{"id":68462,"date":"2021-11-12T10:00:35","date_gmt":"2021-11-12T09:00:35","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=68462"},"modified":"2021-11-11T21:23:17","modified_gmt":"2021-11-11T20:23:17","slug":"i-competenti-sono-incompetenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=68462","title":{"rendered":"I competenti sono incompetenti"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Fabrizia Sabbatini)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-68463\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/The-Wolf-of-Wall-Street-scaled-e1636541734982-300x180.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"180\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/The-Wolf-of-Wall-Street-scaled-e1636541734982-300x180.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/The-Wolf-of-Wall-Street-scaled-e1636541734982-1024x615.jpg 1024w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/The-Wolf-of-Wall-Street-scaled-e1636541734982-768x461.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/The-Wolf-of-Wall-Street-scaled-e1636541734982-1536x923.jpg 1536w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/The-Wolf-of-Wall-Street-scaled-e1636541734982-2048x1230.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>La societ\u00e0 promulga norme scientifiche, impone una burocratica ascesi per selezionare \u201ci migliori\u201d. Gli altri vanno a Singapore&#8230;<\/strong><\/p>\n<p class=\"has-drop-cap\" style=\"text-align: justify\"><em>Il potere del merito<\/em>. Cos\u00ec enunciato, il concetto, sembra gi\u00e0 pregno di illogicit\u00e0, tinteggiato di nuance che vanno dall\u2019orribile al miserrimo, per dirla alla Woody Allen. Un affare da perdenti in partenza, da babbei. La meritocrazia \u00e8 il sogno democratico dei primi della classe, l\u2019iter burocratico dei prevedibili, un\u2019iniezione di certezza razionale, un sedativo buono per mettere a tacere la naturale propensione alla lotta insita nell\u2019ominide moderno al pari dell\u2019homo erectus. Ma in fondo non \u00e8 che una chimera, un\u2019illusione ben architettata, che pu\u00f2 degenerare in incubo, allucinazione, in un\u00a0<em>trip\u00a0<\/em>mentale che regala visioni di sterminati campi di fragole.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><em>Meritocrazia<\/em>, infatti, \u00e8 un neologismo germogliato nel 1958 dal seme distopico del sociologo laburista Michael Young \u2013 autore di\u00a0<em>The rise of meritocracy<\/em>\u00a0\u2013 e nasce con un\u2019accezione negativa, giacch\u00e9 il suo artefice aveva colto la natura infida e meschina del tema.<\/strong>\u00a0L\u2019autore inglese congetturava, infatti, un mondo in cui i test di intelligenza fungono da convalida di meritevolezza da parte dei singoli individui, finendo cos\u00ec per legittimare la creazione di due classi sociali, quella dei \u201cmeritevoli\u201d e dei \u201cnon meritevoli\u201d.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-full\" style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-146043\" src=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/v2\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/81OOPE9uhkL.jpg\" alt=\"\" width=\"946\" height=\"1497\" \/><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify\">Il libro di Young, in sostanza, profetizza la perversa evoluzione del concetto di meritocrazia concretatasi poi nel mondo occidentale, in cui il potere del merito \u00e8 degenerato in dittatura del merito. Nessuna eguaglianza di opportunit\u00e0, ma medesime possibilit\u00e0 di rendere gli individui ineguali fra loro, in termini di gerarchia sociale, \u00e8 questo il prodotto finale del regime meritocratico, che ha disvelato cos\u00ec il suo intrinseco paradosso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La meritocrazia, nata per porre un argine allo straripare di clientelismo e familismo, si \u00e8 rivelata invece una struttura debole e ingannevole, una truffa universale. Se l\u2019ascensore per il potere \u00e8 sovraffollato, basta infatti un banale blackout per arrestarne la salita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Questo, il regalo dell\u2019epoca postmoderna \u2013 in cui l\u2019estro del singolo individuo conta quanto un fico secco \u2013 un percorso standardizzato, dove test burocratici e psicologici divengono il metodo unico per selezionare chi deve governare il mondo pubblico e privato.