{"id":69101,"date":"2021-12-10T10:00:14","date_gmt":"2021-12-10T09:00:14","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=69101"},"modified":"2021-12-10T08:32:34","modified_gmt":"2021-12-10T07:32:34","slug":"irpef-una-controriforma-che-aggrava-le-disuguaglianze","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=69101","title":{"rendered":"Irpef, una controriforma che aggrava le disuguaglianze"},"content":{"rendered":"<p><strong>da MICROMEGA (Renato Fioretti)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>La \u201criforma\u201d Draghi dell\u2019Irpef andr\u00e0 a vantaggio di coloro che gi\u00e0 godono di redditi di gran lunga superiori alla media.<\/em><\/p>\n<div class=\"textArticle j-textArticle\">\n<p>Per alcuni potr\u00e0 apparire strano, ma c\u2019\u00e8 stato un tempo in cui il nostro era un altro paese. Un paese diverso, nel quale le parole avevano un senso compiuto e la politica \u2013 che, delle stesse, si nutre \u2013 ne esaltava il significato. Cosicch\u00e9, nel corso della tanto vituperata Prima Repubblica, al termine \u201criforme\u201d ne associavamo pratiche politiche tese a realizzare provvedimenti legislativi per adeguare l\u2019esistente situazione a migliori e pi\u00f9 godibili condizioni sociali e civili.<br \/>\nLo verificammo, ad esempio, attraverso la nazionalizzazione delle imprese elettriche, con la nascita dell\u2019Enel (legge 6 dicembre 1962, nr. 1643), l\u2019istituzione della Scuola media unificata (legge 31 dicembre 1962, nr. 1859), l\u2019approvazione dello Statuto dei lavoratori (legge 20 maggio 1970, nr. 300), il divorzio (legge 1 dicembre 1970, nr. 898), l\u2019aborto (legge 22 maggio 1978, nr. 194) e la costituzione del SSN (legge 23 dicembre 1978, nr. 838).<\/p>\n<p>Alle riforme, quindi, corrispondevano (sempre) conquiste private e collettive! Da oltre un ventennio, invece, al solo riecheggiare del termine \u201criforma\u201d si avverte una diffusa sensazione di pericolo.<br \/>\n\u00c8 stato cos\u00ec all\u2019epoca dei governi Berlusconi e Monti, attraverso l\u2019avvio della stagione della flessibilit\u00e0 quale sinonimo di precariet\u00e0 diffusa e grazie ai provvedimenti della Fornero in materia previdenziale.<br \/>\nDello stesso segno le \u201criforme\u201d operate rispetto alla Legislazione del lavoro e, pi\u00f9 specificamente, alla legge 300\/70, dal governo Renzi.<\/p>\n<p>A conferma delle pi\u00f9 fosche previsioni, l\u2019attuale Premier \u2013 con la complicit\u00e0 della silente \u201cammucchiata\u201d che lo sostiene \u2013 non ha operato alcuna soluzione di continuit\u00e0 rispetto al pi\u00f9 recente passato!<br \/>\nIl recente Ddl sulla \u201cconcorrenza\u201d \u2013 in linea con la sua smania di \u201crazionalizzare privatizzando\u201d \u2013 aveva gi\u00e0 chiaramente indicato quali fossero gli obiettivi del \u201cbanchiere solitario al comando\u201d rispetto alle riforme economiche ritenute pi\u00f9 urgenti; la sua ipotesi di \u201criforma fiscale\u201d ne conferma il quadro e gli obiettivi.<\/p>\n<p>Risale, infatti, al 5 ottobre scorso la riunione del Consiglio dei ministri che ha approvato la bozza della legge delega per la riforma fiscale. Si tratta di dieci articoli che vanno dal taglio dell\u2019Irpef, all\u2019Iva, alla riforma del catasto.<br \/>\nNaturalmente, come da copione e in ossequio alla consolidata prassi che accompagna qualsiasi \u2013 pur insignificante \u2013 parola\/silenzio di Mario Draghi, tutti i quotidiani nazionali, ad eccezione de \u201cIl Fatto\u201d, hanno presentato con grande enfasi la sua ultima \u201cmagia\u201d.