{"id":68285,"date":"2021-11-04T11:30:21","date_gmt":"2021-11-04T10:30:21","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=68285"},"modified":"2021-11-02T20:55:46","modified_gmt":"2021-11-02T19:55:46","slug":"vincere-senza-combattere-cultura-strategica-cinese-di-alban-wilfert","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=68285","title":{"rendered":"Vincere senza combattere. Cultura strategica cinese di Alban Wilfert"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">di\u00a0<strong>ITALIAEILMONDO\u00a0<\/strong>(<strong>Giuseppe Germinario<\/strong>)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-featured_image size-featured_image wp-post-image\" src=\"http:\/\/italiaeilmondo.com\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/esercito-di-terracotta-710x280.jpg\" alt=\"\" width=\"710\" height=\"280\" \/><\/p>\n<div class=\"entry clearfix\" style=\"text-align: justify\">\n<h4><strong>Alcuni sono preoccupati per il rischio di una guerra imminente tra Stati Uniti e Cina, potenze mondiali all\u2019inizio del 21\u00b0 secolo.\u00a0Se la Cina sta investendo sempre di pi\u00f9 nel suo esercito, il primo al mondo per numero, \u00e8 l\u2019unico membro permanente del Consiglio di sicurezza dell\u2019Onu a non aver sparato un colpo fuori dai suoi confini dal 1988.\u00a0L\u2019atteggiamento cinese di non fare la guerra si basa su una vecchia cultura strategica caratterizzata da una certa continuit\u00e0, ma regolarmente rinnovata.<\/strong><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Studiare la cultura strategica cinese significa mettere in discussione il modo in cui la Cina affronta la strategia sia come stato dotato di mezzi militari sia come societ\u00e0 che produce un pensiero.\u00a0La strategia, definita da Georges-Henri Soutou come \u201cl\u2019arte della dialettica delle volont\u00e0 e delle intelligenze che impiega, tra l\u2019altro, la forza o la minaccia di ricorrere alla forza per fini politici\u201d, consiste non solo nell\u2019uso della forza, ma anche nel il suo semplice potenziale, che riesca o meno, che \u00e8 illustrato dal caso cinese.<\/p>\n<h3><strong>Il pensiero strategico antico quanto al centro delle notizie<\/strong><\/h3>\n<p>Il pi\u00f9 antico trattato di strategia che ci sia pervenuto, L\u2019arte della guerra di Sun Tzu, proviene dalla Cina.\u00a0Sembra sia stato scritto intorno al V secolo aC, epoca degli Stati Combattenti, stati principeschi che risolvono le loro controversie con le armi in pugno.\u00a0La guerra vi passa dalla mischia rudimentale ad una questione di eserciti permanenti, diversificati e professionali, favorevoli all\u2019espressione dei talenti individuali degli ufficiali.\u00a0Sun Tzu dispensa poi consigli che, se mirano a prevalere in questo nuovo paradigma, lo superano al punto che, pi\u00f9 di duemila anni dopo, lo stratega britannico\u00a0<a href=\"https:\/\/fr.wikipedia.org\/wiki\/Basil_Henry_Liddell_Hart\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Liddell-Hart<\/a>scrive che \u201cnon sono mai stati superati in ampiezza e profondit\u00e0 di giudizio\u201d.\u00a0Sun Tzu, infatti, vede la guerra come \u201cuna questione di vitale importanza per lo Stato\u201d, onnipresente e non anormale, ma non professa un uso illimitato e permanente della forza.\u00a0Al contrario, con lui, il combattimento \u00e8 solo l\u2019ultima risorsa, quando l\u2019uso dell\u2019astuzia, per \u201cattaccare i piani del nemico\u201d e le sue \u201calleanze\u201d, non \u00e8 stato sufficiente. .