{"id":69038,"date":"2021-12-08T09:30:51","date_gmt":"2021-12-08T08:30:51","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=69038"},"modified":"2021-12-07T22:22:37","modified_gmt":"2021-12-07T21:22:37","slug":"le-scarse-ambizioni-europee-delleurocorpo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=69038","title":{"rendered":"Le scarse ambizioni europee dell\u2019Eurocorpo"},"content":{"rendered":"<p>da <strong>ANALISI DIFESA<\/strong> (Maurizio Boni)<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/258082563_7170750796284397_8282377861484142259_n.jpg\" alt=\"258082563_7170750796284397_8282377861484142259_n\" \/><\/p>\n<p>Il Ministero della difesa polacco ha reso nota la firma dell\u2019accordo, siglato a Parigi lo scorso 25 novembre, a seguito del quale<a href=\"https:\/\/www.gamingdeputy.com\/ministry-of-national-defense-poland-has-signed-an-agreement-on-membership-in-the-eurocorps\/\">\u00a0la Polonia diventer\u00e0 la sesta \u201cNazione Quadro\u201d (<em>Framework Nation<\/em>) dell\u2019Eurocorpo<\/a>, comando multinazionale con sede a Strasburgo. In tale veste, condivider\u00e0 con Belgio, Francia, Germania, Lussemburgo e Spagna, l\u2019impiego, il comando e il controllo di questa organizzazione.<\/p>\n<p>La notizia, fatta subito ricadere nell\u2019ambito delle attivit\u00e0 routinarie di uno dei tanti comandi multinazionali esistenti sul territorio europeo, non pu\u00f2 invece essere considerata di poco conto poich\u00e9 la Polonia, stato membro della NATO e dell\u2019Unione Europea, \u00e8 diventata in qualche modo protagonista di un cambio d\u2019identit\u00e0 piuttosto significativo di questa organizzazione, nata con l\u2019idea di costituire la prima risposta dei Paesi europei ai problemi della sicurezza del nostro continente al termine della guerra fredda, in senso decisamente poco europeista.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.eurocorps.org\/\">L\u2019Eurocorpo<\/a>\u00a0costituisce una peculiarit\u00e0, e forse anche un paradosso, dell\u2019odierno frastornato contesto politico militare comunitario. Pur evocando funzioni e ruoli da ricoprire nell\u2019ambito dell\u2019infinito dibattito sulla dimensione militare dell\u2019UE, difficilmente riuscir\u00e0 ad affermare pienamente la sua vocazione europea. Allo stesso tempo, nella sua versione \u201catlantica\u201d, replica capacit\u00e0 di cui la NATO dispone in abbondanza.<\/p>\n<p><strong><u>\u00a0<\/u><\/strong><\/p>\n<p><strong><u>Le origini: a favore o contro la NATO?<\/u><\/strong><\/p>\n<p>La decisione di istituire l\u2019Eurocorpo fu presa da Francia e Germania nell\u2019ottobre del 1991, a seguito della riunificazione tedesca, quale evoluzione politico militare della gi\u00e0 esistente Brigata franco-tedesca costituita sul finire degli anni Ottanta.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-149424 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/2021_ECSG_121_003_016.jpg\" alt=\"2021_ECSG_121_003_016\" width=\"822\" height=\"547\" \/><\/p>\n<p>L\u2019iniziativa fu resa pubblica nel corso del summit franco-tedesco di La Rochelle (22 maggio 1992) e divenne immediatamente oggetto di accesi dibattiti in ambito euroatlantico incentrati sul ruolo del nuovo comando e su come dovesse essere interpretato sul piano politico: un rafforzamento del pilastro europeo della NATO o un potenziale destabilizzatore dell\u2019Alleanza? D\u2019altronde, lo stesso nome del comando e la sede prescelta erano portatori di un elevato simbolismo politico che lasciava poco spazio all\u2019immaginazione.<\/p>\n<p>La nuova struttura prese vita alla fine del 1993 e, nello stesso anno, il Belgio, la Spagna nel 1994 e il Lussemburgo nel 1996, decisero di aderirvi con lo status di\u00a0<em>Framework Nation<\/em>, condividendo con i Paesi fondatori le spese di funzionamento del comando, la sua alimentazione in termini di personale di staff ma, soprattutto, il controllo delle sue attivit\u00e0. La Grecia, la Turchia e la Polonia (2002), l\u2019Italia (2009) e la Romania (2015), si sono poi aggiunte quali \u201cNazioni Associate\u201d, emulate anche da due Paesi non appartenenti all\u2019Alleanza Atlantica quali la Finlandia (dal 2003 al 2005) e l\u2019Austria (dal 2003 al 2011 e, nuovamente, dallo scorso settembre).