{"id":68155,"date":"2021-10-28T09:00:31","date_gmt":"2021-10-28T07:00:31","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=68155"},"modified":"2021-10-28T08:52:33","modified_gmt":"2021-10-28T06:52:33","slug":"la-russia-si-prepara-ad-alzare-il-sipario","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=68155","title":{"rendered":"La Russia si prepara ad alzare il sipario"},"content":{"rendered":"<p><strong>da RETE VOLTAIRE (Thierry Meyssan)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<article class=\"hnews hentry item\">\n<div class=\"article-chapo crayon article-chapo-214451 entry-content\">\n<p><em>La Russia avanza a grandi passi per rendere operativi gli accordi di Ginevra dello scorso giugno. Fa rientrare la Siria nel consesso delle nazioni; si prepara a espellerne la Turchia, nonch\u00e9 a riconciliare Israele e Iran; consolida la propria presenza in Africa e distribuisce armi assolute in Asia. Gli Stati Uniti non sono pi\u00f9 i padroni del mondo. Chi non sta al passo degli attuali scombussolamenti far\u00e0 parte della schiera dei perdenti nell\u2019\u00e8ra che si sta preparando.<\/em><\/p>\n<\/div>\n<\/article>\n<article class=\"entry-content\">\n<div id=\"article-text\" class=\"article-text\">\n<div class=\"article-text-images crayon article-texte-214451 \">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019attuazione delle conclusioni del summit USA-Russia di Ginevra del 16 giugno 2021, la cosiddetta Yalta II, continua. Sembra che le concessioni di Washington a Mosca siano molto pi\u00f9 rilevanti di quanto immaginato. Il presidente Vladimir Putin continua il riordino del mondo, non solo nel Medio Oriente Allargato, ma anche in Africa e Asia. In quattro mesi si sono potuti osservare cambiamenti sostanziali. Come da tradizione, la Russia non fa annunci, ma sveler\u00e0 tutto in blocco, quando le cose saranno ormai irreversibili.<\/p>\n<div class=\"spip_document_232602 spip_document spip_documents spip_document_image spip_documents_center spip_document_center\">\n<figure class=\"spip_doc_inner\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.voltairenet.org\/local\/cache-vignettes\/L400xH300\/214432-1-5-0f215.jpg?1635235142\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"300\" \/><\/figure>\n<\/div>\n<h2><\/h2>\n<h2 class=\"spip\"><strong><span style=\"font-size: 14pt\">Gli anglosassoni hanno accettato la sconfitta<\/span><\/strong><\/h2>\n<p>A inizio settembre gli Stati Uniti avevano lasciato intendere di autorizzare di fatto lo Hezbollah a violare l\u2019embargo USA di Siria e Iran per procurarsi combustibile iraniano attraverso la Siria. In seguito la Giordania ha riaperto le frontiere con la Siria. Infine la stampa anglosassone ha dato il via a una serie di articoli che sdoganano il presidente Bashar al-Assad dai crimini di cui era accusato e lo riabilitano. Tutto \u00e8 iniziato con un articolo su <i>The Observer <\/i> \u2013 edizione domenicale di <i>The Guardian<\/i> \u2013 intitolato \u00abIl reietto Assad spacciato in Occidente come chiave della pace in Medio Oriente\u00bb<span class=\"spip_note_ref\">\u00a0[<a id=\"nh1\" class=\"spip_note\" title=\"\u00abAssad the outcast being sold to the west as key to peace in Middle East\u00bb,\u00a0(...)\" href=\"https:\/\/www.voltairenet.org\/article214451.html#nb1\" rel=\"appendix\">1<\/a>]<\/span>.