\u00a0Devi conoscere il tuo nemico, per mezzo di spie.\u00a0Al contrario, \u00e8 necessario fingere debolezza quando siamo forti e forza quando siamo deboli.\u00a0\u201cLa guerra si basa sull\u2019inganno\u201d e l\u2019apice dell\u2019abilit\u00e0 \u00e8 vincere senza combattere, non \u201cconquistare cento vittorie in cento battaglie\u201d.\u00a0In questo modo,\u00a0\u201cUn esercito vittorioso \u00e8 vittorioso prima di cercare il combattimento\u201d.\u00a0Una guerra prolungata non pu\u00f2 essere vantaggiosa per lo stato, quindi prendere una citt\u00e0 intatta \u00e8 meglio che iniziare un lungo e costoso assedio, e \u201cci sono strade da non prendere, truppe da non colpire, citt\u00e0 da non colpire. assalto e terra da non contestare\u201d.\u00a0L\u2019interesse prevale e il desiderio di sorpresa non deve mai portare a rischi avventati.\u00a0A volte \u00e8 meglio lasciare che il nemico prenda una citt\u00e0, per raggiungere obiettivi a lungo termine pi\u00f9 importanti, e meglio un generale razionale che disobbedisca al sovrano quando necessario, piuttosto che un signore della guerra senza paura.\u00a0Soprattutto bisogna sapersi adattare alle situazioni esistenti.\u00a0Questo consiglio generale permette ai precetti del Maestro Sole un\u2019eterna giovinezza.\u00a0Il suo pensiero \u00e8 un pensiero delle variazioni, del circostanziale:<\/p>\n<p>\u00c8 evidente l\u2019influenza dei tredici capitoli sulla Cina fino all\u2019epoca della Repubblica Popolare Cinese (RPC) che nacque, nel 1949, dalla vittoria dei comunisti nella guerra civile che li opponeva ai nazionalisti del Kuomintang ( KMT).\u00a0Dopo il disastro di Nan Ch\u2019ang, Mao Zedong prefer\u00ec seguire il consiglio di Sun Tzu piuttosto che gli ordini del Comitato Centrale del Partito, iniziando dall\u2019ottobre 1934 all\u2019ottobre 1935, la Lunga Marcia, un vasto ritiro di 10.000 km verso il nord-est della Cina volto ad evitare combattere contro un nemico meglio posizionato con l\u2019iniziativa.\u00a0Mao ha quattro slogan affrontati: \u201cIl nemico avanza \u2013 noi ci ritiriamo, il nemico si ferma \u2013 lo preoccupiamo, il nemico \u00e8 esausto \u2013 lo colpiamo, il nemico si ritira \u2013 lo inseguiamo!\u201d\u00a0\u201c.\u00a0In effeti,\u00a0la manovra permette di passare dialetticamente dalla difensiva alla controffensiva, un tempo sulle montagne del nord dove la popolazione \u00e8 favorevole ai comunisti e il nemico lontano dalle sue basi.\u00a0L\u00ec, fuorviato dall\u2019eccessiva fiducia in se stesso che lo ha guadagnato a furia di perseguire un\u2019Armata Rossa che credeva debole, viene sconfitto.<\/p>\n<p>La strategia che Mao poi fa seguire al regime rimane, tra le righe, intrisa di questo pensiero antico.\u00a0La \u201cstrategia di autodifesa nucleare\u201d, che mira a realizzare una forza deterrente dal debole al forte mediante il possesso di un arsenale nucleare sufficiente a infliggere al nemico danni dello stesso ordine di quello che provocherebbe con un attacco nucleare, d\u00e0 rinnovata rilevanza al consiglio di usare la forza solo come ultima risorsa.<\/p>\n<h6>Da leggere anche<\/h6>\n<p><strong><a class=\"broken_link\" href=\"https:\/\/www.revueconflits.com\/https:\/\/revueconflits.aboshop.fr\/common\/product-article\/109?utm_source=web_portal\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Nuovo numero speciale: Approfondimenti sulla guerra<\/a><\/strong><\/p>\n<h3><strong>Forza dentro, diplomazia e sotterfugio fuori?