{"id":68566,"date":"2021-11-17T09:00:46","date_gmt":"2021-11-17T08:00:46","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=68566"},"modified":"2021-11-15T21:29:58","modified_gmt":"2021-11-15T20:29:58","slug":"laccordo-sul-clima-farsa-e-realta-in-libia-e-altre-notizie-interessanti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=68566","title":{"rendered":"L\u2019accordo sul clima, farsa e realt\u00e0 in Libia e altre notizie interessanti"},"content":{"rendered":"<p><strong>di LIMES (autori vari)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>IL CLIMA DELLA COP26<\/strong>\u00a0[di\u00a0Federico Petroni]<\/p>\n<p>La conferenza dell\u2019Onu sul clima di Glasgow si \u00e8 conclusa con un accordo giudicato al ribasso.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 conta<\/strong>:\u00a0Una carrellata sul significato dei principali punti emersi dalla Cop26 permette di rilevare i fattori che hanno determinato l\u2019insuccesso.<\/p>\n<p>Primo, il fatto che l\u2019unico obiettivo numerico sia ridurre a livello globale del 45% le emissioni inquinanti entro il 2030 la dice lunga. La parola chiave \u00e8\u00a0<em>globale<\/em>. I partecipanti riescono ad accordarsi solo su un traguardo che li impegna tutti, dunque non ne impegna nessuno. Non sono previsti sotto-obiettivi specifici per ciascun paese. Chi si occupa di geopolitica sa che\u00a0<a href=\"https:\/\/www.limesonline.com\/cartaceo\/non-siamo-il-mondo-2\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">non esiste un interesse collettivo mondiale<\/a>. O meglio, esiste ma non \u00e8 sufficiente a mobilitare l\u2019azione. Il clima cambia con conseguenze diverse a latitudini diverse. Un\u2019ovviet\u00e0, ma ancora i singoli paesi sono molto indietro nello studio di come convivere gi\u00e0 da ora con il mondo che\u00a0muta pelle. Lo testimonia la vaghezza della\u00a0<a href=\"https:\/\/www.washingtonpost.com\/climate-environment\/interactive\/2021\/glasgow-climate-pact-full-text-cop26\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">sezione 2 dell\u2019accordo di Glasgow<\/a>, quella sull\u2019adattamento.<\/p>\n<p>Secondo,\u00a0gli impegni molto annacquati su carbone, petrolio e metano non sono dovuti solo all\u2019impossibilit\u00e0 di Cina e India di rinunciarvi oppure al desiderio di non compromettere i conti pubblici dei produttori di idrocarburi (Russia, arabi del Golfo).\u00a0Sulla\u00a0cosiddetta transizione energetica impatta il coronavirus: prima ha inceppato le industrie di mezzo mondo, poi le ha spinte a ripartire a\u00a0tutto gas per recuperare il\u00a0terreno perduto e ora sta causando dissesti lungo tutte le filiere di approvvigionamento.\u00a0Inoltre, le fonti alternative non sono ancora mature per i paesi pi\u00f9 sviluppati e quelli meno sviluppati semplicemente non se le possono permettere.<\/p>\n<p>Terzo, per inquinare meno bisogna riformare l\u2019industria, cio\u00e8 i metodi produttivi, cio\u00e8 un aspetto molto sensibile delle varie societ\u00e0. Le potenze pi\u00f9 fragili temono che i propri avversari cavalchino la retorica ambientalista per metterle in difficolt\u00e0. Per esempio, Cina e Germania sono sicure che gli Stati Uniti sfruttino l\u2019opportunit\u00e0 per inceppare le rispettive manifatture. Per questo Pechino ha rifiutato il taglio del 30% delle emissioni entro il 2030 proposto dagli occidentali, spiegando che svilupper\u00e0 il proprio piano. E ha proposto a Washington un tavolo bilaterale per lavorare a obiettivi concreti di riduzione delle emissioni: vuole il controllo dell\u2019agenda. Gli americani hanno accettato perch\u00e9\u00a0sperano di imporre la loro. Il\u00a0<a