{"id":68631,"date":"2021-11-18T10:00:38","date_gmt":"2021-11-18T09:00:38","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=68631"},"modified":"2021-11-17T22:57:06","modified_gmt":"2021-11-17T21:57:06","slug":"immobilismo-o-immobiliarismo-draghi-punta-sul-modello-milano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=68631","title":{"rendered":"Immobilismo o immobiliarismo: Draghi punta sul \u201cmodello Milano\u201d"},"content":{"rendered":"<p><strong>da PHENOMENOLOGY LAB (Stefano Cardini)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>l Sole 24 Ore<\/em> sabato 13 novembre ha dedicato alla notizia la prima pagina: <strong>\u201cModello Milano per le citt\u00e0 del futuro\u201d<\/strong>. Ribadendo in seconda: <strong>\u201cModello Milano per la legge sulla rigenerazione urbana\u201d<\/strong>. Sottotitolo: <strong>\u201cLa proposta risolutiva del ministro delle Infrastrutture consente ai comuni di approvare progetti presentati da privati anche prima che sia varato il piano complessivo\u201d<\/strong>. Pare questione che interessi soltanto qualche addetto ai lavori: ingegneri, architetti, amministratori pubblici\u2026 Invece \u00e8 la vera e propria <strong>arma letale attraverso la quale il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) entrer\u00e0 come il burro nelle nostre citt\u00e0 e nei nostri territori<\/strong>, cambiando le nostre vite e soprattutto il destino dei nostri figli.<\/p>\n<p>Nessuno ne parla, distratti come siamo dalle polemiche spicciole che ogni giorno la maggior parte dei mezzi d\u2019informazione e la chiacchiera che corre sui social network ci impartiscono.<\/p>\n<p>Di che cosa si tratta? Prover\u00f2 a esporlo in breve.<\/p>\n<p>Giace al Senato un <a href=\"https:\/\/www.senato.it\/japp\/bgt\/showdoc\/18\/DDLPRES\/0\/1108041\/index.html?part=ddlpres_ddlpres1\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Disegno di legge<\/strong><\/a> sulla <a href=\"https:\/\/ilgiornaledellarchitettura.com\/2020\/04\/22\/rigenerazione-urbana-in-italia-facciamo-il-punto\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>rigenerazione urbana<\/strong><\/a>, giudicato inadeguato da pi\u00f9 parti. Si tratterebbe di un provvedimento importantissimo, bench\u00e9 ancora limitato, perch\u00e9 avrebbe un impatto diretto e di lungo termine sulla pi\u00f9 grande \u201cfabbrica\u201d del Dopoguerra italiano: il territorio, le sue case, le sue campagne, le sue montagne, le sue strade, le ferrovie; ma anche le piazze, i parchi, i porti, le coste, i luoghi della produzione e del lavoro, quelli dello scambio e dell\u2019evasione, dove abitiamo e dove ci incontriamo. Non c\u2019\u00e8 rigenerazione, d\u2019altronde, che non passi attraverso ingenti investimenti, pubblici e\/o privati. Anche da questo \u00e8 sorta la difficolt\u00e0, nel nostro Paese, di darsi una disciplina nazionale, coerente e qualificata, alla materia. Dati gli enormi interessi politici ed economici in gioco, infatti, mettere tutti d\u2019accordo \u00e8 tutt\u2019altro che facile. E allora si \u00e8 lasciata proliferare una selva di norme, nazionali, regionali, comunali, che rispondono a logiche difformi se non contraddittorie, con effetti che la nostra esperienza, oltre alle statistiche sullo stato di citt\u00e0 e territori, testimoniano.<\/p>\n<p>Il piano NextGenerationEU, alquanto maldestramente tradotto in Italia in Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), ha messo a disposizione del nostro Paese <strong>191,5 miliardi di euro<\/strong>, in parte a fondo perduto, che fanno gola a molti. Di questi <strong>tra i 50 e i 70 andranno agli enti locali: Regioni e Comuni<\/strong>.