\u00a0Cultura strategica in azione<\/strong><\/h3>\n<p>L\u2019impero cinese, che dur\u00f2 dal III secolo aC al 1911, voleva essere tian xia, padrone di \u201ctutto ci\u00f2 che \u00e8 sotto il cielo\u201d.\u00a0Da questa pretesa simbolica di universalit\u00e0 scaturiva una visione concentrica del mondo.\u00a0Il primo cerchio comprendeva lo spazio imperiale delimitato e l\u2019ultimo l\u2019esterno del mondo cinese;\u00a0in mezzo c\u2019erano i vicini stati tributari, l\u2019ultimo cerchio in cui l\u2019Impero si riservava il diritto di intervenire.\u00a0Anche se questo non \u00e8 un espansionismo in stile occidentale, dal momento che la Cina non ha imposto la sua cultura agli altri con la forza, la sua strategia difficilmente si \u00e8 discostata da questa concezione.\u00a0La spedizione dell\u2019ammiraglio Zheng He in Africa nel XV secolo non ha mai visto un futuro: l\u2019ultimo intervento cinese al di l\u00e0 dei mari risale al XVII secolo.\u00a0A volte ancora<a href=\"https:\/\/www.herodote.net\/Empereur_communiste-synthese-204.php\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Mao Zedong<\/a>\u00a0come Tchang Ka\u00ef-shek ha quindi cercato di unificare il Paese con l\u2019uso della forza, la Cina volendo essere uno Stato multinazionale comprendente minoranze etniche: \u00e8 fuori discussione per lei lavorare per compromessi con i \u201cbriganti\u201d. separatisti \u201cche potrebbero minare lo Stato.\u00a0La notizia ci mostra quali atrocit\u00e0 possono provocare sulla popolazione uigura.<\/p>\n<p>I passati interventi esterni della Cina hanno risposto alla stessa logica: evitare il caos interno.\u00a0L\u2019invio di truppe in Corea nel 1950 mirava a stabilizzare il regime contro le forze interne \u201ccontrorivoluzionarie\u201d che potevano emergere rafforzate da una vittoria del campo capitalista.\u00a0L\u2019uso della forza all\u2019estero, anche per le ostilit\u00e0 ideologiche della Guerra Fredda, risponde a un preciso obiettivo strategico, legato all\u2019interno della cerchia ristretta.<\/p>\n<p>Le grandi vittorie cinesi sono per\u00f2 frutto della diplomazia.\u00a0Nel 1997 e nel 1999, Hong Kong e Macao sono state rispettivamente cedute dal Regno Unito e dal Portogallo, unendo la RPC con lo status di regioni amministrative speciali (SAR) che consente loro di mantenere le loro specificit\u00e0 e la loro autonomia per 50 anni.\u00a0Tuttavia, il giorno stesso di queste retrocessioni, l\u2019Esercito Popolare di Liberazione (APL) entr\u00f2 in questi territori, contrassegnandoli come appartenenti alla cerchia unificata ex-imperiale.\u00a0Nel 2019 e nel 2020, le proteste di Hong Kong vedono Pechino minacciare di impiegare l\u2019esercito in caso di richiesta del governo locale, lo status di SAR subordinando ad esso l\u2019uso della forza militare e quindi ostacolando una cultura strategica che lo prevede,\u00a0anche per il mantenimento dell\u2019ordine \u2013 ricordiamo la repressione di piazza Tienanmen.\u00a0Questo \u00e8 il principio di Deng Xiaoping, \u201cun paese, due sistemi\u201d, che dovrebbe valere anche per Taiwan.<\/p>\n<h3><strong>One China: cultura strategica messa alla prova della questione taiwanese<\/strong><\/h3>\n<p>La questione taiwanese \u00e8 una delle maggiori questioni strategiche nella Cina contemporanea.\u00a0Recuperata dal Giappone nel 1945, Taiwan fu vinta alla fine della guerra civile dal KMT, sconfitto in terraferma, che prese Taipei come sua capitale provvisoria.