{"id":68198,"date":"2021-10-29T12:06:27","date_gmt":"2021-10-29T10:06:27","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=68198"},"modified":"2021-10-29T12:06:44","modified_gmt":"2021-10-29T10:06:44","slug":"la-reconquista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=68198","title":{"rendered":"La reconquista"},"content":{"rendered":"<p>da <strong>L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE<\/strong> (Alessandro Marmiroli)<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><span style=\"font-size: 14pt\">In Ecuador i Siekopai lottano per difendere il loro stile di vita e il loro territorio<\/span><\/p>\n<p class=\"has-drop-cap\"><strong><a href=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/inevidenza\/elogio-mondo-perduto-amazzonia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Anche in un piccolo paese come l\u2019Ecuador 200 ettari sono forse poca cosa per l\u2019Amazzonia, ma per un popolo che vede se stesso come un\u2019unica entit\u00e0 con il proprio territorio ancestrale e gli spiriti che lo abitano, venir derubati anche solo di quei 200 ettari \u00e8 come perdere un pezzo di se stesso<\/a><\/strong>. Se quel popolo \u00e8 ormai ridotto a poco pi\u00f9 di 700 anime\u00a0poi, qualcuna di pi\u00f9 con i parenti che vivono oltreconfine in Per\u00f9, si tratta\u00a0allora\u00a0di un\u00a0drammatico\u00a0passo verso l\u2019estinzione culturale e fisica che da tempo\u00a0<strong>minaccia la sopravvivenza dei Siekopai<\/strong>,\u00a0la \u201cgente\u00a0dei molti colori\u201d\u00a0eredi\u00a0di una\u00a0ricca\u00a0cultura\u00a0e un\u2019originaria cosmovisione\u00a0dell\u2019Amazzonia ecuadoriana. Seconda pi\u00f9 piccola nazionalit\u00e0\u00a0indigena\u00a0del piccolo paese a cavallo dell\u2019Equatore, hanno condiviso\u00a0nel\u00a0secolo\u00a0scorso\u00a0il destino di molte altre popolazioni loro vicine quando nelle selve della\u00a0regione\u00a0del Sucumbios stretta tra le Ande, la Colombia e il Per\u00f9\u00a0venne trovato il\u00a0<strong>petrolio<\/strong>, ultima e definitiva calamita\u00a0per l\u2019invasione di quelle terre ancora relativamente vergini da parte di\u00a0petrolieri\u00a0statunitensi e coloni ecuadoriani alla ricerca di lavoro nei pozzi e terre coltivabili.\u00a0Ai Siekopai and\u00f2\u00a0un po\u2019\u00a0meglio di altre comunit\u00e0 che si trovarono\u00a0in mezzo alla\u00a0strada della civilizzazione, scansate a forza per farla passare meglio e scomparse\u00a0nell\u2019ordalia di distruzioni di villaggi,\u00a0dubbi uffici dei missionari\u00a0del tempo\u00a0e l\u2019avvelenamento dei fiumi con gli scarti tossici dell\u2019estrazione del petrolio in quello che divenne col tempo uno dei peggiori disastri ambientali di sempre, lo sversamento di liquami petroliferi ad opera di Texaco nell\u2019Amazzonia settentrionale dell\u2019Ecuador, diventata celebre in anni recenti grazie ad una storica vittoria legale contro la multinazionale USA, nel frattempo diventata Chevron.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-145711\" src=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/v2\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/A062FF08-5A42-4C8A-BFA9-7BAB4E3A42FE.jpeg\" alt=\"\" width=\"1280\" height=\"927\" \/><\/figure>\n<p>Solo nel 1991\u00a0i Siekopai\u00a0riescono a farsi riconoscere legalmente dallo Stato\u00a0la propriet\u00e0 di parte di quello che fu il loro territorio storico, del quale fa ancora oggi parte \u00a0una delle pi\u00f9 rigogliose e ricche di biodiversit\u00e0 regioni amazzoniche.\u00a0<strong>Il riconoscimento legale non ha per\u00f2 messo fine alle minacce e alla depredazione, e le deboli cornici legali e istituzionali non sempre hanno saputo garantire il rispetto di quello che leggi e confini tracciati sulle mappe\u00a0dovevano\u00a0garantire<\/strong>. E cosi, quando a partire dal 2008 gruppi di coloni iniziarono a occupare illegalmente il territorio Siekopai, disboscando per\u00a0sottrarre legname pregiato e far spazio a campi e bestiame,\u00a0cacciando\u00a0e pescando illegalmente\u00a0inquinando acqua e terra, nessuna autorit\u00e0 intervenne per far rispettare le sentenze favorevoli agli indigeni emesse dai tribunali\u00a0locali, in base alle quali i coloni\u00a0avrebbero dovuto sloggiare dai 200 ettari\u00a0invasi.\u00a0<strong>Dopo secoli di soprusi per\u00f2\u00a0i Siekopai\u00a0hanno deciso di combattere\u00a0con regole nuove\u00a0e,\u00a0durante l\u2019estate\u00a0e preso atto che dall\u2019autorit\u00e0 non sarebbe venuto aiuto,\u00a0hanno\u00a0cacciato\u00a0gli invasori e\u00a0demolito i loro\u00a0insediamenti<\/strong>\u00a0in quella che forse \u00e8\u00a0la\u00a0prima azione di\u00a0riconquista\u00a0delle terre rubate\u00a0ai popoli originari nella storia ecuadoriana o, almeno, certo quella pi\u00f9 mediaticamente pianificata online e offline, accompagnata da manifestazioni, conferenze stampa e social network\u00a0che hanno raggiunto anche la capitale Quito.