{"id":69085,"date":"2021-12-10T09:45:24","date_gmt":"2021-12-10T08:45:24","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=69085"},"modified":"2021-12-09T20:48:02","modified_gmt":"2021-12-09T19:48:02","slug":"la-crisi-ucraina-tra-venti-di-guerra-gas-e-propaganda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=69085","title":{"rendered":"La crisi ucraina tra venti di guerra, gas e propaganda"},"content":{"rendered":"<p>da <strong>ANALISI DIFESA<\/strong> (Gianandrea Gaiani)<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/160215052-ff326add-5d43-4d27-a981-78315b7ebd82.jpeg\" alt=\"160215052-ff326add-5d43-4d27-a981-78315b7ebd82\" \/><\/p>\n<p>Poco \u00e8 trapelato circa i contenuti e le eventuali intese emersi nel colloquio tra Vladimir Putin e Joe Biden che certo non sembra aver risolto la crisi ai confini ucraini ma potrebbe averne fermato l\u2019escalation.<\/p>\n<p>Biden ha di nuovo minacciato \u201csanzioni mai viste\u201d contro Mosca se l\u2019Ucraina\u00a0venisse aggredita ma sottolineare le rappresaglie economiche contribuisce a escludere quelle militari, definite \u201cnon un\u2019opzione\u201d da Biden. Il messaggio, anche per il governo di Kiev, sembra essere chiaro: gli USA non sono disposti a scendere in guerra contro la Russia.<\/p>\n<p>Anzi, Biden sembra aver accettato il problema posto da anni della Russia e relativo alla minaccia alla sua sicurezza rappresentato dall\u2019estensione a est della NATO, dalla presenza di consiglieri militari USA e alleati in Ucraina (che ricever\u00e0 altri 300 milioni di dollari di aiuti perla sicurezza da Washington) e dalla pretesa di Kiev di essere accolta nell\u2019Alleanza Atlantica. \u201cSarebbe criminale osservare passivamente gli sviluppi di una possibile adesione di Kiev alla Nato\u201d ha detto Putin, circostanza che vedrebbe le forze dell\u2019Alleanza Atlantica schierate ad appena 500 chilometri da Mosca.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-149517 alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/download.jpg\" alt=\"download\" width=\"466\" height=\"287\" \/><\/p>\n<p>Lo dimostra l\u2019annuncio della Casa Bianca di possibili \u201cincontri di alto livello\u201d tra gli Stati Uniti, la Russia e almeno quattro alleati della NATO: che tra questi vi siano Francia, Germania e Regno Unito pare certo, auspicabile che sia stata presa in considerazione la presenza dell\u2019Italia, possibile che vi partecipi la Polonia, \u201calleato di ferro degli USA\u201d sul cosiddetto \u201cEast Flank\u201d che con le repubbliche Baltiche condivide le maggiori preoccupazioni per i rischi di un confronto militare con la Federazione Russa.<\/p>\n<p>L\u2019obiettivo che certamente Biden ha raggiunto \u00e8 di vedere schierati al suo fianco i principali alleati della NATO, alleanza in cerca di riscatti simbolici dopo il disastro afghano.<\/p>\n<p>Sulla posizione britannica) non ci sono mai stati dubbi (Londra ha appena aggiunto un miliardo di sterline ai 2,5 gi\u00e0 stanziati per sostenere Kiev) mentre il ministero degli esteri francese ha minacciato \u201cconseguenze strategiche gravissime se la sovranit\u00e0\u2019 dell\u2019Ucraina\u00a0non sar\u00e0 rispettata e a Berlino il neo cancelliere Olaf Scholz ha ribadito che \u201ci confini dell\u2019Ucraina\u00a0sono inviolabili\u201d minacciando rappresaglie sul gasdotto Nord Stream 2, che raddoppier\u00e0\u2019 l\u2019afflusso di gas russo all\u2019Europa.<\/p>\n<p>Peraltro strategico per l\u2019export energetico russo almeno quanto lo \u00e8 per gli approvvigionamento di gas tedeschi ed europei.<\/p>\n<p>Il primo dicembre Putin aveva chiesto l\u2019avvio di negoziati per definire \u201cgaranzie vincolanti e concrete\u201d per fermare l\u2019espansione della Nato a est ed escludere il dispiegamento di armi che minaccino la Russia nelle vicinanze del suo territorio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Pronti all\u2019invasione?<\/u><\/strong><\/p>\n<p>L\u2019impressione \u00e8 che il gioco delle parti tra russi e americani continui ad avere successo lasciando agli europei il ruolo di mere comparse. Nelle ultime settimane Washington ha rilanciato l\u2019allarme per imminente invasione russa dell\u2019Ucraina con il Washington Post che ha potuto vedere un rapporto dell\u2019intelligence opportunamente declassificato che paventa per gennaio 2022 un attacco russo in grande stile condotto da 100 battaglioni, per met\u00e0 corazzati e di artiglieria, con 175 mila militari equipaggiati con centinaia di carri armati, artiglieria e mezzi blindati.