{"id":68887,"date":"2021-12-01T09:10:08","date_gmt":"2021-12-01T08:10:08","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=68887"},"modified":"2021-11-30T22:00:52","modified_gmt":"2021-11-30T21:00:52","slug":"e-ora-stronchiamoli-tutti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=68887","title":{"rendered":"E ora, stronchiamoli tutti!"},"content":{"rendered":"<p>da <strong>L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE<\/strong> (Davide Brullo)<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><span style=\"font-size: 14pt\">Ciclicamente, esce un articolo bello, colto, vago che denuncia l\u2019assenza delle stroncature letterarie in un Paese di letterati leccaculo. Questa volta ci casca Mariarosa Mancuso. Tanto, non cambia nulla<\/span><\/p>\n<p class=\"has-drop-cap\">Nell\u2019ultimo numero di \u201cFoglio Review\u201d, <strong>Mariarosa Mancuso ha pubblicato un articolo che s\u2019intitola\u00a0<em>E non ci stroncheremo mai<\/em>.<\/strong>\u00a0Come sempre, \u00e8 un articolo bello, informato, lungo \u2013 che finge di avere le spine. La sintesi del pezzo \u00e8 questa: \u201cLe stroncature in Italia sono rare perch\u00e9 ci conosciamo tutti. \u00c8 un genere letterario poco praticato\u201d. Te credo, fa la Mancuso, \u201cSiccome nessuno vagabonda cavaliere solitario nelle patrie lettere, la stroncatura inimica tutta una cordata, un gruppo editoriale o giornalistico, una corrente letteraria\u201d.<\/p>\n<p>Il resto \u00e8 una variazione sul tema, abbastanza colta, decisamente vaga.<\/p>\n<p><strong>Ogni tot di anni, intendo, un giornalista che ha la fama di essere acido, irreprensibile, brillante deve firmare un pezzo in cui lamenta l\u2019assenza di stroncature in Italia. \u00c8 una specie di tagliando di garanzia.<\/strong>\u00a0Di solito, il pezzo \u00e8 come quello che ha scritto Mariarosa Mancuso: scattante, virtuoso, snob. Un urlo che si sfarina in sbadiglio.\u00a0<a href=\"https:\/\/www.pangea.news\/guido-piovene-critica-culturale\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" data-type=\"URL\" data-id=\"https:\/\/www.pangea.news\/guido-piovene-critica-culturale\/\">Nel giugno del 1974 Guido Piovene, per dire, scrisse un articolo analogo: solo che in quel caso il pezzo inaugurava la \u2018Terza\u2019 del \u201cGiornale\u201d, era una specie di manifesto, s\u2019intitolava\u00a0<em>L\u2019incensatura<\/em>,\u00a0<\/a>era posseduto da una profondit\u00e0 ben pi\u00f9 autorevole di uno scritto sporadico, messo l\u00ec, un po\u2019 per caso, come una puntina sulla seggiola dell\u2019insegnante di italiano, un ordigno infine insignificante. \u201cL\u2019elogio indiscriminato al buono, al mediocre e al cattivo urta ancora di pi\u00f9 e confonde di pi\u00f9 i valori.\u00a0Possibile che a certi piaccia davvero tutto? Si direbbe di s\u00ec\u201d, scriveva, allora, Piovene.<\/p>\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p>\u201cBasandosi sui giornali la cultura italiana sembra vivace, ricca; sono mascherati i suoi vuoti, il suo declino, il suo sfinimento\u2026 Lo spettacolo sembra quello di una perpetua incensatura, come nelle funzioni sacre, dove si vede sempre un prete che gira con turibolo e incensa gli altri a turno\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<p>Piovene metteva il bisturi nel corpo corrotto della cultura italiana, lo spazio dove tutto \u00e8 permesso (tanto, a chi cazzo frega di un romanzo di merda?, ne scrivono tutti\u2026), dimostrando che \u201cesiste un terrorismo culturale, e funziona\u201d.<\/p>\n<p><strong>Insomma, fatto l\u2019articolo \u2013 pulito, cartesiano, esatto \u2013 che denuncia la cronica assenza di stroncature in Italia, che cazzo succede? Nulla.<\/strong> La fedina giornalistica dell\u2019articolista \u00e8 pulita, la faccia nettata dalla feccia, tutto torna come prima. Il giornalismo, si sa, \u00e8 il reame dei narcisisti e dei mercenari: l\u2019avvocato del diavolo \u00e8 necessario affinch\u00e9 il sistema culturale continui a proporre le proprie diavolerie (per dirla in gergo: chi non scoreggia in un paese di stronzi?); d\u2019altronde, alcuni giornali tenderanno, per spirito ideologico di gruppo, a stroncare sempre alcuni libri e non altri. Ma questa, appunto, non \u00e8 pi\u00f9 l\u2019arte arcana della stroncatura ma quella cialtrona dello stipendiato; \u00e8 fare il leccaculo del padrone con la mitraglia in mano.