<\/p>\n<div class=\"spip_document_232603 spip_document spip_documents spip_document_image spip_documents_right spip_document_right\">\n<figure class=\"spip_doc_inner\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.voltairenet.org\/local\/cache-vignettes\/L220xH293\/214432-2-5-2572a.jpg?1635235142\" alt=\"\" width=\"220\" height=\"293\" \/><\/figure>\n<\/div>\n<p>Passo dopo passo, si \u00e8 arrivati a <i>Newsweek<\/i>, che ha pubblicato in copertina la foto del presidente siriano, con il titolo \u00abRieccolo\u00bb, seguito dal sottotitolo esplicito \u00abSull\u2019onda del trionfo sugli Stati Uniti, il leader siriano Bashar al-Assad reclama un posto sulla scena mondiale\u00bb<span class=\"spip_note_ref\">\u00a0[<a id=\"nh2\" class=\"spip_note\" title=\"\u00abBachar is Back\u00bb, Tom O\u2019Connor, Newsweek, Octobrer 22, 2021.\" href=\"https:\/\/www.voltairenet.org\/article214451.html#nb2\" rel=\"appendix\">2<\/a>]<\/span>. La versione on-line del settimanale rincara la dose con la didascalia a una foto ove si parla del \u00abpresunto\u00bb attacco della Gutha, che i presidenti statunitense e francese, Barack Obama e Fran\u00e7ois Hollande, avevano imputato al \u00abregime criminale\u00bb, accusandolo di aver oltrepassato \u00abla linea rossa\u00bb. Addio quindi alla retorica decennale del \u00abBashar deve andarsene!\u00bb.<\/p>\n<p>La stampa anglosassone ha ormai digerito la disfatta militare, ammessa a giugno a Ginevra dallo stesso presidente Joe Biden. Il resto dell\u2019Occidente non potr\u00e0 che allinearsi.<\/p>\n<p>La riabilitazione della Siria sul piano internazionale \u00e8 in corso: Interpol ha preso misure correttive per mettere fine all\u2019emarginazione di Damasco; re Abdallah II di Giordania e sceicco Mohamed bin Zayed degli Emirati Arabi Uniti hanno fatto sapere che si sono incontrati con il presidente Assad. l\u2019Alto Commissario dell\u2019ONU per i Rifugiati, Filippo Grandi, si \u00e8 con discrezione recato a Damasco per discutere finalmente del rientro degli espatriati, cui gli Occidentali si sono opposti per decenni, pagando profumatamente i Paesi ospitanti, soprattutto allo scopo di non consentirne il rientro in patria.<\/p>\n<div class=\"spip_document_232604 spip_document spip_documents spip_document_image spip_documents_center spip_document_center spip_document_avec_legende\" data-legende-len=\"244\" data-legende-lenx=\"xxx\">\n<figure class=\"spip_doc_inner\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.voltairenet.org\/local\/cache-vignettes\/L400xH300\/214432-3-5-b8947.jpg?1635235142\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"300\" \/><figcaption class=\"spip_doc_legende\">\n<div class=\"spip_doc_titre  crayon document-titre-232604 \"><strong><span style=\"font-size: 10pt\">Di ritorno dall\u2019Africa, a bordo dell\u2019aereo che lo riportava in patria, parlando<\/span><\/strong><\/div>\n<div class=\"spip_doc_titre  crayon document-titre-232604 \"><strong><span style=\"font-size: 10pt\"> con la stampa il presidente turco Erdo\u011fan e la sua squadra hanno minacciato<\/span><\/strong><\/div>\n<div class=\"spip_doc_titre  crayon document-titre-232604 \"><strong><span style=\"font-size: 10pt\"> di espellere gli ambasciatori di dieci Paesi, fra cui Stati Uniti, Francia e Germania.<\/span> <\/strong><\/div>\n<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n<h2><\/h2>\n<h2 class=\"spip\"><span style=\"font-size: 14pt\"><strong>La Turchia vittima del proprio doppiogioco<\/strong><\/span><\/h2>\n<p>Il presidente turco Recep Tayyip Erdo\u011fan ha presentato al parlamento il prolungamento della missione delle forze armate turche contro i terroristi del PKK in Siria e Iraq, Paesi che Ankara occupa illegalmente.