<br \/>\nSi tratta di una bozza di \u201criforma complessiva\u201d del sistema fiscale da attuare, attraverso specifici decreti legislativi, entro il termine di 18 mesi dalla data di approvazione della legge delega.<\/p>\n<p>Per comprensibili motivi di spazio a disposizione, limiter\u00f2 le mie considerazioni al taglio dell\u2019Irpef.<br \/>\nSu questo punto, la bozza approvata dal CdM prevede minori imposte sui redditi da lavoro dipendente e pensioni, con una riduzione del numero degli scaglioni da 5 a 4.<br \/>\nSi tratta, in effetti, del pi\u00f9 sostanzioso taglio fiscale operato nel corso degli ultimi anni.<br \/>\nIl punto dirimente \u00e8, per\u00f2, rappresentato da ci\u00f2 che ne consegue e dai soggetti che ne godranno i maggiori benefici.<\/p>\n<p>Prima di fare questo, \u00e8 opportuno evidenziare qual \u00e8 la situazione attuale.<br \/>\nIn questo senso, \u00e8 interessante rilevare che:<\/p>\n<p>\u2013 Ben l\u201985 per cento della base imponibile (oggi) soggetta all\u2019Imposta sui Redditi delle Persone Fisiche (Irpef) \u00e8 rappresentato da redditi derivanti da lavoro dipendente e dalle pensioni;<br \/>\n\u2013 Il restante 15 per cento \u00e8 relativo a redditi fondiari, di capitale, lavoro autonomo, d\u2019impresa e altri.<br \/>\n\u2013 Come ben noto, una consistente parte dei redditi da lavoro autonomo soggetto a Irpef \u00e8 contraddistinta da elevati livelli di evasione ed elusione fiscale.<br \/>\n\u2013 Redditi di diversa natura (finanziari, d\u2019impresa, immobiliari, di locazione, ecc.) sono stati, volta per volta, esclusi dalla base imponibile Irpef ed assoggettati a regimi \u201csostitutivi\u201d molto meno onerosi.<br \/>\n\u2013 Per i redditi da capitale \u00e8 gi\u00e0 prevista una tassazione di tipo \u201cproporzionale\u201d, con un\u2019aliquota, quindi, uguale per tutti.<\/p>\n<p>Ne consegue (1) che l\u2019onere fiscale grava, in maniera eccessiva \u2013 rispetto ai percettori di pari reddito ma di diversa natura \u2013 sui lavoratori dipendenti e sui pensionati. Gli stessi che, tra l\u2019altro, finiscono con il patire, effettivamente, il peso della \u201cprogressivit\u00e0\u201d delle imposte.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 questo dimostra che la bozza approvata dal CdM avrebbe dovuto prevedere ben altro tipo di riforma per cercare di porre fine a un\u2019evidente disparit\u00e0 di trattamento (2) tra chi acquisisce il proprio reddito attraverso una prestazione lavorativa o previdenziale e chi, invece, gode di un minore onere contributivo solo perch\u00e9 il proprio reddito \u00e8 frutto di rendita immobiliare, interessi e\/o dividendi azionari.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 detto, pare opportuno evidenziare che gli attuali 5 scaglioni prevedono una trattenuta Irpef pari al:<\/p>\n<p>a) 23 per cento per i redditi compresi tra 0 e 15 mila \u20ac<br \/>\nb) 27 per cento per i redditi tra 15.001 e 28 mila \u20ac<br \/>\nc) 38 per cento per i redditi tra 28.001 e 55 mila \u20ac<br \/>\nd) 41 per cento per i redditi tra 55.001 e 75 mila \u20ac<br \/>\ne) 43 per cento per i redditi superiori<\/p>\n<p>Seguono, naturalmente, le diverse deduzioni e detrazioni cui ha titolo ciascun soggetto.