<\/strong> Uno Stato che elimina il conflitto e addomestica il mercato, che livella gli spiriti e appiattisce le capacit\u00e0, che sforna competenze al posto di talenti, organizzando la societ\u00e0 in maniera gerarchica, ordinata, ingessata. \u00c8 l\u2019estensione del dominio della competenza, mentre quello della lotta \u2013 fatto di competizione, paura, sangue e ossa \u2013 viene relegato a comportamento primitivo. Tutto fa capo alla norma, tutto \u00e8 regolamentato e canonizzato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Il \u201ccompetente\u201d \u2013 ossia l\u2019emblema dell\u2019uomo moderno, provincialmente esterofilo, che prova spasmi di godimento nel sentirsi chiamare professore ed ama sciorinare il proprio curriculum costellato di titoli accademici dinanzi a un consesso adorante \u2013 pu\u00f2 cos\u00ec collocarsi comodamente nei posti pi\u00f9 elevati della gerarchia sociale,<\/strong>\u00a0affiliarsi alla consorteria degli esperti, al club dei tecnici, una classe selezionata in un surreale laboratorio di cervelli, pertanto meritevole di specifica tutela come una specie protetta. Quei cervelli che finiranno poi per andare al governo, e da l\u00ec stabilire nuove norme per sbarrare l\u2019accesso al potere ai non meritevoli, e cos\u00ec ancora e ancora, come in un labirinto senza uscita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Del resto, il pericolo di formazione di una \u00e9lite tecnocratica e pedagogica, incapace di scorgere i pericoli del proprio isolamento socioculturale, lo aveva gi\u00e0 fiutato, come un attento segugio, T.S Eliot, il quale asseriva che<\/p>\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p>\u201cla prospettiva di una societ\u00e0 comandata e diretta solamente da coloro che hanno superato certi esami o soddisfatto prove escogitate da psicologi non \u00e8 rassicurante\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma la storia, invece, \u00e8 fatta di irregolari, di talenti incompresi, di alternativi percorsi di lotta, di quel genio che della meritocrazia se ne infischia, ne fa beffe, che percorre la strada meno battuta, ama il duello intellettuale e lo scontro cerebrale.\u00a0<strong>La societ\u00e0 promulga, al contrario, il suo diktat per stabilire chi siano \u201ci migliori\u201d, l\u2019ennesimo modo progressista di imporre delle leggi scientifiche a qualcosa che potrebbe formarsi naturalmente, cos\u00ec che i \u201cveri\u201d migliori non possano crescere pi\u00f9 alti degli altri<\/strong>\u00a0se sono in grado di farlo \u2013 per dirla alla Margaret Thatcher \u2013 ma considerarsi tali solo una volta superato l\u2019esame di ammissione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Delle degenerazioni del cosiddetto potere del merito si \u00e8 occupato, di recente,\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.amazon.it\/Aristocracy-Talent-Meritocracy-Modern-World\/dp\/0241391490\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" data-type=\"URL\" data-id=\"https:\/\/www.amazon.it\/Aristocracy-Talent-Meritocracy-Modern-World\/dp\/0241391490\">Adrian Wooldridge \u2013 editorialista dell\u2019<em>Economist<\/em>\u00a0\u2013 nel suo ultimo libro,\u00a0<em>The Aristocracy of Talent<\/em>,<\/a><\/strong>\u00a0evidenziando, in particolare, lo scoppio di una \u201crivolta delle \u00e9lite contro la stessa ideologia che sta alla base della loro posizione\u201d, ovvero il pensiero anti-meritocratico che ora serpeggia tra le fila di cervelli che occupano le cattedre di rinomate universit\u00e0, soprattutto americane, cio\u00e8 di quel sistema accademico che nel ventesimo secolo ha costituito proprio uno dei fondamenti dell\u2019ascesa del principio di competenza nella scala del potere. Tuttavia, per