<\/p>\n<p>Erdo\u011fan fa il doppiogioco: membro della NATO, negozia con Washington l\u2019acquisto di 80 aerei da combattimento e di 60 kit per modernizzare la flotta; al tempo stesso per\u00f2 negozia con Mosca, da cui ha gi\u00e0 comperato gli S-400; un gioco pericoloso che volge al termine. Washington e Mosca mandano armi in Siria e potrebbero coalizzarsi per rimettere Ankara al proprio posto, come fecero nel 1956, durante la spedizione di Suez, con Londra, Tel Aviv e Parigi. La Russia \u00e8 consapevole che, nonostante le apparenze, non riuscir\u00e0 a separare la Turchia dagli USA. Infatti Mosca combatte l\u2019esercito turco in Libia e Siria, non si \u00e8 dimenticata dell\u2019impegno personale del presidente Erdo\u011fan in Cecenia e, pi\u00f9 in generale, del contrasto tra la Russia e gli ottomani.<\/p>\n<p>La battaglia di Deraa, nel sud della Siria, si \u00e8 conclusa a favore dell\u2019esercito siriano, consentendo alla Giordania di riaprire le frontiere. Gli jihadisti di stanza a Deraa hanno preferito deporre le armi piuttosto che rifugiarsi a Idlib e mettersi sotto protezione turca. Ora le truppe siriane si stanno ammassando attorno al governatorato occupato di Idlib, pronte a liberare il territorio.<\/p>\n<p>La stampa occidentale non ha fornito notizie sulla terribile battaglia di Deraa, dando per scontato che la citt\u00e0 non avrebbe potuto essere liberata senza il discreto ritiro d\u2019Israele e Stati Uniti. La popolazione, stremata dalle sofferenze, sembra al momento odiare sia i connazionali sia gli alleati di ieri che l\u2019hanno abbandonata.<\/p>\n<p>La Turchia si sta via via inimicando tutti i partner. In Africa compete con Stati Uniti e Francia. Il suo esercito combatte in Libia. In Somalia dispone di una base militare. Accoglie militari del Mali e li addestra, vende armi all\u2019Etiopia e al Burkina Faso, ha firmato un accordo di cooperazione con il Niger; per tacere della sua base militare in Qatar e dell\u2019impegno in Azerbaijan.<\/p>\n<p>La vicenda Osman Kavala \u2013 dal nome dell\u2019affarista di sinistra diventato uomo di George Soros in Turchia, arrestato nel 2017 \u2013 \u00e8 foriera di guai. Una decina di Stati \u2013 fra cui Stati Uniti, Francia e Germania \u2013 hanno diffuso sui social network una lettera per chiedere la liberazione immediata dell\u2019imputato, accusato di essere implicato nel tentativo di colpo di Stato militare del 15 luglio 2016. Il 22 ottobre il presidente Erdo\u011fan ha reagito apostrofando con la solita arroganza gli ambasciatori dei Paesi coinvolti: \u00abTocca a voi dare lezioni alla Turchia? Ma chi vi credete di essere?\u00bb.<\/p>\n<p>La posizione personale del presidente Erdo\u011fan sembra diventare sempre pi\u00f9 delicata. Nel suo stesso partito tira aria di fronda. I suoi potrebbero dargli il benservito se le cose a Idlib volgessero al peggio.<\/p>\n<div class=\"spip_document_232605 spip_document spip_documents spip_document_image spip_documents_center spip_document_center spip_document_avec_legende\" data-legende-len=\"46\" data-legende-lenx=\"x\">\n<figure class=\"spip_doc_inner\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.voltairenet.org\/local\/cache-vignettes\/L400xH300\/214432-4-5-d1372.jpg?1635235142\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"300\" \/><figcaption class=\"spip_doc_legende\">\n<div class=\"spip_doc_titre  crayon document-titre-232605 \"><strong><span style=\"font-size: 10pt\">Scena di guerra a Beirut il 14 ottobre 2021.