<\/p>\n<p>Come previsto dalla bozza in esame, le nuove aliquote Irpef dovrebbero corrispondere, a partire dal 2022, ai seguenti (3) valori:<\/p>\n<p>\u2013 23 per cento per i redditi fino a 15 mila \u20ac<br \/>\n\u2013 25 per cento da 15 .001 a 28 mila<br \/>\n\u2013 35 per cento da 28.001 a 50 mila<br \/>\n\u2013 43 per cento per i redditi superiori a 50 mila \u20ac<\/p>\n<p>Interessante rilevare che, secondo quanto consultabile on line (4), \u201c<em>Oltre i 15 mila \u20ac il risparmio fiscale inizia a crescere e raggiunge il massimo (con un reddito di 50 mila \u20ac), con 920 euro di minori imposte. Poi decresce fino a 270 per i redditi superiori ai 75 mila euro.<\/em><\/p>\n<p>Considerato pari a circa 21.600 euro annui lo stipendio medio (5) netto di un lavoratore italiano, qualche esempio consentir\u00e0 di comprendere meglio gli effetti \u2013 a mio pare non condivisibili \u2013 della \u201criforma\u201d Draghi.<\/p>\n<p>Infatti, se lo specifico decreto legislativo confermer\u00e0 i valori previsti dalla bozza in oggetto, su un lavoratore con un reddito annuo di 22 mila euro graver\u00e0, nel 2022, un\u2019Irpef lorda pari a 5.200 euro; con un risparmio di 140 euro e uno sgravio, in termini percentuali, rispetto all\u2019attuale imposta, dello 0,64%.<\/p>\n<p>Di contro, su un lavoratore con un reddito di 50 mila euro, graver\u00e0 un\u2019Irpef pari a 14.400 euro, con un risparmio di 920 euro e uno sgravio, in termini percentuali, pari a 1,84 per cento rispetto all\u2019attuale imposta.<br \/>\nInoltre, sul primo, l\u2019Irpef incider\u00e0 per il 23,63 per cento sui 22 mila euro, rispetto all\u2019attuale 24,27 per cento.<br \/>\nPer il secondo, invece, le nuove aliquote incideranno nella misura del 28,8 per cento (sui 50 mila complessivi), rispetto all\u2019attuale 30, 64 per cento.<br \/>\nInfine, un lavoratore con un reddito di 70 mila euro si ritrover\u00e0 con un\u2019Irpef lorda di 35.900 euro, con un risparmio pari a 270 \u20ac e uno sgravio, in termini percentuali, dello 0,27 per cento; infatti la nuova Irpef incider\u00e0 nella misura 35,9 per cento rispetto all\u2019attuale 36,17 per cento.<\/p>\n<p>In definitiva, si tratta dell\u2019ennesima contro\/riforma che \u201clascia al palo\u201d chi ha un reddito inferiore ai miseri 15 mila euro e premia in misura maggiore chi percepisce 50 mila euro rispetto a chi ne percepisce meno della met\u00e0!<\/p>\n<p>E non solo questo. Considerata l\u2019ulteriore (gi\u00e0 prevista) riduzione del numero degli scaglioni \u2013 da 4 a 3, a partire dal 2023 \u2013 si tratta di un altro, rilevante, passo verso il sostanziale superamento del carattere \u201cprogressivo\u201d della capacit\u00e0 contributiva. Con buona pace del dettato costituzionale!<\/p>\n<p>Identica politica, da <em>dooH niboR<\/em> (6), \u00e8 quella di Draghi nei confronti dei pensionati!<br \/>\nConsiderato l\u2019importo medio (7) delle pensioni italiane corrispondente a 18.290 euro, \u00e8 superfluo evidenziare gli ininfluenti effetti prodotti dalla riforma dell\u2019Irpef per la stragrande maggioranza degli stessi.<br \/>\nTra l\u2019altro, a confermare che, per Draghi e la variegata \u201cammucchiata\u201d che lo sostiene, la giustizia sociale \u00e8 un problema di trascurabile rilevanza, \u00e8 opportuno evidenziare alcuni dati che, nel contesto, definirei eclatanti.<\/p>\n<p>Ben il 44 per cento dei contribuenti italiani, che dichiara il 4% dell\u2019Irpef totale, rientra nella classe di reddito fino ai 15 mila euro<strong>,<\/strong> in quella tra i 15 mila e i 50 mila si colloca il 50% dei contribuenti (56% dell\u2019Irpef totale) e solo il 6% dei contribuenti dichiara pi\u00f9 di 50 mila euro, versando circa il 40% dell\u2019Irpef totale.