{"id":69052,"date":"2021-12-09T10:00:38","date_gmt":"2021-12-09T09:00:38","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=69052"},"modified":"2021-12-08T14:04:48","modified_gmt":"2021-12-08T13:04:48","slug":"lantifascismo-fatalista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=69052","title":{"rendered":"L\u2019antifascismo fatalista"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di L&#8217;INTERFERENZA (Ferdinando Pastore)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-69053\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/download-7.jpeg\" alt=\"\" width=\"275\" height=\"183\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sono sempre stato affascinato da come l\u2019ideologia neoliberale abbia persuaso gran parte della popolazione, della cultura (accademica e non), degli sfruttati stessi ad abbracciare con enfatica partecipazione gli imperativi di comando che schiacciano gli stessi individui a condizioni oppressive, omologanti e a una capacit\u00e0 critica ridotta ormai a infantilismo cognitivo. L\u2019attenzione \u00e8 caduta sui meccanismi pedagogici della dottrina neoliberale che ha puntato, riuscendoci, a rendere allettanti determinate coordinate comportamentali ispirate all\u2019identificazione dell\u2019idea di progresso con i meccanismi evolutivi del mercato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questa visione del progresso \u00e8 in primis un fattore che riguarda l\u2019essere umano che nell\u2019individualizzazione dei rapporti sociali si conforma a metodi valutativi standardizzati riproducendo nella propria esistenza le medesime dinamiche commerciali dell\u2019impresa. Questo bagaglio di informazioni, di stimoli, di spinte ha contribuito \u2013 forse pi\u00f9 della propensione al consumo \u2013 a rendere del tutto impolitica la societ\u00e0 che \u00e8 stata privata in questo modo di quei legami di interdipendenza capaci di strutturare le lotte collettive e di articolare i corpi intermedi, insomma di fortificare la democrazia formale borghese attraverso una prassi democratica sostanziale capace di incidere sull\u2019indirizzo politico anche fuori dalle istituzioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In pi\u00f9 questo modello ha attecchito maggiormente sulle anime progressiste, su quei soggetti che sono cresciuti a pane e antifascismo, che, storicamente, pi\u00f9 di altri individui, hanno pensato di dover esercitare un controllo diretto sui meccanismi democratici e che si sono concepiti come baluardo ultimo e indispensabile per assicurare giustizia, libert\u00e0, equit\u00e0 ed eguaglianza a tutta la popolazione. A dire il vero il neoliberalismo stesso si professa compiutamente antifascista, ma d\u00e0 un significato a questo antifascismo non storicizzato e dimentico dei presupposti che resero il fascismo fatto compiuto e storicamente determinato. Per la cultura neoliberale fascismo corrisponde a qualsiasi atteggiamento statuale che ponga limiti all\u2019espansione del mercato e alle dinamiche concorrenziali. Fino ad arrivare al parossistico fascismo che \u00e8 in ognuno di noi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per questo motivo lo si rende, di fatto, equivalente ad altre ideologie o addirittura ad altre concezioni dello Stato seppur inserite a pieno titolo all\u2019interno della tradizione liberale. Cos\u00ec diventa fascista il socialismo ma persino il keynesismo o l\u2019idea socialdemocratica dello stato sociale. Tutto \u00e8 inserito in una tradizione collettivista che per funzionare ha bisogno di una militarizzazione e di una forte burocratizzazione degli apparati statali a deperimento delle libert\u00e0 individuali che oggi sarebbero teoricamente garantite dalla libera espansione delle personalit\u00e0 all\u2019interno dello spirito di concorrenza di mercato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sta di fatto, al di l\u00e0 delle interpretazioni, che l\u2019antifascismo sia evocato come trincea della democrazia liberale oltre la quale esisterebbero esclusivamente tirannia e soppressione dei diritti civili e politici. La proposizione di questo immaginario \u00e8 comunque legato a fotogrammi coincidenti con la visuale del fascismo storico. Il pericolo fascista \u00e8 esibito alle coscienze come un ritorno a golpe militari, a parate di camicie nere, alla violenza squadrista. Per questo fa comodo sovraesporre movimenti nostalgici del tutto residuali che non hanno alcuna possibilit\u00e0 di incidere politicamente. Ma nonostante questa sostanziale irrilevanza presentati al pubblico come pericoli reali, sempre prossimi alla marcia sul potere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I progressisti quindi sono molto sensibili alla tematica che sfocia oggi per\u00f2 in completa irrazionalit\u00e0. Difatti questa tipologia di militanti, di intellettuali e di cittadini non riesce a scorgere alcun pericolo da un nuovo totalitarismo, quello liberale, che nella realt\u00e0 sta comprimendo diritti politici, sindacali, sociali ma anche libert\u00e0 individuali nella pressoch\u00e9 totale indifferenza. Neanche quando i rappresentanti istituzionali della politica dei mercati esplicitano a chiare lettere i loro proponimenti totalitari. Da ultimo il Senatore Mario Monti con la sua esortazione a una progressiva stretta sull\u2019informazione che dovrebbe essere somministrata a piccole dosi ma seguendo un canovaccio prestabilito dalle autorit\u00e0. Come se non fosse gi\u00e0 cos\u00ec.