comprendere i problemi del \u201cregime del merito\u201d \u00e8 bene partire dalle fondamenta\u00a0<a href=\"https:\/\/www.americanpurpose.com\/articles\/in-defense-of-meritocracy\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" data-type=\"URL\" data-id=\"https:\/\/www.americanpurpose.com\/articles\/in-defense-of-meritocracy\/\">ed \u00e8 ci\u00f2 che prova a fare Michael Mandelbaum, sulla rivista\u00a0<em>American Purpose<\/em><\/a>, quando asserisce:<\/p>\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p>\u00abLa meritocrazia, come ha rivoluzionato il potere? Nella maggior parte dei luoghi, per gran parte della storia, potere e ricchezza sono stati trasmessi per via ereditaria. I monarchi e gli aristocratici detenevano quasi tutto il potere e la ricchezza della societ\u00e0 e trasmettevano le loro posizioni ai propri discendenti. Negli ultimi duecento anni, un sistema diverso \u00e8 arrivato a soppiantare il privilegio ereditario. Il nuovo sistema distribuisce le posizioni attraverso la prova delle capacit\u00e0 cognitive e intellettuali, misurate dalle prestazioni in esami competitivi e standardizzati. Si chiama meritocrazia\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify\">Mentre Wooldridge, sul piano archeologico, mostra come gi\u00e0 grandi pensatori conservatori del passato dubitassero dell\u2019ideologia meritocratica che iniziava a farsi spazio nell\u2019Europa post-illuminista. \u00ab\u201cQuando non ci sono pi\u00f9 ricchezze ereditarie, classi privilegiate o prerogative di nascita\u2026\u201d scriveva Alexis de Tocqueville, in uno dei primi tentativi di capire cosa stava succedendo, \u201cdiventa chiaro che la principale fonte di disparit\u00e0 tra le fortune degli uomini risiede nella mente.\u201d\u00a0<strong>L\u2019instaurazione di questa \u2018principale fonte di disparit\u00e0\u2019 nel cuore della societ\u00e0 ha comportato una rivoluzione intellettuale epocale: il rifiuto dell\u2019etica aristocratica e la sua sostituzione con un\u2019etica meritocratica\u00bb<\/strong>\u00a0scrive il columnist dell\u2019<em>Economist<\/em>, ed ancora, citando Edmund Burke: \u00abL\u2019et\u00e0 della cavalleria \u00e8 finita. Quella dei sofisti, degli economisti e dei calcolatori gli \u00e8 succeduta; e la gloria dell\u2019Europa \u00e8 per sempre estinta\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma se in Occidente l\u2019impianto meritocratico sta iniziando a scricchiolare e a mostrarsi in tutta la sua nuda astrusit\u00e0, l\u00e0 dove non battono i raggi della democrazia liberale \u2013 in Cina e a Singapore \u2013 e neppure i conflitti sociali, che nel caso vengono prontamente soppressi, la meritocrazia, pur contraddistinta dalla sua essenza soffocante e omogeneizzante, trova terreno fertile in cui svilupparsi.\u00a0<strong>A Singapore infatti, \u201ccapitale mondiale della meritocrazia\u201d, l\u2019utopia del potere del merito \u00e8 oggi talmente realizzata da risultare pi\u00f9 rilevante della libert\u00e0 di impresa<\/strong>\u00a0o delle dimensioni demografiche della stessa citt\u00e0-stato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Pertanto, alla pleiade di tecnocrati nostrani che ha sacrificato le proprie sinapsi sull\u2019altare della meritocrazia, non resta che fare le valigie e andare a professare il proprio, meritocratico culto a Singapore, come recitava una canzonetta nonsense degli anni Settanta.<\/p>\n<blockquote class=\"wp-block-quote\">\n<p style=\"text-align: justify\">\u201c<em>Singapore, vado a Singapore\u2026 da domani chiudo e mi imbarco con il primo vapore\u2026<\/em>\u201d<\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/controcultura\/societa\/meritocrazia-societa-sabbatini\/\">https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/controcultura\/societa\/meritocrazia-societa-sabbatini\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Fabrizia Sabbatini) La societ\u00e0 promulga norme scientifiche, impone una burocratica ascesi per selezionare \u201ci migliori\u201d. 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