{"id":68515,"date":"2021-11-15T09:30:58","date_gmt":"2021-11-15T08:30:58","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=68515"},"modified":"2021-11-14T11:16:39","modified_gmt":"2021-11-14T10:16:39","slug":"la-storia-non-si-cancella","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=68515","title":{"rendered":"La storia non si cancella"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di NUOVA RIVISTA STORICA (Luigi Ippolito)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-68518\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/abulafia-150x150-1.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/abulafia-150x150-1.jpg 150w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/abulafia-150x150-1-80x80.jpg 80w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-68519\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/tombs-150x150-1.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/tombs-150x150-1.jpg 150w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/tombs-150x150-1-80x80.jpg 80w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Nei Paesi anglosassoni la tendenza a condannare il passato sulla base della sensibilit\u00e0 contemporanea ha suscitato la reazione di studiosi illustri come i britannici David Abulafia e Robert Tombs. Ma la disputa dilaga in tutto il mondo, per la volont\u00e0 del potere di legittimarsi diffondendo visioni mitizzate o artefatte degli eventi alle nostre spalle: Turchia, Ungheria, Cina, Argentina, Stati Uniti\u2026 Davvero non c\u2019\u00e8 pace per gli antenati vicini e lontani<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Statue trascinate nella polvere, autori del passato \u00abcancellati\u00bb, venerati personaggi storici coperti di ingiurie: una furia iconoclasta sconvolge il mondo culturale anglosassone. \u00c8 una riscrittura della storia che mette sul banco degli imputati l\u2019Occidente, visto come protagonista di una vicenda fatta solo di razzismo, schiavismo e colonialismo. \u00c8 l\u2019onda lunga dell\u2019atteggiamento woke (sveglio), che domina l\u2019orizzonte delle generazioni pi\u00f9 giovani e attacca i presunti pregiudizi del passato e del presente: una cultura che si abbevera alla Critical Race Theory, la teoria critica della razza che denuncia il razzismo sistemico di societ\u00e0 e istituzioni occidentali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma adesso dalla Gran Bretagna \u00e8 partita la reazione: due eminenti storici di Cambridge, David Abulafia e Robert Tombs, hanno dato vita a un manifesto (che \u00e8 anche un sito web) che si propone di rivendicare la storia nella sua autenticit\u00e0. \u00abLa Lettura\u00bb li ha incontrati nello studio del St. John\u2019s College.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>History Reclaimed, la storia reclamata, si chiama il vostro progetto: reclamata da chi o da che cosa?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Robert Tombs<\/strong> \u2013 Il nome \u00e8 stato un suggerimento di David, gli avevo promesso una bottiglia di claret in cambio\u2026 La reclamiamo da coloro che provano a toglierla a noi collettivamente, da persone che provano a imporre una particolare visione della storia e che hanno avuto un notevole successo nell\u2019influenzare istituzioni come musei, universit\u00e0 \u2013 lo Stato stesso \u2013 in un modo che non riteniamo sia intellettualmente rispettabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>David Abulafia<\/strong> \u2013 Si tratta di ristabilire il modo in cui gli storici hanno lavorato nel passato: mettere i fatti a confronto, argomentare sulla base di un serio impegno, con prove forti, e perci\u00f2 sfidare quella particolare visione basata su una cornice teoretica che in realt\u00e0 viene prima e che poi determina il modo in cui la storia \u00e8 spiegata. Ma c\u2019\u00e8 la sensazione che alle persone che critichiamo non piaccia discutere: c\u2019\u00e8 una visione monolitica, che ricorda il modo in cui gli storici sovietici dovevano seguire una particolare linea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Ma questa cultura, chiamiamola della cancellazione, \u00e8 cos\u00ec pervasiva che serve una reazione?