<\/p>\n<p>Non avere una normativa adeguata per disporne rappresenta un rischio enorme per il Paese, esponendolo a speculazioni di natura elettoralistica, economica, finanziaria, che, sotto il cappello della \u201crigenerazione urbana\u201d all\u2019insegna della \u201csostenibilit\u00e0\u201d (mai parola fu pi\u00f9 equivoca e abusata), anzich\u00e9 sanare le innumerevoli vulnerabilit\u00e0 del Paese, le amplificherebbero, con effetti che anche di recente, da Como a Catania, abbiamo potuto constatare.<\/p>\n<p>Questa preoccupazione \u00e8 stata all\u2019origine della campagna <strong><em>La citt\u00e0 cambia, cambiamo le citt\u00e0<\/em><\/strong>, che lo scorso luglio, su iniziativa degli architetti Andrea Boschetti e Alfonso Femia, del <em>Milano Design Film Festival<\/em>, con la collaborazione del bimestrale <em>The Good Life Italia<\/em>, \u00e8 stata lanciata con la pubblicazione di una <a href=\"https:\/\/www.milanodesignfilmfestival.com\/letteraaperta\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Lettera aperta sullo sviluppo urbano, la cura e la prevenzione del territorio<\/strong><\/a> rivolta alla Presidenza della Repubblica, alla Presidenza del consiglio e ai ministri competenti. La Lettera, sottoscrivibile on line, ha raccolto oltre 650 firme di urbanisti, architetti, economisti, professori universitari, intellettuali, semplici cittadini: da Michele De Lucchi a Mario Cucinella, da Roberta De Monticelli a Nadia Urbinati, da Franco Cardini a Marcello Flores, da Salvatore Bragantini a Stefano Zamagni. E lo scorso 23 ottobre \u00e8 stata oggetto di una giornata di dibattito pubblico, al Teatro Parenti di Milano, durante la nona edizione del Milano Design Film Festival, alla quale hanno partecipato l\u2019urbanista Paola Vigan\u00f2, l\u2019economista Antonio Calafati, il sociologo urbano Giovanni Semi, il paesaggista Claudio Bertorelli, la giornalista Silvia Botti, gli architetti Andrea Boschetti, Alfonso Femia, Isabella Inti, Gianandrea Barreca, Giovanni La Varra e Alessandra Ferrari del Consiglio Nazionale Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori.<\/p>\n<p>Chiediamoci ora: la notizia cui ha dato tanta evidenza <em>Il Sole 24 Ore<\/em> deve ridurre o accrescere le nostre preoccupazioni? In fondo, tra le <strong>\u201cotto azioni non pi\u00f9 differibili\u201d<\/strong> per il Paese che in quella Lettera si richiamano, si trova proprio la necessit\u00e0 di dare finalmente una disciplina nazionale allo sviluppo urbano, alla cura e alla prevenzione del territorio, esigenze a cui anche una legge sulla rigenerazione urbana potrebbe provvedere. L\u2019annuncio in base al quale il ministro delle Infrastrutture, Enrico Giovannini, starebbe per sbloccarne l\u2019iter, potrebbe di conseguenza essere benvenuto. Il problema allora qual \u00e8 ? Il cosiddetto <strong>\u201cmodello Milano\u201d<\/strong>. Di che cosa si tratta?<\/p>\n<p>Chi volesse, tra luci e ombre, farsene un\u2019idea, pu\u00f2 leggere un testo pubblicato da due giovani urbanisti, Jacopo Lareno Faccini e Alice Ranzini: <strong><em>L\u2019 ultima Milano. Cronache dai margini di una citt\u00e0<\/em><\/strong> (Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, 2021), oggetto proprio sabato 13 novembre di <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/radionolo\/videos\/258936702874373\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">un incontro pubblico<\/a> al Parco Trotter di Milano organizzato dalle associazioni Citt\u00e0 del Sole \u2013 Amici del Parco Trotter, B.Cam, Come.In, Padova Viva. \u00c8 documentato, breve e a tutti accessibile. Vi si parla di <strong>una citt\u00e0 in crescita economica dal 2015, ma che a fronte di aumento del 6% del Pil ha visto il costo della vita crescere di oltre il 20%<\/strong>; di una citt\u00e0 in cui a fronte di investimenti immobiliari di fondi speculativi e costruttori nazionali e internazionali per decine di miliardi di euro, le risorse (per lo pi\u00f9 europee) per <strong>l\u2019Edilizia Residenziale Pubblica ammontano a