href=\"https:\/\/www.bloomberg.com\/news\/articles\/2021-11-10\/china-says-reached-consensus-with-u-s-on-climate-issues\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">parziale accordo<\/a>\u00a0a due Cina-Usa trovato a Glasgow ci dice che la prima teme pi\u00f9 i secondi che viceversa, anche perch\u00e9 giunto contemporaneamente a un appello di Xi Jinping a non innescare una \u201c<a href=\"https:\/\/www.limesonline.com\/notizie-mondo-oggi-11-novembre-usa-cina-clima-cop26-emissioni-migranti-bielorussia-sanzioni-turchia\/125655\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">nuova guerra fredda<\/a>\u201c.<\/p>\n<p>Quarto, europei e americani si sono rifiutati di pagare per i danni subiti nei paesi pi\u00f9 arretrati dal cambiamento climatico. Al di l\u00e0 dell\u2019incapacit\u00e0 di calcolarli, fisserebbero un precedente assai pericoloso. Non hanno nemmeno mantenuto la promessa di sei anni fa di stanziare cento miliardi di dollari per avviare la transizione energetica nei paesi meno sviluppati; figurarsi cosa ci si pu\u00f2 attendere dall\u2019impegno di Glasgow a raddoppiare quella cifra.<\/p>\n<p><strong>Per approfondire<\/strong>:\u00a0<em><a href=\"https:\/\/www.limesonline.com\/il-clima-del-virus-il-numero-1220-di-limes\/121628\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Il clima del virus<\/a><\/em><\/p>\n<hr \/>\n<p><strong>FARSA E REALT\u00c0 IN LIBIA<\/strong>\u00a0[di\u00a0Dario Fabbri]<\/p>\n<p>La conferenza di Parigi sulla Libia, organizzata da Francia, Italia, Germania e snobbata da Turchia e Russia, si \u00e8 conclusa con un comunicato che ribadisce la necessit\u00e0 di celebrare elezioni entro il 24 dicembre e invita soldati e mercenari stranieri ad abbandonare il territorio.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 conta<\/strong>: La conferenza fornisce un dato nuovo mentre palesa la dura realt\u00e0.<br \/>\nAnzitutto, racconta che Roma si \u00e8 appiattita sulla posizione francese. Dopo aver subito il rovesciamento di Gheddafi ad opera di Parigi e averne osteggiato l\u2019influenza incarnata dal sedicente generale Haftar, in questa fase il governo italiano prova ad avvicinarsi alla Francia per sopravvivere nell\u2019ex quarta sponda. Tentativo che si inserisce nel pi\u00f9 ampio trattato del Quirinale, accordo franco-italiano di imminente conclusione, pensato per premere congiuntamene sulla Germania affinch\u00e9 non torni all\u2019austerity, nel quale dovrebbe rientrare anche la \u201ccomune\u201d posizione sulla Libia, segnale di una perdurante fragilit\u00e0 del nostro paese su entrambi i dossier.<br \/>\nQuindi, il blando invito al ritiro per soldati e mercenari testimonia che a comandare sono turchi e russi, rispettivamente stanziati in Tripolitania e Cirenaica. Al di l\u00e0 gli degli inutili annunci riguardanti le elezioni del 24 dicembre, quasi in Libia esistesse un\u2019opinione pubblica e governasse chi realmente domina il territorio, resta che Ankara e Mosca continueranno a disputarsi la maggiore influenza nel paese. Anche attraverso l\u2019utilizzo di\u00a0<em>contractors<\/em>. Non curanti di Francia e Italia che provano a unire le proprie debolezze.