{"id":68858,"date":"2021-12-02T10:00:36","date_gmt":"2021-12-02T09:00:36","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=68858"},"modified":"2021-11-29T14:33:26","modified_gmt":"2021-11-29T13:33:26","slug":"la-penisola-italiana-dopo-il-trattato-del-quirinale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=68858","title":{"rendered":"La penisola italiana dopo il Trattato del Quirinale"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di FEDERICO DEZZANI\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-68859\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/trattato-del-quirinale-720x333-1-300x139.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"139\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/trattato-del-quirinale-720x333-1-300x139.png 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/trattato-del-quirinale-720x333-1.png 720w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Il 26 novembre, il presidente francese Macron ed il primo ministro italiano Draghi hanno firmato il cosiddetto Trattato del Quirinale, che ha vaste e profonde implicazioni geopolitiche: portando alle estreme conseguenza il processo di \u201csatellizzazione\u201d dell\u2019Italia iniziato a partire dagli anni \u201890, Parigi mette un\u2019ipoteca sulla penisola italiana, completando, dopo l\u2019alleanza miliare con la Grecia e la stretta cooperazione con l\u2019Egitto, il suo sistema di controllo sul Mediterraneo. Mentre le potenze anglosassoni spostano il focus militare sul Pacifico, la Francia riceve cos\u00ec in subappalto il Mediterraneo, candidandosi a contenere\/combattere quelli che sarebbero i naturali alleati dell\u2019Italia: Algeria, Turchia, Germania e Russia.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La scomparsa dell\u2019Italia come fattore potenza<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Abc di geopolitica: l\u2019Italia \u00e8 la naturale continuazione geografica della Germania in direzione del Mediterraneo. Il Sacro Romano Impero fu il pi\u00f9 longevo esempio di integrazione tra Germania e Italia, consentendo, sotto il casato degli Svevi, di unificare quasi totalmente la penisola italiana e, sopratutto, permettendo all\u2019Italia e in particolare al Meridione, di assolvere ad una funzione mediterranea, che \u00e8 la missione suprema della penisola. La naturale complementariet\u00e0 tra Germania e Italia era nota agli strateghi britannici che, infatti, ne facilitarono l\u2019unificazione coi rispettivi Risorgimenti in un ristretto lasso di tempo (1861-1870) e poi le unirono in un\u2019alleanza inizialmente benedetta da Londra (Triplice Alleanza del 1882). Il cosiddetto \u201cAsse\u201d italo-tedesco, creato nel 1936, corrisponde alle dinamiche geopolitiche pi\u00f9 profonde dell\u2019Europa centrale e del bacino mediterraneo: Italia e Germania avrebbero facilmente vinto la guerra (ed il tema sar\u00e0 abbondantemente trattato nel nostro libro in prossima uscita) se, anzich\u00e9 attaccare la Russia, i tedeschi avessero seguito una strategia mediterranea, in direzione sopratutto del Mediterraneo Orientale e del Golfo Persico. Dopo il 1945, nessuna stretta relazione politica tra Germania e Italia \u00e8 stata permessa dalle potenze vincitrici, che si sono autoproclamate come principali e quasi unici interlocutori dei due Paesi: le analogie tra Italia e Germania non sono per questo scomparse (il ruolo centrale della DC \/ CDU-CSU e le ondate di terrorismo destabilizzanti dal 1969 in poi). Il 1990 \u00e8 l\u2019anno spartiacque per l\u2019Europa: la riunificazione della Germania comporta la ricomparsa di una grande potenza nell\u2019Europa centrale, naturalmente tesa a integrarsi politicamente ed economicamente in direzione Est (area ex-URSS, Russia e Cina). Se \u00e8 difficile per le potenze vincitrici del 1945 impedire l\u2019espansione politico-economica tedesca in direzione dell\u2019Oriente (la guerra in Ucraina ed il regime russofobico in Polonia sono tentativi in questo senso), pi\u00f9 