\u00a0Copricapi di piume in testa, lance in una mano e atti giudiziari nell\u2019altra, ai primi di luglio e dopo un\u2019assemblea\u00a0di tutta la nazionalit\u00e0\u00a0dove\u00a0si \u00e8\u00a0deciso\u00a0di passare all\u2019azione, avvalendosi dei propri\u00a0diritti di autogoverno che la Costituzione garantisce ai popoli indigeni i dirigenti Siekopai si sono presentati ai coloni intimandogli di abbandonare entro 48 ore il proprio territorio, e contemporaneamente avvisando le autorit\u00e0 provinciali a presenziare\u00a0a garanzia dei diritti di invasi e invasori.\u00a0Due giorni dopo l\u2019ultimatum \u00e8 scaduto. Centinaia di Siekopai si sono radunati all\u2019alba del 7 luglio in un\u00a0villaggio lungo il rio Aguarico,\u00a0celebrato\u00a0antichi riti di guerra e bevuto\u00a0la bevanda sacra, lo\u00a0Yag\u00e9, per\u00a0chiamare a raccolta\u00a0le forze spirituali, e sono partiti per affrontare gli invasori.\u00a0Quelli per\u00f2\u00a0avevano gi\u00e0 capito che\u00a0s\u2019era\u00a0fatto\u00a0tempo per levar\u00a0le tende e, salvo un pugno di famiglie che\u00a0qualche cavillo legale per rimanere li per il momento erano riuscite a trovarlo, tutte le altre avevano gi\u00e0 sgomberato il campo\u00a0poche ore prima dell\u2019arrivo della lunga colonna, quasi tutto il popolo Siekopai,\u00a0di uomini e donne venuti a reclamare il proprio territorio.\u00a0Tutto \u00e8 allora finito rapidamente, con la demolizione delle\u00a0case\u00a0abbandonate e il rientro nei propri villaggi.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-145712\" src=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/v2\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/3ED65D8B-2558-4152-A254-72485EEE7BE0.jpeg\" alt=\"\" width=\"1536\" height=\"2048\" \/><\/figure>\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p>\u201c\u00c8\u00a0stato un atto di autogoverno e autodeterminazione, che la costituzione dello Stato \u00a0Plurinazionale dell\u2019Ecuador ci riconoscenel nostro territorio\u201d<\/p><\/blockquote>\n<p>afferma Justino Piaguaje, carismatico e corpulento leader dei Siekopai,\u00a0<strong>rifiutando l\u2019etichetta di azione di forza\u00a0che ridurrebbe questa,\u00a0piccola,\u00a0storica vittoria di una minuscola popolazione amazzonica ad una schermaglia di poco conto con qualche colono<\/strong>.\u00a0Si \u00e8 trattato invece, oltre che della prima nota azione di riconquista del territorio nel paese da parte dei popoli originari, di un\u2019azione forte\u00a0e\u00a0non violenta,\u00a0all\u2019interno della legge e mediaticamente vincente che ha dimostrato come anche un piccolo popolo indigeno possa sfruttare a proprio vantaggio i mezzi della modernit\u00e0 per\u00a0vincere le aggressioni\u00a0e le ingiustizie\u00a0che ancora oggi come 500 anni fa subiscono le popolazioni natie\u00a0di Abya Yala. Ingiustizie\u00a0che, tuttavia, negli ultimi decenni hanno incontrato una crescente\u00a0risposta\u00a0con il sorgere e rafforzamento delle\u00a0organizzazioni\u00a0e movimenti\u00a0nazionali ed internazionali indigeni. Dall\u2019evento spartiacque dell\u2019insurrezione zapatista\u00a0in Chiapas nel 1994,\u00a0fino ad arrivare alle nuove costituzioni che paesi come Ecuador e\u00a0Bolivia hanno approvato durante la stagione di progresso\u00a0latinoamericano\u00a0apertasi\u00a0all\u2019inizio del secolo\u00a0con l\u2019elezione degli ex presidenti Correa e Morales, dove le istanze indigene trovarono\u00a0giusto riconoscimento con l\u2019inserimento del concetto di \u201cstato plurinazionale\u201d nelle nuove Carte, passando per innumerevoli battaglie grandi e piccole, l\u2019indigenismo si \u00e8 imposto come forza politica e sociale di rilievo.\u00a0E se tanti traguardi ha saputo raggiungere,\u00a0le minacce\u00a0sono\u00a0ben lontane dall\u2019essere sconfitte come il colpo di stato\u00a0dalle tinte fortemente razziste in Bolivia nel 2019\u00a0\u00e8\u00a0li a ricordare, assieme per\u00f2 alla vittoriosa resistenza del movimento indigeno locale\u00a0che ha portato nella scorsa primavera\u00a0al ristabilirsi della democrazia e di un governo legittimo, espressione del movimento stesso. Ora, con la recente nascita\u00a0di\u00a0<strong>Runasur<\/strong>, l\u2019organizzazione del movimenti indigeni voluta da Evo Morales con l\u2019obiettivo di unire come non mai in precedenza\u00a0i popoli\u00a0originari dell\u2019America Latina, si aprono forse nuove strade per\u00a0uscire dal buio della notte dei 500 anni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0 <a href=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/controcultura\/esteri\/la-reconquista\/\">https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/controcultura\/esteri\/la-reconquista\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Alessandro Marmiroli) In Ecuador i Siekopai lottano per difendere il loro stile di vita e il loro territorio Anche in un piccolo paese come l\u2019Ecuador 200 ettari sono forse poca cosa per l\u2019Amazzonia, ma per un popolo che vede se stesso come un\u2019unica entit\u00e0 con il proprio territorio ancestrale e gli spiriti che lo abitano, venir derubati anche solo di quei 200 ettari \u00e8 come perdere un pezzo di se stesso. 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