanza nell\u2019area n\u00e9 riuscire a sfruttare quelle finestre di opportunit\u00e0 che nella relazione con una superpotenza in difficolt\u00e0 come la Russia inevitabilmente si presentano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il rischio \u00e8 che tali opportunit\u00e0 vengano invece colte da altri attori, come la Cina, contribuendo ad accelerare notevolmente un processo di declino dell\u2019Occidente, in particolare quello europeo, evidente da alcuni anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Bruno Santorio (Centro Studi di Geopolitica e Strategia Marittima)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>1 Nicholas J. Spykman, The Geography of Peace, New York, Harcourt, Brace, 1944 (https:\/\/www.cambridge.org\/core\/journals\/american-journal-of-internationa&#8230;).<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>2 \u00abNessun genere di attivit\u00e0 umana \u00e8 cos\u00ec costantemente e generalmente in rapporto con il caso, come la guerra. Ma con il caso viene ad avere anche gran parte l\u2019elemento di incertezza, e con questo l\u2019elemento fortuna\u00bb (K. von Clausewitz, Della guerra, Mondadori 2011, pp. 34-35).<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>3 Predators on the Frontier &#8211; The American Interest (the-american-interest.com)<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>4 Nikolas k. Gvosdev, Russia\u2019s Southern Strategy, Foreign Policy Research Institute, novembre 2019, p. 8.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>5 F. Sanfelice di Monteforte, Le strategie declaratorie della NATO e dell&#8217;UE. Analisi dei concetti strategici, Aracne 2014, p. 64.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>6 https:\/\/www.themoscowtimes.com\/2019\/10\/08\/putin-wants-to-connect-russias&#8230;<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>7 Strategia Nazionale Russa 2015, para 17.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>8 http:\/\/www.nmtp.info\/en\/ (dati relativi al 2019).<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Foto: Russian Federation Defence Ministry \/ U.S. Army \/ Kremlin<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.difesaonline.it\/geopolitica\/analisi\/la-russia-ha-una-visione-strategica-il-mar-nero-loccidente-no\">https:\/\/www.difesaonline.it\/geopolitica\/analisi\/la-russia-ha-una-visione-strategica-il-mar-nero-loccidente-no<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di DIFESA ONLINE (Bruno Santorio) Negli anni Quaranta del Novecento Nicholas John Spykman elaborava il concetto di \u00abrimland\u00bb1 la fascia \u201csemipermeabile\u201d marittima e costiera che delimita l\u2019isola-mondo e che ne \u00e8 contemporaneamente frontiera ed accesso. Questa \u00abcintura di mari marginali\u00bb \u00e8 ci\u00f2 che permette alla potenza marittima di proiettare le proprie forze verso l\u2019interno dello heartland, e nella competizione tra potenze continentali e potenze marittime \u00e8 il primo punto di attrito. \u00c8 in queste aree&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":95,"featured_media":62263,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Difesa-online.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-hJ4","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/68142"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/95"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=68142"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/68142\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":68144,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/68142\/revisions\/68144"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/62263"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=68142"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=68142"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=68142"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}