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Robert Tombs<\/strong> \u2013 \u00c8 pervasiva a un livello superficiale. Non sono neppure sicuro che la si possa chiamare ideologia. Ci sono dei teorici, ma non ha nulla della ricchezza intellettuale del marxismo: come ha detto David, non vogliono discutere, vogliono fermare la discussione, discutere \u00e8 per loro un segno di colpa perch\u00e9 non accetti la visione ortodossa. Le teorie pre-imposte non hanno una grande sostanza culturale: il modo in cui diventano influenti non \u00e8 attraverso l\u2019attrazione intellettuale o il numero di persone che la accettano, ma perch\u00e9 un piccolo numero di persone \u00e8 riuscito a esercitare un\u2019influenza su istituzioni che non avevano la volont\u00e0 di resistere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>E questo come si spiega?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>David Abulafia<\/strong> \u2013 Quella visione ha una sorta di potere morale. Parte del problema \u00e8 il modo in cui una particolare visione della moralit\u00e0 \u00e8 posta a fondamento di come interpretiamo la storia: una moralit\u00e0 centrata soprattutto sulle questioni del razzismo e dell\u2019imperialismo (un termine che non mi piace molto). Ma c\u2019\u00e8 una disconnessione fra coloro che sono intellettualmente fautori di questo approccio e quelli che sono stati assorbiti in una sorta di grande meccanismo, che diventa l\u2019ortodossia che ognuno di loro segue. Ci\u00f2 che mi preoccupa \u00e8 il numero delle persone inconsapevoli che queste sono vedute discutibili, portatrici di un forte messaggio politico oltre che morale. Perci\u00f2 \u00e8 importante che gli storici siano in prima fila nel denunciare alcune di queste idee, come la teoria critica della razza, e nel dire che come storici riteniamo questo approccio alle relazioni umane basato sulla sabbia. La teoria \u00e8 posta prima dei dati: e questo non \u00e8 il modo in cui gli storici lavorano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Robert Tombs<\/strong> \u2013 \u00c8 una teoria non solo fondata sulla moralit\u00e0, ma anche su una visione sentimentale dell\u2019attivit\u00e0 di studioso: nel senso che devi dire cose che non procurano dispiacere a certe persone. La storia non \u00e8 una forma di terapia, ma per molte persone lo sta diventando: devi fornire una narrazione che la gente trova confortante, inclusiva, e non qualcosa che faccia mettere in questione le credenze personali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>David Abulafia<\/strong> \u2013 E a questo \u00e8 legata l\u2019idea che il passato sia qualcosa di malleabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Tuttavia Benedetto Croce insegna che la storia \u00e8 sempre storia contemporanea. Questa diversa visione del passato non \u00e8 la conseguenza di un cambiamento epocale, per cui l\u2019Occidente non \u00e8 pi\u00f9 centrale ed emergono nuove narrazioni?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Robert Tombs<\/strong>\u00a0\u2013 Certo, la storia \u00e8 sempre contemporanea, perch\u00e9 le persone pongono nuove domande o guardano da diversi punti di vista. Ma l\u2019intero scopo dello studio della storia \u00e8 vedere se queste tesi sono vere, se sono basate su prove: e se no, devi dire che questa particolare narrazione va messa in questione e che non dovrebbe essere accettata. Le persone che propugnano quelle tesi spesso non sono storici, ma letterati. C\u2019\u00e8 una fondamentale differenza nell\u2019approccio al passato fra storici e studiosi di letteratura: per questi ultimi \u00e8 una reinterpretazione di storie, per cui si pu\u00f2 dire che una certa visione di Dante o Shakespeare sia sbagliata. Per questo dicono che non c\u2019\u00e8 niente di vero nella storia, che sono solo opinioni, storie di altre persone. E certamente ci sono tante opinioni e storie, ma ci\u00f2 che gli storici cercano di fare \u00e8 vedere se queste visioni sono basate su prove fattuali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Dunque la storiografia \u00e8 basata su fatti?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Robert Tombs<\/strong>\u00a0\u2013 La storia \u00e8 l\u2019interpretazione di prove fattuali: e ci\u00f2 include anche molta storia letteraria. La differenza \u00e8 che, ad esempio, gli studiosi di letteratura direbbero che la Tempesta di Shakespeare \u00e8 un testo colonialista, perch\u00e9 \u00e8 ci\u00f2 che ci vediamo adesso, mentre gli storici direbbero: \u00abC\u2019\u00e8 qualche prova che a quel tempo la considerassero a quel modo? C\u2019\u00e8 qualche prova che Shakespeare la vedesse cos\u00ec?\u00bb. E se non c\u2019\u00e8, allora non \u00e8 questo che era.