facile \u00e8 impedirle l\u2019espansione in direzione del Mediterraneo: la ricomparsa della Germania come fattore di potenza ha quindi comportato la progressiva distruzione del suo \u201ccomplemento\u201d mediterraneo: l\u2019Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dopo il 1990, nessuna stretta integrazione tra Germania e Italia \u00e8 stata permessa e gli investimenti tedeschi in Italia, molto marginali, si sono limitati ad alcune acquisizioni nell\u2019indotto automobilistico o in settori maturi come il cemento. Eppure, la naturale convergenza geopolitici continua ad essere evidente. Nel 2011, quando francesi ed angloamericani hanno sferrato l\u2019attacco alla Libia, all\u2019Italia sarebbe convenuto di gran lunga, anzich\u00e9 assecondare lo scellerato attacco a Gheddafi, seguire la condotta di Berlino che, in linea con Russia e Cina, si astenne al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite dal votare la risoluzione in favore dell\u2019intervento in Libia. L\u2019Italia, se ne avesse avuto la forza, avrebbe portato a compimento il South Stream, gemello mediterraneo del contestatissimo North Stream che unisce Germania e Russia, affermandosi anch\u2019essa come uno stretto partner di Mosca e affermandosi come l\u2019hub europeo meridionale del gas (ruolo analogo a quello che Berlino si candida a svolgere a Settentrione). La Germania \u00e8 uno strettissimo partner commerciale della Cina, che raggiunge attraverso le ferrovie continentali ed il canale di Suez: aderendo alla Nuova Via della Seta nel 2017 (progetto poi naufragato), l\u2019Italia avrebbe potuto essere il naturale ponte tra Germania e Cina: l\u2019investimento del porto di Amburgo nelle infrastrutture triestine \u00e8 proprio il tentativo di mantenere aperto l\u2019affaccio della Germania al Mediterraneo e a Suez. La Germania ha inoltre intessuto stretti legami industriali e militari con l\u2019Algeria, che \u00e8 il naturale partner nordafricano dell\u2019Italia, e mantiene, come l\u2019Italia, strettissime relazioni economiche e politiche con la Turchia: Berlino e Roma sarebbero due potenze quindi perfettamente complementari ed \u00e8 questa la ragione per cui, dal 1990 in avanti, gli angloamericani ed i francesi perseguono la scientifica distruzione dell\u2019Italia come fattore di potenza. La Francia, in particolare, si \u00e8 candidata al ruolo di assorbire progressivamente l\u2019Italia nella propria sfera economica e militare, trasformandola in un \u201csatellite\u201d funzionale agli interessi anglo-francesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dagli anni \u201890 in poi, la penetrazione francese nel tessuto economico italiano \u00e8 stata incessante, metodica, spietata: banche, assicurazioni, energia, industria, alimentare, grande distribuzione, telecomunicazioni. Nel 2009, esponenti dell\u2019ebraismo francese (Fitoussi e Attali) hanno collaborato alla creazione del Movimento 5 Stelle che ha accelerato la disgregazione politica dell\u2019Italia. Nel 2011, la Francia ha voluto inaugurare le operazioni militari con cui gli angloamericani hanno destabilizzato la Libia, arrecando enormi danni economici, politici e sociali all\u2019Italia. Nel 2016, l\u2019omicidio Regeni, orchestrato dai servizi segreti inglesi, \u00e8 stato prontamente utilizzato dalla Francia per rafforzare la propria penetrazione militare ed economica in Egitto, a discapito degli italiani: la cooperazione anglo-egiziana si inserisce in un pi\u00f9 ampio sistema di alleanze con cui la Francia si candida a dominare il Mediterraneo in funzione anti-continentale, in comune accordo con gli anglosassoni. Egitto, Grecia e Israele sono infatti i tre pilatri del sistema con cui Parigi si candida a contenere e, al momento opportuno, combattere, la Turchia, la Russia e la Germania. L\u2019Italia, qualora fosse sopravvissuta\/sopravvivesse come potenza indipendente, non avrebbe ovviamente alcun interesse a partecipare a tale coalizione ma, al contrario, sosterrebbe quella