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.dagospia.com\/rubrica-2\/media_e_tv\/come-stroncare-stroncatore-davide-brullo-39-39-mi-hanno-cacciato-216451.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" data-type=\"URL\" data-id=\"https:\/\/www.dagospia.com\/rubrica-2\/media_e_tv\/come-stroncare-stroncatore-davide-brullo-39-39-mi-hanno-cacciato-216451.htm\"><strong>Quando,\u00a0<\/strong><\/a><a href=\"https:\/\/www.dagospia.com\/rubrica-2\/media_e_tv\/come-stroncare-stroncatore-davide-brullo-39-39-mi-hanno-cacciato-216451.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" data-type=\"URL\" data-id=\"https:\/\/www.dagospia.com\/rubrica-2\/media_e_tv\/come-stroncare-stroncatore-davide-brullo-39-39-mi-hanno-cacciato-216451.htm\"><strong>d<\/strong><\/a><a href=\"https:\/\/www.dagospia.com\/rubrica-2\/media_e_tv\/come-stroncare-stroncatore-davide-brullo-39-39-mi-hanno-cacciato-216451.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" data-type=\"URL\" data-id=\"https:\/\/www.dagospia.com\/rubrica-2\/media_e_tv\/come-stroncare-stroncatore-davide-brullo-39-39-mi-hanno-cacciato-216451.htm\"><strong>u<\/strong><\/a><a href=\"https:\/\/www.dagospia.com\/rubrica-2\/media_e_tv\/come-stroncare-stroncatore-davide-brullo-39-39-mi-hanno-cacciato-216451.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" data-type=\"URL\" data-id=\"https:\/\/www.dagospia.com\/rubrica-2\/media_e_tv\/come-stroncare-stroncatore-davide-brullo-39-39-mi-hanno-cacciato-216451.htm\"><strong>e<\/strong><\/a><a href=\"https:\/\/www.dagospia.com\/rubrica-2\/media_e_tv\/come-stroncare-stroncatore-davide-brullo-39-39-mi-hanno-cacciato-216451.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" data-type=\"URL\" data-id=\"https:\/\/www.dagospia.com\/rubrica-2\/media_e_tv\/come-stroncare-stroncatore-davide-brullo-39-39-mi-hanno-cacciato-216451.htm\"><strong>\u00a0anni fa, Christian Rocca mi ha cacciato da \u201cLinkiesta\u201d, non mi pare ci sia stata una alzata di scudi a difesa del diritto di stroncare.<\/strong>\u00a0<\/a>Secondo Rocca, la stroncatura rientrava nel genere \u201carticoli insultanti e per me senza senso\u201d: qualche tempo dopo ho compreso il senso profondo del concetto. Il tizio mi ha dato il benservito non tanto per una stroncatura (genere, capisco, insensato per chi ritiene il giornalismo una specie di foyer, un attico, il bordello dove si cullano alte relazioni, insomma), ma per una frase, questa:<\/p>\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p>\u201cEppure, sulle copertine dei giornali non \u00e8 finita Maria Grazia Ciani \u2013 che per altro, velata di pudore, rifiuterebbe ogni forma di fama \u2013 ma scrittrici meno capaci di lei, dal profilo televisivo, Nadia Terranova, Veronica Raimo, Teresa Ciabatti\u2026 perch\u00e9?\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<p>Il concetto \u00e8 ancora oggi semplice, non certo insultante: il romanzo eccentrico di Maria Grazia Ciani, insigne classicista,\u00a0<em>La morte di Penelope<\/em>, \u00e8 pi\u00f9 bello di altri romanzi ben pi\u00f9 pompati dalla stampa che conta. Lo capisce anche un bambino. Quando, poco dopo la mia cacciata,\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/nadiaterranova.net\/k\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" data-type=\"URL\" data-id=\"https:\/\/nadiaterranova.net\/k\/\">a Nadia Terranova \u00e8 stata affidata la direzione di \u201cK\u201d, \u201cla rivista letteraria de Linkiesta\u201d,<\/a><\/strong>\u00a0finalmente, tutto si \u00e8 fatto chiaro. La rivista, per altro, ha ospitato racconti di diversi scrittori che ho diversamente stroncato<a href=\"https:\/\/www.linkiesta.it\/2018\/11\/wu-ming-e-la-terranova-scrivono-nella-stessa-lingua-i-loro-editor-impa\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" data-type=\"URL\" data-id=\"https:\/\/www.linkiesta.it\/2018\/11\/wu-ming-e-la-terranova-scrivono-nella-stessa-lingua-i-loro-editor-impa\/\">\u00a0(tra l\u2019altro, ho scritto della Terranova qui).\u00a0<\/a>Non c\u2019\u00e8 nulla come l\u2019ambito letterario \u2013 ne conviene anche la Mancuso \u2013 per rifarsi l\u2019abito culturale, ampliare il parterre delle proprie auree conoscenze, diventare amico di molti. Pubblicare un libro, semmai.<\/p>\n<p><strong>Per carit\u00e0, un direttore \u00e8 tale perch\u00e9 pu\u00f2 fare un po\u2019 come gli pare \u2013 pi\u00f9 di assenza di stroncatori, dunque, parlerei di mancanza di coglioni.