\u00a0Taiwan \u00e8, oggi, l\u2019unica vestigia del regime nazionalista, e il suo governo continua a sostenere di essere \u201cRepubblica di Cina\u201d, non riconoscendo la RPC, mentre quest\u2019ultima considera l\u2019isola di Taiwan come propria.\u00a0La \u201cpolitica della Cina unica\u201d, secondo la quale sia la terraferma che l\u2019arcipelago taiwanese fanno parte dello stesso Paese, paradossalmente \u00e8 un consenso su entrambi i lati dello stretto, ma i due regimi ovviamente differiscono su chi dovrebbe governare questa Cina. .<\/p>\n<p>Come raggiungere allora l\u2019unit\u00e0?\u00a0\u201cLa politica migliore \u00e8 mantenere intatto lo stato\u201d, ha affermato Sun Tzu: sarebbe costoso e rischioso per i due regimi rivali fare i conti l\u2019uno con l\u2019altro mentre mirano all\u2019unit\u00e0 cinese.\u00a0Prima \u00e8 necessario \u201cattaccare la strategia del nemico\u201d poi \u201cfargli rompere le sue alleanze\u201d.\u00a0Infatti, la RPC si afferma rapidamente come una potenza geopoliticamente incomparabile rispetto alla sua rivale, e si impegna in un gioco performativo sul principio di una Cina, ponendosi come prerequisito per l\u2019apertura di relazioni bilaterali con qualsiasi paese terzo. come unico governo della Cina.\u00a0Nel 1971 l\u2019Assemblea Generale delle Nazioni Unite lo riconobbe come tale, portandolo a sostituire il regime nazionalista nel Consiglio di Sicurezza.\u00a0La visita del 1972 del presidente degli Stati Uniti Richard Nixon rappresenta una vittoria diplomatica e strategica.\u00a0Sette anni dopo, gli Stati Uniti a loro volta riconobbero il regime, promulgando il<a href=\"https:\/\/www.google.com\/search?client=safari&amp;rls=en&amp;q=Taiwan+Relations+Act&amp;ie=UTF-8&amp;oe=UTF-8\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Taiwan Relations Act<\/a>\u00a0che li impegna a \u201cgarantire la sicurezza dell\u2019isola, della sua gente, del suo sistema economico e sociale\u201d.\u00a0Ricordano cos\u00ec a Pechino che, se viene riconosciuto come il governo legale della Cina, questo non potrebbe necessariamente costituire un assegno in bianco per un\u2019invasione.\u00a0La RPC non ha raggiunto pienamente i suoi fini diplomaticamente, quindi si impegna in spese militari e dimostrazioni di forza.\u00a0Che abbia o meno intenzione di attaccare Taiwan, sa che abbassare la guardia correrebbe il rischio di una dichiarazione di indipendenza, in cui l\u2019isola sarebbe invasa dalla legge anti-secessione del 2005.<\/p>\n<p>Questi ultimatum da entrambe le parti sembrano impedire qualsiasi uso della forza e vedono il perpetuarsi di una Taiwan di fatto indipendente se non de jure, ma non si tratta di un vero e proprio status quo: di comune accordo, i legami tra le due sponde sono sempre pi\u00f9 vicino, la circolazione di capitali e turisti tra continente e arcipelago aumenta.\u00a0Le economie guadagnano in integrazione, favorendo una possibile futura unificazione secondo il principio \u201cun Paese, due sistemi\u201d rispettoso delle loro differenze.\u00a0La RPC diluisce gradualmente il suo rivale in s\u00e9, dandogli un cappio a lungo termine.\u00a0Negoziando con il KMT anche quando quest\u2019ultimo \u00e8 all\u2019opposizione, gioca sulle divisioni politiche taiwanesi.\u00a0Se, secondo Clausewitz, la guerra \u00e8 la continuazione della politica con altri mezzi,<\/p>\n<h6>Da leggere anche<\/h6>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.revueconflits.com\/taiwan-guerre-chine\/%22\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Guerra per Taiwan?