<\/p>\n<p><strong>Per approfondire<\/strong>:\u00a0<em><a href=\"https:\/\/www.limesonline.com\/cartaceo\/perche-ci-serve-la-francia\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Perch\u00e9 all\u2019Italia serve la Francia<\/a><\/em><\/p>\n<hr \/>\n<p><strong>AI CONFINI DELLA RUSSIA<\/strong>\u00a0[di\u00a0Mirko Mussetti]<\/p>\n<p>La Federazione Russa ha eseguito vaste esercitazioni militari a ridosso del confine polacco. In particolare,\u00a0<a href=\"https:\/\/tass.com\/politics\/1360651\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">lancio di paracadutisti<\/a>\u00a0nei pressi di Hrodna, citt\u00e0 della Bielorussia a 20 chilometri dalla frontiera, e bombardieri strategici in volo\u00a0non lontano\u00a0dal\u00a0<a href=\"https:\/\/www.limesonline.com\/cartaceo\/la-breccia-di-suwalki\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Suwa\u0142ki gap<\/a>. Al contempo, il presidente Vladimir Putin comunica di\u00a0<a href=\"https:\/\/tass.com\/politics\/1360967\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">aver bloccato<\/a>\u00a0il proprio ministro della Difesa Sergej \u0160ojgu dall\u2019organizzare esercitazioni militari non programmate nel Mar Nero.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 conta<\/strong>: L\u2019inquilino del Cremlino cerca di correggere le\u00a0<a href=\"https:\/\/www.limesonline.com\/cartaceo\/lincorreggibile-fragilita-della-nuova-cortina-di-ferro\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">fragilit\u00e0 strutturali<\/a>\u00a0della nuova cortina di ferro per imporre una netta linea rossa. La differenza fra le ampie manovre nel Baltico e la cautela pubblica nel Mar Nero rivela un atteggiamento pragmatico: prima si mette in sicurezza il\u00a0<a href=\"https:\/\/www.limesonline.com\/carta-nuova-cortina-di-ferro-settore-nordico\/124801\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">settore nordico<\/a>\u00a0della cortina di ferro, il pi\u00f9 vicino al cuore pulsante della Russia; poi ci si approccia al pi\u00f9 enigmatico\u00a0<a href=\"https:\/\/www.limesonline.com\/nato-russia-nuova-cortina-di-ferro-turchia-settore-meridionale\/116131\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">segmento meridionale<\/a>.<br \/>\nCon la \u201c<a href=\"https:\/\/www.limesonline.com\/lapprofondimento-di-dario-fabbri-chi-sta-vincendo-in-bielorussia\/125691\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">battaglia dei migranti<\/a>\u201d e la sottoscrizione di 28 nuovi programmi per l\u2019Unione statale tra Russia e Bielorussia (pi\u00f9 nuova dottrina militare congiunta), il Cremlino ha l\u2019occasione per spingere le proprie truppe al confine della Polonia, sancendo in via definitiva che la Russia Bianca \u00e8 cosa sua. Ma soprattutto accerchia a nord la rivale Ucraina in vista di un suo futuro\u00a0eventuale riassorbimento nella sfera d\u2019influenza moscovita.<br \/>\nRichiamando il pi\u00f9 potente dei propri ministri \u2013 e potenziale successore nella verticale del potere \u2013 Putin tende la mano a Washington. Il gioco manifesto del \u201cpoliziotto buono\/poliziotto cattivo\u201d serve a segnalare che gli apparati russi sono pronti a combattere e al contempo che Mosca non vuole un confronto aperto.<br \/>\nSe la Russia permette agli Stati Uniti di operare sotto basso profilo in un piccolo mare semichiuso \u2013 azione geostrategicamente insensata sia per il litoraneo monopolista sia per l\u2019oceanica potenza talassocratica \u2013 \u00e8 per un motivo semplice: Washington non concentrer\u00e0 mai una gran quantit\u00e0 della propria flotta in un bacino angusto e serrabile artificiosamente, esponendo le imbarcazioni intrappolate all\u2019irruento attacco costiero. Mosca lo sa, ma permette al rivale a stelle e strisce di rassicurare simbolicamente i membri rivieraschi della Nato. Il Cremlino\u00a0\u00e8 conscio altres\u00ec che gli americani non insedieranno mai ampi contingenti militari nell\u2019Ucraina centro-orientale \u2013 piana priva di elementi orografici difensivi \u2013 in assenza del dovuto supporto navale nel Mar Nero.