{"id":69150,"date":"2021-12-13T10:55:56","date_gmt":"2021-12-13T09:55:56","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=69150"},"modified":"2021-12-13T10:55:56","modified_gmt":"2021-12-13T09:55:56","slug":"mattei-inedito-quando-moro-chiedeva-un-sacrificio-per-il-partito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=69150","title":{"rendered":"Mattei inedito. Quando Moro chiedeva \u201cun sacrificio per il partito\u201d"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">da <strong>FORMICHE (Federica De Vincentis)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0<em>Rivelazioni al Convegno scientifico del Master in Intelligence all\u2019Universit\u00e0 della Calabria diretto da Mario Caligiuri. Interventi di Calia, Fasanella, Pacini, Aresu, Perrone, Buccianti, Gheda e Micheletta<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cEnrico Mattei e l\u2019intelligence. Energia e interesse nazionale nella guerra fredda\u201d. Con questo convegno \u00e8 stata inaugurata l\u2019undicesima edizione del Master in Intelligence dell\u2019Universit\u00e0 della Calabria, promosso nel 2007 su iniziativa del presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Il convegno ha offerto nuovi stimoli di ricerca, con la presentazione di documenti e interpretazioni, anche differenti, attraverso le fonti dell\u2019intelligence. Enrico Mattei conosceva bene la funzione dell\u2019intelligence, l\u2019importanza della guerra dell\u2019informazione, la necessit\u00e0 della business intelligence, l\u2019urgenza di perseguire l\u2019interesse nazionale per un Paese che aveva perso la guerra. Una figura di tale rilievo era osservata dai Servizi di informazione non solo esteri ma anche italiani. Questi e altri spunti sono emersi nel convegno. Dopo i saluti del senatore accademico Luciano Romito, in rappresentanza del rettore Nicola Leone, c\u2019\u00e8 stato l\u2019intervento del Presidente del Copasir Adolfo Urso che ha sottolineato l\u2019importanza del ruolo dell\u2019intelligence poich\u00e9 rappresenta una struttura fondamentale per la difesa delle istituzioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Il direttore del Master Mario Caligiuri ha tenuto la relazione di base. Nel ripercorrere la figura di Mattei, ha evidenziato l\u2019idea di intelligence e la visione di interesse nazionale del Presidente dell\u2019Eni. Ha dato lettura di una lettera inedita di Aldo Moro del settembre 1962, un mese prima dell\u2019episodio di Bascap\u00e8, in cui il segretario della Dc chiedeva al presidente dell\u2019Eni di fare un passo indietro, evidenziando \u201cil peso del sacrificio che il partito ti chiede\u201d, ponendo \u201cin primissima linea il tuo disappunto, anzi il tuo evidente e comprensibile dispiacere\u201d ma \u201cla tua rinuncia contribuisce a consolidare una situazione assai fragile e spegne una polemica astiosa che ti avrebbe ancor di pi\u00f9 amareggiato, e con te le tue idee e le tue importanti iniziative\u201d, concludendo: \u201cAggiungi dunque anche questa alle tue benemerenze, alla tua silenziosa fedelt\u00e0, al tuo servizio prezioso nell\u2019interesse del Paese\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Il convegno \u00e8 poi proseguito con l\u2019intervento di Giovanni Buccianti dell\u2019Universit\u00e0 di Siena che ha ripercorso le principali tappe della attivit\u00e0 di Enrico Mattei, evidenziando i suoi scontri con i potentati affaristici angloamericani in conseguenza dei numerosi accordi con vari Paesi produttori di petrolio quali Egitto, Iran, Marocco, e soprattutto con Urss e Algeria. Di particolare interesse la vasta documentazione reperita da Buccianti nei vari Archivi e le testimonianze che \u00e8 riuscito ad ottenere da molte personalit\u00e0 protagoniste della