\u00a0Precedenti storici e rischi militari<br \/>\n<\/a><\/strong><\/p>\n<h3><strong>Sviluppo pacifico?<\/strong><\/h3>\n<p>La Cina sembra ancora fedele al principio di non ingerenza negli affari di un Paese situato al di fuori del mondo cinese, in linea con la natura ormai illegale dell\u2019uso della forza nelle relazioni internazionali.\u00a0In questo contesto, la cultura strategica cinese oggi conosce per la sua declinazione il concetto di \u201csviluppo pacifico\u201d, sviluppato intorno al 2005 all\u2019interno della rete di istituti di ricerca e think tank cui si ispira il Partito Comunista Cinese (PCC) per la sua strategia estera. e teorie americane delle relazioni internazionali.\u00a0Questo approccio prevale nella ricerca \u201cdi una situazione quanto pi\u00f9 favorevole possibile ai suoi interessi economici e strategici\u201d.<\/p>\n<p>Nel 2013, denunciando l\u2019ancora significativa presenza americana nella regione indo-pacifica, Xi Jinping ha proposto ai Paesi della regione \u201cprincipi fondamentali per la strategia di buon vicinato\u201d: lo sviluppo di relazioni amichevoli, la ricerca della sicurezza e della prosperit\u00e0 comune, relazioni vantaggiose e non esclusive.\u00a0I paesi dell\u2019Asia sarebbero legati da una \u201ccomunit\u00e0 di destino\u201d nei loro rispettivi interessi.\u00a0In effetti, l\u2019integrazione delle rispettive economie \u00e8 evidente, soprattutto a favore della Cina.\u00a0Allo stesso tempo, l\u2019Organizzazione per la cooperazione di Shanghai, creata nel 2001, le consente di rafforzare le sue relazioni con i suoi vicini, a fronte di una NATO presente in Asia centrale.\u00a0Ci sono inclinazioni cinesi non per l\u2019espansionismo, termine usato da alcuni pensatori americani,\u00a0ma per proteggere i confini.\u00a0\u00c8 un \u201cpericoloso gioco delle alleanze\u201d quello della Cina, che porta aiuti economici e militari a un Pakistan con cui condivide una certa animosit\u00e0 per l\u2019India, mantenendo cos\u00ec un \u201ctriangolo nucleare\u201d tra le tre potenze.\u00a0Il PLA non gioca un ruolo minore negli equilibri geopolitici regionali, come dimostra la strategia della \u201ccollana di perle\u201d, consistente nella creazione di basi navali nel Mar Cinese Meridionale e nell\u2019Oceano Indiano.\u00a0Alcuni di loro situati nei territori di altri paesi e in aree contese, costituiscono staffette cinesi in tutta la regione.\u00a0Nel 2017, per la prima volta, \u00e8 stata aperta una base militare terrestre al di fuori della Cina, a Gibuti.\u00a0La Cina \u00e8 stabilita al di l\u00e0 dei mari,\u00a0minacciando gli stati confinanti sconsiderati di attaccarlo.\u00a0Si tratta di raggiungere un\u2019egemonia regionale, la cui manifestazione \u00e8 in parte di natura militare.\u00a0Il decimo dei Trentasei stratagemmi, trattato cinese del Medioevo riscoperto nel XX secolo, raccomanda di \u201cnascondere una spada in un sorriso\u201d.\u00a0La cultura strategica cinese, che promuove non solo la diplomazia, ma attraverso di essa una forma di doppio gioco, trova oggi, nella geopolitica dell\u2019Indo-Pacifico, un terreno favorevole per la sua espressione.<\/p>\n<h3><strong>Oltre la guerra, ai confini del mondo<\/strong><\/h3>\n<p>La Cina \u00e8 in prima linea nell\u2019anticipare la guerra futura.