{"id":69170,"date":"2021-12-14T09:30:45","date_gmt":"2021-12-14T08:30:45","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=69170"},"modified":"2021-12-14T08:59:32","modified_gmt":"2021-12-14T07:59:32","slug":"la-strategia-italiana-nella-corsa-allo-spazio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=69170","title":{"rendered":"La strategia italiana nella corsa allo spazio"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">da <strong>TERMOMETRO GEOPOLITICO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">La tecnologia, la diplomazia ed il \u201cnuovo artigianato di settore.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019Italia \u00e8 una paese difficile da inquadrare, soprattutto per gli osservatori italiani. Schiacciato fra aspirazioni titaniche ed una radicata esterofilia che tende a svilirne il ruolo internazionale, sembra sfuggire agli italiani stessi il ruolo cardine che questa relativamente giovane nazione ricopre nello scacchiere politico internazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">In realt\u00e0 l\u2019Italia si presenta come un Giano bifronte, in quasi ogni ambito di riferimento: da una parte si tratta dell\u2019ottava economia del pianeta, terza nell\u2019Unione Europea; membro fondatore della NATO e dell\u2019Unione Europea e al contempo cinquantaduesimo paese per indice di corruzione e quarantunesimo per libert\u00e0 di stampa, senza contare che ospita tanto alcune delle regioni con il PIL procapite pi\u00f9 alto d\u2019Europa quanto alcune con il PIL pi\u00f9 basso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Leggi anche: Perch\u00e9 non parliamo (quasi) mai d\u2019Italia?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Difficile dire a quando si deve retrodatare l\u2019inizio di questa apparente innata ambiguit\u00e0, manifestatasi gi\u00e0 fortemente durante la Guerra Fredda, vantando l\u2019Italia tanto un ruolo di partner affidabile del Patto Atlantico quanto il Partito Comunista pi\u00f9 grande dell\u2019Europa Occidentale, ed espressioni celebri come quella che voleva che l\u2019Italia avesse \u201cla moglie americana e l\u2019amante araba\u201d descrivono ulteriormente un quadro di ambiguit\u00e0 in ambito diplomatico ed economico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Di sicuro questo costante atteggiamento apparentemente ambiguo che lascia l\u2019Italia aperta ad ogni possibile collaborazione ed accordo ha permesso, allo stato italiano, di ritagliarsi un ruolo anche in quei contesti ove ne mancavano gli strumenti oggettivi, definendo delle nicchie di specializzazione che pongono questa strana nazione in un ruolo vantaggioso anche nell\u2019ambito dell\u2019esplorazione spaziale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Leggi anche: La nuova epoca delle esplorazioni spaziali e le nuove colonizzazioni<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Esploratori con le navi degli altri<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A ben guardare sembra che l\u2019Italia abbia una antica tradizione di esplorazione \u201cper procura\u201d, di cui va molto fiera, e nella narrazione autocelebrativa sembra ci si dimentichi che nessuna di quelle grandi esplorazioni venne condotta nell\u2019ambito di progetti di uno \u201cstato italiano\u201d (uno dei tanti che all\u2019epoca componevano la penisola) bens\u00ec gli abilissimi marinai, capitani, esploratori e cartografi italiani partecipavano alle grandi spedizioni organizzate dalle potenze economiche dell\u2019epoca. Cristoforo Colombo, Amerigo Vespucci e Giovanni Caboto cambiarono il mondo e la storia a bordo di navi spagnole ed inglesi. Ugualmente, l\u2019avventura spaziale italiana prende il volo nel 1964 con il satellite San Marco, portato nell\u2019atmosfera da un vettore della NASA.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Anche la nascita dell\u2019Agenzia Italiana per lo Spazio \u00e8 intrinsecamente legata ai rapporti che il bel paese ha intrecciato con i vari partner nel corso del tempo. In principio l\u2019Italia fu tra i fondatori del programma per l\u2019European Launcher Development Organisation (ELDO) nel 1962 e parallelamente fondatrice insieme ad altri dieci partner dell\u2019European Space Research Organisation (ESRO) nel 1964.