un centinaio di milioni<\/strong>; una citt\u00e0 in cui <strong>65 mq in affitto, in media, costano 1.300 euro al mese<\/strong>; <strong>una citt\u00e0 con uno dei pi\u00f9 elevati consumi di suolo<\/strong>, ma il cui consumo di suolo continua programmaticamente ad aumentare, con strategie di compensazione del tutto inadeguate; <strong>una citt\u00e0 con 8.000 alloggi pubblici sfitti, ma 12.000 famiglie in attesa di una casa<\/strong>; una citt\u00e0 in cui l\u2019<em>housing sociale<\/em> non solamente non riesce a coprire quei cronici fabbisogni abitativi, ma neppure quelli di un ceto medio i cui salari non corrono al passo del costo della vita e che, privo spesso di un\u2019occupazione stabile o di una rendita familiare alle spalle, non pu\u00f2 n\u00e9 rivolgersi al mercato privato n\u00e9 a quello pubblico; una citt\u00e0 in cui processi di gentrificazione sempre pi\u00f9 brutali avanzano dal centro alle periferie con effetti espulsivi proprio sotto il cappello di una \u201crigenerazione urbana sostenibile\u201d.<\/p>\n<p>A Milano l\u2019amministrazione pubblica, nonostante per prima si sia dotata del primo Piano di Governo del Territorio d\u2019Italia, in nome dell\u2019efficienza e della crescita, \u00e8 diventata sempre di pi\u00f9 <strong>una stazione appaltante de-regolativa del territorio<\/strong> a fondi e costruttori privati, internazionali e nazionali, che attraverso concessioni pluridecennali \u201cstimolano e favoriscono i grandi investimenti immobiliari\u201d, come il suo primo cittadino ha dichiarato appena rieletto, lo scorso 4 e 5 ottobre. Le decisioni si prendono in Giunta. Il Consiglio comunale \u00e8 ridotto a una finzione giuridica o a un mero strumento di opposizione \u201cdistruttiva\u201d, che ne delegittima a sua volta il ruolo. Siamo arrivati al punto, si pensi al caso della rigenerazione del quartiere San Siro, che partiti interni alla stessa maggioranza di governo sono costretti ad appellarsi a referendum cittadini per contrastare i piani di Giunta.<\/p>\n<p>Naturalmente il \u201cmodello Milano\u201d non \u00e8 soltanto questo. Ma \u00e8 soprattutto questo: una citt\u00e0 che ha accettato che la crescita quantitativa del Pil sia sovra-ordinata alla sua qualit\u00e0. E che pianifica l\u2019aumento delle sue diseguaglianze, oltre che dei conflitti che ne scaturiscono, inclusi quelli tra cittadini italiani e di recente o remota immigrazione: <strong>un terzo della ricchezza prodotta a Milano, infatti, risiede nelle mani del 9% dei suoi abitanti, mentre la citt\u00e0 ha il record italiano dei senzatetto, cresciuti di quattro volte in tutta Italia<\/strong>.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 dunque Milano dovrebbe essere presa a \u201cmodello\u201d da una legge italiana sulla \u201crigenerazione urbana\u201d? E perch\u00e9 un economista, esperto di statistica, come Enrico Giovannini, ex Presidente dell\u2019Istat, ora ministro delle Infrastrutture, dovrebbe avere le competenze per sbloccare una legge sulla rigenerazione urbana, che certo investe ambiti della nostra vita molto pi\u00f9 ampi non solo di quelli coperti delle discipline econometriche, ma anche della costruzione di ponti, ferrovie, gallerie, svincoli autostradali?<\/p>\n<p>Per capirlo vale la pena di leggere questi due contributi, riportati di seguito e consultabili sul suo <a href=\"http:\/\/antonio-calafati.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">blog<\/a>, di <a href=\"http:\/\/antonio-calafati.it\/bio\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Antonio Calafati<\/strong><\/a>, economista delle citt\u00e0, tra i firmatari della <a href=\"https:\/\/www.milanodesignfilmfestival.com\/letteraaperta\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Lettera aperta sullo sviluppo urbano, la cura e la prevenzione del territorio<\/a>, che inquadra storicamente e teoricamente il ruolo che il pensiero macroeconomico ha avuto e continua ad avere nelle politiche di sviluppo urbano e gli effetti che ha prodotto e rischia di continuare a produrre sulle citt\u00e0 e i territori del nostro Paese.