<\/span> <\/strong><\/div>\n<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n<h2><\/h2>\n<h2 class=\"spip\"><span style=\"font-size: 14pt\"><strong>Il Libano in bilico tra un futuro radioso e la guerra civile<\/strong><\/span><\/h2>\n<p>Il presidente Joe Biden sembra intenzionato a lasciare il Libano alla Russia e a sfruttare le riserve di gas e petrolio a cavallo fra Libano e Israele. Ha mandato l\u2019israeliano-statunitense Amos Hochstein, suo consigliere di lunga data, a fare la spola fra Beirut e Tel Aviv. Il ricorso a questo personaggio attesta l\u2019estrema importanza di quanto c\u2019\u00e8 in gioco. Hochstein, ex ufficiale dello Tsahal, \u00e8 stato consigliere dell\u2019allora vicepresidente Biden e in tale veste gi\u00e0 nel 2015 gest\u00ec lo stesso dossier, sfiorando l\u2019accordo. Oggi quest\u2019uomo d\u2019affari amorale pu\u00f2 riuscirvi perch\u00e9 conosce bene sia il versante politico della vicenda sia i vincoli tecnici che implica lo sfruttamento degli idrocarburi. Hochstein spinge per lo sfruttamento dei giacimenti senza tuttavia risolvere la spinosa questione delle frontiere. Attraverso una convenzione preliminare, Libano e Israele potrebbero optare per una gestione condivisa e una ripartizione dei benefici.<\/p>\n<p>Nel Libano i leader dei gruppi confessionali tentano qualsiasi manovra pur di prolungare il proprio declinante potere, anche a costo di compromettere il futuro del Paese.<\/p>\n<p>Il parlamento libanese ha approvato nottetempo due emendamenti alla legge elettorale. Il primo, per anticipare al 27 marzo le elezioni legislative, inizialmente previste per l\u20198 maggio. I mussulmani chiedevano infatti di poter svolgere una campagna elettorale efficace, dal momento che la data prevista cadeva in pieno Ramadan. La nuova data sembra per\u00f2 un modo per impedire al generale Abbas Ibrahim, capo del controspionaggio, di essere eletto e succedere al presidente del parlamento Nabbi Berry. La Costituzione prevede infatti che gli alti funzionari possano entrare in politica non prima di sei mesi dalla cessazione dell\u2019incarico.<\/p>\n<p>Il presidente Emmanuel Macron ha previsto di dispiegare truppe francesi per \u00abgarantire la sicurezza\u00bb dei seggi elettorali. L\u20198 maggio per\u00f2 Macron probabilmente non sar\u00e0 pi\u00f9 presidente e il successore potrebbe non approvarne la decisione. Il 27 marzo invece Macron sar\u00e0 ancora alle leve del comando.<\/p>\n<p>Il secondo emendamento modifica la modalit\u00e0 di voto dei libanesi all\u2019estero. Non eleggeranno candidati esteri, ma voteranno i candidati della circoscrizione di origine. Alcuni sperano che la riforma modificher\u00e0 sostanzialmente i risultati. Per la verit\u00e0 il cambiamento \u00e8 poco rilevante giacch\u00e9 il sistema elettorale libanese fissa in anticipo il numero di deputati per gruppo confessionale, senza alcun rapporto con il peso demografico. Il Libano \u00e8 un istruttivo esempio di elezioni non-democratiche.