opposta. Il caso della guerra greco turca del 1919-1922 \u00e8 un utilissimo precedente: gli italiani, insieme ai sovietici, sostennero i turchi, mentre i francesi e gli inglesi tentavano di estendere il dominio ellenico a tutte le coste dell\u2019Asia minore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Gli stessi elementi che dal 1990 in poi hanno collaborato attivamente alla scomparsa dell\u2019Italia come fattore di potenza (e Mario Draghi \u00e8 certamente in testa alla torma di questi loschi personaggi), stanno, attorno al 2020, col polarizzarsi del sistema internazionale in blocchi contrapposti, consegnando letteralmente quel che resta dell\u2019Italia al suo storico nemico, la Francia, assegnandole cos\u00ec l\u2019indiscussa egemonia del Mediterraneo e consentendo agli angloamericani di focalizzarsi sul Pacifico, in vista dell\u2019inevitabile confronto con la Cina. Non c\u2019\u00e8 il minimo dubbio che, un confronto tra Cina ed angloamericani, sarebbe un conflitto mondiale e riguarderebbe ogni potenza tra Asia, Europa ed Africa, specialmente in un mare strategico con quello mediterraneo. \u201cSatellizzando\u201d l\u2019Italia, i francesi e gli angloamericani ottengono di poter utilizzare la penisola contro quelle potenze che, in teoria, dovrebbero essere i suoi pi\u00f9 stretti alleati. Il Trattato del Quirinale, siglato il 26 novembre 2021, \u00e8 proprio uno strumento mirante a sottomettere l\u2019Italia alla strategia militare e politica dei francesi e degli occidentali nel Mediterraneo: l\u2019articolo 1 e 2, infatti, contemplano infatti la \u201ccooperazione e gli scambi militari\u201d tra Italia e Francia, nel loro comune \u201cambiente\u201d, ossia il Mar Mediterraneo. Ci\u00f2 significherebbe, in un prossimo futuro, dover combattere a fianco di greci e israeliani contro turchi, russi e quasi certamente tedeschi: un vero non-senso geopolitico per l\u2019Italia, ridotta a base avanzata della marina francese. La \u201cpiccola crisi\u201d diplomatica tra Draghi ed Erdogan dell\u2019aprile 2021, crisi pilotata dalla Francia, \u00e8 stata il primo assaggio di ci\u00f2 che attende l\u2019Italia negli anni a venire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il 2022 sancir\u00e0 quasi certamente un ulteriore passo nella demolizione dell\u2019ordine basato sulla UE e sulla NATO: terremoti politici e finanziari sono da mettere in conto in Italia come in Francia. In ogni caso, il Trattato del Quirinale, inserendosi su una dinamica geopolitica pluridecennale, andr\u00e0 avanti: la volont\u00e0 \u00e8 quella di trasformare la penisola italiana in un feudo francese a fini militari. Il candidato alle presidenziali francesi \u00c9ric Zemmour ha recentemente accennato al sogno napoleonico di annettere il Nord Italia alla Francia: non scherza. Toccato l\u2019apice della disgregazione sociale e politica, si vedr\u00e0 se l\u2019Italia ha ancora le forze sufficienti per riemergere come fattore di potenza indipendente nel Mediterraneo, avvalendosi dei suoi naturali alleati, Germania in testa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<\/strong><strong><a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/la-penisola-italiana-dopo-il-trattato-del-quirinale\/\">http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/la-penisola-italiana-dopo-il-trattato-del-quirinale\/<\/a><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di FEDERICO DEZZANI\u00a0 Il 26 novembre, il presidente francese Macron ed il primo ministro italiano Draghi hanno firmato il cosiddetto Trattato del Quirinale, che ha vaste e profonde implicazioni geopolitiche: portando alle estreme conseguenza il processo di \u201csatellizzazione\u201d dell\u2019Italia iniziato a partire dagli anni \u201890, Parigi mette un\u2019ipoteca sulla penisola italiana, completando, dopo l\u2019alleanza miliare con la Grecia e la stretta cooperazione con l\u2019Egitto, il suo sistema di controllo sul Mediterraneo. 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