<\/p>\n<p>_________<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/antonio-calafati.it\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/mdff_23_10_2021.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><em><strong>Organizzazione spaziale, costi sociali e democrazia<\/strong><\/em><\/a> di <strong>Antonio Calafati<\/strong><\/p>\n<p>Una scelta che non deve stupire, perch\u00e9 il PNRR \u00e8 il prodotto di una cultura politica ed economica che non riesce a comprendere l\u2019importanza dell\u2019organizzazione spaziale nella costruzione del benessere sociale; che non \u2018vede\u2019 quanti costi sociali genera e quale profonda distorsione nell\u2019allocazione delle risorse produce la traiettoria di sviluppo spaziale che l\u2019Italia sta seguendo.<\/p>\n<p>Intervento alla tavola rotonda \u201cLa citt\u00e0 esclusiva: architettura e democrazia\u201d<\/p>\n<p>(Milano Design Film Festival, 23 ottobre 2021)<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/papers.ssrn.com\/sol3\/papers.cfm?abstract_id=3865045\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><em><strong>L\u2019agenda urbana delle citt\u00e0 italiane<\/strong><\/em><\/a> di <strong>Antonio Calafati<\/strong><\/p>\n<p>Testo dell\u2019intervista condotta il 7 maggio 2021 dal Gruppo di lavoro di Progetto Italiae coordinato da Giovanni Vetritto presso il Dipartimento per gli Affari Regionali e le Autonomie (DARA) della Presidenza del Consiglio dei Ministri.<\/p>\n<p>_________<\/p>\n<p>Personalmente, alla domanda provo a dare una mia risposta, molto meno competente e articolata, ma spero non del tutto sbagliata. Il motivo per cui un economista esperto in statistica e ministro delle Infrastrutture \u00e8 cos\u00ec interessato a sbloccare una legge sulla rigenerazione urbana prendendo a modello Milano \u00e8 che bisogna dimostrare alla Commissione Europea che riusciremo a spendere velocemente i 191,5 miliardi di euro del PNRR e a fare correre il nostro Pil, evitando il rischio di perdere il controllo della spesa pubblica nazionale e locale. Ma siccome nei tempi strettissimi previsti dal PNRR stesso la Pubblica Amministrazione, <strong>costretta ormai a una cronica carenza quantitativa e qualitativa di organici, indirizzi e competenze<\/strong>, sembra non riuscire a stare al passo, bisogna snellire le procedure per \u201cstimolare e favorire i grandi investimenti privati\u201d. Sar\u00e0 infatti sufficiente per gli enti locali riconoscere un \u201cinteresse pubblico\u201d in un qualunque \u201cprogetto privato\u201d di rigenerazione urbana per poterlo finanziare. Il \u201cmodello Milano\u201d, appunto; con tutto quello che, abbiamo visto, comporta.<\/p>\n<p><em><strong>Immobilismo o immobiliarismo. There is no alternative?<\/strong><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE: <a href=\"https:\/\/www.phenomenologylab.eu\/index.php\/2021\/11\/immobilismo-immobiliarismo-draghi-modello-milano\/\">https:\/\/www.phenomenologylab.eu\/index.php\/2021\/11\/immobilismo-immobiliarismo-draghi-modello-milano\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da PHENOMENOLOGY LAB (Stefano Cardini) &nbsp; l Sole 24 Ore sabato 13 novembre ha dedicato alla notizia la prima pagina: \u201cModello Milano per le citt\u00e0 del futuro\u201d. Ribadendo in seconda: \u201cModello Milano per la legge sulla rigenerazione urbana\u201d. Sottotitolo: \u201cLa proposta risolutiva del ministro delle Infrastrutture consente ai comuni di approvare progetti presentati da privati anche prima che sia varato il piano complessivo\u201d. 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