{"id":68736,"date":"2021-11-24T09:00:09","date_gmt":"2021-11-24T08:00:09","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=68736"},"modified":"2021-11-22T23:05:29","modified_gmt":"2021-11-22T22:05:29","slug":"il-prezzo-della-crisi-cosa-fare-contro-il-carovita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=68736","title":{"rendered":"Il prezzo della crisi: cosa fare contro il carovita?"},"content":{"rendered":"<p><strong>di CONIARERIVOLTA (redazione)<\/strong><\/p>\n<header class=\"entry-header\">\n<div class=\"entry-meta\"><\/div>\n<\/header>\n<div class=\"entry-content\">\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/coniarerivolta.files.wordpress.com\/2021\/11\/bollette.png\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-2652\" src=\"https:\/\/coniarerivolta.files.wordpress.com\/2021\/11\/bollette.png?w=750\" alt=\"\" data-attachment-id=\"2652\" data-permalink=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/bollette\/\" data-orig-file=\"https:\/\/coniarerivolta.files.wordpress.com\/2021\/11\/bollette.png\" data-orig-size=\"750,505\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"bollette\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/coniarerivolta.files.wordpress.com\/2021\/11\/bollette.png?w=300\" data-large-file=\"https:\/\/coniarerivolta.files.wordpress.com\/2021\/11\/bollette.png?w=700\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n<p class=\"has-text-align-justify\">C\u2019\u00e8 una domanda che continuiamo a porci, incessantemente, da qualche mese:\u00a0<strong>la crisi \u00e8 davvero alle spalle?<\/strong>\u00a0Certo, nel 2021 le cose stanno andando un po\u2019 meglio, poich\u00e9 l\u2019epidemia, grazie soprattutto alla campagna vaccinale, si attesta su numeri molto pi\u00f9 bassi rispetto a quelli dello scorso anno. Di conseguenza, il mancato ricorso a misure draconiane per contenere i contagi, quali i famigerati\u00a0<em>lockdown<\/em>, ha fatto s\u00ec che l\u2019economia abbia tirato qualche boccata d\u2019ossigeno. Tuttavia, a ben guardare gli ultimi dati sulla disoccupazione, la\u00a0<a href=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/2021\/10\/20\/aumentano-i-poveri-e-il-governo-attacca-il-reddito-di-cittadinanza\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">povert\u00e0<\/a>, la disuguaglianza e\u00a0<a href=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/2021\/10\/12\/le-nazioni-unite-denunciano-lo-sfruttamento-in-italia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">lo sfruttamento<\/a>, dovremmo dare, oltre ogni ragionevole dubbio, una risposta negativa alla domanda di apertura:\u00a0<strong>la crisi \u00e8 tutt\u2019altro che finita<\/strong>, e le politiche messe in campo da Governi e Unione europea si sono rivelate largamente insufficienti a fronteggiare un anno e mezzo di emergenza sanitaria, economica e sociale.<\/p>\n<p class=\"has-text-align-justify\">Nonostante ci\u00f2, dalle pagine de La Stampa\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lastampa.it\/economia\/2021\/11\/12\/news\/un_problema_per_i_paesi_indebitati_come_il_nostro_dobbiamo_accelerare_le_riforme_per_sostenere_tassi_d_interesse_piu_alti_b-407315\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">ha recentemente fatto capolino<\/a>\u00a0un contributo di Carlo Cottarelli, personaggio che\u00a0<a href=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/2019\/01\/29\/cottarelli-il-signoraggio-e-la-favola-della-scarsita-delle-banane\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">\u00e8 spesso apparso sulle pagine di questo blog<\/a>, purtroppo\u00a0<a href=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/2018\/05\/29\/i-mercati-ordinano-cottarelli-esegue-i-piani-bellicosi-del-governo-neutrale\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">non per prendersi i nostri applausi<\/a>. C\u2019\u00e8 un aspetto dell\u2019attuale situazione economica che preoccupa