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma dato che questo totalitarismo si nutre di armi pi\u00f9 sofisticate e di argomentazioni persuasive rispetto alle dittature in divisa mimetica, il pericolo non viene colto, anzi al contrario, si accetta ogni deviazione dall\u2019impianto costituzionale nel nome della tecnica che di volta in volta pu\u00f2 essere economica, amministrativa o sanitaria a seconda dell\u2019ultima crisi in ordine temporale. Un aprioristico richiamo al merito o alla competenza funge \u2013 in una sorta di spersonalizzazione della decisione \u2013 da linea di demarcazione atta a stabilire di volta in volta a chi spetta il ruolo di esecutore saltando a pi\u00e8 pari ogni forma democratica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Qui entra in gioco la rappresentazione del fascismo quale unico evento degno di essere considerato nefasto o sinonimo di dispotismo. Per questo tanto reclamizzato dai programmi televisivi di Storia. La sottovalutazione del pericolo quindi anche in questo caso ha un ancoraggio antropologico ma con un cuore strettamente politico. L\u2019antifascismo civilizzante ha finito per ridursi a un\u2019attesa estatica, quasi messianica, di un evento che dovr\u00e0 colorarsi con quelle specifiche pennellate, uguale e sovrapponibile al ventennio o al golpe cileno, con le medesime dinamiche di durezza e con un identico armamentario retorico. Il resto diventa sopportabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ha funzionato dunque, l\u2019antifascismo in salsa liberal, da camomilla delle coscienze, in una radicale de-responsabilizzazione politica, in una crescente partigianeria dello sbrigativo e dell\u2019approssimazione schematica, di fronte ai nuovi soprusi del potere capitalista, alle nuove forme di propaganda assolutistica, alle nuove persecuzioni degli oppositori politici, oggi ridotti a un\u2019irrilevanza divertita e mai a un confino, alle nuove politiche di sfruttamento nei confronti dei lavoratori, oggi chiamate razionalizzazioni o efficienza. Ma anche ai nuovi sistemi di esautorazione della democrazia parlamentare attraverso le raccomandazioni sovranazionali o delle Autorit\u00e0 Indipendenti. Sistema funzionante all\u2019interno di un grottesco mantenimento formale delle istituzioni costituzionali, dei partiti o dei sindacati. Non si scioglie nulla d\u2019imperio per far s\u00ec che l\u2019insieme appaia in qualche modo raggomitolato e inconcludente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questa psicologia di massa ha cercato di delucidarla Cristopher Lasch quando ha ricostruito la genesi del termine olocausto per cristallizzare i genocidi nazisti. La diffusione di questa definizione serv\u00ec per slegare quegli eventi da qualsiasi altro a loro similare. Cos\u00ec da dare l\u2019impressione di trovarsi di fronte a un orrore al tempo stesso irripetibile ma sempre incombente. Con la predisposizione diffusa nel sottovalutare altre tipologie di persecuzione etnica o sociale e di ricondurre l\u2019apatia ingenerata dal terrore all\u2019interno del quotidiano. Non esiste morale o politica in grado di eliminare quel pericolo. Unica terapia la sopravvivenza. Si arriva cos\u00ec a una sorta di apatia selettiva, di disimpegno emotivo, a un vivere eternamente alla giornata. Perfettamente adiacente all\u2019idea di fabbrica dell\u2019uomo\/impresa che galleggia, ora dopo ora, nelle spietate dinamiche della competizione. Confortato per\u00f2 dallo sballo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<\/strong><strong><a href=\"http:\/\/www.linterferenza.info\/attpol\/lantifascismo-fatalista\/\">http:\/\/www.linterferenza.info\/attpol\/lantifascismo-fatalista\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INTERFERENZA (Ferdinando Pastore) Sono sempre stato affascinato da come l\u2019ideologia neoliberale abbia persuaso gran parte della popolazione, della cultura (accademica e non), degli sfruttati stessi ad abbracciare con enfatica partecipazione gli imperativi di comando che schiacciano gli stessi individui a condizioni oppressive, omologanti e a una capacit\u00e0 critica ridotta ormai a infantilismo cognitivo. 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