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-149518 alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/download-9.jpg\" alt=\"download (9)\" width=\"392\" height=\"271\" \/><\/p>\n<p>Un allarme che ha raddoppiato la minaccia che solo pochi giorni prima era stata denunciata dal governo ucraino che valutava la presenza di 90 mila militari russi entro 270 chilometri dal confine.<\/p>\n<p>A Washington sembrano essere affezionati a queste operazioni mediatiche tese a denunciare l\u2019aggressivit\u00e0 e l\u2019imminente minaccia del cattivo di turno, anche se dopo le \u201cpistole fumanti\u201d irachene nessuno dovrebbe pi\u00f9 prenderle troppo sul serio. \u00a0Del resto fin dalla rivoluzione (o golpe, a seconda dei punti vista) del \u201cMaidan\u201d del 2014 che port\u00f2 l\u2019Ucraina fuori dall\u2019orbita russa per avvicinarla a NATO e Ue, gli allarmi lanciati da Kiev, Washington o dall\u2019Alleanza Atlantica per una possibile offensiva russa tornano periodicamente alla ribalta.<\/p>\n<p>Mosca ha tutto l\u2019interesse a mostrare i muscoli per ottenere negoziati che offrano garanzie alla sua sicurezza ma il concentramento di forze militari in un\u2019area compresa tra il confine ucraino e alcune centinaia di chilometri all\u2019interno della Russia non \u00e8 inconsueto tenuto conto della vicinanza di Mosca e delle grandi esercitazioni invernali che si tengono in questo periodo nel Distretto Occidentale.<\/p>\n<p>Le nuove tensioni sembrano per\u00f2 create ad arte per imporre ulteriori pressioni (e sanzioni) a Mosca e contribuire a scavare un profondo solco tra Russia ed Europa facendo leva proprio sui gasdotti e sulla dipendenza energetica europea dalla Russia.<\/p>\n<p>Fin dalla \u201crivoluzione del Maidan\u201d del 2014, la questione del gas \u00e8 sempre stata al centro della crisi in Ucraina e all\u2019epoca il presidente Barack Obama non esit\u00f2 a chiedere agli europei di cessare le importazioni di gas russo che costituiscono una parte rilevante delle entrate in valuta dell\u2019economia della Federazione Russa.<\/p>\n<p>Non deve stupire che Biden, ex vice di Obama, punti allo stesso obiettivo per consolidare una nuova \u201cCortina di ferro\u201d che isoli la Russia dall\u2019Europa.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-149519 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/E6ZyU8cWQAM0xh9.jpg\" alt=\"E6ZyU8cWQAM0xh9\" width=\"809\" height=\"540\" \/><\/p>\n<p>Pi\u00f9 difficile invece comprendere come questa escalation con Mosca possa rientrare negli interessi tedeschi e di un\u2019Europa che deve gi\u00e0 fare i conti con una pesante crisi energetica e che dovrebbe avere tutto da guadagnare dalla distensione con Mosca \u201ccongelando\u201d il fronte del Donbass e la pretesa del governo filo-americano di Kiev di entrare nella NATO.<\/p>\n<p>L\u2019Alto rappresentante europeo per la politica estera e di difesa della Ue, Josep Borrell, ha dichiarato nei giorni scorsi che In caso di crisi, l\u2019Unione Europea sar\u00e0 con Kiev. \u201cLavoriamo per evitare la crisi ma dinanzi ad ogni eventualit\u00e0, l\u2019Ue sar\u00e0 saldamente dietro l\u2019Ucraina\u201d ha detto invitando tutti a \u201criflettere sulle conseguenze\u201d. Frasi che non sembrano contemplare la disponibilit\u00e0 della Ue a inviare truppe a combattere i russi invasori dell\u2019Ucraina.<\/p>\n<p>Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky ha affermato che l\u2019esercito ucraino \u00e8 una struttura altamente organizzata ed \u00e8 in grado di \u201cdistruggere qualsiasi piano aggressivo\u201d nemico ma, nonostante da tempo siano affiancate da consiglieri militari statunitensi, canadesi, britannici e di altre nazioni della NATO, le forze armate ucraine verrebbero rapidamente sbaragliate da una massiccia offensiva russa la cui attuazione \u00e8 per\u00f2 del tutto improbabile.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Le opzioni militari russe<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Putin \u00e8 ben consapevole che invadere l\u2019Ucraina \u00e8 cosa ben diversa dall\u2019inviare un corpo di spedizione con qualche migliaio di militari e qualche decina di aerei ed elicotteri in Siria.<\/p>\n<p>Scatenare una guerra in Europa sarebbe un azzardo sul piano militare ed economico, l\u2019operazione rischierebbe di portare a un confronto con la NATO e avrebbe costi finanziari proibitivi richiedendo forze imponenti per invadere e poi mantenere l\u2019occupazione della ex repubblica sovietica: un conflitto che inoltre bloccherebbe definitivamente l\u2019export di gas russo in Europa.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-149520 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/download-11.jpg\" alt=\"download (11)\" width=\"817\" height=\"544\" \/><\/p>\n<p>Meglio ricordare che la Russia spende per la difesa un settimo degli Stati Uniti e un decimo della NATO anche se questo non esclude che il Cremlino possa valutare, in determinate condizioni critiche, l\u2019opzione bellica in Ucraina.