<\/p>\n<p>Tutti gli \u201cassociati\u201d hanno contribuito con un numero meramente simbolico di personale ma la Polonia, dal 2007, ha incrementato in misura significativa il proprio contingente manifestando l\u2019intenzione di aggiungersi al club delle Nazioni Quadro.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong><u>Per l\u2019Europa, ma anche per la NATO<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Subito dopo la sua costituzione, l\u2019Eurocorpo fu messo a disposizione dell\u2019Unione Europea Occidentale (UEO) che era assurta, nel 1992, al rango di componente di difesa dell\u2019UE. L\u2019anno successivo, per\u00f2, Francia e Germania siglarono un accordo con il Comandante supremo delle forze alleate della NATO (SACEUR) aprendo di fatto la possibilit\u00e0 di impiegare l\u2019organizzazione di Strasburgo sotto comando NATO.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-149423  alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/261666410_7228278600531616_122611031395918954_n.jpg\" alt=\"261666410_7228278600531616_122611031395918954_n\" width=\"481\" height=\"320\" \/><\/p>\n<p>D\u2019altronde, \u00e8 pur vero che il Concetto strategico dell\u2019Alleanza del 1991 legittimava lo sviluppo dell\u2019identit\u00e0 di sicurezza europea, incluso l\u2019aspetto della difesa, ma \u00e8 anche vero che i Capi di Stato e di Governo riuniti a Bruxelles nel 1994 si affrettarono a precisare che la nascente e possibile componente della difesa europea avrebbe dovuto essere \u201ccompatibile\u201d con quella dell\u2019Alleanza.<\/p>\n<p>Ancora pi\u00f9 incisivamente, il Concetto strategico del 1999 indic\u00f2 che la politica di sicurezza e di difesa comune doveva svilupparsi \u201cnell\u2019ambito del contesto del Trattato di Washington\u201d, e il Summit di Riga del 2006 sottoline\u00f2 la necessit\u00e0 di evitare \u201cduplicazioni non necessarie\u201d nel rispetto dell\u2019autonomia delle due organizzazioni. Sino ad oggi, i summit dell\u2019Alleanza di ogni livello non hanno fatto altro che ribadire questi principi e quelli dell\u2019Unione Europea hanno sempre assicurato gli ansiosi dei rapporti euroatlantici che tali principi sarebbero stati rispettati.<\/p>\n<p>Di fatto, l\u2019esordio dell\u2018Eurocorpo in campo operativo \u00e8 avvenuto tra il 1998 e il 2000 con le missioni di stabilizzazione della NATO nei Balcani (SFOR \u2013 KFOR) e operando in seguito, sino a tutto il 2012, sempre sotto i colori dell\u2019Alleanza in Afghanistan e nelle turnazioni delle\u00a0<em>NATO Response Forces<\/em>\u00a0(NRF).<\/p>\n<p>Gli impegni \u201ceuropei\u201d si sono concentrati tutti nel biennio 2015-17 con le missioni di addestramento dell\u2019Unione Europea in Mali e nella Repubblica Centro Africana (EUTM Mali- EUTM RCA). Tutti impegni francesi, avviati inizialmente con assetti nazionali e sotto bandiera francese trasformati in seguito in impegni militari condotti \u201cnell\u2019interesse della UE\u201d.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong><u>Meglio la NATO<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Il \u201cbiennio europeo\u201d, per cos\u00ec dire, \u00e8 per\u00f2 risultato fatale per le aspirazioni comunitarie poich\u00e9 la Polonia, \u201cscudo e spada\u201d della frontiera nord-orientale della NATO e la pi\u00f9 \u201camericana\u201d delle nazioni europee, ha aperto nel 2016 una crisi politico militare con i Paesi del club di Strasburgo, minacciando di abbandonare l\u2019Eurocorpo a causa dell\u2019eccessivo focus sulla dimensione militare della UE.