<br \/>\nLa premura di evitare uno scontro diretto \u00e8 manifesta anche nei pressi del valico di Suwa\u0142ki. Le recenti esercitazioni russe non vanno lette come una minaccia diretta a Varsavia, bens\u00ec come un invito a Washington, ritenuto attore geopolitico razionale: il personale militare (e d\u2019intelligence) statunitense dovrebbe abbandonare con una certa celerit\u00e0 la base di Orzysz nel nord-est della Polonia, presa ormai in pianta stabile tra due fuochi ravvicinati (Kaliningrad e Hrodna). Il\u00a0corpo statunitense verrebbe incoraggiato a ritirarsi a ovest del fiume Vistola mediante l\u2019impiego di cannoni a microonde \u2013 diretti non sui mezzi, ma sulle persone \u2013 senza lasciar traccia di pistole fumanti. Se Polonia e Lituania dovessero operare un blocco dei transiti logistici tra Bielorussia e l\u2019<em>exclave<\/em>\u00a0di Kaliningrad, Mosca interverrebbe militarmente. In ogni caso \u00e8 bene che gli Stati Uniti\u00a0siano esclusi da un coinvolgimento diretto.<\/p>\n<p><strong>Per approfondire<\/strong>:\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.limesonline.com\/guerra-migranti-polonia-bielorussia-lukashenko-ue-russia-ucraina-donbas\/125671\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">La crisi dei migranti tra Bielorussia e Polonia \u00e8 un grande diversivo<\/a>\u00a0<\/i><\/p>\n<hr \/>\n<p><strong>AUSTRALIA-TAIWAN<\/strong>\u00a0[di\u00a0<a href=\"https:\/\/www.limesonline.com\/autori\/federico-petroni\">Federico Petroni<\/a>]<\/p>\n<p>\u00abSarebbe inconcepibile per noi non supportare gli Usa\u00bb qualora questi ultimi decidessero di intervenire a Taiwan. Parola del ministro della Difesa australiano Peter Dutton. Commento reso dopo che il segretario di Stato americano Antony Blinken ha dichiarato che Washington e i suoi alleati risponderebbero nel caso in cui la Cina usasse la forza contro Taiwan.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 conta<\/strong>: Blinken non ha chiarito in che modo reagirebbero gli Stati Uniti. L\u2019ambiguit\u00e0 strategica americana \u00e8 sempre meno ambigua, ma non fino al punto da far cadere il dubbio sulla protezione dell\u2019isola. Chi invece ha fatto cadere del tutto la propria ambiguit\u00e0 \u00e8 l\u2019Australia. Le parole di Dutton equivalgono alla prima volta in cui il governo di Canberra chiarisce di essere disposto anche a entrare in guerra al fianco degli Stati Uniti per difendere Taiwan nel caso questa fosse la decisione di Washington. Non esattamente un dettaglio per una popolazione spaccata a met\u00e0 sull\u2019idea di fare la guerra alla Cina in caso di aggressione a Formosa. Ma perfettamente in linea con la traiettoria degli ultimi anni di Canberra, che ha gradualmente dismesso un atteggiamento passivo nei confronti di Pechino per schierarsi nettamente nel contenimento allestito dagli americani. Resta da definire l\u2019entit\u00e0 del supporto agli Stati Uniti in un conflitto. Ma il dado \u00e8 tratto.<\/p>\n<p><strong>Per approfondire<\/strong>:\u00a0<em><a href=\"https:\/\/www.limesonline.com\/cartaceo\/la-straordinaria-scelta-dellaustralia\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">La straordinaria scelta dell\u2019Australia<\/a><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.limesonline.com\/notizie-mondo-oggi-15-novembre-accordo-clima-cop26-glasgow-libia-conferenza-elezioni-saif-gheddafi\/125730\">https:\/\/www.limesonline.com\/notizie-mondo-oggi-15-novembre-accordo-clima-cop26-glasgow-libia-conferenza-elezioni-saif-gheddafi\/125730<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LIMES (autori vari) &nbsp; IL CLIMA DELLA COP26\u00a0[di\u00a0Federico Petroni] La conferenza dell\u2019Onu sul clima di Glasgow si \u00e8 conclusa con un accordo giudicato al ribasso. 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