<\/p>\n<p>L\u2019altra grande diatriba riguarda l\u2019inchiesta sull\u2019esplosione al porto di Beirut del 4 agosto 2020. Il giudice Tarek Bitar si scontra con tantissime immunit\u00e0, cominciando da quella dell\u2019ex primo ministro Hassan Diab, che al termine dell\u2019incarico \u00e8 fuggito negli Stati Uniti ed \u00e8 oggetto di mandato di cattura. Lo Hezbollah \u2013 che gi\u00e0 ha pagato lo scotto dell\u2019inchiesta sull\u2019assassinio di Rafic Hariri \u2013 non vuole che l\u2019istruttoria in corso segua lo stesso binario, ma deve fare i conti con il segreto istruttorio. Alla fine ha chiesto con veemenza una dichiarazione d\u2019incompetenza del giudice e organizzato una manifestazione a sostegno. Arrivato al quartiere cristiano il corteo se l\u2019\u00e8 presa con membri delle Forze Libanesi di Samir Geagea, che hanno ucciso sette sciiti e ne hanno ferito una trentina. Si riaffaccia lo spettro della guerra civile. Non si sa se le Forze Libanesi abbiano agito di propria iniziativa oppure su istigazione dell\u2019Arabia Saudita, di cui il cristiano Samir Geagea \u00e8 diventato ardente sostenitore.<\/p>\n<div class=\"spip_document_232606 spip_document spip_documents spip_document_image spip_documents_center spip_document_center spip_document_avec_legende\" data-legende-len=\"208\" data-legende-lenx=\"xxx\">\n<figure class=\"spip_doc_inner\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.voltairenet.org\/local\/cache-vignettes\/L400xH300\/214432-5-5-05fcf.jpg?1635235142\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"300\" \/><figcaption class=\"spip_doc_legende\">\n<div class=\"spip_doc_titre  crayon document-titre-232606 \"><strong><span style=\"font-size: 10pt\">Gli Stati Uniti non sono pi\u00f9 quelli di un tempo e un quarto degli israeliani<\/span><\/strong><\/div>\n<div class=\"spip_doc_titre  crayon document-titre-232606 \"><strong><span style=\"font-size: 10pt\"> \u00e8 russofono: il 22 ottobre 2021 il primo ministro israeliano, Nafata Bennett,<\/span><\/strong><\/div>\n<div class=\"spip_doc_titre  crayon document-titre-232606 \"><strong><span style=\"font-size: 10pt\"> si \u00e8 ossequiosamente recato a Soci per presentarsi.<\/span> <\/strong><\/div>\n<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n<h2><\/h2>\n<h2 class=\"spip\"><span style=\"font-size: 14pt\"><strong>Il lento avvicinamento di fratelli nemici, Israele e Iran<\/strong><\/span><\/h2>\n<p>Mosca affronta a tutto tondo la questione del conflitto fra Israele e Iran. Questi due Stati si scambiano discorsi ultra-bellicosi, ma quel che mettono in pratica \u00e8 cosa diversa. In realt\u00e0 agiscono di concerto per contrastare determinate tendenze politiche in casa propria. La caduta di Benjamin Netanyahu (discepolo del teorico colonialista Vladimir Jabotinsky) apre la via alla riconciliazione.<\/p>\n<p>Mentre gli Stati Uniti hanno adottato sanzioni contro Teheran per costringerla ad abbandonare il programma nucleare militare, la Russia non ha mai creduto che l\u2019Iran l\u2019abbia portato avanti dopo il 1988. Durante i negoziati 5+1 del 2013-15, sfociati nell\u2019Accordo di Vienna sul nucleare iraniano, Mosca non esigeva la fine del programma nucleare, ma che fosse messo sotto controllo per evitare la trasformazione in programma militare. Oggi la Russia \u00e8 ancora su questa posizione. Le discussioni attuali riguardano dettagli tecnici, per esempio l\u2019installazione di videocamere di controllo nelle centrali iraniane.