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-149425  alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/2021_ECSG_200_001_003-001.jpg\" alt=\"2021_ECSG_200_001_003-001\" width=\"424\" height=\"282\" \/><\/p>\n<p>Da un punto di vista pratico, la prospettiva di rinunciare a un numero considerevole di personale di staff in un contesto multinazionale dove sono proprio i contributi di\u00a0<em>intellectual manpower<\/em>\u00a0a permettere di pianificare e condurre le operazioni, ma soprattutto alle cospicue risorse finanziarie e unit\u00e0 operative e logistiche che la Polonia avrebbe portato con s\u00e9, hanno costituito un argomento molto pi\u00f9 convincente di tutte le possibili disquisizioni sulla natura degli impegni e le variegate sfumature dei legami euroatlantici.<\/p>\n<p>Dal 2020 l\u2019Eurocorpo \u00e8 prontamente rientrato nelle turnazioni delle NRF e un generale polacco lo guider\u00e0 nel 2023.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Il paradosso della governance<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Il duplice ruolo e la doppia identit\u00e0 di questo comando sono l\u2019emblema dei rapporti problematici che hanno sempre caratterizzato le relazioni tra la NATO e l\u2019Unione Europea, tra gli Stati Uniti e i suoi alleati europei, e delle diverse aspettative e pesi politici dei rispettivi membri.<\/p>\n<p>Emblematica, peculiare, e inusuale \u00e8 anche la\u00a0<em>governance<\/em>\u00a0del comando di Strasburgo, realizzata mediante un sistema di organi direttivi istituiti a livello di\u00a0<em>Framework Nations<\/em>. La presidenza ruota annualmente tra le cinque (tra poco sei) nazioni, i Capi di Stato Maggiore della Difesa rappresentano la parte militare e i ministri degli esteri quella politica. Le proposte di attivazione dell\u2019Eurocorpo possono essere effettuate dalle stesse\u00a0<em>Framework Nations<\/em>, dalla NATO, per il tramite del Consiglio Nord Atlantico (NAC), o dall\u2019Unione Europea per il tramite del Comitato Politica e di Sicurezza (PSC).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-149426 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/260458327_7212129355479874_4035127440647875005_n.jpg\" alt=\"260458327_7212129355479874_4035127440647875005_n\" width=\"820\" height=\"546\" \/><\/p>\n<p>Le decisioni per il suo impiego vengono prese nell\u2019ambito di un Comitato Comune, con il criterio dell\u2019unanimit\u00e0. Per evitare il problema dei veti, si \u00e8 trovato il modo di garantire l\u2019impiego del comando senza coinvolgere necessariamente tutte le\u00a0<em>Framework Nations<\/em>.<\/p>\n<p>Nei gi\u00e0 citati esempi degli impegni africani, la Germania e la Polonia (che era gi\u00e0 stata ammessa informalmente al tavolo del Comitato), non sono scese in campo, ma entrambe le nazioni hanno comunque votato a favore della missione permettendo alla Francia di gestire gli impegni intrapresi.<\/p>\n<p>E\u2018 verosimile che in futuro lo stesso meccanismo possa essere invocato per poter intraprendere iniziative non gradite a Varsavia o ad altri membri non eccessivamente entusiasti di agire sotto egida UE. Il motto dell\u2019Eurocorpo \u00e8 \u201cUna Forza per l\u2019Unione Europea e la NATO\u201d, ma l\u2019ordine delle priorit\u00e0 politiche non riflette certamente quello enunciato nelle parole dello slogan.<\/p>\n<p>Dunque, il paradosso al quale assistiamo \u00e8 che alcuni paesi europei, che sono membri sia della NATO che dell\u2019Unione Europea, hanno creato un\u2019organizzazione il cui \u201cdirettorio\u201d, esclusivamente europeo, valuta le richieste d\u2019impiego provenienti sempre dalla NATO e\/o dall\u2019UE. E non stiamo parlando di esperimenti di cooperazione rafforzata considerate le nette divergenze e interessi in politica estera delle\u00a0<em>Framework Nations<\/em>\u00a0di maggiore peso.