{"id":685,"date":"2009-11-14T20:05:37","date_gmt":"2009-11-14T19:05:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=685"},"modified":"2009-11-14T20:05:37","modified_gmt":"2009-11-14T19:05:37","slug":"torniamo-a-discutere-di-economisti-e-economisti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=685","title":{"rendered":"Torniamo a discutere di economisti e economisti"},"content":{"rendered":"<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-family: calibri; font-size: 11pt;\"><font color=\"#000000\">di <b style=\"\">Giancarlo de Vivo<\/b><o:p><\/o:p><\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<h3 style=\"color: red;\"><span style=\"font-family: calibri; font-size: 11pt;\"><o:p><font color=\"#000000\">fonte&nbsp; <\/font><\/o:p><\/span><span style=\"color: rgb(255, 0, 0);\"><a href=\"http:\/\/www.economiaepolitica.it\/\"><span style=\"font-family: calibri; font-size: 11pt;\">Economiaepolitica<\/span><br \/>\n\t<\/a><\/span><\/h3>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-family: calibri; font-size: 11pt;\"><font color=\"#000000\">Alla riunione annuale degli economisti italiani il governatore della Banca d&rsquo;Italia &egrave; andato a difendere gli economisti (per i quali secondo lui qualcuno addirittura &ldquo;sogna pogrom&rdquo;) e gli studi economici, dei quali, come egli dice, &ldquo;si &egrave; negata sia la valenza scientifica sia l&rsquo;utilit&agrave; sociale&rdquo;.<o:p><\/o:p><\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-family: calibri; font-size: 11pt;\"><o:p><font color=\"#000000\">&nbsp;<\/font><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-family: calibri; font-size: 11pt;\"><font color=\"#000000\">Draghi &egrave; partito dall&rsquo;ormai logora discussione sull&rsquo;accusa che gli economisti non hanno saputo prevedere la crisi. Gli economisti amano richiamarla, forse perch&eacute; distoglie l&rsquo;attenzione da altre pi&ugrave; imbarazzanti, e perch&eacute; non &egrave; troppo difficile ribattere, come &egrave; stato fatto, che anche i meteorologi non sempre indovinano le loro previsioni, ma non per questo si nega validit&agrave; alla meteorologia e si propone di chiudere gli uffici meteorologici. Comunque, nessuno mi sembra abbia fatto notare che se i meteorologi il giorno prima dell&rsquo;uragano Katrina avessero detto che sulla Louisiana si prevedeva tempo bello stabile, doveva esserci parecchio che non andava nella loro meteorologia. Tra gli economisti previsioni del genere non mancano: <em><span style=\"font-family: calibri;\">alla fine del luglio 2008<\/span><\/em>, quando la crisi dei mutui <em><span style=\"font-family: calibri;\">subprime<\/span><\/em> era in pieno svolgimento, c&rsquo;era chi sosteneva che quel che stava succedendo non era &ldquo;catastrofico&rdquo;, e auspicava che le Banche centrali alzassero i tassi &ldquo;per evitare che l&rsquo;inflazione sfugga di mano&rdquo;.<o:p><\/o:p><\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-family: calibri; font-size: 11pt;\"><o:p><font color=\"#000000\">&nbsp;<\/font><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-family: calibri; font-size: 11pt;\"><font color=\"#000000\">Passando da una metafora all&rsquo;altra, Draghi ha detto che l&rsquo;economista &egrave; come un medico, che va valutato &ldquo;sulla capacit&agrave; di curare una malattia, anche quando non sia stato in grado di anticiparne il manifestarsi&rdquo;; secondo lui gli economisti sarebbero stati bravissimi a &ldquo;dar risposte alla crisi&rdquo;, avendo essi &ldquo;subito compreso le conseguenze drammatiche degli shock che si osservavano&rdquo;. Il punto per&ograve; &egrave; che gli economisti&nbsp; rassomigliano non tanto a bravi medici che sanno affrontare le conseguenze di malattie che non &egrave; loro compito prevedere, ma a medici che di queste malattie sembrano non conoscere le cause, visto che &ndash; prima dello scoppiare del bubbone &ndash; le hanno spesso lodate come un toccasana: tanti hanno cantato la spinta <em><span style=\"font-family: calibri;\">deregulation<\/span><\/em> finanziaria degli ultimi venti anni (dei cui guasti oggi si tratta) come &ldquo;sempre maggior fonte di crescita&rdquo;. Insomma, pi&ugrave; untori che medici. Che poi essi possano essersi improvvisamente svegliati, ed aver inventato cure efficacissime per quella stessa malattia, avrebbe del miracoloso (naturalmente i miracoli sono inspiegabili; per chi non ha la fede, incredibili). Ma come dimenticare che, ancora dopo il fallimento di una delle pi&ugrave; grandi banche d&rsquo;affari del mondo, vi sono stati economisti tra quelli che si prendono sul serio che non solo non hanno affatto visto le &ldquo;conseguenze drammatiche&rdquo; di quel che stava succedendo, ma addirittura hanno scritto che stavamo assistendo ad una svolta positiva importante, ad una &ldquo;vittoria del mercato&rdquo;, la prova che il capitalismo aveva lunga vita?