{"id":69095,"date":"2021-12-10T09:30:00","date_gmt":"2021-12-10T08:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=69095"},"modified":"2021-12-10T02:13:34","modified_gmt":"2021-12-10T01:13:34","slug":"per-farla-finita-con-la-divisione-tra-stato-e-mercato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=69095","title":{"rendered":"Per farla finita con la divisione tra Stato e Mercato"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">da <strong>TERMOMETRO GEOPOLITICO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>(Anna Vergnano e Mattia Merasti)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">In un editoriale di qualche anno fa il The Economist ha definito lo Stato come una sorta di Leviatano. Il suo compito, secondo il giornale britannico, \u00e8 quello di fornire le basi affinch\u00e9 il rivoluzionario settore privato possa crescere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Una visione cos\u00ec, che traccia una distinzione manichea tra Stato e mercato, appare a uno sguardo pi\u00f9 attento superficiale. Si tende a voler separare la prima istituzione dalla seconda, descrivendo lo Stato come se fosse una grande azienda o un padre di famiglia alle prese con i bilanci. Purtroppo, raramente vengono ricordate le motivazioni per cui Stato e mercato sono fondamentalmente diversi (e devono esserlo) ma allo stesso tempo connessi, dipendenti l\u2019uno dall\u2019altro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Ne \u00e8 un esempio l\u2019approccio che ha caratterizzato le societ\u00e0 occidentali nella spesa pubblica degli ultimi 30 anni: il cosiddetto New Public Management. Secondo questa teoria il compito dello Stato e della pubblica amministrazione sarebbe fare di pi\u00f9 con meno, riducendo lo stato a un agente economico in grado di ottimizzare in un contesto di risorse scarse. Ma lo Stato non pu\u00f2 essere concettualizzato come un\u2019azienda: il suo lavoro non \u00e8 massimizzare profitti, ma quello di garantire ai cittadini una societ\u00e0 quanto pi\u00f9 equa e sicura possibile nella quale operare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Per comprendere il ruolo dello Stato \u00e8 utile riprendere la fase di passaggio dalle economie feudali a quelle di mercato, circa nel 1600. La particolarit\u00e0 del mondo moderno sta proprio nell\u2019interazione tra i due, che ha dato luogo alle cosiddette \u201ceconomie di mercato\u201d, sviluppatesi in Europa intorno alla met\u00e0 del 1600 con l\u2019abbandono del sistema feudale. Con l\u2019avvento delle economie di mercato, i governi locali hanno iniziato a facilitare lo scambio tra popoli e settori tramite l\u2019azione pubblica e l\u2019introduzione di infrastrutture quali strade, istruzione e sistema giudiziario. Un\u2019economia di mercato pu\u00f2 essere pi\u00f9 o meno interventista, ma necessita comunque dell\u2019intervento statale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">A livello teorico questo era gi\u00e0 stato compreso da Karl Polanyi. Nel suo La Grande Trasformazione egli chiarisce che nella societ\u00e0 mercantile del diciannovesimo secolo la regolamentazione e il mercato andavano di pari passo. Anche Hegel, un secolo prima, aveva compreso le funzioni dello Stato nel garantire, ad esempio, la propriet\u00e0 privata. Senza l\u2019intervento statale, il libero mercato sarebbe n\u00e9 pi\u00f9 n\u00e9 meno il saccheggio e il banditismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Il corollario di questa osservazione \u00e8 che mercati naturali, semplicemente, non esistono. Il mercato \u00e8 sempre un risultato dell\u2019interazione di varie parti, tra cui aziende e consumatori, inserite in un contesto di norme, leggi, tab\u00f9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Si tratta di un cambiamento di prospettiva notevole rispetto all\u2019importanza, minima, rivestita dalle istituzioni nella teoria neoclassica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Non solo per\u00f2 lo Stato definisce le regole, ma anzi \u00e8 partecipante attivo del gioco. Ha infatti il compito di imporre delle tasse alla popolazione e alla produzione, oltre che raccogliere denaro per finanziare attivit\u00e0 come sanit\u00e0, istruzione, ricerca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Queste funzioni rientrano infatti in quello che prende il nome di fallimenti di mercato, come beni pubblici ed esternalit\u00e0. La teoria ammette infatti queste situazioni come condizione per l\u2019intervento dello Stato, nonostante poi risultati come il Teorema di Coase e gli studi della Public Choice Theory abbiano in qualche modo ristretto il campo degli interventi statali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Una giustificazione di questo tipo, nonostante i risultati, pu\u00f2 essere considerata soltanto come un caso particolare. Rientra infatti in una situazione statica, senza tener conto di aspetti