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Le due entit\u00e0 convergeranno nel 1975 nell\u2019ESA (l\u2019agenzia spaziale europea) di cui l\u2019Italia risulta ancora attualmente il terzo partner, dopo Francia e Germania, per investimenti sia economici che tecnico scientifici. Solo nel 1988 verr\u00e0 fondata una vera e propria Agenzia Italiana per lo spazio e le operazioni in tale ambito non saranno pi\u00f9 da quel momento sotto il diretto controllo del Centro Nazionale Ricerche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Il nuovo artigianato di settore<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Esattamente come nel mercato manifatturiero, l\u2019Italia ha progressivamente occupato un segmento importante dell\u2019industria dell\u2019esplorazione spaziale, una specie di nuovo \u201cartigianato di settore\u201d specializzato non tanto nella realizzazione di intere missioni ma sulla componentistica che per la sua natura \u201cincompleta\u201d si presta per creare rapporti di collaborazione con un ventaglio molto pi\u00f9 ampio di partner, condizione che si dimostra essere vantaggiosa tanto in termini economici che diplomatici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Un esempio in tal senso sono i cosiddetti \u201cprogetti specchio\u201d. Un programma di iniziative varate dal 2019 nel corso delle quali l\u2019ASI fornisce supporto a programmi promossi dall\u2019ESA creando un percorso parallelo che se da una parte sostiene la missione madre guidata dall\u2019Unione Europea, dall\u2019altra raggiunge un sufficiente grado di indipendenza per cui, a processi ultimati, pu\u00f2 agire parallelamente. Inoltre, grazie ai progetti specchio, tutte queste attivit\u00e0 possono essere affidate ad un\u2019azienda italiana con vantaggiose ricadute sull\u2019economia del paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Un gioco complesso di scatole cinesi che pu\u00f2 essere meglio espresso con un esempio: l\u2019ESA ha realizzato e sta realizzando una serie di sistemi satellitari i quali hanno varie funzioni fra cui la navigazione (progetto Galileo), la comunicazione (Govsatcom) e la mappatura satellitare (progetto Copernicus).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Nell\u2019ambito di tali progetti l\u2019ASI ha realizzato il \u201cprogetto specchio\u201d Ital-GovSatCom affidato per la sua realizzazione alla Thales Alenia Space, societ\u00e0 del gruppo Leonardo, che contribuisce al 50% delle spese. In questo modo da una parte si fornisce supporto ai progetti principali, ma dall\u2019altra si incentiva l\u2019uso dei vettori di produzione italiana: la serie Vega.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Una diplomazia, molte collaborazioni<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019ESA per\u00f2 non \u00e8 il limite ultimo delle collaborazioni italiane ed in realt\u00e0 a causa della natura ibrida dell\u2019impegno italiano nel settore spaziale \u00e8 difficile seguirne tutti i passaggi: l\u2019ASI infatti coordina l\u2019attivit\u00e0 di molte societ\u00e0 italiane che poi sono libere sul mercato di agire indipendentemente. Ciononostante \u00e8 importante osservare la collaborazione tra ASI e la China Manned Space Agency (CMSA) attiva fin dal 2017 per attivit\u00e0 di ricerca scientifica da svolgersi sulla stazione spaziale cinese. L\u2019Italia ha inoltre contribuito in maniera notevole alla costruzione della Stazione Spaziale internazionale con la creazione dei moduli Harmony, Tranquillity ma soprattutto della celebre Cupola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Una caratteristica unica di questo periodo storico \u00e8 anche l\u2019ingresso delle societ\u00e0 private, soprattutto americane, nello scenario dell\u2019esplorazione e del turismo spaziale e l\u2019ASI risulta presente anche in quest\u2019ambito. Risale infatti all\u2019ormai lontano 2018 un accordo tra ASI e Virgin per una collaborazione orientata a far decollare i voli turistici della societ\u00e0 fondata da Richard Branson dallo spazioporto italiano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Argomento che ci permette di introdurre la problematica delle piste di lancio gi\u00e0 osservata nel caso dell\u2019Agenzia per la ricerca spaziale francese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Dal 1967 fino al 1988 l\u2019Italia ha potuto effettuare i suoi lanci dal Centro Spaziale Luigi Broglio, localizzato a Malindi, in Kenya, sfruttando l\u2019allora avveniristico sistema di lanci effettuati da piattaforme oceaniche, unico all\u2019epoca nel suo genere, che risolve in maniera ingegnosa tanto le problematiche del territorio legate alla partenza dei vettori quanto la necessit\u00e0 di disporre di ingenti quantit\u00e0 di acqua al momento del decollo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Il centro spaziale prima sotto la direzione dell\u2019Universit\u00e0 la Sapienza di Roma e dal 2004 sotto diretto controllo dell\u2019ASI oggi si definisce come un centro di coordinamento delle missioni Ariane e Falcon 6 (costantemente aggiornato e dotatosi ancora nel 2019 di nuove parabole) e non effettua pi\u00f9 lanci diretti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">La presenza della base in territorio keniota \u00e8 stata definita da accordi bilaterali fra le due nazioni, definiti nel 2016, ratificati nel 2019 ed entrati in vigore nel 2020.