{"id":68605,"date":"2021-11-17T14:00:19","date_gmt":"2021-11-17T13:00:19","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=68605"},"modified":"2021-11-17T14:44:52","modified_gmt":"2021-11-17T13:44:52","slug":"il-marx-messia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=68605","title":{"rendered":"Il Marx Messia"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Luca Bistolfi)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-68606\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Portrait_Karl_Marx_SM_stf131-e1637059045622-300x227.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"227\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Portrait_Karl_Marx_SM_stf131-e1637059045622-300x227.png 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Portrait_Karl_Marx_SM_stf131-e1637059045622-1024x774.png 1024w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Portrait_Karl_Marx_SM_stf131-e1637059045622-768x580.png 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Portrait_Karl_Marx_SM_stf131-e1637059045622.png 1236w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Troppi intellettuali laccati, lacch\u00e8 del potere, citano Marx a casaccio. Ecco perch\u00e9 il Grande Vecchio di Treviri \u00e8 necessario nel momento terribile ed epocale che stiamo vivendo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ben conoscendo certi suoi ciarlatani contemporanei e soprattutto i professori universitari, nella Prefazione alla seconda edizione della Welt, Schopenhauer fu costretto a intingere pi\u00f9 del solito la penna d\u2019oca nell\u2019acido per censurare l\u2019abitudine di un certo pubblico a ricorrere alle esposizioni di seconda mano anzich\u00e9 ai testi originali. \u00c8 \u00abl\u2019affinit\u00e0 elettiva, in base alla quale una natura comune si sente attratta verso i suoi simili\u00bb, cos\u00ec come i bambini \u00abapprendono meglio da altri bambini\u00bb. E chiss\u00e0 cosa scriverebbe oggi davanti ai bignami e ai \u201ctutorial\u201d filosofici!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non bisogna tuttavia essere troppo rigidi, e se si desideri addentare idee e autori dalla dura scorza da autodidatti, al fine di evitare le muffe accademiche, si pu\u00f2 senz\u2019altro ricorrere a lavori propedeutici. \u00c8 in tal senso che voglio portare all\u2019attenzione del lettore due Karl Marx.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il primo esce in queste settimane da Adelphi e ne \u00e8 autore Isaiah Berlin. Si tratta invero d\u2019una riproposizione del testo apparso nel 1969 per La Nuova Italia, solo con un apparato critico pi\u00f9 efficiente. Berlin non \u00e8 il primo pensatore antimarxista a scrivere un\u2019opera onesta, lucida e informata sul \u00abdottore del terrore rosso\u00bb, com\u2019egli fu definito ai tempi suoi: si pensi ad esempio alla notevole conoscenza dimostrata da Giovanni Gentile, primo maestro di Antonio Gramsci, e da Benedetto Croce, allievo del marxista Antonio Labriola. Lo studio di Berlin non manca di qualche imprecisione terminologica, di alcune citazioni spericolate \u2013 a cui tuttavia pone rimedio la curatela \u2013 e di un paio di giudizi piuttosto avventati; ma sono peccati tutto sommato trascurabili a fronte di uno studio rigoroso e soprattutto onesto, anche se datato poich\u00e9 risalente al 1938. Chi volesse avere una panoramica generale su Marx pensatore, studioso e attivista politico qui trover\u00e0 soddisfazione. \u00c8 una sorta di vasta voce da enciclopedia, di quelle che ormai non si compongono pi\u00f9 in nessun senso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non si dovr\u00e0 pertanto avere la pretesa di trovarvi un\u2019esposizione delle scoperte marxiane dei Grundrisse o del Capitale. La cifra di questo Karl Marx sta nella capacit\u00e0 di Berlin a incastonare il soggetto nel suo tempo e soprattutto nel descriverne alcuni cruciali fondamenti filosofici con una competenza e una chiarezza espositiva esemplari, che emergono particolarmente in alcuni momenti, come ad esempio le magistrali pagine dedicate a Hegel e al fondamentale rapporto del giovane Marx con la sua filosofia e il capitolo sul \u00abMaterialismo storico\u00bb, argomento, come sanno tutti, piuttosto aspro, ma che Berlin dimostra di saper \u201cmaneggiare con cura\u201d, senza ingenerare gli imbarazzanti equivoci, sia per eccesso di ortodossia, sia altrettanto per suo difetto, che purtroppo costellano le pagine di molti marxisti, reali o presunti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Mi si consenta tuttavia di offrire due suggerimenti prima di accostarsi a questo studio. Anzitutto \u00e8 necessario