il nostro:\u00a0<strong>un aumento troppo sostenuto dei prezzi<\/strong>. Il tema non pu\u00f2 che essere caro, e altrettanto preoccupante, anche per il nostro universo di riferimento. Sono molte le categorie che hanno ben ragione di preoccuparsi del carovita: lavoratori (precari e non) con salari da fame, pensionati che percepiscono mensilit\u00e0 indecorose, disoccupati che non sanno come sbarcare il lunario perch\u00e9 non hanno un reddito, e pi\u00f9 in generale tutti coloro che si trovano in una condizione economica non agiata, sono tutti soggetti che vedono nell\u2019aumento dei prezzi\u00a0<strong>una dolorosa perdita di potere d\u2019acquisto<\/strong>\u00a0\u2013 e quindi di consumo e di benessere. Se, ad esempio, il nostro salario da un mese a quello successivo resta fermo a 1000 euro, ma allo stesso tempo i prezzi crescono del 10%, gioco forza con quei mille euro potremmo comprare meno beni e servizi, andare una volta in meno dal barbiere, fare una lavatrice in meno, e via di seguito. Per farla semplice, i 1000 euro del nuovo mese varrebbero circa quanto 900 euro del mese precedente. Se, invece, all\u2019aumentare dei prezzi crescesse proporzionalmente anche il nostro salario \u2013 passando, seguendo l\u2019esempio di cui sopra, a 1100 euro \u2013\u00a0<strong>non avvertiremmo nessuna perdita<\/strong>\u00a0nel nostro potere d\u2019acquisto, e potremmo acquistare la stessa quantit\u00e0 di beni e servizi che potevamo comprare il mese prima con 1000 euro. Peccato che la dinamica dei salari e quella dei prezzi non siano \u2018legate\u2019 da nessuna regola d\u2019oro, ragion per cui un aumento dei prezzi (la famigerata\u00a0<strong>inflazione<\/strong>) finisce per creare inquietudine in molti di noi.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/coniarerivolta.files.wordpress.com\/2021\/11\/fig_infl.png\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-2648\" src=\"https:\/\/coniarerivolta.files.wordpress.com\/2021\/11\/fig_infl.png?w=907\" alt=\"\" data-attachment-id=\"2648\" data-permalink=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/fig_infl\/\" data-orig-file=\"https:\/\/coniarerivolta.files.wordpress.com\/2021\/11\/fig_infl.png\" data-orig-size=\"907,605\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"fig_infl\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/coniarerivolta.files.wordpress.com\/2021\/11\/fig_infl.png?w=300\" data-large-file=\"https:\/\/coniarerivolta.files.wordpress.com\/2021\/11\/fig_infl.png?w=700\" \/><\/a><\/figure>\n<p><em>Indice dei prezzi al consumo in Italia (dati mensili, 2015 = 100). Fonte: OCSE.<\/em><\/p>\n<p class=\"has-text-align-justify\">In effetti, negli ultimi mesi abbiamo registrato una discreta crescita dei prezzi. Ad ottobre, i prezzi sono cresciuti, in media, del 3% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Tale crescita, tuttavia, non fa seguito ad una caduta dei prezzi registrata nei mesi pi\u00f9 duri della pandemia: come si pu\u00f2 notare dal grafico, tra il 2018 e il 2020 i prezzi sono stati tendenzialmente stabili, per poi iniziare a salire a inizio del 2021.<\/p>\n<p class=\"has-text-align-justify\">L\u2019inflazione \u00e8 stata in larga parte trainata dall\u2019<strong>aumento dei prezzi dei beni energetici<\/strong>: se non considerassimo tali articoli, la crescita dei prezzi dell\u2019ultimo anno non si attesterebbe al 3%,\u00a0<strong>bens\u00ec ad un pi\u00f9 modesto 0,8%<\/strong>\u00a0(quella che viene chiamata\u00a0<em>inflazione core<\/em>). Tuttavia, per quanto si possa pensare che il costo dell\u2019energia non sia cos\u00ec importante nella vita di tutti noi in quanto compriamo solo quella necessaria ad uso domestico, o la benzina per l\u2019auto, si tratta di una componente assai importante nel nostro bilancio in quanto, a cascata, gli aumenti dei prezzi dei beni energetici\u00a0<strong>si trasferiscono sui nostri acquisti di ogni giorno<\/strong>: se, ad esempio, le imprese che producono beni alimentari devono sostenere costi pi\u00f9 elevati per acquistare l\u2019energia necessaria a far funzionare i loro impianti, venderanno i generi alimentari ad un prezzo pi\u00f9 alto. Va da s\u00e9 che un aumento del prezzo dei combustibili \u2013 come quello registrato negli ultimi mesi \u2013 finisce per\u00a0<strong>scaricarsi in larga parte sulle spalle dei consumatori finali<\/strong>. A fronte di salari stagnanti (o in molti casi azzerati a causa della crisi pandemica), le fasce meno abbienti della popolazione vedono quindi diminuire drammaticamente il loro potere d\u2019acquisto e sono spesso costrette a ricorrere ai loro esigui risparmi per fronteggiare le loro spese quotidiane. Ecco che un fenomeno come\u00a0<strong>l\u2019inflazione, in assenza di adeguate politiche volte a tutelare il potere d\u2019acquisto dei salari, pu\u00f2 rappresentare un serio problema<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"has-text-align-justify\">Potrebbe sembrare, dunque, che per una volta siamo d\u2019accordo con Cottarelli, il cui messaggio pu\u00f2 essere sintetizzato come segue: l\u2019inflazione \u00e8 un male, e pertanto occorre frenare questa ripresa dell\u2019inflazione.\u00a0<strong>Purtroppo, anche stavolta non \u00e8 cos\u00ec<\/strong>. Quello su cui occorre ragionare sono le ricette, le soluzioni proposte da Cottarelli, alfiere del pensiero economico dominante, per risolvere il \u2018problema\u2019 dell\u2019inflazione. Senza troppi giri di parole, Cottarelli asserisce che la causa principale dell\u2019inflazione \u00e8 stata l\u2019eccessiva generosit\u00e0 delle politiche attuate dalle varie istituzioni nazionali ed europee per fronteggiare l\u2019emergenza: secondo Cottarelli, per quanto si possa tener conto delle possibili strozzature sul fronte della produzione (di fatto, la macchina produttiva mondiale ha rallentato per un anno a causa del Covid), potrebbe infatti essere stata \u201cl\u2019abbondanza di potere d\u2019acquisto nel mondo\u201d e quindi l\u2019effetto \u201ccombinato dell\u2019azione delle politiche macroeconomiche di tutti i paesi\u201d a far crescere i prezzi dei beni energetici e quindi l\u2019inflazione. Un\u2019inflazione che, nelle parole dello stesso Cottarelli, \u201cnon viene da Marte\u201d.<\/p>\n<p class=\"has-text-align-justify\">Abbiamo capito bene:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/economia\/2021\/06\/02\/news\/ilo_il_covid_ha_bruciato_144_milioni_di_posti_nel_mondo-303878726\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">144 milioni di posti di lavoro persi nel mondo<\/a>\u00a0(un milione solo in Italia),\u00a0<a href=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/2020\/11\/02\/covid-e-disuguaglianza-neanche-la-salute-e-uguale-per-tutti\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">disuguaglianze in crescita<\/a>, povert\u00e0 e miseria dilaganti, una \u2018ripresa\u2019 per nulla in grado di rimediare al disastro economico e sociale della pandemia e di trent\u2019anni di austerit\u00e0, e secondo Cottarelli le politiche economiche messe in campo dai Governi e dalle Banche centrali sarebbero state troppo espansive, a tal punto da generare questa odiosa inflazione. Numeri alla mano, nulla di pi\u00f9 tendenzioso. Viene da pensare, piuttosto, che interventi come quelli dei Cottarelli di turno servano\u00a0<strong>da apripista a politiche economiche restrittive<\/strong>:\u00a0<a href=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/2020\/04\/01\/cura-italia-poche-risorse-tante-lacune\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">come abbiamo gi\u00e0 visto<\/a>, nonostante gli interventi messi in campo in questi anni si stiano rivelando largamente insufficienti, il Governo italiano \u00e8 gi\u00e0 all\u2019opera per riportare il Paese dentro le maglie pi\u00f9 strette dell\u2019austerit\u00e0,\u00a0<a