vicenda di Mattei quali Pirani, Ruffolo, Accorinti e soprattutto Claude Cheysson, Ministro di De Gaulle, ed Eugenio Cefis, che dopo la morte di Mattei, secondo il professore, \u201csmantell\u00f2 gran parte dei suoi progetti\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">A spiegare le ragioni della certezza dell\u2019uccisione di Mattei \u00e8 stato il magistrato Vincenzo Calia. Le ragioni della certezza dell\u2019uccisione di Mattei emergerebbero dagli atti del processo che ha condotto a Pavia. Nella difficolt\u00e0 di individuarli, ha accertato che probabilmente i mandanti non sono italiani, ma che c\u2019\u00e8 stata certamente una loro collaborazione. Ha poi ricordato la vicenda del meccanico Marino Loretti che era stato ritenuto responsabile di una grave distrazione nel caso di un fallito attentato all\u2019aereo di Mattei nel 1961 e che per questo era stato trasferito in Marocco nei primi mesi del 1962. Ha ricordato che Loretti mor\u00ec in un incidente aereo insieme al figlio dopo avere inviato una lettera alla Procura di Palermo in cui chiedeva di essere sentito per le vicende dell\u2019omicidio Mattei.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Secondo Alessandro Aresu, consigliere scientifico di Limes, il rapporto tra Enrico Mattei e l\u2019intelligence pu\u00f2 essere declinato in tre principali ambiti, che mostrano la sua forza innovativa: \u201cIl primo \u00e8 quello di Mattei combattente della Resistenza, e delle sue capacit\u00e0 clandestine e di organizzazione. Il secondo punto riguarda le attivit\u00e0 di intelligence esterna dell\u2019Eni sulle principali partite mediterranee, dove l\u2019Algeria ha un ruolo di primo piano. Il terzo punto \u00e8 il pi\u00f9 importante, ed \u00e8 rappresentato dalla capacit\u00e0 di analisi strategica dell\u2019Eni e della grande organizzazione industriale come strumento geopolitico: un continuo aggiornamento formativo, di ricerca, di analisi di cambiamenti dell\u2019intero mercato dell\u2019energia, tanto da creare una classe dirigente diffusa, in grado di presidiare con lo Stato e pi\u00f9 dello Stato tutte le geografie rilevanti dell\u2019interesse nazionale. Questa esplorazione continua \u00e8 l\u2019eredit\u00e0 unica e distintiva dell\u2019impronta di Mattei\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Luca Micheletta, dell\u2019Universit\u00e0 \u201cLa Sapienza\u201d di Roma, ha approfondito il rapporto tra Giulio Andreotti ed Enrico Mattei. Per il professore \u201cAndreotti ebbe sempre un\u2019opinione in chiaro-scuro di Mattei: ne esalt\u00f2 le sue capacit\u00e0 organizzative, l\u2019intuizione che l\u2019Italia avesse una politica energetica indipendente e la lungimiranza della sua visione internazionale; ma guard\u00f2 sempre con diffidenza al tentativo di Mattei di condizionare il sistema politico italiano attraverso il suo finanziamento, e con dubbi sulla convenienza economica di alcune iniziative dell\u2019Eni, anche in campo internazionale\u201d. Il professore ha poi evidenziato che \u201cAndreotti era ministro della Difesa al momento della tragica scomparsa di Mattei e, in tale veste, nomin\u00f2 la commissione di inchiesta sulle cause dell\u2019incidente, che concluse escludendo l\u2019ipotesi dell\u2019attentato. Le indagini degli anni Novanta, che hanno invece ribaltato questa tesi, giungendo alla conclusione dell\u2019omicidio di Mattei, hanno riportato l\u2019attenzione sulla seriet\u00e0 e trasparenza dei lavori della commissione d\u2019inchiesta e dei suoi membri. Andreotti, tuttavia, anche dopo la conclusione delle nuove indagini, non parl\u00f2 mai di un attentato a Mattei, n\u00e9 di un assassinio, pur avendo partecipato a vari eventi commemorativi del presidente dell\u2019Eni\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Nella