<\/p>\n<p>La lentezza di Teheran nel trattare il problema gioca a suo sfavore. Certamente il governo Raisi nel frattempo negozia con l\u2019Arabia Saudita, che a sua volta tira per le lunghe la normalizzazione delle relazioni con Israele. Il presidente Ebrahim Raisi spera di ottenere una partizione dei ruoli con Riad e di darne l\u2019annuncio quando ceder\u00e0 sulla sorveglianza nucleare. Ma i sauditi sono impazienti e possono anche causare fastidi, come s\u2019\u00e8 visto con l\u2019attacco ai manifestanti dello Hezbollah a Beirut.<\/p>\n<p>Quanto agli israeliani, sottolineano che Teheran, diversamente da quanto afferma, non si appoggia semplicemente sulle comunit\u00e0 sciite straniere, bens\u00ec su ogni forza anti-israeliana, sciita o non sciita. Infatti l\u2019Iran fornisce armi ad Hamas, sunnita. Si tratta di un\u2019alleanza assai pericolosa, perch\u00e9 Hamas \u00e8 il ramo palestinese della Confraternita dei Fratelli Mussulmani, sostenuto da Turchia e Qatar, ma non dall\u2019Arabia Saudita. Ora nella comunit\u00e0 mussulmana non ci sono pi\u00f9 due campi (sciiti e sunniti), bens\u00ec tre: Iran, Arabia Saudita, nonch\u00e9 Turchia-Qatar.<\/p>\n<p>Mosca agisce con pazienza con Tel Aviv. Vuole portare Israele alla restituzione del Golan sottratto alla Siria, fornendo garanzie sulla non-aggressivit\u00e0 dell\u2019Iran e sul suo ritiro dalla Siria.<\/p>\n<div class=\"spip_document_232607 spip_document spip_documents spip_document_image spip_documents_center spip_document_center spip_document_avec_legende\" data-legende-len=\"174\" data-legende-lenx=\"xxx\">\n<figure class=\"spip_doc_inner\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.voltairenet.org\/local\/cache-vignettes\/L400xH300\/214432-6-5-581c3.jpg?1635235142\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"300\" \/><figcaption class=\"spip_doc_legende\">\n<div class=\"spip_doc_titre  crayon document-titre-232607 \"><span style=\"font-size: 10pt\"><strong>L\u20198 ottobre 2021, in un\u2019intervista televisiva, il primo ministro maliano,<\/strong><\/span><\/div>\n<div class=\"spip_doc_titre  crayon document-titre-232607 \"><span style=\"font-size: 10pt\"><strong>Choguel Kokalla Ma\u00efga, ha accusato la Francia di addestrare gli jihadisti<\/strong><\/span><\/div>\n<div class=\"spip_doc_titre  crayon document-titre-232607 \"><span style=\"font-size: 10pt\"><strong> che minacciano il Paese. <\/strong><\/span><\/div>\n<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n<h2><\/h2>\n<h2 class=\"spip\"><span style=\"font-size: 14pt\"><strong>Il Mali teme la Francia e cerca la protezione della Russia<\/strong><\/span><\/h2>\n<p>La disfatta occidentale in Siria ha conseguenze impreviste in Africa, ove tutti hanno compreso che l\u2019ordine che governava il mondo \u00e8 stato rovesciato e che \u00e8 pi\u00f9 vantaggioso allearsi con Mosca piuttosto che con gli Occidentali. Se taluni Stati africani cercano di diversificare i sostegni militari rivolgendosi alla Turchia, la Repubblica Centrafricana e il Mali sono stati i primi ad aver rimesso in discussione l\u2019aiuto dell\u2019Occidente.<\/p>\n<p>Dal 2018 la Russia affianca il governo della Repubblica Centrafricana nella risoluzione dei conflitti tribali \u2013 alimentati dalla Francia \u2013 che hanno fatto piombare il Paese nella guerra civile. Ma Mosca si \u00e8 rifiutata di far intervenire le proprie truppe fintanto che la situazione \u00e8 instabile; ha perci\u00f2 preferito inviare un\u2019agenzia militare privata, il Gruppo Wagner di Evguenij Prigozhin. Nel 2019 il governo ha sottoscritto un accordo di pace con i 14 principali gruppi armati del Paese. Il Paese si \u00e8 stabilizzato, ma il governo ne controlla soltanto una minima parte.