href=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/2021\/10\/30\/riforme-oggi-e-austerita-dietro-langolo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">scrivendo<\/a>\u00a0nero su bianco che\u00a0<a href=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/2021\/11\/03\/la-manovra-di-draghi-lemergenza-non-passa-lausterita-resta\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">si appresta a tagliare<\/a>\u00a0il deficit e la spesa sociale per i prossimi anni. Ma c\u2019\u00e8 di pi\u00f9: se, fino ad oggi, il ricorso all\u2019indebitamento pubblico (figlio dei maggiori deficit fiscali per cercare di mettere una toppa alla crisi) ha potuto beneficiare dell\u2019<a href=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/2020\/06\/05\/quantitative-easing-la-quiete-prima-della-tempesta\/\">ombrello della Banca centrale europea<\/a>\u00a0(BCE) che ha garantito tassi di interesse bassi, la spinta inflattiva potrebbe mettere in guardia anche i responsabili della politica monetaria, che potrebbero rispondere con un aumento dei tassi di interesse (opzione richiamata esplicitamente da Cottarelli nel suo pezzo, e recentemente\u00a0<a href=\"https:\/\/tg24.sky.it\/economia\/2021\/11\/15\/lagarde-inflazione-quarta-ondata\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">non esclusa dalla presidente della BCE<\/a>). Insomma, il pretesto dell\u2019inflazione viene agitato per \u2018giustificare\u2019 le politiche restrittive. Non v\u2019\u00e8 dubbio che i decisori della politica monetaria potrebbero\u00a0<strong>sfruttare il pretesto di questo aumento dei prezzi<\/strong>, come hanno fatto gi\u00e0 altre volte non appena si paventa il \u201crischio\u201d che qualche governo\u00a0<a href=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/2020\/02\/14\/dalla-grecia-alla-spagna-non-alzare-la-testa-non-alzare-i-salari\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">attuasse politiche redistributive<\/a>\u00a0e a favore dei salari, per effettuare una nuova, ulteriore, stretta monetaria (leggasi, un aumento dei tassi di interesse). Ci\u00f2, tuttavia, non rappresenterebbe affatto una necessit\u00e0 tecnica, tutt\u2019altro: una scelta del genere, anzi, confermerebbe ancora una volta il carattere reazionario e antipopolare delle istituzioni europee, BCE in testa.<\/p>\n<p class=\"has-text-align-justify\">Infatti, un modo per poter combattere gli effetti dell\u2019inflazione sulle nostre tasche ci sarebbe: far s\u00ec che i salari\u00a0<strong>crescano<\/strong>\u00a0almeno in linea con i prezzi, giungendo al risultato che milioni di persone non vedano depauperato il proprio potere d\u2019acquisto. Non vi \u00e8 alcuna ragione, infatti, per ritenere che gli aumenti dei prezzi debbano scaricarsi interamente sui salari lasciando inalterati, e anzi gonfiando, i profitti. Lo Stato, anzi, potrebbe agire per\u00a0<strong>porre un argine alla crescita dei profitti<\/strong>\u00a0intervenendo nella\u00a0<a href=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/2021\/11\/03\/la-manovra-di-draghi-lemergenza-non-passa-lausterita-resta\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">regolamentazione delle tariffe energetiche<\/a>. Si tratta, evidentemente, di una ricetta diametralmente opposta a quella paventata da Cottarelli e da chi detiene le leve della politica economica e monetaria in Italia e in Europa. La politica economica e monetaria ha in s\u00e9 gli strumenti per tutelare una classe, invece che un\u2019altra: se questi strumenti tutelino i profitti o i salari, \u00e8 una questione di equilibri politici e noi sappiamo bene che quelli in cui ci muoviamo sono del tutto spostati a favore del capitale. Si tratta, altres\u00ec, di una soluzione che per qualcuno (la classe padronale e coloro che fanno gli interessi delle imprese) non pu\u00f2 che rappresentare fumo negli occhi.