leggere con attenzione la \u00abPrefazione del curatore alla quinta edizione\u00bb, une delle poche premesse utili in circolazione. In secondo luogo di non leggere il risvolto di copertina: in tutta evidenza pare scritto o con l\u2019intenzione di mettere in guardia da Marx o piuttosto senza aver letto libro, dando per scontato che il liberale Berlin fosse un trinariciuto al contrario. Qui mi sa che i trinariciuti a volte vanno cercati nelle redazioni editoriali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Differente sotto tutti i rispetti \u00e8 il Karl Marx di Maximilien Rubel, uscito vent\u2019anni fa, nel 2001, ma ancora disponibile, presso l\u2019editore milanese Colibr\u00ec e strumento dei pi\u00f9 cruciali per chiunque voglia seriamente studiare il Grande Vecchio di Treviri. Al contrario di Berlin, noto a tutti, il nome di Rubel risulter\u00e0 sconosciuto ai pi\u00f9: ma, per ci\u00f2 che conta, vi posso garantire che siamo davanti a uno dei pi\u00f9 intelligenti, acuti e preparati studiosi del marxismo europeo e capace di maneggiare con abilit\u00e0 e destrezza un argomento molto complesso. Per fornire l\u2019abbrivio necessario a invitare il lettore alla lettura bisogna partire dal secondo sottotitolo del libro: \u00abProlegomeni per una sociologia etica\u00bb, che l\u2019autore ha voluto aggiungere alla sola edizione italiana, assai migliore sotto ogni riguardo dell\u2019originale francese. \u00c8 tra l\u2019altro anche dotata di una cronologia ragionata e meticolosa di oltre cento pagine e di un solidissimo apparato critico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019intendimento principe di Rubel \u00e8 liberare Marx da aride letture economicistiche, cogliendo la continuit\u00e0, dagli anni giovanili sino alla morte, di un\u2019istanza etica prepolitica e pre-economica. Ma ascoltiamo le eloquenti parole dell\u2019autore:<\/p>\n<blockquote class=\"wp-block-quote\">\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cNon solo non c\u2019\u00e8, in Marx, alcun intento specialistico, ma bisogna anche astenersi dal vedervi un tentativo filosofico di elevarsi al di sopra delle diverse specializzazioni in virt\u00f9 dell\u2019attivit\u00e0 sistematica e di mediazione del pensiero: tale \u201cfilosofia\u201d, per lui, aveva a sua volta un carattere frammentario, era un puro prodotto della divisione del lavoro e della sua alienazione. O almeno gli sembrava concepibile \u2013 poich\u00e9 filosofare bisogna \u2013 solo se superata e realizzata nella pratica, cio\u00e8 resa inutile come progetto. Le ragioni di Marx sono state di un altro ordine, che penso di poter definire etico, nella misura in cui l\u2019etica \u00e8 proprio ci\u00f2 che, nel pensiero di un uomo, si sottrae istintivamente a ogni particolarizzazione riduttiva per abbracciare la diversit\u00e0 delle attivit\u00e0 in una visione d\u2019insieme sempre pi\u00f9 elevata e rapportarle, incessantemente alla verit\u00e0 pratica [\u2026]. Marx non ha creato, n\u00e9 aveva intenzione di farlo, un nuovo sistema di economica politica. Voleva dare agli uomini in lotta per la trasformazione radicale della societ\u00e0 una spiegazione teorica e critica del modo di produzione capitalistico. Karl Marx desiderava finalizzare la conoscenza scientifica della societ\u00e0 a una causa eminentemente rivoluzionaria: il rovesciamento del capitalismo e l\u2019edificazione di una societ\u00e0 libera dallo sfruttamento e dall\u2019oppressione\u201d.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify\">Tale liberazione consentir\u00e0 agli individui di poter finalmente realizzare se stessi senza alcun vincolo, di diventare\u00a0<em>esseri umani integrali\u00a0<\/em>poich\u00e9 svincolati dalla lotta e dai domini di classe, che irretiscono e conculcano il libero sviluppo rivolto alla conoscenza \u2013 progressiva e pur necessariamente asintotica \u2013 tanto del singolo quanto del\u00a0<em>cervello sociale<\/em>, espressione quest\u2019ultima non presente in Rubel ma che piglio a prestito dal vocabolario di Amadeo Bordiga, tra i massimi teorici rivoluzionari del XX secolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma perch\u00e9 accostarsi a Marx?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<\/strong><strong><a href=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/controcultura\/filosofia\/marx-berlin\/\">https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/controcultura\/filosofia\/marx-berlin\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Luca Bistolfi) Troppi intellettuali laccati, lacch\u00e8 del potere, citano Marx a casaccio. 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