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>David Abulafia<\/strong>\u00a0\u2013 Uno dei compiti degli storici \u00e8 provare a recuperare gli atteggiamenti mentali del passato, riconoscendo che se parliamo, ad esempio, di Churchill, certi assunti circa la natura gerarchica della societ\u00e0 e certi elementi che oggi chiameremmo razzismo erano vedute comuni dell\u2019epoca. Nel passato recente, e ancora di pi\u00f9 in quello lontano, incontriamo visioni del mondo molto diverse: ci\u00f2 contribuisce a rendere eccitante studiare il passato. Bisogna sempre essere consapevoli che non ha senso applicare gli standard politici e morali del XXI secolo. Un grande esempio \u00e8 Edward Said, che era solo un ciarlatano: le sue vedute su come l\u2019Occidente aveva interpretato l\u2019Oriente non erano basate su nessuna prova storica. Questo \u00e8 proprio il modo in cui non bisogna studiare il passato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Ma \u00e8 stato detto che chi possiede il passato possiede il futuro: c\u2019\u00e8 un legame stretto fra storia e politica.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Robert Tombs<\/strong>\u00a0\u2013 L\u2019unico modo per prevenire che si abusi della storia come strumento di potere \u00e8 mettere costantemente in questione la veridicit\u00e0 delle affermazioni che vengono fatte. Dobbiamo guardare alle prove e discuterle, non accettare semplicemente l\u2019ortodossia che viene imposta. Il che \u00e8 molto diverso dall\u2019imporre una singola teoria che non aspira solo a essere un\u2019interpretazione storica, ma una visione della societ\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>David Abulafia<\/strong>\u00a0-Uno storico deve essere autocritico rispetto alle condizioni politiche in cui opera: io ho delle opinioni politiche, ma devo essere consapevole del pericolo che quelle vedute si insinuino nelle mie interpretazioni, foss\u2019anche di Federico II di Svevia. Non si pu\u00f2 essere completamente oggettivi, si \u00e8 sempre influenzati da ogni sorta di fattori, ma dobbiamo fare del nostro meglio per tendere a quella obiettivit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Robert Tombs<\/strong>\u00a0\u2013 Bisogna sempre verificare i propri assunti e saper dire: mi sono sbagliato su questo, le prove non supportano quello che ho detto finora. Questo \u00e8 un approccio completamente diverso da quello adottato da tanti al giorno d\u2019oggi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Non temete di essere trascinati nelle guerre culturali che sono spesso strumentalizzate, per esempio, qui in Gran Bretagna dal governo di Boris Johnson?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>David Abulafia<\/strong>\u00a0\u2013 Ma noi siamo combattenti in queste guerre culturali! Per\u00f2 \u00e8 anche importante sottolineare che, per quanto molti di coloro che sono stati coinvolti in History Reclaimed si dichiarino di centrodestra, conservatori, dall\u2019altro lato ci sono storici di sinistra solidali con quello che stiamo facendo: noi li incoraggiamo a fare parte di questo movimento. Ci sono storici di sinistra molto critici della direzione\u00a0<em>woke<\/em>\u00a0verso cui alcuni loro colleghi stanno andando. History Reclaimed non si vede come politica in senso partitico, anche se inevitabilmente attrae l\u2019attenzione di politici e giornalisti conservatori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Robert Tombs<\/strong>\u00a0\u2013 Parte della sinistra vorrebbe dire che queste guerre culturali non esistono e tende a ignorarci, come ha fatto finora il \u00abGuardian\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>David Abulafia<\/strong>\u00a0\u2013 C\u2019\u00e8 gente che mi dice: non so di cosa state parlando, queste guerre culturali non esistono! Ma alcune di queste persone sono quelle pi\u00f9 schierate su una prospettiva\u00a0<em>woke<\/em>, anche se poi dicono che non c\u2019\u00e8 niente da discutere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Un dibattito attuale verte sulla restituzione ai Paesi d\u2019origine delle opere presenti nei musei europei.