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Ad una prima osservazione risulta incomprensibile la natura dell\u2019accordo fra Virgin e ASI non avendo l\u2019Italia una sua pista di lancio, questo perch\u00e9 non si tiene in considerazione della costruzione, in questi anni di uno spazioporto sul territorio italiano: Lo Spazioporto di Grottaglie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Lo spazioporto italiano<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Questa struttura \u00e8 la prima pista di lancio ufficiale sul territorio europeo anche se per il momento pensata per voli suborbitali come quelli organizzati, appunto, dalla Virgin. La creazione \u00e8 stata per le prime fasi puramente istituzionale, concedendo all\u2019aeroporto \u201cMarcello Arlotta\u201d (al momento chiuso ai voli civili) la nuova destinazione d\u2019uso, ma di giorno in giorno nuovi capitali arricchiscono di infrastrutture la localit\u00e0 che presenta una serie di vantaggi (climatici, paesaggistici e localizzazione geografica) e lo stesso governo italiano ha gi\u00e0 stanziato 21 milioni e varato l\u2019invio di ulteriori 30 milioni nei prossimi anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019Inghilterra \u00e8 arrivata in ritardo in questo ambito, e l\u2019unica alternativa europea a Grottaglie risulta essere lo Sutherland Spaceport, in Scozia, la cui costruzione dovrebbe iniziare alla fine di quest\u2019anno. Per quanto concerne Grottaglie si \u00e8 al momento solo in attesa delle autorizzazioni e regolamenti inerenti i rientri orbitali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Questo breve spaccato sulla presenza italiana nell\u2019esplorazione spaziale dimostra come questo nuovo ambito industriale, economico e diplomatico sia composto da poliedrici elementi e se da una parte solo alcune nazioni possono mettere in campo la forza e l\u2019organizzazione necessaria per realizzare una missione spaziale nella sua interezza, altre realt\u00e0 possono settorializzarsi in ambiti pi\u00f9 specifici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Questo approccio non va sottovalutato poich\u00e9 permette a paesi come l\u2019Italia di essere presente nella corsa allo spazio e ritrovarsi cos\u00ec a poter sedere al tavolo dei vincitori quando sar\u00e0 il momento di tirare le somme.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Volendo utilizzare un esempio della Storia si pensi alla citt\u00e0 di Venezia la quale divenne esperta nella produzione delle lanterne per le galee, le quali venivano vendute addirittura allo stesso impero Ottomano che era coinvolto in tanti conflitti contro la Serenissima. L\u2019artigianato di settore ed iperspecializzato non pot\u00e8 impedire il tramonto della potenza marittima di Venezia, ma ne garant\u00ec la sopravvivenza per secoli dopo che aveva perso la sua velleit\u00e0 imperialista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Inoltre, come gi\u00e0 anticipato, l\u2019esplorazione spaziale \u00e8 l\u2019unico settore civile che spinge ad innovazioni tecnologiche pari a quelle che si ottengono dall\u2019ambito militare, e lo spazio pu\u00f2 trasformarsi in un vero e proprio laboratorio a cielo aperto, \u00e8 il caso di dirlo, ove sperimentare innovazioni che poi avranno concrete ricadute sull\u2019industria e l\u2019economia nazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>FONTE<\/strong>:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.thezeppelin.org\/la-strategia-italiana-nella-corsa-allo-spazio\/\">https:\/\/www.thezeppelin.org\/la-strategia-italiana-nella-corsa-allo-spazio\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da TERMOMETRO GEOPOLITICO La tecnologia, la diplomazia ed il \u201cnuovo artigianato di settore.\u201d L\u2019Italia \u00e8 una paese difficile da inquadrare, soprattutto per gli osservatori italiani. 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