<o:p><\/o:p><\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-family: calibri; font-size: 11pt;\"><o:p><font color=\"#000000\">&nbsp;<\/font><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-family: calibri; font-size: 11pt;\"><font color=\"#000000\">E quali sarebbero poi le miracolose cure inventate oggi dagli economisti? Fare sborsare allo stato enormi somme per acquistare una massa di strumenti finanziari che avevano valore di mercato zero (<em><span style=\"font-family: calibri;\">cash for trash<\/span><\/em>), stampando moneta e creando debito pubblico. Non una grande novit&agrave;. E non era poi proprio questo che fino all&rsquo;altro ieri gli economisti (e specialmente quelli di loro che fanno i banchieri) additavano come il peggiore dei mali?&nbsp; Naturalmente adesso, e fin quando non sorga di nuovo la necessit&agrave; di far finta di dimenticare le regole della &ldquo;sana finanza&rdquo;, iniziano di nuovo a dire che bisogna ridurre la spesa pubblica perch&eacute; il debito pubblico (grazie alle loro miracolose cure, ma questo non lo dicono) &egrave; andato alle stelle. Lo stesso Draghi una quindicina di giorni fa ha rispolverato il cavallo di battaglia delle pensioni: incurante del fatto che l&rsquo;INPS nel 2009 avr&agrave; un <em><span style=\"font-family: calibri;\">attivo<\/span><\/em> di quasi 6 miliardi di euro, sfidando il buon senso &egrave; tornato a perorare la causa della riduzione della spesa pensionistica.<o:p><\/o:p><\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-family: calibri; font-size: 11pt;\"><o:p><font color=\"#000000\">&nbsp;<\/font><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-family: calibri; font-size: 11pt;\"><font color=\"#000000\">Ma nemmeno Draghi se l&rsquo;&egrave; sentita di risparmiare un attacco alla finanza, seppure nei toni che si addicono al governatore della Banca d&rsquo;Italia (ed ha anche accennato una critica agli economisti, parlando di &ldquo;rappresentazioni apologetiche&rdquo; del funzionamento del mercato). Draghi ha accusato la <em><span style=\"font-family: calibri;\">deregulation<\/span><\/em> di aver permesso l&rsquo;enorme indebitamento delle banche che &egrave; alla base della crisi che si &egrave; scatenata, e addirittura &egrave; arrivato a dire che, date le loro dimensioni, il rapporto tra le banche d&rsquo;investimento e le agenzie di <em><span style=\"font-family: calibri;\">rating<\/span><\/em> &egrave; tale che le prime hanno sulle seconde un potere &ldquo;molto pi&ugrave; grande che in passato&rdquo;. Questo implicitamente significa che c&rsquo;&egrave; del marcio al cuore del sistema finanziario: le agenzie di <em><span style=\"font-family: calibri;\">rating<\/span><\/em> hanno svolto un ruolo chiave nel sistema di <em><span style=\"font-family: calibri;\">securitization<\/span><\/em> alla base dell&rsquo;esplosione dei profitti lucrati delle banche d&rsquo;investimento sull&rsquo;enorme castello di carta che ha portato alla crisi (i profitti delle imprese del settore finanziario sono oggi quasi la met&agrave; del totale dei profitti delle imprese USA). Le agenzie di <em><span style=\"font-family: calibri;\">rating<\/span><\/em> &ndash; che contemporaneamente si ergevano a paladine della disciplina finanziaria contro gli stati spreconi &ndash; in effetti erano dei pigmei in confronto alla potenza di fuoco dei vari Goldman Sachs, Lehman Brothers e compagni, ed &egrave; difficile pensare che l&rsquo;incapacit&agrave; da esse mostrata nella valutazione degli strumenti finanziari della <em><span style=\"font-family: calibri;\">securitization<\/span><\/em> fosse casuale. E non si pu&ograve; non concordare con Simon Johnson, ex capo economista del Fondo Monetario Internazionale (oggi professore al <em><span style=\"font-family: calibri;\">MIT<\/span><\/em>), quando afferma che &ldquo;il settore finanziario pu&ograve; ingaggiare la gente migliore, di maggior talento, pagando loro una straordinaria quantit&agrave; di soldi. Avranno sempre la meglio sui regolatori&rdquo;.&nbsp; Ne appare inficiato tutto il dibattito che si &egrave; avviato sulla regolamentazione del settore finanziario, in cui moltissimi economisti si tuffano oggi volentieri (variando l&rsquo;intensit&agrave; della regolamentazione consigliata si pu&ograve; restare sempre <em><span style=\"font-family: calibri;\">&agrave; la page<\/span><\/em>): il problema &egrave; non solo che molte banche sono &ldquo;troppo grandi per fallire&rdquo; &ndash; esse sono anche &ldquo;troppo grandi per essere regolate&rdquo;. Una ragione in pi&ugrave; per dire (come dicono il governatore della Banca d&rsquo;Inghilterra, l&rsquo;ex presidente della Federal Reserve Volcker, e adesso perfino Greenspan) che esse sono semplicemente <em><span style=\"font-family: calibri;\">troppo<\/span><\/em> <em><span style=\"font-family: calibri;\">grandi<\/span><\/em>.<o:p><\/o:p><\/font><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Giancarlo de Vivo &nbsp; fonte&nbsp; Economiaepolitica &nbsp; Alla riunione annuale degli economisti italiani il governatore della Banca d&rsquo;Italia &egrave; andato a difendere gli economisti (per i quali secondo lui qualcuno addirittura &ldquo;sogna pogrom&rdquo;) e gli studi economici, dei quali, come egli dice, &ldquo;si &egrave; negata sia la valenza scientifica sia l&rsquo;utilit&agrave; sociale&rdquo;. &nbsp; Draghi &egrave; partito dall&rsquo;ormai logora discussione sull&rsquo;accusa che gli economisti non hanno saputo prevedere la crisi. 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