sua relazione il ricercatore e saggista Giacomo Pacini ha evidenziato la differente visione che i Servizi Segreti Italiani avevano di Enrico Mattei. Ostile il Sifar, diverso l\u2019atteggiamento dell\u2019Ufficio Affari Riservati. Tra le altre cose \u00e8 emerso che il Sifar non riteneva autentiche le minacce che l\u2019Oas aveva rivolto a Mattei e, in particolare, sosteneva che Mattei si era addirittura fatto pervenire di proposito una finta lettera minatoria a fini di propaganda. Dai documenti dell\u2019Ufficio Affari Riservati, invece, emerge che le minacce dell\u2019Organisation Arm\u00e9e Secr\u00e8te (Oas) erano vere e, anzi, i militanti dell\u2019Oas stavano progettando un attentato contro il presidente dell\u2019Eni Enrico Mattei, nemico giurato dell\u2019organizzazione ultranazionalista francese a causa del supporto che stava fornendo agli indipendentisti algerini. In questi documenti, molti dei quali inediti, si parla anche esplicitamente di un attentato contro l\u2019aereo di Mattei che sarebbe stato progettato a inizio 1962. Addirittura in un appunto del marzo 1962 si legge che l\u2019Oas ipotizzava di colpire l\u2019aereo di Mattei a Gela. Un documento che impressiona perch\u00e9, come \u00e8 noto, nel suo ultimo viaggio Mattei atterr\u00f2 proprio a Gela\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Paolo Gheda dell\u2019Universit\u00e0 della Valle d\u2019Aosta ha affrontato il rapporto tra Enrico Mattei e Milano, la citt\u00e0 dove si \u00e8 affermato come imprenditore ed ha costruito il proprio profilo di manager di Stato. La fitta rete di contatti e amicizie cittadine che ne accompagnarono l\u2019ascesa, coltivate in particolare durante la Resistenza e i primi anni del dopoguerra, rimanda a rilevanti mondi culturali intrecciati tra di loro, che orbitavano in prevalenza intorno alle amicizie cristiane milanesi. Dal suo impegno di regia amministrativa nei partigiani \u201cbianchi\u201d \u2013 in cui sarebbero da verificare pure eventuali rapporti con l\u2019intelligence alleata, in particolare statunitense \u2013 gli deriv\u00f2 l\u2019opportunit\u00e0 di sviluppare il proprio progetto energetico tra l\u2019Agip e l\u2019ENI, cos\u00ec come si svilupparono i suoi legami con la DC ambrosiana e nazionale. E a Milano continu\u00f2 fino alla fine a incrociarsi con la dirigenza locale, politica e imprenditoriale, nel suo impegno di promotore dello sviluppo a livello civile e pure ecclesiale\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Elio Frescani dell\u2019Universit\u00e0iversit\u00e0 di Salerno ha approfondito il tema \u201cMedia, intelligence ed Eni\u201d, rilevando che \u201cEnrico Mattei \u00e8 consapevole di essere sotto il controllo quotidiano dei servizi segreti italiani, ma soprattutto stranieri. Parallelamente alle sue attivit\u00e0, attua una strategia di difesa sua e dell\u2019azienda che consiste nell\u2019utilizzo di tutti i media disponibili: stampa quotidiana e periodica, interviste radiofoniche e televisive, film documentari per il circuito cinematografico e una rivista aziendale \u201cIl gatto selvatico\u201d, affidandone la direzione al poeta Attilio Bertolucci, che, tra gli altri, chiama a collaborare Mino Maccari, Enzo Siciliano, Raffaele La Capria, Giorgio Caproni, Alfonso Gatto, Carlo Cassola, Mario Soldati. Si tratta di alcuni degli intellettuali pi\u00f9 importanti del tempo che si aggiungevano agli altri che collaboravano direttamente con Mattei, tra i quali Sabino Cassese, Giorgio Ruffolo e Paolo Sylos Labini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Il saggista Giovanni Fasanella, nel suo intervento, ha affrontato il tema dell\u2019ostilit\u00e0 britannica nei confronti di Enrico Mattei e della sua politica