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Duplicazione di ruoli nell\u2019ambito dell\u2019Alleanza Atlantica<\/u><\/strong><\/p>\n<p>La politica muscolare della Polonia, che con grande riluttanza e all\u2019ultimo minuto, ha aderito nel 2017 alla Cooperazione strutturata permanente (PESCO) della UE accompagnando la firma degli accordi con la ferma dichiarazione di rendere prioritaria la funzione di deterrenza e difesa nei confronti della Russia, ha assicurato a Varsavia un posto di primo piano nell\u2019ambito di una organizzazione, ora fermamente sbilanciata a favore dell\u2019Alleanza Atlantica, la cui utilit\u00e0 militare, a proposito proprio di \u201cduplicazioni non necessarie\u201d, \u00e8 francamente molto difficile da comprendere e giustificare.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-149430 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/151118_compcomcourse-observe-the-infantrie-training_IMG_0310-1024x683.jpg\" alt=\"151118_compcomcourse-observe-the-infantrie-training_IMG_0310-1024x683\" width=\"798\" height=\"531\" \/><\/p>\n<p>Infatti, parlando sempre di Nazioni Quadro \u201cportanti\u201d, Francia, Spagna e la stessa Polonia dispongono, ciascuna, di un Corpo d\u2019Armata di Reazione Rapida (come quello italiano di Solbiate Olona), comandi multinazionali facenti parte della\u00a0<em>NATO Force Structure<\/em>\u00a0(la struttura delle forze della NATO). I tedeschi gestiscono un\u2019organizzazione equivalente assieme agli olandesi.<\/p>\n<p>Tutte queste unit\u00e0 sono gi\u00e0 abbondantemente orientate alla difesa dei confini nordorientali della NATO, e la Francia ha regolarmente impiegato il personale nazionale del proprio comando, con sede a Lille, in Africa nel contesto delle missioni EUTM-Mali e RCA.<\/p>\n<p>D\u2019altronde, i\u00a0<em>Memorandum of Understanding<\/em>\u00a0stipulati con l\u2019Alleanza Atlantica rispettano il diritto di ogni nazione che fornisce la sede e la maggior parte del personale di tali comandi, di poter impiegare i propri assetti (personale e mezzi) per impegni nazionali non-NATO. E non solo. Tutti i comandi di questo tipo (ce ne sono nove) assicurano l\u2019impiego duale NATO-UE a seconda delle circostanze.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-149429 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/150914_saftycontrol_IMG_7653-1024x683.jpg\" alt=\"150914_saftycontrol_IMG_7653-1024x683\" width=\"820\" height=\"546\" \/><\/p>\n<p>E\u2018 dunque lecito chiedersi dove stia la convenienza di impegnare risorse umane e assetti operativi pregiati in un contesto che difficilmente potr\u00e0 costituire, da un lato, un esempio credibile di cooperazione europea in materia di difesa, dall\u2019altro una replica di capacit\u00e0 gi\u00e0 ampiamente disponibili nell\u2019ambito dell\u2019Alleanza Atlantica.<\/p>\n<p>La\u00a0<em>full membership<\/em>\u00a0all\u2019Eurocorpo coster\u00e0 alla Polonia circa 60 milioni di zloty, pari a circa 13,2 milioni di euro, all\u2019anno secondo le stime di Varsavia. Senza dubbio soldi ben spesi dal punto di vista di chi intende raggiungere visibilit\u00e0 e peso politico ponendosi allo stesso livello dei grandi protagonisti della storia europea come la Germania e la Francia, con tutto il rispetto per Madrid. Con quali risultati concreti \u00e8 tutto da vedere.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0 <a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2021\/12\/le-scarse-ambizioni-europee-delleurocorpo\/\">https:\/\/www.analisidifesa.it\/2021\/12\/le-scarse-ambizioni-europee-delleurocorpo\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da ANALISI DIFESA (Maurizio Boni) Il Ministero della difesa polacco ha reso nota la firma dell\u2019accordo, siglato a Parigi lo scorso 25 novembre, a seguito del quale\u00a0la Polonia diventer\u00e0 la sesta \u201cNazione Quadro\u201d (Framework Nation) dell\u2019Eurocorpo, comando multinazionale con sede a Strasburgo. In tale veste, condivider\u00e0 con Belgio, Francia, Germania, Lussemburgo e Spagna, l\u2019impiego, il comando e il controllo di questa organizzazione. 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