<\/p>\n<p>Il Mali \u00e8 vittima diretta del rovesciamento nel 2011della Jamahiriya Araba Libica. Muammar Gheddafi agiva per la riconciliazione fra arabi e neri, sicch\u00e9 il suo assassinio ha risvegliato conflitti di secoli, causando in Libia il ripristino della schiavit\u00f9 e ridestando in Mali la volont\u00e0 di dominio degli arabi sulle popolazioni di colore. Un conflitto che si manifesta attraverso la spinta jihadista araba nel nord del Paese. Al momento, le forze francesi dell\u2019operazione Barkhane tentano d\u2019impedire la formazione di un Emirato islamico nel Sahel. Ci\u00f2 in pratica significa scongiurare la conquista di una zona a popolazione nera stanziale da parte di jihadisti arabi nomadi, senza per\u00f2 combatterne le organizzazioni.<\/p>\n<p>L\u20198 ottobre il primo ministro maliano, Choguel Kokalla Ma\u00efga, ha sputato il rospo dichiarando a <i>RIA Novosti <\/i> che la Francia addestra gli jihadisti nel campo di Kidal, il cui accesso \u00e8 vietato alle forze maliane<span class=\"spip_note_ref\">\u00a0[<a id=\"nh3\" class=\"spip_note\" title=\"\u00ab \u041f\u0440\u0435\u043c\u044c\u0435\u0440 \u041c\u0430\u043b\u0438 \u043e\u0431\u0432\u0438\u043d\u0438\u043b \u0424\u0440\u0430\u043d\u0446\u0438\u044e \u0432 \u043f\u043e\u0434\u0433\u043e\u0442\u043e\u0432\u043a\u0435 \u0442\u0435\u0440\u0440\u043e\u0440\u0438\u0441\u0442\u043e\u0432 \u00bb, \u0420\u0418\u0410 \u041d\u043e\u0432\u043e\u0441\u0442\u0438, 8 \u043e\u043a\u0442\u044f\u0431\u0440\u044f\u00a0(...)\" href=\"https:\/\/www.voltairenet.org\/article214451.html#nb3\" rel=\"appendix\">3<\/a>]<\/span>. L\u2019intervista \u00e8 stata ripresa ampiamente dalle televisioni russe, ma non ha raggiunto le onde francesi. <i>Le Monde<\/i> si \u00e8 limitato a pubblicare una precisazione di Choguel Kokala Ma\u00efga, che smentisce i negoziati con il Gruppo Wagner, ma al tempo stesso conferma i colloqui con Mosca\u2026 a proposito del Gruppo Wagner.<\/p>\n<p>L\u2019accusa di strumentalizzazione degli jihadisti \u00e8 molto plausibile: all\u2019inizio della missione la Francia trattenne i propri soldati per lasciare tempo agli addestratori qatarioti degli jihadisti di ritirarsi. Altri jihadisti, questa volta in Siria, organizzarono manifestazioni per denunciare il doppiogioco della Francia, che da un lato li sosteneva in Medio Oriente e dall\u2019altro proclamava di volerli combattere in Africa. Quando il ministro degli esteri russo, Sergej Lavrov, espresse il proprio stupore all\u2019omologo francese dell\u2019epoca, Laurent Fabius, questi rispose ridendo che si trattava di <i>realpolitik<\/i>.<\/p>\n<p>La giunta del colonnello Assimi Go\u00efta (discepolo del rivoluzionario terzomondista Thomas Sankara) sta negoziando con la Russia per difendere il Paese dagli jihadisti inquadrati dalla Francia. Mosca dovrebbe agire come nella Repubblica Centrafricana: inviare un migliaio di uomini del Gruppo Wagner per ristabilire la pace civile. Il servizio reso dalla societ\u00e0 militare russa dovrebbe essere pagato dall\u2019Algeria.