\u00a0La sua cultura strategica ha subito un significativo rinnovamento intellettuale subito dopo la Guerra del Golfo, con la pubblicazione dei colonnelli Qiao Liang e\u00a0<a href=\"https:\/\/www.babelio.com\/auteur\/Wang-Xiangsui\/208498\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Wang Xiangsui<\/a>di La guerra fuori dai confini.\u00a0Gli ufficiali del PLA prendono atto del fatto che, d\u2019ora in poi, \u201cl\u2019umanit\u00e0 d\u00e0 a qualsiasi spazio il senso di un campo di battaglia\u201d, che ora \u00e8 \u201covunque\u201d.\u00a0La nuova guerra sar\u00e0 caratterizzata da un crescente offuscamento dei suoi confini con la non guerra, sar\u00e0 \u201cqualcosa che non abbiamo mai considerato come guerra\u201d, mobilitando risorse civili preesistenti in campo cibernetico, finanziario o commerciale, nelle mani di un \u201ccombattente digitale\u201d.\u00a0Senza una forma chiara, la guerra sarebbe ormai \u201cfuori limite\u201d, ed \u00e8 una \u201cnuova arte della guerra\u201d \u2013 noteremo il riferimento a Sun Tzu -, che comprende tutti questi campi, che dovrebbe essere padroneggiata per vincita.\u00a0Ci deve essere una coerenza, un uso combinato ponderato di questi mezzi basati su una \u201csingola volont\u00e0\u201d, dicono, usando le parole di Yu Fei,\u00a0generale del XII secolo.\u00a0Si attualizza cos\u00ec una cultura strategica che promuove l\u2019uso delle armi solo se gli approcci non militari si sono rivelati inefficaci e raccomanda l\u2019uso combinato della \u201cforza ordinaria\u201d (Cheng) e della \u201cforza straordinaria\u201d (Ch \u2018i).\u00a0La forza \u00e8 ormai solo un frammento, un aspetto tra gli altri della guerra.<\/p>\n<p>Lo ha capito bene lo Stato cinese, che investe costantemente in settori destinati a essere al centro della prossima guerra, in primis quello spaziale.\u00a0Nel 2007 ha dimostrato, con la distruzione con un lancio di missili anti-satellite di uno dei suoi dispositivi, situato a 850 km di distanza, le sue capacit\u00e0 di attacco nello spazio, che investe e militarizza a tal punto da competere con gli Stati Uniti: vi ha lanciato 260 tonnellate nel decennio 2010-2020.\u00a0Dal 2015, la forza di supporto strategico, una nuova componente del PLA, \u00e8 responsabile dello spazio, oltre che del dominio cibernetico.\u00a0Innovando in termini di pensiero e progresso tecnologico e scientifico, la Cina si sta affermando come una potenza leader in vista delle ostilit\u00e0, militari e non, a venire.<\/p>\n<p>Da alcuni decenni, infatti, il pensiero strategico cinese investe anche il campo dell\u2019economia e del commercio, che ormai sono un mezzo privilegiato di espansione.\u00a0Conosciamo i successi della politica economica e commerciale portata avanti dalla RPC dagli anni 1970. Nel 2013 \u00e8 stato presentato il progetto One Belt One Road (OBOR), ora Belt and Road Initiative (BRI), che mira a sviluppare il commercio interno al continente eurasiatico attraverso un \u201ccorridoio economico\u201d che collega la Cina all\u2019Europa occidentale attraverso l\u2019Asia centrale e il Medio Oriente, attraverso grandi progetti infrastrutturali.\u00a0Questa \u201cnuova via della seta\u201d, cos\u00ec chiamata in riferimento a un tempo glorioso per la Cina, concretizza la \u201cGrande Strategia Nazionale\u201d definita dal generale Liu Yazhou,\u00a0che chiamava nel 2001 ad \u201cavanzare verso ovest\u201d attraverso un \u201cponte terrestre tra Europa e Asia\u201d per neutralizzare l\u2019accerchiamento americano della Cina.