<\/strong>\u00a0Ho scritto stroncature per quasi vent\u2019anni: prima, sporadicamente, sul \u201cDomenicale\u201d diretto da Angelo Crespi, poi curando una rubrica su \u201cLibero\u201d \u2013 per grazia di Miska Ruggeri e Francesco Specchia \u2013 infine su \u201cLinkiesta\u201d \u2013 sia onore a Bruno Giurato e a Francesco Cancellato. Non ne scrivo pi\u00f9, se non per gioco, quando m\u2019invade il ritmo dionisiaco. Perch\u00e9? Beh, la condizione principale per scrivere una stroncatura \u00e8 che ci sia un giornale a giudicarla: se la scrivessi sulle testate che dirigo si muterebbe nel valzer del livoroso, nel giogo delle ripicche e degli inganni, nel gioco delle oche invidiose. No. La stroncatura \u00e8 giustificata da un rapporto professionale stipulato con un giornale terzo. Lo stroncatore, va da s\u00e9, \u00e8 l\u00ec per mettere in difficolt\u00e0 il proprio direttore, \u00e8 il tasto di autodistruzione del giornale per cui lavora, \u00e8 il ragazzo con la fionda che spacca le finestre di chi lo paga, \u00e8 sfrenato nel suo maniaco esercizio di giustizia.<\/p>\n<p>Insomma, cacciato da \u201cLinkiesta\u201d nessun giornale mi ha preteso tra i suoi per scrivere stroncature. Dunque, di che cosa parliamo? Vezzi al vento, peti a piroettare tra le redazioni novembrine. Certo. In tanti. Troppi. Ah, Davide, esilaranti le tue stroncature. Ah, quanto ci mancano le stroncature. Ah, dai, troviamo il modo di tornare alle stroncature. Non \u00e8 successo niente. Niente. Il variopinto rimpianto dei vili; il gretto ghigno di quelli bene installati. Ora, per lo pi\u00f9, scrivo di morti, faccio il tombarolo.\u00a0<strong>Probabilmente, le stroncature che ho scritto fanno giornalisticamente schifo. Provo a crederci. Per puro sport \u2013 l\u2019attivit\u00e0 giornalistica non \u00e8 degna di libro \u2013 ho raccolto in volume una piccola selezione delle mie stroncature.<\/strong>\u00a0Ho rifiutato ogni anticipo e ogni royalties. Non voglio guadagnare sui cadaveri, sui libri di merda scritti da altri. Il libro pare abbia venduto bene. Bene.<\/p>\n<p>D\u2019altronde, la stroncatura \u00e8 genere troppo raffinato per la porcilaia giornalistica odierna. Chiede dedizione linguistica \u2013 un conto \u00e8 stroncare Alessandro Piperno, un altro Eugenio Scalfari, un altro ancora Alberto Angela: ciascuno ha bisogno di adatta sartoria della lingua \u2013, la perizia di chi scrive sempre come fosse l\u2019ultima volta,\u00a0<strong>un gergo che sputtana la \u2018deontologia professionale\u2019 (la morte del giornalismo), un\u2019enfasi ingenua, da predicatore, la consapevolezza di rompere antiche amicizie per un bene superiore, la certezza di fare collezione di diffide<\/strong>, minacce di querela, ingiurie, la grazia autarchica del bel gesto, il barbaro narcisismo di chi ammazza anzi tutto se stesso. Lo stroncatore \u00e8 il matto del villaggio, il tipo che corre nudo mentre la citt\u00e0 fiammeggia; ha le pose del clown e dell\u2019invasato, \u00e8 bertuccia e giaguaro, \u00e8 sempre fuori luogo e fuori tempo, inferiore, infausto, faustiano, insensato e impensato. Eppure, \u00e8 lui il toccasana di un sistema editoriale in disfacimento, prono alla ripetizione e all\u2019inchino.\u00a0<strong>Egli spacca le terga di cristallo dei poteri iniqui, infanga gli abiti sacri, rovescia gli altari; ricorda che il livore induce alla limpidezza, che non c\u2019\u00e8 letteratura senza l\u2019abbrivio della rabbia,\u00a0<\/strong>la virt\u00f9 dell\u2019odio e del candore.<\/p>\n<p>Dunque, direi, cara Mariarosa, basta pippe. Facciamo una fogliata di libri stroncati, una sfogliata di improperi, una rivista da nemici?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0 <a href=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/inevidenza\/stroncature-mancuso\/\">https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/inevidenza\/stroncature-mancuso\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Davide Brullo) Ciclicamente, esce un articolo bello, colto, vago che denuncia l\u2019assenza delle stroncature letterarie in un Paese di letterati leccaculo. Questa volta ci casca Mariarosa Mancuso. Tanto, non cambia nulla Nell\u2019ultimo numero di \u201cFoglio Review\u201d, Mariarosa Mancuso ha pubblicato un articolo che s\u2019intitola\u00a0E non ci stroncheremo mai.\u00a0Come sempre, \u00e8 un articolo bello, informato, lungo \u2013 che finge di avere le spine. 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