<\/p>\n<div class=\"spip_document_232608 spip_document spip_documents spip_document_image spip_documents_center spip_document_center spip_document_avec_legende\" data-legende-len=\"112\" data-legende-lenx=\"xx\">\n<figure class=\"spip_doc_inner\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.voltairenet.org\/local\/cache-vignettes\/L400xH300\/214432-7-5-b9235.jpg?1635235142\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"300\" \/><figcaption class=\"spip_doc_legende\">\n<div class=\"spip_doc_titre  crayon document-titre-232608 \"><strong><span style=\"font-size: 10pt\">L\u2019arma assoluta: un Paese piccolo come la Corea del Nord avrebbe<\/span><\/strong><\/div>\n<div class=\"spip_doc_titre  crayon document-titre-232608 \"><strong><span style=\"font-size: 10pt\">lanciato un missile ipersonico, lo Hwasong-8.<\/span> <\/strong><\/div>\n<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n<h2><\/h2>\n<h2 class=\"spip\"><span style=\"font-size: 14pt\"><strong>L\u2019equilibrio delle forze rimesso in discussione<\/strong><\/span><\/h2>\n<p>Una appresso l\u2019altra, Cina<span class=\"spip_note_ref\">\u00a0[<a id=\"nh4\" class=\"spip_note\" title=\"\u00ab China\u2019s leap in hypersonic missile technology shakes US intellligence \u00bb,\u00a0(...)\" href=\"https:\/\/www.voltairenet.org\/article214451.html#nb4\" rel=\"appendix\">4<\/a>]<\/span> e Corea del Nord avrebbero lanciato missili ipersonici. La Cina smentisce, la Corea invece lo proclama a gran voce. Gli esperti, i parlamentari, nonch\u00e9 i generali americani sono terrorizzati perch\u00e9 gli USA non riescono a controllare questa tecnologia che li rende vulnerabili. Si tratta di un tipo di missile che nasce dalla tecnologia sovietica. Nel 2019 il presidente Vladimir Putin aveva annunciato all\u2019Assemblea Federale che la Russia sarebbe stata presto in grado di governare questi missili con cariche atomiche, capaci di colpire ovunque sulla terra, senza essere intercettati<span class=\"spip_note_ref\">\u00a0[<a id=\"nh5\" class=\"spip_note\" title=\"\u201cVladimir Putin Address to Russian Federal Assembly\u201d, by Vladimir Putin,\u00a0(...)\" href=\"https:\/\/www.voltairenet.org\/article214451.html#nb5\" rel=\"appendix\">5<\/a>]<\/span>. Dal momento che \u00e8 impossibile che Cina e, a maggior ragione, Corea del Nord abbiano raggiunto improvvisamente un livello tecnico cos\u00ec elevato, gli esperti sono unanimemente concordi nel ritenere che la Russia abbia fornito loro una versione della propria arma.<\/p>\n<p>Un trasferimento di tecnologia che sarebbe avvenuto prima dell\u2019annuncio dell\u2019Alleanza Australia\/Regno Unito\/USA (AUKUS) e che annulla gli sforzi di Washington di fronte a Beijing e Pyongyang. Gli Occidentali non solo hanno subito in Siria una terribile disfatta, che li obbliga ad accettare un nuovo ordine mondiale, ma si ritrovano con uno scudo antimissili impotente e altre armi obsolete.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<p>Traduzione: Rachele Marmetti<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<p><strong>FONTE: <a href=\"https:\/\/www.voltairenet.org\/article214451.html\">https:\/\/www.voltairenet.org\/article214451.html<\/a><\/strong><\/p>\n<\/article>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da RETE VOLTAIRE (Thierry Meyssan) &nbsp; La Russia avanza a grandi passi per rendere operativi gli accordi di Ginevra dello scorso giugno. Fa rientrare la Siria nel consesso delle nazioni; si prepara a espellerne la Turchia, nonch\u00e9 a riconciliare Israele e Iran; consolida la propria presenza in Africa e distribuisce armi assolute in Asia. Gli Stati Uniti non sono pi\u00f9 i padroni del mondo. 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