<\/p>\n<p>Come gi\u00e0 evidenziato, la prima e la pi\u00f9 importante condizione sarebbe l\u2019adesione dell\u2019Ucraina alla NATO o lo schieramento di truppe da combattimento americane e alleate sul suolo ucraino: scenari che costituirebbero una decisa minaccia alla sicurezza della Russia che ha gi\u00e0 visto negli timi 20 anni l\u2019Alleanza Atlantica allargarsi ampiamente verso est.<\/p>\n<p>Del resto come reagirebbero gli Stati Uniti se i russi aprissero basi militari in Canada o in Messico? Basti pensare alle reazioni di Washington in occasione della crisi di Cuba del 1962 e successivamente quando bombardieri e navi russe si rischieravano frequentemente in Venezuela.<\/p>\n<p>Un secondo ulteriore scenario che potrebbe innescare il rischio di una offensiva russa \u00e8 rappresentato da un attacco ucraino che, con l\u2019aiuto della NATO, cercasse di riconquistare il Donbass. La risposta di Mosca sarebbe in questo caso probabilmente su scala limitata, forse con l\u2019impiego di forze \u201cirregolari\u201d, prive di insegne della Federazione Russa come quelle che presero il controllo della Crimea nel 2014.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-149521 alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/download-1.jpg\" alt=\"download (1)\" width=\"509\" height=\"354\" \/><\/p>\n<p>Un\u2019operazione che potrebbe porsi l\u2019obiettivo di respingere l\u2019attacco alle province orientali filo-russe o una controffensiva tesa a conquistare Mariupol, sul Mare d\u2019Azov, per conseguire una continuit\u00e0 territoriale tra il Donbass e la Crimea (annessa alla Russia nel 2014 con un referendum contestato dall\u2019Occidente) punendo Kiev con ulteriori sottrazioni territoriali.<\/p>\n<p>Sempre restando nel campo delle opzioni militari, in caso di conflitto con Kiev a pi\u00f9 alta intensit\u00e0, Mosca potrebbe puntare a raggiungere con le sue truppe il fiume Dnepr spezzando di fatto in due l\u2019Ucraina, guadagnando profondit\u00e0 strategica e stabilizzando la crisi su un confine geografico preciso: a est l\u2019Ucraina filo-russa, a ovest quella filo-occidentale.<\/p>\n<p>Uno scenario che vedrebbe nascere quindi \u201cdue Ucraine\u201d permettendo a Mosca di recuperare (con l\u2019impiego di un numero non imponente di militari) le province orientali abitate per lo pi\u00f9 da cittadini di origine russa (10 milioni di ucraini, un quarto della popolazione, avevano il doppio passaporto nel 2014) che potrebbero ameno in parte accogliere con favore le truppe della Federazione.<\/p>\n<p>Certo una simile operazione non sarebbe indolore: determinerebbe fortissime ripercussioni internazionali e metterebbe a dura prova il consenso interno di Putin, specie se le perdite sul campo di battaglia dovessero risultare elevate.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-149522 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/download-15.jpg\" alt=\"download (15)\" width=\"812\" height=\"421\" \/><\/p>\n<p>Una guerra in Ucraina minerebbe per\u00f2 anche la tenuta della NATO (fresca reduce dalla bruciante umiliazione subita dai talebani in Afghanistan) e della UE, costrette a manifestare concretamente il sostegno all\u2019Ucraina ma senza poter esprimere una reale deterrenza a causa dell\u2019assenza di ogni volont\u00e0 di inviare proprie truppe a \u201cmorire per Kiev\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019Ucraina del resto non fa (ancora) parte della NATO e non vi sarebbe alcun obbligo per i suoi membri di entrare in guerra per difenderla. Anche Putin ne \u00e8 perfettamente consapevole.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0 <a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2021\/12\/la-crisi-ucraina-tra-venti-di-guerra-gas-e-propaganda\/\">https:\/\/www.analisidifesa.it\/2021\/12\/la-crisi-ucraina-tra-venti-di-guerra-gas-e-propaganda\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da ANALISI DIFESA (Gianandrea Gaiani) Poco \u00e8 trapelato circa i contenuti e le eventuali intese emersi nel colloquio tra Vladimir Putin e Joe Biden che certo non sembra aver risolto la crisi ai confini ucraini ma potrebbe averne fermato l\u2019escalation. Biden ha di nuovo minacciato \u201csanzioni mai viste\u201d contro Mosca se l\u2019Ucraina\u00a0venisse aggredita ma sottolineare le rappresaglie economiche contribuisce a escludere quelle militari, definite \u201cnon un\u2019opzione\u201d da Biden. 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