\u00a0Questa riflessione, radicata nel XXI secolo, non \u00e8 da meno parte della tradizione di una strategia che preferisce aggirare il confronto frontale, facendo prendere in prestito beni e servizi a strade non controllate dagli Stati Uniti.\u00a0Oltre agli interessi commerciali, spetta infatti alla Cina affermarsi come potenza indipendente, a capo di un ordine internazionale alternativo a quello guidato dagli Stati Uniti.\u00a0Non tutti gli stati interessati vi aspirano, alcuni lo vedono come un mezzo per la Cina al servizio dei suoi soli interessi, non ignorando l\u2019arte dell\u2019ambiguit\u00e0 e dell\u2019occultamento che \u00e8 al centro della sua cultura strategica. .<a href=\"https:\/\/fr.wikipedia.org\/wiki\/PCC\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">PCC<\/a>\u00a0, dal 2007, del soft power cinese, con lo sviluppo, prima nel sud-est asiatico, di istituti Confucio e scambi con universit\u00e0 e centri culturali.\u00a0Nel 2008 il Paese ha ospitato i Giochi Olimpici e l\u2019Esposizione Universale, in linea con la diplomazia del ping-pong che ha contribuito al suo riavvicinamento con gli Stati Uniti.\u00a0La Cina, che sa che in URSS mancava il soft power, ha compreso l\u2019interesse di questo processo che, pur non violento, non va contro la sua tradizione strategica.<\/p>\n<p>La Cina vuole la guerra?\u00a0Niente \u00e8 meno sicuro.\u00a0La cultura strategica cinese promuove il dirottamento piuttosto che il confronto, mira a raggiungere i suoi obiettivi senza ricorrere alla forza.\u00a0Questo pensiero trova oggi espressione concreta negli obiettivi della Repubblica Popolare Cinese sulla sua regione, obiettivi di unit\u00e0 ed egemonia, ma non di conquista.\u00a0Forse non accetterebbe il colpo di una guerra frontale, convenzionale, contro gli Stati Uniti: infatti, i suoi obiettivi strategici non sono questi.\u00a0Di fronte a una potenza americana che dedica enormi risorse alle guerre all\u2019estero senza necessariamente raggiungere i propri fini, la Cina pu\u00f2 segnare punti contestando l\u2019ordine internazionale.\u00a0\u00c8 tanto, se non di pi\u00f9,\u00a0per questa sua strategia a lungo termine che per la sua forza bruta, che sarebbe sbagliato sottovalutarla.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.revueconflits.com\/vaincre-sans-combattre-la-culture-strategique-chinoise\/\">https:\/\/www.revueconflits.com\/vaincre-sans-combattre-la-culture-strategique-chinoise\/<\/a><\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte<\/strong>:\u00a0<a href=\"http:\/\/italiaeilmondo.com\/2021\/11\/02\/vincere-senza-combattere-cultura-strategica-cinese-alban-wilfert-di-alban-wilfert\/\">http:\/\/italiaeilmondo.com\/2021\/11\/02\/vincere-senza-combattere-cultura-strategica-cinese-alban-wilfert-di-alban-wilfert\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di\u00a0ITALIAEILMONDO\u00a0(Giuseppe Germinario) Alcuni sono preoccupati per il rischio di una guerra imminente tra Stati Uniti e Cina, potenze mondiali all\u2019inizio del 21\u00b0 secolo.\u00a0Se la Cina sta investendo sempre di pi\u00f9 nel suo esercito, il primo al mondo per numero, \u00e8 l\u2019unico membro permanente del Consiglio di sicurezza dell\u2019Onu a non aver sparato un colpo fuori dai suoi confini dal 1988.\u00a0L\u2019atteggiamento cinese di non fare la guerra si basa su una vecchia cultura strategica caratterizzata 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