dinamici che invece sono insiti, come osserva Schumpeter, nel capitalismo moderno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Un caso interessante \u00e8 quello della politica industriale. Dopo la fase del consenso keynesiano, la politica industriale, soprattutto nella sua versione orizzontale, \u00e8 stata relegata al sedile del passeggero. Lo Stato, secondo questa visione, non \u00e8 in grado di scegliere i campioni nazionali. Si tratta per\u00f2 di una sorta di specchio riflesso. Non appena ci si muove da una visione puramente statica a una valutazione dinamica, come nota Mariana Mazzucato, le cose cambiano. In questo campo d\u00e0 particolari spunti la teoria della complessit\u00e0. Proprio perch\u00e9 \u00e8 necessario muoversi da una prospettiva manichea tra stato e mercato cos\u00ec come da un approccio all\u2019equilibrio, la complessit\u00e0 ci permette di comprendere la natura emergente dei rapporti tra stato e mercato nella loro coevoluzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Prendiamo, ad esempio, quella che \u00e8 la Silicon Valley. Quando pensiamo alla SV abbiamo in mente, un po\u2019 come diceva l\u2019Economist, lo spirito rivoluzionario e audace del settore privato. In realt\u00e0, come nota Harayama, la fortuna della Silicon Valley dipende da un network formato dall\u2019universit\u00e0 di Stanford, in particolare il dipartimento di Ingegneria, dal Governo Federale e dal settore privato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">D\u2019altronde gli Stati Uniti d\u2019America, come scrive Ergas nel suo seminal paper dell\u201987, rappresentano un caso esemplare di Mission Oriented Project. Sotto questa prospettiva, lo Stato non premierebbe pi\u00f9 i meritevoli, ma coinvolgerebbe il privato per raggiungere obiettivi che, come societ\u00e0 ci prefiggiamo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Questa vuole essere, appunto, la natura del discorso. L\u2019intervento statale, oltre a un aspetto tecnico, non pu\u00f2 prescindere da una dimensione pi\u00f9 squisitamente politica. Nel corso degli anni, anche grazie all\u2019influenza di Thatcher e Reagan sul discorso politico, si \u00e8 andati verso una visione atomistica della societ\u00e0. La natura dello Stato nasce invece sull\u2019idea di societ\u00e0 come organizzazione interdipendente: come societ\u00e0, non siamo soltanto un gruppo di particelle impazzite, ma ogni epoca si pone obiettivi e ideali da realizzare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">La discussione quindi sui rapporti tra Stato e Mercato non pu\u00f2 passare soltanto da un\u2019analisi tecnica, come in una sorta di analisi costi e benefici. Sappiamo che l\u2019interventismo statale non \u00e8 una discussione binaria: buono o cattivo. E in Italia conosciamo la degenerazione dell\u2019intervento statale: l\u2019utilizzo politicizzato dell\u2019IRI almeno a partire dalla met\u00e0 degli anni \u201870 ha portato alla crisi e alla fine dell\u2019Istituto. Ma deve altres\u00ec innestarsi su che cosa e come vogliamo raggiungere gli obiettivi prefissati come societ\u00e0. Soprattutto in un tempo di sconvolgimenti come quello attuale, dove l\u2019intervento statale, come ha giustamente osservato Paolo Gerbaudo, ritorner\u00e0 cruciale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><b>FONTE<\/b>:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.kriticaeconomica.com\/divisione-stato-mercato\/\">https:\/\/www.kriticaeconomica.com\/divisione-stato-mercato\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da TERMOMETRO GEOPOLITICO (Anna Vergnano e Mattia Merasti) In un editoriale di qualche anno fa il The Economist ha definito lo Stato come una sorta di Leviatano. Il suo compito, secondo il giornale britannico, \u00e8 quello di fornire le basi affinch\u00e9 il rivoluzionario settore privato possa crescere. Una visione cos\u00ec, che traccia una distinzione manichea tra Stato e mercato, appare a uno sguardo pi\u00f9 attento superficiale. Si tende a voler separare la prima istituzione dalla&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":98,"featured_media":67090,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/download-2.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-hYr","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/69095"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/98"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=69095"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/69095\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":69096,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/69095\/revisions\/69096"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/67090"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=69095"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=69095"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=69095"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}