\u00a0<strong>Fronteggiare l\u2019inflazione attraverso politiche restrittive<\/strong>, ossia riducendo la spesa pubblica e alzando i tassi di interesse, significa, in estrema analisi, tenere sotto controllo i prezzi grazie ai salari da fame,\u00a0<a href=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/2018\/06\/13\/la-piena-occupazione-spaventa-il-profitto-perche-lottare-contro-i-vincoli-europei\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">alla disoccupazione<\/a>\u00a0e alla precariet\u00e0: una ricetta tanto vicina\u00a0<a href=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/2018\/12\/20\/ce-lo-chiede-leuropa-disoccupazione-disuguaglianza-e-precarieta\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">ai meccanismi di funzionamento intrinseci dell\u2019Unione europea<\/a>, quanto lontana agli interessi delle classi subalterne.<\/p>\n<p class=\"has-text-align-justify\">Al contrario, una politica marcatamente espansiva e votata a tutelare e accrescere l\u2019occupazione potrebbe portare anche a risultati insperati dalle classi dominanti. Una stagione di rinnovata combattivit\u00e0 del lavoro potrebbe ottenere aumenti dei salari reali (che quindi considerano il potere d\u2019acquisto dei lavoratori) senza determinare necessariamente una continua crescita dell\u2019inflazione, se a ridursi fossero i profitti. Bisogna infatti pensare all\u2019inflazione come l\u2019emersione di un conflitto tra percettori di salario e di profitto per la divisione dell\u2019intero prodotto nazionale. L\u2019esito di questo conflitto non \u00e8 affatto predeterminato e dunque la crescita dell\u2019inflazione potrebbe interrompersi se i padroni fossero costretti ad accettare salari pi\u00f9 alti. \u00c8 proprio questa consapevolezza che ha ispirato le politiche deflazioniste dell\u2019Unione europea: austerit\u00e0 e precariato sono serviti, camuffati anche dallo\u00a0<a href=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/2019\/01\/08\/lo-spauracchio-dellinflazione-tra-mito-e-realta\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">spauracchio dell\u2019inflazione<\/a>, a determinare alta disoccupazione e a indebolire i lavoratori nella contrattazione salariale.<\/p>\n<p class=\"has-text-align-justify\">Ecco che la vera ricetta contro il carovita non pu\u00f2 che essere una sola: affrontare seriamente la questione salariale, che attanaglia il nostro Paese da decenni, rimettendo al centro dell\u2019agenda politica\u00a0<strong>politiche di piena e buona occupazione<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>un\u2019adeguata regolamentazione dei mercati<\/strong>\u00a0per tutelare i salari invece che i profitti. Prescrizioni in totale controtendenza rispetto alla rotta neoliberista che ha caratterizzato gli ultimi quarant\u2019anni e i desiderata dell\u2019attuale Governo Draghi,\u00a0<a href=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/2021\/11\/03\/la-manovra-di-draghi-lemergenza-non-passa-lausterita-resta\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">sempre pi\u00f9 prono alle richieste di Confindustria<\/a>.<\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/2021\/11\/19\/il-prezzo-della-crisi-cosa-fare-contro-il-carovita\/\">https:\/\/coniarerivolta.org\/2021\/11\/19\/il-prezzo-della-crisi-cosa-fare-contro-il-carovita\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di CONIARERIVOLTA (redazione) C\u2019\u00e8 una domanda che continuiamo a porci, incessantemente, da qualche mese:\u00a0la crisi \u00e8 davvero alle spalle?\u00a0Certo, nel 2021 le cose stanno andando un po\u2019 meglio, poich\u00e9 l\u2019epidemia, grazie soprattutto alla campagna vaccinale, si attesta su numeri molto pi\u00f9 bassi rispetto a quelli dello scorso anno. Di conseguenza, il mancato ricorso a misure draconiane per contenere i contagi, quali i famigerati\u00a0lockdown, ha fatto s\u00ec che l\u2019economia abbia tirato qualche boccata d\u2019ossigeno. 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