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 significa che, sommando il 44% dei contribuenti cui la riforma Draghi non riserva alcuna attenzione (fino a 15 mila euro di reddito), a buona parte di coloro che dichiarano redditi compresi tra gli attuali 2\u00b0 e 3\u00b0 scaglione, i maggiori benefici prodotti dalla riforma fiscale andranno a vantaggio di coloro che gi\u00e0 godono di redditi di gran lunga superiori a qualsiasi media.<\/p>\n<p>Tornando a quello che considero un altro punto meritevole di particolare attenzione, evidenzio che, anche in questa occasione, il governo del \u201cbanchiere\u201d non ha tradito le aspettative dei suoi degni sponsor. Tra l\u2019altro, \u00e8 sconcertante che tutto ci\u00f2 avvenga con la piena disponibilit\u00e0 di tutte le forze politiche. Anche di quelle che pretenderebbero di rappresentare l\u2019ormai famigerato e impalpabile Centrosinistra!<\/p>\n<p>Al Pd, ad esempio (in qualit\u00e0 di indegni eredi dell\u2019ex Pci, ex Pds ed ex Ds), andrebbero poste non poche domande. Perch\u00e9 i contribuenti con minori redditi non godono di alcuna riduzione dell\u2019imponibile? Che senso ha concedere agevolazioni fiscali a chi gi\u00e0 dispone di redditi superiori ai 75 mila euro? Perch\u00e9 mai concedere maggiori riduzioni d\u2019imposta a chi gode di un reddito pari a 50 mila euro rispetto a chi ne guadagna 20\/25 mila?<\/p>\n<p>Oltretutto, se a ci\u00f2 si aggiunge che, a partire dal 2023, si prevede che gli scaglioni Irpef da 4 diventino 3, ci si rende conto della portata distruttiva anche della seconda parte della legge delega sul fisco. Il gi\u00e0 ridotto grado di progressivit\u00e0 delle imposte finir\u00e0 per essere ulteriormente eroso a favore dei contribuenti che dispongono di redditi superiori e l\u2019attuale livello di insopportabile diseguaglianza ulteriormente accentuato!<\/p>\n<p>Per concludere, confesso di non riuscire a immaginare i tempi, individuare gli alleati e le occasioni nelle quali poterlo fare, ma di una cosa sono sicuro. Verr\u00e0 un tempo in cui saremo costretti a chiederci fino a quando consentire che tutto ci\u00f2 avvenga!<\/p>\n<p>NOTE<\/p>\n<p>1. Fonte: \u201cLa tassazione regressiva\u201d, di Salvatore Morelli e Antonio Scial\u00e0; su \u201cjacobinitalia.it\u201d<\/p>\n<p>2. Si tratterebbe, in sostanza, di pervenire a una effettiva \u201cequit\u00e0 orizzontale\u201d, operando un riequilibrio tra le imposte su lavoro e capitale. Ma ci\u00f2, evidentemente, non rientra nel piano \u201cclassista\u201d dell\u2019attuale Premier<\/p>\n<p>3. Fonte: \u201cIl Sole 24 Ore\u201d<\/p>\n<p>4. Fonte: \u201cIl taglio delle imposte sul reddito, ovvero il trionfo della disuguaglianza\u201d, di Rocco Artifoni; su \u201cvolerelaluna\u201d, del 29 novembre 2021<\/p>\n<p>5. Fonte: \u201cMinistero dell\u2019Economia e delle Finanze\u201d; dato relativo all\u2019anno di imposta 2018. Senza dimenticare che il valore \u201cmedio\u201d \u2013 piuttosto che il \u201cmediano\u201d, pi\u00f9 realistico \u2013 risente di una \u201cforbice\u201d, tra minimo e massimo, molto ampia<\/p>\n<p>6. Robin Hood all\u2019incontrario<\/p>\n<p>7. Vedi nota 5<\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE: <a href=\"https:\/\/www.micromega.net\/irpef-controriforma\/\">https:\/\/www.micromega.net\/irpef-controriforma\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da MICROMEGA (Renato Fioretti) &nbsp; La \u201criforma\u201d Draghi dell\u2019Irpef andr\u00e0 a vantaggio di coloro che gi\u00e0 godono di redditi di gran lunga superiori alla media. 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