energetica italiana. Ostilit\u00e0 che emerge in modo inequivocabile dall\u2019esame dell\u2019enorme documentazione scoperta insieme a Mario Cereghino negli archivi di Stato inglesi di Kew Gardens, Londra. Nei report un tempo top secret e ora a disposizione degli studiosi, i vari governi britannici, la loro diplomazia e le societ\u00e0 petrolifere dell\u2019UK descrivono il presidente dell\u2019Eni come un \u00abnemico mortale degli interessi di Londra nel mondo\u00bb. Da quelle carte, emerge un crescendo di irritazione che sfocia in una guerra senza quartiere man mano che l\u2019Eni conquista posizioni di influenza nel Mediterraneo, in Nord Africa, nei paesi emergenti e nel Medio Oriente, mentre il prestigio del vecchio impero coloniale, in quelle aree ricchissime di materie prime e di risorse petrolifere, declina. Uno dei tanti documenti citati da Fasanella \u00e8 particolarmente impressionante. \u00c8 datato 1962, pochi mesi prima della morte del presidente dell\u2019Eni nell\u2019incidente\u201d aereo di Bascap\u00e9. Il ministero dell\u2019Energia inglese afferma infatti: \u00abAbbiamo fatto di tutto per fermarlo, ma non ci siamo riusciti: forse \u00e8 arrivato il momento di passare la pratica alla nostra intelligence\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Per finire Nico Perrone, dell\u2019Universit\u00e0 \u201cAldo Moro\u201d di Bari e collaboratore di Mattei, che ha iniziato il suo intervento evidenziando che \u201cl\u2019Italia sconfitta \u00e8 il solo oggetto dell\u2019azione dei servizi dei vincitori. La rinascita \u00e8 avvenuta con le ricerche petrolifere di Mattei, il quale ottenne da De Gasperi libert\u00e0 d\u2019azione nonostante le proteste americane\u201d. Perrone prosegue sostenendo che \u201canche l\u2019Eni di Mattei aveva una propria intelligence, fatta di personale proveniente dai servizi dello Stato. Mattei diventa cos\u00ec oggetto dell\u2019attenzione di servizi stranieri, specialmente americani. Mattei mor\u00ec a causa di un attentato, come ha dimostrato la sentenza di Vincenzo Calia dalla quale emergono le prove della presenza di tracce di esplosivo nei resti del disastro dell\u2019aereo. Amintore Fanfani aveva parlato di \u201cabbattimento dell\u2019aereo di Mattei\u201d. Perrone ha concluso sottolineando, dal suo punto di vista, \u201cla coincidenza della morte di Mattei con la crisi dei missili a Cuba, con il rischio di una guerra nucleare fra Usa e Urss\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">In chiusura del convegno, che \u00e8 stato seguito da Radio Radicale, Mario Caligiuri ha annunciato che, nell\u2019ambito del progetto di ricerca sull\u2019approfondimento storico dell\u2019intelligence italiana promosso dall\u2019Universit\u00e0 della Calabria, verr\u00e0 presto pubblicato da Rubbettino il volume \u201cEnrico Mattei e l\u2019intelligence\u201d. Il testo riprender\u00e0 i contenuti delle relazioni del convegno e verr\u00e0 presentato a Roma alla Camera dei Deputati il 27 ottobre 2022 in occasione del sessantesimo anniversario della morte del presidente dell\u2019Eni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/formiche.net\/2021\/12\/enrico-mattei-intelligence-documenti-interpretazioni\/\">https:\/\/formiche.net\/2021\/12\/enrico-mattei-intelligence-documenti-interpretazioni\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da FORMICHE (Federica De Vincentis) \u00a0Rivelazioni al Convegno scientifico del Master in Intelligence all\u2019Universit\u00e0 della Calabria diretto da Mario Caligiuri. Interventi di Calia, Fasanella, Pacini, Aresu, Perrone, Buccianti, Gheda e Micheletta \u201cEnrico Mattei e l\u2019intelligence. Energia e interesse nazionale nella guerra fredda\u201d. 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