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>David Abulafia<\/strong>\u00a0\u2013 L\u2019idea di condividere quel materiale ha senso, ma la questione pi\u00f9 generale delle riparazioni va oltre: e non \u00e8 mai articolata pienamente. C\u2019\u00e8 il problema di chi dovrebbe ricevere le riparazioni: quanto tempo dovrebbe essere trascorso? C\u2019\u00e8 differenza tra le riparazioni agli ebrei perseguitati nella Seconda guerra mondiale e gli schiavi caraibici di molti secoli fa. Se no, dovremmo chiedere ai Romani le riparazioni per la conquista della Britannia! Dove tracciamo la linea?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Robert Tombs<\/strong>\u00a0\u2013 Io faccio obiezione al simbolismo: significa dire che l\u2019Occidente \u00e8 sempre colpevole di sfruttamento e saccheggio. Ma in molti casi quegli oggetti non sono stati acquisiti illegalmente, erano regali o acquisti. Non sono contrario a restituire gli oggetti in alcuni casi, ma sono scettico verso l\u2019idea che ci sia un obbligo morale in generale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>E riguardo alle statue contestate? Vanno rimosse o \u00e8 giusto l\u2019approccio di \u00abconservare e spiegare\u00bb?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>David Abulafia<\/strong> \u2013 Bisogna trovare il giusto equilibrio. Per esempio, al Museo marittimo nazionale c\u2019\u00e8 una Galleria atlantica che ha a che fare con la presenza britannica nei Caraibi: l\u2019enfasi sulla tratta degli schiavi \u00e8 cos\u00ec soverchiante che i visitatori che non sanno nulla restano molto perplessi. E ora veniamo alle statue. E prendiamo per esempio quella di fronte a Westminster di Simone di Montfort, il fondatore del Parlamento: lui perseguit\u00f2 gli ebrei, ci\u00f2 dev\u2019essere detto, ma non \u00e8 questo che domin\u00f2 la sua carriera, \u00e8 una parte minore. Dobbiamo accettare che \u00e8 quello che facevano, ma non \u00e8 tutta la storia. Non dobbiamo lasciare tutto a una porzione del passato che oggi ha una enorme forza morale, ma che allora era vista purtroppo in maniera diversa. Il caso di Churchill \u00e8 simile: ma in realt\u00e0 qui gran parte della gente pensa che abbia salvato non solo questo paese ma la civilt\u00e0 occidentale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Robert Tombs<\/strong>\u00a0\u2013 Gli storici come noi dicono: le cose non sono cos\u00ec semplici come si suppone. Mentre la tendenza di molti musei \u00e8 quella di semplificare per ragioni morali o sentimentali, perch\u00e9 pensano che questo \u00e8 ci\u00f2 che il loro pubblico vuole vedere. Un esempio lo abbiamo avuto proprio qui a Cambridge, dove nel museo di arte classica vorrebbero mettere delle avvertenze per giustificare la \u00abbianchezza\u00bb delle statue.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>David Abulafia<\/strong>\u00a0\u2013 S\u00ec, questo \u00e8 un esempio delle tendenze importate dall\u2019America. C\u2019\u00e8 un professore di antichit\u00e0 classiche a Princeton che sostiene che quei corsi dovrebbero essere aboliti perch\u00e9 sono un patrimonio solo occidentale, con tutti gli aggettivi che ne conseguono. Quando il dibattito raggiunge questo livello, \u00e8 pane per i nostri denti! Ma \u00e8 anche allarmante che gente intelligente sostenga quelle tesi\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Qual \u00e8 dunque il ruolo dello storico oggi, se vuole essere fedele alla sua missione?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Robert Tombs<\/strong>\u00a0\u2013 Applicare il metodo sviluppato nell\u2019Ottocento, basato sull\u2019interpretazione razionale delle prove, ed essere pronto a riconoscere quando le teorie non sono vere, non sono basate su un\u2019analisi seria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>David Abulafia<\/strong>\u00a0\u2013 Aggiungerei che lo storico deve essere pronto a impegnarsi in un dibattito: questa \u00e8 stata una mancanza di molti accademici. \u00c8 fondamentale. Ci\u00f2 che noi diciamo \u00e8: avanti, discutete con noi!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>(Pubblicato il 7 novembre 2021 \u00a9\u202f\u00abCorriere della Sera\u00bb &#8211;\u00a0La Lettura)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<\/strong><strong><a href=\"http:\/\/www.nuovarivistastorica.it\/?p=11502\">http:\/\/www.nuovarivistastorica.it\/?p=11502<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di NUOVA RIVISTA STORICA (Luigi Ippolito) Nei Paesi anglosassoni la tendenza a condannare il passato sulla base della sensibilit\u00e0 contemporanea ha suscitato la reazione di studiosi illustri come i britannici David Abulafia e Robert Tombs. 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